Vedi Napoli e poi… Sgrilli!

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di Bruno Aldo Palumbo

La boutade di Grillo ripropone in modo perentorio e brutale il convenzionale rapporto tra Napoli e i media italiani, tra Napoli e l’Italia. Archiviata in tempi tanto remoti quanto incerti dalla storiografia italica l’epoca del “Vedi Napoli e poi muori” peraltro anche vilipesa attraverso tentativi alla Giletti di cambiare di segno alla riflessione di Goethe, vale a dire “state lontani da Napoli perchè è pericolosissima!”, possiamo amaramente ma lucidamente constatare che i cosiddetti intellettuali e i politici italiani “dicono le stesse cose” su Napoli. Condividono lo stesso pregiudizio. Si nutrono dello stesso razzismo. Esempi recentissimi? La Valente fa capire che può fare per Napoli visto che ha “un governo amico” (…non perchè Napoli meriti!). Lettieri ripete gli stereotipati giudizi norditaliani sulla città e, si propone come “traghettatore” della città verso “valori milanesi”. Grillo si adegua e mostra di essere fatto della stessa pasta. E non tanto perché definisce Napoli una riserva indiana: l’aveva già detto – e con nobili intenti – Pasolini.

E passi anche l’apprezzamento per cui nessuno si accorge se funzionano i semafori o meno… stiamo ancora parlando di Alterità rispetto all’Italia e di Colonialità. Queste due cose sono vere, anche se io le rivendico con fierezza e a LORO vergogna! La cosa veramente insostenibile, insensata, mediocre, oscena, disgustosa e infame è sperare che Napoli voti il Brambilla, particolarmente perché è del nord e tifa per la Juve e questa sarebbe la novità! Il cerchio si chiude: il Bene è sempre e comunque il Nord. Il Male è sempre e comunque Napoli. Per fare bene bisogna perdere se stessi e “diventare italiani” dove diventare italiani vuol dire solo assumere comportamenti settentrionali ma – beninteso – senza opportunità o vantaggi economici. Vale a dire, dopo 155 anni, la novità che spunta fuori dal cilindro è la COLONIA. Tempo fa scrissi che il collante dello stato italia è il Razzismo. Ne sono più che mai convinto. In breve: siete inferiori anche se vi abbiamo salvato e dichiarato italiani. Ci dovete credere.

E infatti moltissimi ci hanno creduto e sono diventati servi. Niente o quasi della vostra cultura e della vostra storia è parte dell’italia, e se qualcosa vale ,per nostra scelta, diventa italiano. L’unica via possibile è assomigliare a noi. Il vostro futuro è il Negro da cortile. Lo dicono tutti , da Giletti a Lettieri, dall’Espresso a Grillo, dalla Tv alla Valente a Renzi. Mi fermo cari fratelli. Dall’Italia arrivano sempre le stesse cose, piove merda da 155 anni. Non è necessario che Vi dia indicazioni di voto.

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