Vedi Napoli e poi… Sgrilli!

di Bruno Aldo Palumbo

La boutade di Grillo ripropone in modo perentorio e brutale il convenzionale rapporto tra Napoli e i media italiani, tra Napoli e l’Italia. Archiviata in tempi tanto remoti quanto incerti dalla storiografia italica l’epoca del “Vedi Napoli e poi muori” peraltro anche vilipesa attraverso tentativi alla Giletti di cambiare di segno alla riflessione di Goethe, vale a dire “state lontani da Napoli perchè è pericolosissima!”, possiamo amaramente ma lucidamente constatare che i cosiddetti intellettuali e i politici italiani “dicono le stesse cose” su Napoli. Condividono lo stesso pregiudizio. Si nutrono dello stesso razzismo. Esempi recentissimi? La Valente fa capire che può fare per Napoli visto che ha “un governo amico” (…non perchè Napoli meriti!). Lettieri ripete gli stereotipati giudizi norditaliani sulla città e, si propone come “traghettatore” della città verso “valori milanesi”. Grillo si adegua e mostra di essere fatto della stessa pasta. E non tanto perché definisce Napoli una riserva indiana: l’aveva già detto – e con nobili intenti – Pasolini.

E passi anche l’apprezzamento per cui nessuno si accorge se funzionano i semafori o meno… stiamo ancora parlando di Alterità rispetto all’Italia e di Colonialità. Queste due cose sono vere, anche se io le rivendico con fierezza e a LORO vergogna! La cosa veramente insostenibile, insensata, mediocre, oscena, disgustosa e infame è sperare che Napoli voti il Brambilla, particolarmente perché è del nord e tifa per la Juve e questa sarebbe la novità! Il cerchio si chiude: il Bene è sempre e comunque il Nord. Il Male è sempre e comunque Napoli. Per fare bene bisogna perdere se stessi e “diventare italiani” dove diventare italiani vuol dire solo assumere comportamenti settentrionali ma – beninteso – senza opportunità o vantaggi economici. Vale a dire, dopo 155 anni, la novità che spunta fuori dal cilindro è la COLONIA. Tempo fa scrissi che il collante dello stato italia è il Razzismo. Ne sono più che mai convinto. In breve: siete inferiori anche se vi abbiamo salvato e dichiarato italiani. Ci dovete credere.

E infatti moltissimi ci hanno creduto e sono diventati servi. Niente o quasi della vostra cultura e della vostra storia è parte dell’italia, e se qualcosa vale ,per nostra scelta, diventa italiano. L’unica via possibile è assomigliare a noi. Il vostro futuro è il Negro da cortile. Lo dicono tutti , da Giletti a Lettieri, dall’Espresso a Grillo, dalla Tv alla Valente a Renzi. Mi fermo cari fratelli. Dall’Italia arrivano sempre le stesse cose, piove merda da 155 anni. Non è necessario che Vi dia indicazioni di voto.

Comunali, MO! ricorre al CDS con piena fiducia.

La lista MO! ha già pronto il ricorso al Consiglio di Stato contro la bocciatura delle sue liste al comune e in alcune municipalità decisa dal Tar della Campania. Il ricorso – segnala il movimento guidato da Flavia Sorrentino – è stato preparato dall’avvocato Antonio Parisi e si confida che sia accolto, visto che il 16 maggio è stato accettato quello di una lista di Cosenza che era nelle identiche condizioni di MO, cioè con candidati ricusati perché hanno autenticato le firme di accettazione nel proprio Comune di residenza e non nel posto dove si vota. Il Consiglio di Stato ha appena chiarito che tali firme sono valide. “Ciò vale, in particolar modo – si legge nella sentenza relativa alla lista di Cosenza – per le sottoscrizioni relative alle accettazioni delle candidature (quali quelle in esame), essendo contrario alle finalità di semplificazione che ispirano la legislazione elettorale costringere i candidati, che non necessariamente devono essere elettori nel Comune al quale si candidano, a sottoscrivere le accettazioni e a farle autenticare dal solo ufficiale dell’ente territoriale alle cui elezioni intendono partecipare”.

Lettera del Presidente di Unione Mediterranea: invito a proseguire, uniti, la nostra battaglia di liberazione.

L’esclusione provvisoria della lista presentata da U.M. per la formazione del consiglio comunale di Napoli costituisce per noi un duro colpo, considerata la portata che una tale campagna elettorale assume nel difficile processo di formazione della coscienza della nostra meridionalità.

Tuttavia, superato il primo contraccolpo, l’incidente non va sopravalutato e tantomeno vissuto come una sconfitta. Ferma restando la fiducia che il Tar possa ribaltare la situazione, si tratta di evenienze non infrequenti anche per formazioni molto più attrezzate di noi per disponibilità di mezzi. E soprattutto di evenienza che non ci impedisce per nulla di partecipare con forza alla battaglia in corso per la formazione di un’amministrazione sostenuta da un largo consenso – e insieme da un’attenta vigilanza -da parte delle classi popolari meridionali, obiettivi ai quali U.M. può dare un suo valido e forse insostituibile contributo.

Ci incombe quindi di riprendere con la stessa convinzione di prima e, se occorre, con decisione rafforzata il lavoro avviato. Superando anche il turbamento che ci perviene da inopportune prese di posizione, assunte fuori dai canali propri di un costruttivo esame e dibattito interno e come tali assai dannose, perché suscettibili di creare solo confusione e di immettere veleni.

È questo il secondo punto che, accavallandosi al primo, il movimento si trova a dover fronteggiare, con calma, sicuro della forza di cui è dotato. E perciò lasciando che siano gli organi istituzionalmente a ciò preposti a dare approfondita valutazione, sia delle manifestazioni suddette, sia delle loro radici socio-culturali, non estranee alla cultura propria delle situazioni di dipendenza, che più o meno nascosta, è comunque operante dentro di noi, non restando essa esorcizzata dal solo fatto di una iscrizione ad un movimento di liberazione, quale noi siamo.

Per quanto mi riguarda è un tema che insieme ad altri amici intendiamo approfondire ed eventualmente portare nel prossimo congresso, trattandosi di un punto a nostro giudizio cruciale. Rispetto al quale “è opportuno che gli scandali avvengano”, perché essi valgono, più di ogni altra cosa a rivelare i punti deboli di una struttura.

Anche a nome di questi amici mi permetto quindi di esortare tutti noi a riprendere con forza e con fiducia il lavoro intrapreso, riversandolo nella campagna elettorale in atto a Napoli in favore delle liste che sostengono la candidatura di De Magistris, augurandoci che la nostra torni in prima fila, ma con la stessa convinzione anche se questo non dovesse avvenire.

E mi sia consentito inoltre, e questa volta nella qualità di Presidente del Movimento, di cui sono stato onorato, di esprimere la nostra fiducia al gruppo che ha seguito tutta la fase preparatoria e la nostra gratitudine a tutte le candidate e a tutti i candidati della lista per l’apporto che essi con il loro nome e la loro fatica hanno dato alla lista e al movimento.

Francesco Tassone

Conferenza Stampa congiunta delle liste: BENE COMUNE CON DE MAGISTRIS e MO – NAPOLI AUTONOMA

Giovedì 12 maggio p.v. ore 12
Spazio Nea Art Gallery,
Via Santa Maria di Costantinopoli, 53

“Alcune liste concorrenti alle prossime elezioni comunali napoletane, in sostegno al Sindaco Luigi de Magistris, sono state ricusate dalla commissione esaminatrice. Nel corso della conferenza stampa verranno spiegati i motivi del ricorso alla ricusazione delle liste.
La motivazione, per la quale si impedisce ad un candidato l’autentica delle firme per l’accettazione della candidatura in un comune differente dal quale si concorre per l’agone politico, lede e restringe il diritto all’elettorato passivo del candidato, che così, di fatto, perde il diritto a candidarsi al Comune di Napoli.
Riteniamo che deve essere garantita piena agibilità a chi si candida. L’autentica della firma di un candidato per l’accettazione della candidatura non è certo sovrapponibile all’autentica delle firme dei sottoscrittori della lista. La restrittività con cui si applica il principio di “territorialità” lede, di fatto e nella sostanza, l’agibilità al diritto di voto passivo del candidato escluso dalla competizione elettorale. Pertanto le liste BENE COMUNE CON DE MAGISTRIS e MO – NAPOLI AUTONOMA hanno intrapreso azione di ricorso contro la ricusazione delle reciproche liste, in tutela della piena agibilità elettorale dei propri candidati.”

Bene Comune con de Magistris
MO – Napoli Autonoma

Comunicato della lista “MO! Napoli autonoma” in merito alla ricusazione

La lista “MO! Napoli autonoma” è stata ricusata dalla commissione elettorale esaminatrice, per un vizio di forma relativo alla autenticazione delle firme dei candidati, effettuata ad opera di pubblici ufficiali incaricati, non operanti sul territorio del Comune di Napoli. L’ambiguità è scaturita da una differente interpretazione della norma che disciplina tale materia. La pratica per il ricorso avverso la ricusazione è già in corso. Con MO-Unione Mediterranea, siamo a lavoro per far fronte alle pastoie burocratiche, con tutte le forze a nostra disposizione. Non consentiremo facilmente che qualche cavillo interpretativo ostacoli l’impegno, la passione e la competenza della nostra azione politica.

MO non è un taxi, nota sul “caso Coppola”.

L’avvocato Emilio Coppola, iscritto a Unione Mediterranea da alcuni mesi, ha proposto la sua candidatura al Consiglio comunale accettando, come tutti gli altri, le regole che il movimento si è dato sulla base delle decisioni del congresso di Matera del 2015.

Una regola, in democrazia, può piacere o non piacere ma non è mai “un ricatto”. Invece Coppola, subito dopo l’ufficializzazione della lista MO, ha comunicato di aver cambiato idea: non avrebbe appoggiato la capolista e anzi riteneva più giusto che fosse la capolista a sostenerlo nella sua corsa verso l’elezione. Tutto quanto accaduto dopo, è conseguenza della violazione da parte di Coppola di regole liberamente accettate.

No, questa non è la politica al servizio della nostra terra di cui c’è bisogno.

Il movimento MO-Unione Mediterranea non è un taxi sul quale si sale o si scende in base a una mera convenienza personale.

Liste candidati MO! al Comune e alle Municipalità

La lista MO! per il Comune – Flavia Sorrentino capolista. Seguono in ordine alfabetico prima le donne e poi gli uomini con rispettivi dati anagrafici:

 

Flavia Sorrentino, 25 anni, studentessa in giurisprudenza, portavoce nazionale di MO-UM
Veronica Abbruzzese, 34 anni, addetto backoffice recupero crediti
Carmen Altilia, 28 anni, laureata in scienze politiche
Francesca Bove, 33 anni, insegnante
Sveva Caridi, 34 anni, psicologa
Eva Fasano, 39 anni, responsabile comunicazione presso una cooperativa sociale
Marta La Greca, 39 anni, professoressa e biologa nutrizionista
Beatrice Lizza, 20 anni, studentessa in Scienze politiche
Serena Montuori, 27 anni, avvocato
Irene Pagano, 36 anni, operatrice sociale
Roberta Porreca, 52 anni, avvocato
Nunzia Rivetti, 60 anni, casalinga
Marzia Schioppa, 23 anni, studente
Cristina Sollo, 33 anni, laureata in Lingue e Letterature straniere
Anita Taiani, 43 anni, titolare patronato ACAI
Antonio Aliberti, 53 anni, imprenditore e giornalista pubblicista
Daniele Angeli, 32 anni, imprenditore
Gerardo Dino Brasiello, 34 anni, operatore socio sanitario
Nazario Bruno, 70 anni, poeta e scrittore
Franco Cafararo, 56 anni, dipendente Poste Italiane
Massimiliano Cerciello, 28 anni, dottorando e Teaching Assistant presso Università Parthenope
Salvatore Cerminara, 59 anni, operatore sociale
Vittorio Ciorcalo, 67 anni, attore – autore – regista
Mattia Di Gennaro, 30 anni, consulente aziendale
Ciro Esposito, 47 anni, professore di lettere
Fabio Gallo, 33 anni, impiegato
Marcello Gombos, 49 anni, ricercatore in fisica della materia presso il CNR
Francesco Labruna, 45 anni , avvocato
Alessandro Lerro, 52 anni, artista lirico presso la Fondazione Teatro San Carlo di Napoli
Antonio Lombardi, 54 anni, pedagogista e mediatore dei conflitti
Maxmilian Karim Mikael Narducci, 31 anni, imprenditore
Fulvio Nunziata, 42 anni, impiegato
Enrico Maria Orlando, 38 anni, geometra libero professionista
Bruno Aldo Palumbo, 67 anni, pensionato
Lorenzo Piccolo, 42 anni, docente
Mauro Sasso del Verme, 48 anni, cancelliere presso il Tribunale di Napoli
Carmine Sibilla, 43 anni, ufficiale dei Carabinieri
Sergio Sivori, 49 anni, attore

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Municipalità 1:
Giovanna Aliberti, 24/04/1997, nata a Napoli
Teresa Brasiello, 06/05/1984, nata a Napoli
Valentina Colaiacolo, 11/03/1983, nata a Napoli
Carmela detta Mela Ferone De Cristofaro, 08/08/1991, nata a Napoli
Giuseppina Migliaccio, 01/10/1975, nata a Napoli
Federica Pepino, 23/04/1990, nata a Napoli
Carmela Proto, 21/03/1967, nata a Boscoreale (NA)
Luisa Vestuto, 19/08/1961, nata a Napoli
Vincenzo Arfè, 24/03/1964, nato a Napoli
Massimiliano Cerciello, 25/01/1988, nato a Napoli
Salvatore Cimmino, 19/01/1980, nato a Napoli
Luigi Cozzuto, 18/05/1985, nato a Napoli
Luigi Del Gaudio, 08/04/1989, nato a Napoli
Gianfranco Di Sabato, 28/05/1965, nato a Napoli
Salvatore Esposito, 07/09/1964, nato a Napoli
Andrea Rey, 21/12/1988, nato a Napoli
Simone Sepe, 13/06/1993, nato a Napoli
Stefano Silvestri, 24/12/1973, nato a Napoli
Diego Taiani, 28/04/1979, nato a Napoli
Luigi Varriale, 01/11/1986, nato a Napoli
Fabio Vitale, 06/07/1970, nato a Napoli
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Municipalità 2
Sergio Melucci, 14/06/1982, nato a Napoli
Vincenzo Arfè, 24/03/1964, nato a Napoli
Francesca Bove, 21/05/1982, nata a Maddaloni (CE)
Giuseppina Canonico, 25/04/1967, nata a Monteforte Irpino (AV)
Carlo Capezzuto, 17/10/1952, nato a Torino
Francesco Catino, 22/02/1991, nato a Napoli
Vincenzo Condé, 09/05/1968, nato a Napoli
Giulia Coppola, 28/04/1987, nata a Napoli
Rosario D’Orso, 22/05/1977, nato a Napoli
Carlo Gargiulo, 01/01/1994, nato a Napoli
Salvatore Legnante, 11/11/1980, nato a Aversa (CE)
Beatrice Lizza, 30/01/1996, nata a Milano
Andrea Melluso, 19/05/1990, nato a Napoli
Leopoldo Nigrelli, 05/06/1960, nato a Napoli
Emma Nunziata, 31/03/1956, nata a Napoli
Roberto Paduano, 08/07/1980, nato a Napoli
Immacolata Pironti, 26/02/1975, nata a Napoli
Nicola Reina, 28/10/1982, nato a Napoli
Carmen Scialò, 22/11/1989, nata a Napoli
Simone Sepe, 13/06/1993, nato a Napoli
Luisa Vestuto, 19/08/1961, nata a Napoli
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Municipalità 3
Manuela Grieco, 30/11/1979, nata a Napoli
Emma Nunziata, 31/03/1956, nata a Napoli
Arianna Patanè, 09/04/1985, nata a Napoli
Brunella Pedalino, 13/02/1984, nata a Napoli
Federica Pepino, 23/04/1990, nata a Napoli
Immacolata Pironti, 26/02/1975, nata a Napoli
Bianca Proto, 26/04/1925, nata a Napoli
Palma Varone, 19/04/1983, nata a Napoli
Barbato Rosario detto Mario, 08/12/1983, nato a Mugnano di Napoli (NA)
Enrico Conelli, 07/03/1955, nato a Napoli
Luigi Cozzuto, 18/05/1985, nato a Napoli
Francesco Della Corte, 19/02/1985, nato a Napoli
Mattia Di Gennaro, 03/01/1986, nato a Napoli
Salvatore Esposito, 07/09/1964, nato a Napoli
Gennaro Ioimo, 11/04/1979, nato a Napoli
Marcello Macrì, 29/03/1983, nato a Napoli
Sergio Melucci, 14/06/1982, nato a Napoli
Nicola Reina, 28/10/1982, nato a Napoli
Paolo Romagnuolo, 04/07/1973, nato a Napoli
Gian Marco Sbordone, 18/09/1989, nato a Genova
Rosario Trimarco, 03/05/1971, nato a Napoli
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Municipalità 4
Diego Taiani, 28/04/1979, nato a Napoli
Veronica Abbruzzese, 10/09/1982, nata a Napoli
Aniello detto Nello Andretta, 29/07/1951, nato a Napoli
Alessandro Arcieri, 10/04/1984, nato a Napoli
Anna Avano, 15/07/1978, nata a Torre del Greco (NA)
Carmine Cappiello, 07/07/1997, nato a Napoli
Anna Caruso, 25/12/1986, nata a Vico Equense (NA)
Claudia Cicchiello, 17/08/1992, nata a Napoli
Ernesto Ciobbo, 05/06/1963, nato a Napoli
Angela Delli Paoli, 03/06/1956, nata a Marcianise (CE)
Giovanni Fabozzo, 28/03/1971, nato a Napoli
Francesco Forte, 16/05/1996, nato a Napoli
Fabio Gallo, 22/06/1983, nato a Pomigliano D’Arco (NA)
Carlo Gargiulo, 01/01/1994, nato a Napoli
Manuela Grieco, 30/11/1979, nata a Napoli
Emanuele Lieto, 19/06/1991, nato a Napoli
Leopoldo Nigrelli, 05/06/1960, nato a Napoli
Arianna Patanè, 09/04/1985, nata a Napoli
Brunella Pedalino, 13/02/1984, nata a Napoli
Gian Marco Sbordone, 18/09/1989, nato a Genova
Marzia Schioppa, 28/11/1995, nata a Napoli
Palma Varone, 19/04/1983, nata a Napoli
Fabio Vitale, 06/07/1970, nato a Napoli
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Municipalità 5
Claudia Aliberti, 17/09/1993, nata a Napoli
Anna Caruso, 25/12/1986, nata a Vico Equense (NA)
Giulia Coppola, 28/04/1987, nata a Napoli
Rosaria Cunti, 02/10/1967, nata a Napoli
Sonia Monaco, 22/09/1963, nata a Napoli
Valentina Nappo, 28/01/1990, nata a Sarno (SA)
Roberta Porreca, 21/04/1974, nata a San Giuseppe Vesuviano (NA)
Carmen Scialò, 22/11/1989, nata a Napoli
Antonella Vaccaro, 24/07/1963, nata a Napoli
Franco Cafararo, 23/07/1960, nato a Napoli
Aldo Caruso, 27/09/1962, nato a Roma
Domenico detto Mimmo Cerullo, 16/02/1971, nato a Napoli
Salvatore Cimmino, 19/01/1980, nato a Napoli
Luigi Del Gaudio, 08/04/1989, nato a Napoli
Gianfranco Di Sabato, 28/05/1965, nato a Napoli
Massimo Finizio, 09/06/1966, nato a Napoli
Corrado Giardino, 29/10/1973, nato a Napoli
Andrea Melluso, 19/05/1990, nato a Napoli
Oscar Patscot, 16/02/1970, nato a Napoli
Giuseppe Maria Puglia, 02/10/1962, nato a Napoli
Andrea Rey, 21/12/1988, nato a Napoli
Sergio Sivori, 24/07/1966, nato a Napoli
Luigi Varriale, 01/11/1986, nato a Napoli
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Municipalità 6
Irene Pagano, 20/10/1980, nata a Napoli
Carlo Capezzuto, 17/10/1952, nato a Torino
Sveva Caridi, 08/04/1982, nata a Napoli
Domenico detto Mimmo Cerullo, 16/02/1971, nato a Napoli
Valentina Colaiacolo, 11/03/1983, nata a Napoli
Adolfo Colizzi, 01/09/1977, nato a Napoli
Sara Correale, 20/07/1989, nata a Napoli
Leandro Cutillo, 11/02/1967, nato a Napoli
Francesco Della Corte, 19/02/1985, nato a Napoli
Angela Delli Paoli, 03/06/1956, nata a Marcianise (CE)
Francesco Forte, 16/05/1996, nato a Napoli
Marta La Greca, 22/05/1977, nata a Milano
Roberto Paduano, 08/07/1980, nato a Napoli
Cesare Patanè, 09/04/1985, nata a Napoli
Salvatore Ranieri, 10/02/1981, nato a Napoli
Rossana Rey, 21/08/1994, nato a Napoli
Guido Ruoppolo, 05/05/1968, nato a Napoli
Giovanni Setilli, 11/11/1988, nato a Napoli
Marialuisa Silvestri, 13/11/1970, nata a Napoli
Adolfo Trotta, 13/12/1979, nato a San Giorgio a Cremano (NA)
Antonio Vitale, 18/09/1958, nato a Napoli
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Municipalità 7
Carmen Altilia, 24/05/1988, nata a Catanzaro
Anna Avano, 15/07/1978, nata a Torre del Greco (NA)
Sara Correale, 20/07/1989, nata a Napoli
Carmela Ferone De Cristofaro, 08/08/1991, nata a Napoli
Franca Fioritti, 01/01/1957, nata a Napoli
Eleonora Greco, 09/12/1995, nata a Paola (CS)
Bianca Proto, 26/04/1925, nata a Napoli
Antonella Vaccaro, 24/07/1963, nata a Napoli
Aniello detto Nello Andretta, 29/07/1951, nato a Napoli
Elio Antonacci, 10/11/1985, nato a Napoli
Gerardo Dino Brasiello, 23/11/1981, nato a Napoli
Carmine Cappiello, 07/07/1997, nato a Napoli
Enrico Conelli, 07/03/1955, nato a Napoli
Leandro Cutillo, 11/02/1967, nato a Napoli
Giovanni Fabozzo, 28/03/1971, nato a Napoli
Andrea Frattura, 07/06/1989, nato a Napoli
Gennaro Ioimo, 11/04/1979, nato a Napoli
Emanuele Lieto, 19/06/1991, nato a Napoli
Cesare Patanè, 09/04/1985, nato a Napoli
Stefano Silvestri, 24/12/1973, nato a Napoli
Rosario Trimarco, 03/05/1971, nato a Napoli
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Municipalità 8
Cristina Sollo, 01/04/1983, nata a Napoli
Claudia Aliberti, 17/09/1993, nata a Napoli
Alessandro Arcieri, 10/04/1984, nato a Napoli
Barbato Rosario detto Mario, 08/12/1383, nato a Mugnano di Napoli (NA)
Teresa Brasiello, 06/05/1984, nata a Napoli
Francesco Catino, 22/02/1991, nato a Napoli
Massimo Finizio, 09/06/1966, nato a Napoli
Franca Fioritti, 01/01/1957, nata a Napoli
Eleonora Greco, 09/12/1995, nata a Paola (CS)
Salvatore Legnante, 11/11/1980, nato a Aversa (CE)
Giuseppina Migliaccio, 01/10/1975, nata a Napoli
Luigi Morra, 06/11/1981, nato a Napoli
Laura Paragliola, 02/01/1967, nata a Santa Maria Capua Vetere (CE)
Lorenzo Piccolo, 27/07/1974, nato a Napoli
Carmela Proto, 21/03/1967, nata a Boscoreale (NA)
Giuseppe Maria Puglia, 02/10/1962, nato a Napoli
Salvatore Ranieri, 10/02/1981, nato a Napoli
Mauro Sasso del Verme, 21/11/1967, nato a Napoli
Giovanni Setilli, 11/11/1988, nato a Napoli
Adolfo Trotta, 13/12/1979, nato a San Giorgio a Cremano (NA)
Antonio Vitale, 18/09/1958, nato a Napoli
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Municipalità 10
Giovanna Aliberti, 24/04/1997, nata a Napoli
Giuseppina Canonico, 25/04/1967, nata a Monteforte Irpino (AV)
Claudia Cicchiello, 17/08/1992, nata a Napoli
Rosaria Cunti, 02/10/1967, nata a Napoli
Sonia Monaco, 22/09/1963, nata a Napoli
Valentina Nappo, 28/01/1990, nata a Sarno (SA)
Laura Paragliola, 02/01/1967, nata a Santa Maria Capua Vetere (CE)
Rossana Rey, 21/08/1994, nata a Napoli
Marialuisa Silvestri, 13/11/1970, nata a Napoli
Elio Antonacci, 10/11/1985, nato a Napoli
Salvatore Cerminara, 15/06/1957, nato a Napoli
Ernesto Ciobbo, 05/06/1963, nato a Napoli
Adolfo Colizzi, 01/09/1977, nato a Napoli
Vincenzo Condé, 09/05/1968, nato a Napoli
Rosario D’Orso, 22/05/1977, nato a Napoli
Ciro Esposito, 05/04/1969, nato a Napoli
Andrea Frattura, 07/06/1989, nato a Napoli
Corrado Giardino, 29/10/1973, nato a Napoli
Marcello Macrì, 29/03/1983, nato a Napoli
Luigi Morra, 06/11/1981, nato a Napoli
Oscar Patscot, 16/02/1970, nato a Napoli
Guido Ruoppolo, 05/05/1968, nato a Napoli

Appello ai ricercatori napoletani all’estero in sostegno di De Magistris

Di Roberto Cantoni

Nell’attuale contesto politico, riconosciamo nell’attuale amministrazione comunale napoletana una significativa “anomalia”, dal punto di vista nazionale ed internazionale, sia nella sua opposizione alle politiche neo-liberiste portate avanti dal governo Renzi e dall’Unione Europea che nel suo percorso di apertura ai movimenti sociali ed alle esperienze di autogestione.

La giunta guidata dal Sindaco Luigi De Magistris ha avuto il coraggio di respingere i ricatti del dissesto comunale, di tenere la testa alta sul commissariamento di Bagnoli, e, allo stesso tempo di sostenere le forze vive e le energie della città. Una città nella quale non si ordinano sgomberi di spazi sociali ed esperienze autogestite, che, al contrario, vengono incoraggiati. Una città nella quale si sperimentano percorsi di partecipazione popolare, tramite il coinvolgimento di comitati ed assemblee di quartiere nei processi decisionali.

Napoli sta cambiando: la città sta faticosamente riconquistando la propria dignità. Provando a lasciarsi alle spalle le umiliazioni (politiche e mediatiche) cui è stata sottoposta in anni di malgoverno, ruberie ed emergenze create ad arte. Rispettando la volontà popolare nella gestione dei beni comuni, come dimostrato dalla avvenuta ripubblicizzazione del servizio idrico, unico caso in Italia dopo il Referendum del 2011.

Napoli sta cambiando, anche attraverso gesti simbolici molto forti, come la vicinanza ai popoli impegnati in eroiche lotte antimperialiste, espressa attraverso la cittadinanza onoraria ad Abdullah Ocalan; tramite le iniziative in solidarietà con il popolo Palestinese; mediante politiche di apertura e accoglienza verso i migranti, perché dalla nostra terra sono partiti e partono a migliaia.

Napoli sta cambiando, e a qualcuno questo processo fa paura: perché è la coscienza dei cittadini partenopei ad essere protagonista, è una comunità che costruisce cultura, solidarietà, entusiasmo. Napoli sta cambiando; nonostante le resistenze e l’apatia della borghesia cittadina e di parte del mondo intellettuale partenopeo, attardati nella nostalgia dell’ancién regime; nostalgia di un recente passato fatto di connivenze e corresponsabilità barattate con ricche prebende e consulenze d’oro. Un passato che, pericolosamente, si staglia all’orizzonte e incombe sulla città tramite le speculari e sovrapponibili candidature di Lettieri e Valente, espressione dei medesimi appetiti affaristici e degli stessi poteri forti.

Napoli sta cambiando e noi, da lavoratori della conoscenza, da migranti che conservano un inscindibile e vivo legame con la propria terra d’origine, ci stringiamo intorno a questo generoso tentativo. L’anomalia napoletana può rappresentare un esempio di alternativa per un’Italia stretta fra crisi e finti spettacoli di governo, fra disoccupazione e corruzione.

Sosteniamo la candidatura di Luigi De Magistris a sindaco di Napoli, e, all’interno della sua coalizione, le forze rappresentative di movimenti di lotta e di esperienze di conflitto politico, sociale e sindacale. Per un secondo mandato, che metta al centro dell’azione di governo il rilancio delle periferie e dei quartieri popolari, vero motore per la rinascita di Napoli e della sua area metropolitana; per continuare a difendere le aziende partecipate di Napoli e della Città Metropolitana, e, al tempo stesso garantire servizi e prestazioni decenti – prioritariamente alle fasce popolari della città; per bloccare gli speculatori del partito unico del mattone, pronti a lanciarsi, come avvoltoi, sul territorio e sul patrimonio comunale; per rintracciare le risorse per rendere operativa la recente delibera di indirizzo sul reddito di cittadinanza; per una città che sia laboratorio politico della resistenza ai diktat neo-liberisti del Governo Renzi e dell’Unione Europea, ed attiva protagonista della promozione di un mediterraneo di pace e di nuovi rapporti economici e culturali.

Primi Firmatari: Andrea Genovese (University of Sheffield, Gran Bretagna); Triestino Mariniello (Edge Hill University, Gran Bretagna); Giovanni Savino (Russian Presidential Academy of National Economy and Public Administration; Federazione Russa), Davide Matrone (Universidad Politécnica Salesiana; Ecuador); Roberto Cantoni (Université Paris-Est; Francia); Livio Carlucci (Wageningen University; Paesi Bassi); Antonella Garzilli (Universiteit Leiden; Paesi Bassi); Doriana Cimmino (Universität Basel; Confederazione Svizzera); Maria Amoroso (Higher School of Economics; Federazione Russa); Marco Gebiola (University of Arizona, USA); Mario Pansera (University of Exeter; Gran Bretagna); Serena Masino (University of Oxford, Gran Bretagna).

Laboratorio Napoli: i fiori del Sud.

Una delle foto più emblematiche di questa campagna elettorale per le Amministrative è senz’altro quella scattata mercoledì 4 maggio all’Agora demA, durante la presentazione del nuovo libro di Pino Aprile, ‘Carnefici’. Oltre all’autore, sul palco c’erano Eugenio Bennato, la nostra Flavia Sorrentino, Luigi de Magistris ed Isaia Sales.

Un quadro intergenerazionale, un misto di esperienze e percorsi diversi, eppure legati insieme da un invisibile fil rouge: il Sud. C’è chi l’ha raccontato in tutte le sue tragedie, come Pino, chi l’ha cantato, chi ne ha studiato a fondo il cancro mafioso che lo affligge, e chi si appresta ad amministrarne per i prossimi 5 anni la sua città più importante, Napoli.

Sgombriamo il campo dagli equivoci. Su quel palco non tutti erano d’accordo su tutto, ed è pressoché impossibile che sarà così, anche in futuro. Ma quel palco può rappresentare davvero un inizio, un laboratorio meridionale che si oppone ai modelli attualmente dominanti, in Italia ed in Europa, modelli politici, istituzionali e culturali assolutamente nordcentrici.

Potrà essere un inizio se verrà tessuta la tela dei valori comuni, che pure quelle personalità hanno passionalmente trasmesso, durante la serata.

Il Sud potrà rappresentare un vero “soggetto di pensiero”, opponendosi al destino di “oggetto di potere”, se diventerà il terreno di incontro politico di quelle forze che non si rassegnano alle logiche di imposizione dall’alto (intendendo come ‘alto’ anche il senso geografico del termine, il Nord italico ed europeo), e che vogliono invece sviluppare un modello alternativo, che abbia come riferimenti i valori mediterranei dell’inclusione sociale, della salvaguardia dei beni comuni, della riscoperta democratica del confronto pubblico, dell’autonomia contrapposta ai diktat. E ciò potrà essere più semplice se il Sud saprà riconoscere e ricostruire l’ orgoglio di una storia e una cultura antichissima e nobilissima, a patto che questa riscoperta di sé non faccia del mezzogiorno terra di sterile rivendicazionismo.

La sfida è lanciata: per questo il progetto di Napoli Autonoma rappresenta oggi un punto di snodo fondamentale. L’autonomia è la richiesta di chi ha ritrovato la  voce e non vuole più perderla, perché ha deciso di parlare con le proprie parole, non con quelle messegli in bocca da altri.

Il Sud non è un Nord ancora imperfetto: e questo concetto deve passare in Italia e in Europa. E’ qui che potrà nascere una classe dirigente che dirà un no definitivo alle connivenze col malaffare, è qui che si potranno sviluppare nuove forme democratiche e partecipative, anche nel tempo della contrazione democratica, è qui che gli spazi e i beni pubblici potranno essere liberati dagli affaristi, è qui che si riscoprirà il senso della Politica: perché è qui, al Sud, che potrà esserci la presa di coscienza di una nuova visione del mondo.

Per questo, le elezioni amministrative del prossimo giugno a Napoli potranno rappresentare l’incipit di un capitolo nuovo della nostra storia comune.

Se sapremo avere il coraggio collettivo di ascoltarci, di tessere assieme, avremo iniziato a scrivere le pagine più importanti del nostro futuro: quelle della rivoluzione mediterranea delle coscienze.

di Salvatore Legnante

Xylella: cui prodest?

Qualcuno di loro è sopravvissuto alla peste, quasi tutti hanno visto gli Asburgo, i Borboni, la nascita del Regno d’Italia, ben due guerre mondiali. Nulla sembrava poterli abbattere, finché il malvagio batterio Xylella non è approdato sulle nostre terre per annientarli. Chi? Gli olivi plurisecolari della Puglia. Sono quasi tre anni ormai che la Xylella semina il panico. La verità, però, è che la cosiddetta “epidemia” non riguarda solo il celebre batterio, ma il CodiRo, complesso di disseccamento rapido, infatti non è ancora stata accertata l’effettiva patogenicità della Xylella e ancora nessuno è stato in grado di rilevare i sintomi del CodiRo in assenza di concause determinanti, come l’eccessivo utilizzo di agenti chimici, i nuovi metodi di sfruttamento intensivo del terreno e la presenza di diversi funghi patogeni. Anzi, a dirla tutta la Xylella non è per niente nuova agli alberi salentini, infatti i periti della Procura di Lecce hanno recentemente affermato che il batterio si sia stabilito sui nostri ulivi almeno quindici o venti anni fa.

Raccontata così questa Xylella non sembra essere terribilmente letale ma, anche quando il temibile batterio fallisce, le istituzioni corrono a darle man forte: dal 2013 sono stati abbattute migliaia di piante plurisecolari per motivi di “contenimento e prevenzione” senza test di laboratorio a dimostrarne l’infettività.

Sembra scontato dire che gli olivi pugliesi facciano parte del patrimonio culturale e paesaggistico del territorio ma, data la facilità con cui sono stati condannati a morte, è evidente che qualcuno lo abbia dimenticato. Chi lo sapeva bene, invece, era il governo Parri che firmò il decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475 riguardante il divieto di abbattimento di alberi di olivo, oltre il numero di cinque ogni biennio, specificando che “il divieto riguarda anche le piante danneggiate da operazioni belliche o in stato di deperimento per qualsiasi causa”, immaginate? 1945, un paese da ricostruire e Parri pensava agli ulivi, viene quasi il dubbio che fossero considerate piante importanti. La legge fu riconfermata nel 1951 e addirittura nel 2007 con la Legge Regionale n.14. 
Una legge definita “all’avanguardia” e che, come tutte le leggi all’avanguardia, dà fastidio a qualcuno, tanto che la stessa verrà integrata nell’aprile 2013 con la R.L. Puglia n. 12/2013. Si scrive “integrazioni” ma si legge “stravolgimento”, poiché già nell’articolo 1 essa apre la possibilità di espiantare gli ulivi, anche quelli monumentali, per fabbricati (pubblici o privati), strade e aree ad uso collettivo in zone che siano anche parzialmente edificate. Che significa? Che da aprile 2013 praticamente chiunque può far sradicare centinaia di anni di storia e costruirci qualcosa di più redditizio. 
Non finisce qui, perché appena qualche mese dopo, a seguito di una “folgorante intuizione” di fine agosto, viene tirata fuori dal cilindro la prima pubblicazione ufficiale sul ritrovamento del batterio di Xylella Fastidiosa nel Salento. Passa solo un altro mese quando, con la delibera della Giunta Regionale nr. 2023, vengono emanate le misure d’ “emergenza e prevenzione” che nel giro di poco tempo porteranno all’abbattimento dei primi centoquattro alberi.

Mentre nel corso dei mesi le misure di prevenzione mietono centinaia di verdi vittime, qualcosa cambia nelle zone considerate infette: si parla di progetti urbanistici, resort e campi da golf ma, appena si sparge la voce, molti progetti vengono cancellati. Un buon esempio però è rimasto ed ha già fatto scalpore: il Comune di Taviano ha approvato la realizzazione di una discoteca in zona Li Sauli, a due passi dalla turistica Gallipoli. Appena una settimana dopo l’acquisto del suddetto terreno una perizia aveva dichiarato la presenza di ben 16 ulivi (secolari) infetti, cioè da espiantare. Quale poteva essere l’interesse ad acquistare un terreno destinato al verde agricolo se gli alberi presenti manifestavano già i chiari sintomi del disseccamento?

Non sappiamo se la Xylella sia una realtà o una fantasia montata ad hoc, l’unica certezza è che non è così che si tutela il patrimonio culturale e l’economia del Salento. Siamo stanchi di pagare così cari gli interessi della classe dirigente, sempre pronta a sacrificare i patrimoni del Mezzogiorno. Tutti noi siamo interessati alla creazione di imprese e posti di lavoro nella terra nostra, ma siamo anche consapevoli che queste “scorciatoie” verso il profitto non fanno l’interesse di tutti. Presto impareremo ad alzare la testa, come già fanno da mesi i coltivatori salentini per difendere i loro maestosi alberi.

Di Beatrice Lizza

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