Archivio in evidenza

SICILIA, Manifestazione NO MUOS, contro le grandi OPERE INUTILI

Share Button

L’8 dicembre a Niscemi in Sicilia si è tenuta una grande manifestazione indetta dai NO MUOS, in occasione della Giornata di lotta europea contro le Grandi Opere Inutili e Imposte.

Ma questa è una notizia…che non fa notizia.

Altrimenti perché mai un solo telegiornale (il tg3 nel suo spazio regionale destinato alla fruizione esclusiva delle televisioni siciliane) ha avuto la dignità di riportare il fatto ai suoi spettatori?

Appare anche anomalo e preoccupante che né “la Sicilia” (il quotidiano più venduto nella parte orientale dell’Isola) né il “Giornale di Sicilia” (il più importante di quella occidentale) menzionino nulla riguardo all’accaduto. Neanche con un misero trafiletto di cronaca locale?

A queste domande non è facile rispondere, e un’analisi sistemica sul funzionamento dei mass media siciliani, meriterebbe un serio approfondimento.

Noi di Unione Mediterranea ci limiteremo, in questa sede, a riportare la nostra testimonianza diretta, cercando così di colmare il più possibile l’asimmetria informativa che grava sulla comunicazione di queste ultime vicende siciliane, prepotentemente taciute.

Nel primo pomeriggio, un clima mite e poco freddo accoglie il corteo alla partenza. I Comitati pacifisti, come da prassi, prendono la guida della marcia, mentre i partiti e le loro bandiere (perlopiù ascrivibili al mosaico delle formazioni di sinistra e alla galassia sicilianista), viene riservata la coda del corteo. In mezzo, la partecipazione di tanti e tanti siciliani provenienti da ogni parte dell’Isola, che ricordiamo essere la più grande e popolosa del Mediterraneo.

Pesa l’assenza delle istituzioni e di larga parte della cittadinanza niscemese, forse perché rassegnatasi alla logica disfattista, che vede irreversibile l’impianto militare straniero, impostogli dallo Stato italiano, e per la piena entrata in funzione dello stesso sistema M.U.O.S..

Il percorso, partendo dalla periferia, ha impegnato diverse vie della città, lungo il tragitto la folla per scandire ed euforizzare la sfilata (e tutti i niscemesi, stavano come di sale, affacciati ai balconi delle proprie abitazioni), andava intonando slogan e canzoni.  Dopo il tramonto la marcia volge al termine, raggiungendo la piazza principale (che per l’occasione era ben  presidiata dalle forze dell’ordine), dove le diverse componenti hanno avuto modo di prendere parola. Tante le tematiche affrontate, fra tutte la più condivisa riguarda lo smantellamento immediato del sistema satellitare, nonché dell’intera base militare che insiste all’interno della riserva naturale.

Gli organizzatori hanno ribadito chiaramente il doppio gioco perpetrato da tutto il Movimento 5 Stelle, prima (a parole) sostenitori delle istanze dei Comitati, oggi irriducibili politicanti che come al solito alle promesse (ricompensate a suon di voti!), non danno mai seguito!

Si sono trattate poi, in modo accurato, le questioni giuridico-amministrative. Dall’attesa della sentenza del Consiglio di Giustizia amministrativa, per il ricorso presentato dai Comitati e Lega Ambiente, sulla inedificabilità della struttura militare all’interno della riserva naturale della Sughereta di Niscemi, alla scarcerazione del noto pacifista siciliano Turi Vaccaro, ai procedimenti vergognosi che vedono imputati gli attivisti No Muos per aver difeso con la loro presenza i diritti dei siciliani e l’ambiente dell’Isola.

Altri interventi, ponevano l’attenzione sull’inquinamento che continua indiscriminatamente a danneggiare l’ambiente e la salute dei siciliani.

Gli interventi fatti dai più giovani (i meno inquadrabili negli schemi politici più definiti) hanno raccolto tutta l’attenzione dei presenti, come una boccata d’aria buona, limpida e frizzantina, esternando subito una netta presa di posizione contro le politiche razziste e xenofobe del vice primo ministro Salvini, nell’interesse e nel rispetto dell’altro in quanto persona fisica, nella tutela della dignità degli individui in quanto tali che (come nel caso specifico degli abitanti del comune di Niscemi) spesso non vedono garantiti i servizi primari più elementari (neanche l’acqua!); e proseguendo con una forte denuncia del vilipendio in atto alla stessa dignità di tutto popolo siciliano, costretto sempre più pressantemente alla fuga verso le latitudini più disparate, forzato a cercarsi un’altra vita.

Riflessioni profonde e coraggiose, di ragazzi che hanno compreso il nesso fra la povertà del proprio territorio e il dramma dell’emigrazione per necessità.

Unione Mediterranea è dalla parte del popolo siciliano, già troppo discriminato dalle politiche unitarie dello Stato centrale, già barbaramente tradito e svenduto dalla propria classe dirigente, che sta dimostrando di saper incarnare egregiamente tutti i vizi che contraddistinguono le peggiori aristocrazie: privilegi, clientelismi e malaffare. Uniti i popoli partecipano alla Storia!

Unione Mediterranea si batte per la pace ed appoggia pienamente tutte le rivendicazioni che sono emerse nel corso degli interventi.

Vogliamo difendere la reputazione dei siciliani, che si vedono esclusi (non per loro volontà), dal novero dei popoli che perseguono la pace, che si rifiutano di esasperare, a seguito degli americani, un contesto già caldo come quello del bacino mediterraneo.

La Sicilia da più di 75 anni viene mortificata dagli Stati Uniti d’America, bombardata, governata, controllata, armata e pesantemente militarizzata, tanto da farne un hub per i loro interessi che oltrepassano i confini della N.A.T.O., e poiché risulta, ormai di fatto, un territorio totalmente sottomesso non vale nemmeno più la pena di rispettare formalmente le norme dello Stato “sovrano” italiano.

L’Italia è un paese anomalo, dopo essere stato pesantemente sconfitto durante il secondo conflitto mondiale, e pur essendo dotato di una costituzione che esplicitamente ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali, è a tutti gli effetti un “paese armato” che viene ripetutamente coinvolto nelle politiche imperialiste dell’Alleanza Atlantica.

Lo Stato italiano preferisce spendere 68 milioni al giorno per armarsi, e non si preoccupa di investirne neanche una parte in servizi e spese sociali…in questa crisi…una vergogna.

Per questo, in tema di difesa, Unione Mediterranea persegue una linea chiara: non vogliamo essere complici dei guerrafondai, né appartenere ad uno Stato palesemente subalterno, che scarica sui suoi territori più deboli gli oneri delle guerre per conto terzi!

Noi vogliamo subito la completa smilitarizzazione della Sicilia e di tutti i territori italiani. Abbiamo come dovere morale l’abbandono della N.A.T.O. e come obiettivo l’adesione al MOVIMENTO DEI PAESI NON ALLINEATI (N.A.M.).

 

 

MO – Basilicata 2019!

Share Button

In Basilicata ci troviamo in pieno marasma istituzionale.

Il Presidente in carica, il democratico Marcello Pittella, è indagato, sospeso dall’incarico e sottoposto al divieto di dimora a Potenza, perché su di lui pende l’accusa di abuso di ufficio e falso, nel quadro di un’inchiesta che interessa alcuni concorsi nella Sanità.

Come se non bastasse, tutta la classe politica di questa legislatura sembra non conoscere la resa e appare incapace di accettare l’inevitabile fine di un pessimo modo di amministrare, legiferare e governare. Le elezioni vengono oggi ritardate, manifestando anche nel dibattito politico la volontà di restare a galla ben oltre il decorrere della scadenza naturale; infatti dopo mesi di rinvii, in merito alla data delle elezioni regna ancora la più totale confusione.

Però questo non è certo il momento di aspettare: i Lucani hanno il diritto di sperare e soprattutto il dovere di agire, ora e subito.

Per questo MO-Unione Mediterranea è già pronta, scioglie le riserve, e annuncia ufficialmente la candidatura del noto attivista Giuseppe Di Bello, già responsabile territoriale del Partito, al Consiglio Regionale lucano, per esprimere un voto diverso, libero, lontano dalle logiche partitocratiche e dal clientelismo perpetrato dai partiti nazionali, un voto capace di ricongiungere la mente con il cuore e che possa riscattare, stavolta davvero, tutto il popolo lucano.

 

Vittorio Terracciano, Segretario di MO Unione Mediterranea interviene al convegno organizzato da Agenda 34.

Share Button
Vittorio Terracciano, Segretario di MO Unione Mediterranea interviene al convegno organizzato a Lamezia Terme, domenica 22 luglio, presso la sede di Union Camere, da Agenda 34.
Un evento che ha già fatto tappa a Montecitorio, il 21 giugno, ed in Basilicata al Parco della Grancia l’1 luglio.
Il Segretario di MO Unione Mediterranea, parla della nostra petizione
presentata nel giugno 2015 e accolta dalla Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea.
Petizione dichiarata ammissibile con nota protocollo n° 0748/2015 .
Difendiamo tutti insieme la nostra terra.

CETA vs JEFTA. Perde sempre il Sud.

Share Button

Dopo la netta presa di posizione del nuovo governo contro la ratifica del Ceta (trattato di libero scambio Ue-Canada) arriva il contemporaneo via libera alla firma del Jefta (accordo di libero scambio Ue-Giappone), il cui negoziato è stato chiuso con una grande cerimonia a Tokyo il 17 luglio.
Per il sud e le sue eccellenze enogastronomiche cambierà qualcosa?

Facciamo un passo indietro, vediamo cosa prevedeva il Ceta.

Ecco lo scempio che la follia razzista della Lega, erano ministri Zaia e poi Galan quando questa porcheria fu impostata, aveva partorito:

I vini tutelati?
Quattordici e tutti del Centro e del Nord Italia. Nell’elenco spiccano le cinque etichette del Piemonte, seguite da quattro della Toscana e tre del Veneto. Presenti anche Lombardia e Abruzzo. Nulla per Sicilia, Puglia, Campania. Addirittura tra i marchi tutelati c’è il generico Igt «vino di Toscana».

Gli oli d’oliva a marchio protetto?
Nonostante dopo gli iberici l’Italia sia il secondo produttore del pianeta, e in Italia il Veneto la quindicesima regione italiana per produzione (un ventottesimo rispetto alla Campania, un 143° della Puglia), sono veneti tutti i quattro marchi dop per l’olio d’oliva inseriti dall’Italia nel Ceta. Tre indicati direttamente da Zaia e il quarto (il dop Garda) aggiunto successivamente.
Questa impostazione iniziale di Zaia rimase immutata nonostante dopo di lui si siano succeduti in quel dicastero ben cinque ministri, anche del Sud.

Il pomodoro San Marzano, i limoni di Sorrento, la pasta di Gragnano? Non pervenuti.
L’intero Sud deve accontentarsi della mozzarella di bufala campana e di tre prodotti siciliani: il pomodoro di Pachino, l’arancia rossa e i capperi di Pantelleria. Nei due elenchi non c’è un solo prodotto meritevole di tutela della Puglia, della Calabria, della Basilicata, del Molise.

Una partita senza storia a cui sembrava che l’intervento del nuovo governo (nuovo? Con Zaia e Salvini ancora presenti in questi trattati) potesse porvi rimedio.
Fin da subito si nota che non c’è bisogno di analisi approfondite per capire chi ha vinto sul campo.

 

Vediamo di cosa si tratta?

l’accordo di partenariato economico tra l’UE e il Giappone: il J.E.F.T.A.(Japan-EU Free Trade Agreement) nuovo di zecca. Dovrebbe servire ad aumentare le esportazioni dell’UE fino ad una stima di 20 miliardi di Euro.
Bene, è finita 17 a 1: lo Stato italiano ha indicato 18 prodotti da tutelare. 17 del Centro-Nord e 1 del Sud (la mozzarella di bufala campana).
Le altre specialità agroalimentari del sud ?
Non pervenute.
Com’era quel famoso slogan? Prima il Nord!

Ah dimenticavo: per quanto riguarda i vini e le bevande alcoliche è finita 22 a 4.

Viva il governo del cambiamento.

Massimo Mastruzzo
Portavoce Nazionale MO Unione Mediterranea

UNIONE MEDITERRANEA PER IL GRÈKO

Share Button

Tra le persone che hanno deciso di sposare la causa del grèko di Calabria c’è anche Massimo Mastruzzo. Leggendo la breve intervista che gli abbiamo fatto avrete modo di conoscerlo e di capire le motivazioni che lo hanno spinto a fare una raccolta fondi per la nostra causa. Noi lo ringraziamo e ci auguriamo di avere lui e voi lettori ai nostri corsi di grèko, buona lettura!

Chi sei?
Mi chiamo Massimo Mastruzzo e sono il Portavoce Nazionale di MO Unione Mediterranea. Sono originario di un paesino in provincia di Vibo Valentia che si chiama Calimera. Come altri milioni di calabresi sono stato costretto ad emigrare da uno Stato incapace di dare le stesse opportunità a tutti i cittadini del suo territorio, basti pensare all’art. 3 della Costituzione. Lasciamo per un attimo da parte il primo comma (egualmente importante), dove si enuncia un principio generale di parità sociale di tutti i cittadini, senza alcuna distinzione, e proviamo invece, per un attimo, a soffermarci sul secondo comma che recita: “[..] è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza tra i cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e Sociale del Paese”. Il risultato è che oggi la popolazione della Calabria è di circa 1.950.000 abitanti, mentre, nel corso di 157 anni, dall’Unità d’Italia ai giorni nostri, è probabile che siano emigrati dalla Calabria circa 3.000.000 di persone. Dati Svimez parlano addirittura di un concreto rischio di desertificazione umana .

Cos’è Unione Mediterranea?
MO Unione Mediterranea è un movimento politico meridionalista, fondato a Napoli il 24 novembre 2012, con un obiettivo chiaro: il riscatto del Mezzogiorno.

Perché hai sposato la campagna “Se mi parli vivo”?
Come calabrese e come portavoce di MO Unione Mediterranea, non posso che apprezzare un progetto come Se mi parli vivo che rientra in pieno nella Carta dei Principi di MO Unione Mediterranea come anche la promozione dei prodotti del Mezzogiorno e di tutte le attività che favoriscano e valorizzino le economie locali. La valorizzazione di una lingua millenaria, ancora esistente e resistente, come il grèko o greco di Calabria, restituisce dignità alla storia di un territorio dalle falsità, le offese e le diffamazioni perpetuati nei suoi confronti, frutto di pregiudizi, ignoranza e atteggiamenti razzistici, nati dopo il 1860 e resi tali dalla mancata verità storica sul Regno delle Due Sicilie.

Quale futuro vuoi per la tua terra?
Per la mia terra, la Calabria, come per tutte le Regioni del sud Italia, attualmente ultime tra le 270 Regioni della UE (dati Eurostat) voglio le stesse opportunità che hanno i cittadini del resto d’Italia e dell’UE. Gli stessi diritti e le stesse infrastrutture che permettano a questa terra di sentirsi parte attiva, e non povera periferia, del continente Europeo. Un futuro dove ci sia la libertà di mobilità (virtù sociale espressione di libertà e apertura) e non la costrizione dell’emigrazione (piaga sociale espressione di schiavitù e sottomissione).

Freedom Pentimalli

ADOTTA IL GREKO!

Roma 14 luglio – MO Unione Mediterranea alla prima assemblea nazionale di demA

Share Button

MO – Unione Mediterranea parteciperà il 14 Luglio a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne, alla prima assemblea nazionale promossa da DemA , con Luigi De Magistris Sindaco di Napoli, per intraprendere un percorso di difesa dei diritti umani e di contrasto alle diseguaglianze, insieme a movimenti, associazioni, soggetti politici, donne e uomini che credono nei valori della solidarietà, della pace e dell’intercultura.
Il progetto di cooperazione, che prevede l’organizzazione di campagne nazionali ben radicate nei territori, ha avuto inizio a Napoli con un seminario organizzato da DemA “Sulla prospettiva della costruzione di un’alternativa politica e sociale nel paese”, lo scorso 23 giugno; nel corso dell’incontro il nostro Segretario, Vittorio Terracciano, ha ricordato alla platea che l’ondata di razzismo che ha investito il paese richiede l’intervento di tutti, ma soprattutto di noi meridionali tutt’oggi vittime di quest’odioso sentimento, tanto più riprovevole quando colpisce i deboli e gli oppressi, vittime di un imperialismo sempre più aggressivo che costringe i popoli ad abbandonare le loro terre e a cercare salvezza altrove.
MO Unione Mediterranea, attraverso il suo Segretario, vuole porre l’attenzione sulla mancata applicazione della Costituzione proprio nei territori dove più se ne sente la necessità.
Pensiamo ad esempio all’art. 3 della nostra carta costituzionale.
Lasciamo per un attimo da parte il primo comma ( egualmente importante ), dove si enuncia un principio generale di parità sociale di tutti i cittadini, senza alcuna distinzione, e proviamo invece, per un attimo, a soffermarci sul secondo comma: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza tra i cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
La domanda, a questo punto, è semplice: come deve sentirsi un cittadino del Sud, un lavoratore del Sud nel leggere il secondo comma dell’art. 3 della Costituzione Italiana?
Cosa deve provare?
Stupore, sarcasmo, dispiacere, rabbia, dolore?
Cosa?
La percentuale di disoccupazione più alta?
Spetta al Sud.
E che dire della Sanità?
E delle strutture scolastiche?
E dei trasporti?
MO Unione Mediterranea sa che nel Mezzogiorno d’Italia non sono garantiti i diritti umani, non vi è giustizia sociale e la disomogeneità nazionale con il resto del paese rappresenta, purtroppo, un amaro primato in tutta la UE.
La Casa Internazionale delle Donne, con il suo bagaglio di lotte per i diritti umani e per la tutela dei deboli, sarà anche la cornice ideale per presentare l’ambizioso progetto di MO Unione Mediterranea: la Petizione “Terra Nostra”, storica iniziativa del nostro movimento presentata da una delegazione di Unione Mediterranea il 25 giugno del 2015 a Bruxelles e dichiarata ricevibile dalla Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea, il 17 marzo 2016.
La Presidente della Commissione, on. Cecilia Wikström, con lettera del 17/03/2016 protocollo D305560, ha inviato la petizione all’allora Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, nella speranza che “possa essere usata come contributo alla vostra attività”.
La petizione mette in evidenza come “il popolo dell’Italia del sud vive da 154 anni una situazione di colonia interna che ha origine dall’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna nel 1861”, descrivendo brevemente i passaggi storici di tale colonizzazione, documentata da una serie di dati dettagliati e di tabelle (tra cui un estratto del drammatico rapporto SVIMEZ 2014) che arriva fino ad oggi, relativa alla situazione economica ed infrastrutturale del Sud Italia, in cui si dimostra la disparità di trattamento tra il Meridione ed il resto della penisola.
Anche se l’accoglimento delle richieste dipende ora dal Presidente del Parlamento Europeo, che dovrebbe porle all’attenzione dell’agenda dei lavori del Parlamento stesso, quanto ottenuto dalla Commissione, la Petizione costituisce comunque un fatto di rilevanza storica per il Sud Italia, SENZA PRECEDENTI, in quanto RAPPRESENTA un riconoscimento ufficiale di come lo Stato Italiano tratta le regioni meridionali. Nella petizione si denunciano le violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia degli articoli 1 (dignità umana), 2 (diritto alla vita), 15 (libertà professionale e diritto di lavorare), 31 (condizioni di lavoro giuste ed eque), 34 (sicurezza sociale e assistenza sociale), 35 (protezione della salute), 37 (protezione dell’ambiente) e 38 (protezione dei consumatori), proponendo al Parlamento Europeo l’istituzione di una Commissione speciale della durata di anni tre denominata “Dignità, vita, lavoro, sicurezza, salute, ambiente e protezione dei consumatori in tutti i territori dell’Unione europea”.

Vittorio Terracciano
Segretario MO Unione Mediterranea

ABILITATI MA NON TROPPO

Share Button
E PARTONO LE PRIME LETTERE DI LICENZIAMENTO

La sentenza del Consiglio di Stato in riunione Plenaria  comincia a  produrre i primi, drammatici, effetti. La Corte d’appello di Salerno adeguandosi alla sentenza del CdS che, dopo ben cinque sentenze favorevoli, smentendo anche se stessa, in sintesi ha stabilito che i diplomati ante 2001/2002 non hanno diritto ad essere collocati nelle graduatorie ad esaurimento, ha disposto l’esclusione dalle GAE ( graduatorie ad esaurimento) di una maestra magistrale che, in servizio di ruolo per effetto della sentenza di primo grado, ora sarà la prima maestra in Italia con diploma magistrale licenziata.

La sentenza che ha prodotto il licenziamento della povera insegnante, di una donna lavoratrice che, se residente al sud, ha meno della metà delle possibilità di trovare un lavoro rispetto a una nata o emigrata a Nord, dove il tasso di occupazione femminile è del 44,9 per cento a fronte del 22,3 per cento del Sud, rischia di abbattersi come una mannaia su altre migliaia di maestre, soprattutto del sud Italia. Delle circa 60 mila insegnati coinvolte l’80% proviene dal sud.

La vicenda appare paradossale perché parliamo di insegnanti che sono ritenute idonee per svolgere supplenze, anche annuali, ma non lo sono per ottenere il ruolo. Se i tribunali hanno riconosciuto un diritto, possibile che lo Stato debba ricorrere contro queste assunzioni condannando queste lavoratrici ad un precariato a tempo indeterminato?

Questa situazione appare drammatica soprattutto al sud perché la sentenza prevede oltre al licenziamento da un momento all’altro, anche la perdita del diritto ad essere inserite nella Graduatoria ad Esaurimento che è la graduatoria utile per ottenere il ruolo. Saranno declassati in seconda fascia, che offre precariato a vita, ma solo là dove questo è possibile: al sud questo significherebbe non lavorare più.

Questo proprio mentre il governo vara il «decreto dignità» contenente un provvedimento ponte per congelare per 120 giorni almeno la situazione delle maestre diplomante già assunte, ma visto il pronunciamento giudiziario della Corte di Appello di Salerno, che va nella direzione contraria, ne dimostra palesemente l’inefficacia.

In verità, provvedimenti analoghi sono stati attuati in precedenza anche da altri Uffici Scolastici ( Pistoia e Viterbo ad esempio ), ma erano precedenti all’intervento del Governo in materia: ci auguriamo che non si dia esecuzione a questi decreti, per il solo fatto che siano immediatamente precedenti alle nuove disposizioni legislative ( si andrebbe a creare un’ulteriore situazione di disparità nei riguardi di una categoria di docenti che meriterebbe che, una volta per tutte, venga presa una decisione unitaria e non caso per caso ).

Può darsi che, trattandosi di sentenze emesse da un Giudice del Lavoro (immediatamente esecutive) e non dal Giudice Amministrativo, questo abbia indotto gli Uffici Scolastici in errore.

In ogni caso, a maggio, tecnici del MIUR e sindacati si erano riuniti per fare il punto della situazione; ma quello che si deve fare è partorire una soluzione a lungo termine e questo possono farlo solo il Governo o il Parlamento.

MO Unione Mediterranea ha già chiesto un incontro formale al Miur ed ha inviato presso il Ministero dell’istruzione una proposta della Prof.ssa Luigina Favale, coordinatrice nazionale MO Unione Mediterranea al Ministro della pubblica istruzione Bussetti:

qui il link per il pdf della proposta

MO UNIONE MEDITERRANEA PER LA SCUOLA

 

INDUZIONE ALLA PERCEZIONE CONDIZIONATA

Share Button

Nel regno della percezione quando tutt’attorno sembra che si percepisca tutt’altro si ha un impercettibile senso di disagio. I dati hanno un senso perché ci offrono  una realistica visione del paese e si dovrebbe riuscire a leggerli con la necessaria razionalità che aiuti a indirizzare le scelte. Da farsi a ragion veduta.

Invece li si usa, spesso, per assecondare i propri interessi politici, condizionare gli umori e allontanare le soluzioni.

L’immigrazione è divenuto il problema più drammatico e urgente, l’Italia è descritta come il Paese più travolto, ma fino al 24 giugno sono sbarcati da noi in 2.964, mentre in Spagna ne sono arrivati 5.300.

Nei primi tre mesi del 2018 i dati confermano: 40.140 domande di asilo in Germania, 27.195 in Francia e 18.760 in Italia.

La domanda è: ma se questi sono i dati, come è possibile che si perda il sonno e si riempiono pullman di Terroni che, come in overdose da sindrome di Stoccolma, si recano a scodinzolare a Pontida.

Appare un’ovvietà che sconfina nella banalità chiedersi: abbiamo problemi più urgenti?

Si, eccome. Soprattutto da dove sono partiti tutti quegli ascari ignari della reale condizione e del rischio che corre il nostro sud.

 

I dati Eurostat  danno le Regioni del sud Italia ultime tra le 270 della UE.

Dati Svimez indicano un rischio concreto di desertificazione umana e industriale in molte aree del sud Italia.

In UE il 71,4% di chi ha terminato l’università trova un’occupazione entro tre anni, in Italia ci riesce appena il 44,2%, nel Mezzogiorno il 26,7% e in Calabria la percentuale crolla addirittura al 20,3%, dati peggiori si trovano solo per la Guyana francese 44,7% (è una regione e un dipartimento d’oltremare della Francia che si trova nell’America meridionale)  e per la regione bulgara di Severozapaden 46,5%.

 

Calabria, Sicilia, Campania e Puglia, sono in Europa le regioni in cui lavora meno di una persona su due fra i 20 e i 64 anni. Il digitale è ormai indispensabile per la maggior parte delle occupazioni ma nel Sud Italia e nelle isole solo il 57,5% ,fra i 16 e i 74 anni, usa regolarmente internet, quasi 20 punti percentuali meno della media Ue (79%). E appena il 27% lo fa da dispositivi mobili come smartphone o tablet (media Ue 59%).

 

Una donna residente al Sud ha meno della metà delle possibilità di trovare un lavoro rispetto a una nata o emigrata a Nord, dove il tasso di occupazione femminile è del 44,9 per cento a fronte del 22,3 per cento del Sud.

 

In questo paese si sono finanziati progetti per ponti;  linee di alta velocità che saranno il più grande investimento pubblico della storia di questa nazione pur interessando solo parte di essa, ma con il contributo di tutta…Potrei continuare, purtroppo, con una serie di dati negativi che mortificano la mia terra, ma sono ancora stordito dalle immagini degli ascari che a Pontida pensano di trovare una soluzione a questi dati sgomberando qualche campo rom.

 

Massimo Mastruzzo

Portavoce Nazionale MO Unione Mediterranea

 

Comunicato sulla petizione “Terra Nostra” di Unione Mediterranea

Share Button

La storica iniziativa del movimento Unione Mediterranea che ha presentato il 25 giugno 2015 a Bruxelles la prima petizione ufficiale relativa alle violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia di dignità umana, diritto alla vita, libertà professionale e diritto di lavorare, condizioni di lavoro giuste ed eque, sicurezza sociale e assistenza sociale, protezione della salute), ambiente e consumatori.
Sta ricevendo in queste ultime settimane molte attenzioni da diverse realtà politiche sia nazionali ( M5S) che meridionaliste.
Questo non può che farci piacere ma al contempo ci spinge a dover sottolineare la paternità di MO Unione Mediterranea rispetto all petizione.
Vogliamo, ancora una volta, ricordare che la petizione fu presentata il 25 giugno 2015 a Bruxelles da una delegazione di Unione Mediterranea in rappresentanza della lista “Terra Nostra”, che in occasione delle elezioni europee del 25 maggio 2014 aveva raccolto circa 10.500 firme nelle regioni della circoscrizione Italia Meridionale.
Il 17 marzo 2016 la Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea ha dichiarato ricevibile la petizione con n. 0748/2015.
La Presidente della Commissione, on. Cecilia Wikström, con lettera del 17/03/2016 protocollo D305560, ha inviato la petizione all’allora Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, nella speranza che “possa essere usata come contributo alla vostra attività”.
Ricordiamo a quanti in questi giorni si stanno adoperando con diverse iniziative per presentare la petizione di MO Unione Mediterranea che la stessa rappresenta un importante documento su cui lavorare e collaborare per il bene comune della nostra terra ed invitiamo ad evitare di farla passare come una iniziativa di singoli su cui poter apporre la propria firma.

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti e per scaricare il pdf completo della Petizione, è possibile visitare il sito ufficiale di MO Unione Mediterranea all’indirizzo https://unionemediterraneainfo254950.r.worldssl.net/wp-content/uploads/2014/06/petizione-terra-nostra.pdf

COMUNICATO STAMPA

Share Button

21 giugno 2018, alla Camera dei deputati nel dibattito “Una legislazione per lo sviluppo del Mezzogiorno” si è parlato della petizione che MO Unione Mediterranea ha presentato a Bruxelles il 25 giugno 2015.
Ricordiamo che in occasione delle elezioni europee di Maggio 2014, abbiamo presentato la lista civica di scopo Terra Nostra con l’obiettivo di inoltrare una petizione al Parlamento europeo per l’istituzione di una commissione straordinaria d’inchiesta, che avesse il compito di monitorare e realizzare verifiche ed analisi sul territorio dell’Italia meridionale e della Sicilia.
Autofinanziandoci ed autorganizzandoci, grazie al contributo e alla volontà di quanti hanno creduto nel nostro progetto, abbiamo raccolto 10.500 firme: 10.500 nomi e cognomi veri, che hanno scelto di impegnarsi in prima persona per denunciare la disparità di trattamento riservata al Mezzogiorno da parte delle istituzioni in materia di ambiente, salute, lavoro, istruzione e tutela dei consumatori.
Il 17 marzo 2016 la Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea ha dichiarato ricevibile la petizione n. 0748/2015
La Presidente della Commissione, on. Cecilia Wikström, con lettera del 17/03/2016 protocollo D305560, ha inviato la petizione all’allora Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, nella speranza che “possa essere usata come contributo alla vostra attività”.
Abbiamo cercato negli ultimi mesi di ottenere quanto richiesto, sollecitando in tal senso l’attuale Presidente Antonio Tajani, ma solo l’azione congiunta degli eurodeputati meridionalisti, attualmente assenti nel parlamento europeo, si potrebbe portare ad ottenere qualche risultato pratico.

Siamo felici che il lavoro di MO Unione Mediterranea stia dando i suoi frutti anche grazie a chi ha partecipato a suo tempo alla stesura della stessa e oggi continua a sostenerla anche dall’esterno, segno evidente del grande valore della petizione.

Clicca qui per scaricare la petizione

« Articoli precedenti