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Convocazione Congresso 2015 di Unione Mediterranea

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Comunico a tutti gli iscritti che, ai sensi dell’articolo 11 dello Statuto, il Congresso biennale di Unione Mediterranea si svolgerà a Matera nei giorni 20 e 21 giugno 2015.

Considerato che Unione Mediterranea è in piena e proficua fase di sviluppo delle sue strutture territoriali ed in crescita anche nel numero degli iscritti, allo scopo di garantire la più ampia partecipazione, per questo secondo congresso si derogherà al comma 1 dell’articolo 11 dello Statuto nella parte che prevede che “possono partecipare gli iscritti al movimento da almeno sei mesi”, permettendo la partecipazione agli iscritti entro le ore 24,00 del giorno 30 aprile 2015, come già anticipato nella Circolare n. 4 del 01/10/2014.

Resta ovviamente salva la possibilità anche agli iscritti successivamente a tale data di partecipare al congresso, pur senza facoltà di voto.

È infatti un appuntamento importante. Si tratta di ritrovarsi tutti insieme, dopo due lunghi anni densi di eventi, per fare un bilancio del lavoro svolto, dei problemi incontrati nei singoli luoghi e delle difficoltà riscontrate nell’affrontarli come associazione, per trarne le opportune indicazioni.

Anche a tal fine è necessario dare al Congresso un tema, o più temi tra loro raccordati, su cui far ruotare gli interventi e su cui intanto raccogliere comunicazioni ed eventuali mozioni.

Dai consigli che fin ora ho raccolto sul punto e dai suggerimenti che mi sono stati dati nella preparazione di  questa prima comunicazione statutaria relativa alla data ed al luogo, è emersa come prima indicazione il tema relativo alla “strutturazione del movimento di Unione Mediterranea in funzione della crescita del territorio / territori e del radicamento del  movimento in essi”. Ne do comunicazione come sollecitazione di dare sul tema proposto, o anche su altri temi, valutazioni e suggerimenti onde investire poi di essi, come è necessario, il  Coordinamento e la Segreteria di Unione Mediterranea.

A questa prima comunicazione relativa alla data ed al luogo, che fin da ora restano fermi, seguirà quindi altra mia successiva comunicazione con la definitiva indicazione del tema o dei temi che il Congresso sarà chiamato ad affrontare.

Con i più cordiali saluti per ognuno di voi.

 

Il Presidente

Francesco Tassone

Io non festeggio la disunità: per l’Italia non valgo niente la mia terra è il Sud.

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Non è per colpa o per grazia di nessuno se nasci in Calabria o in Piemonte ed è più comodo, o forse meno doloroso, pensare che non tutto dipenda dalla tua volontà. Peccato, che la storia di questo Paese racconti una trama ingiusta, fatta di scelte a senso unico e controsensi, di cause storiche ed effetti moderni che partono da lontano e arrivano ad oggi, al punto di pensare che essere meridionali non sia nient’altro che una condizione.
Sei meridionale ogni volta che aspetti un treno che (se arriva), arriva tardi e sei di Matera se il treno non esiste; sei meridionale quando vivi nelle Terre dei veleni e il livello di diossina è di gran lunga maggiore che nel resto d’Italia; sei meridionale se paghi l’RCauto più cara d’Italia anche se non fai sinistri da vent’anni; sei meridionale se l’asticella della disoccupazione sfiora il 60%; sei donna e meridionale se il numero di senza lavoro tocca punte del 50%. Sei meridionale ogni volta che il segno meno domina sul segno più.
Dinanzi alle prospettive di lavoro dei giovani neolaureati nel Mezzogiorno, ad un federalismo fiscale bocciato dalla Corte dei Conti (perché iniquo al punto di accrescere gravemente il divario tra Nord e Sud), ad una legge sulla sanità che dà meno risorse alle regioni meridionali perché l’aspettativa di vita media è più bassa, ad un federalismo comunale che sottrae 700 milioni di euro all’anno per gli asili e le scuole del Sud, far finta che quest’ Italia meriti un briciolo di credibilità, espone al serio rischio di sembrare troppo ingenui per continuare a sperare. Non è poi così difficile sconfessare i luoghi comuni che vorrebbero far sentire un giovane del Sud endemicamente predisposto a fallire, se la causa dei suoi mali si chiama questione meridionale, prosecuzione di precise volontà politiche tutte a favore di una sola parte della “patria”. Fratelli d’Italia, d’accordo. Ma per il Sud, dov’è la vittoria?

Grandi opere al nord e nemmeno una piccola al sud, meno 40% delle infrastrutture e solo il 3% di investimenti nel Mezzogiorno per l’edilizia scolastica a fronte del 69% al Nord. Nata nel falso storico risorgimentale, attanagliata dalle mafie, figlia della peggiore classe politica del Sud alleata saldamente alla peggiore classe dirigente del Nord, questa “Italiella” ci ha resi minori, negandoci storia, verità e benessere fino a renderci succubi e persino riconoscenti!

Nessun padrone picchia il suo schiavo per amore, eppure non è facile chiedere di ribellarsi a chi per anni, stordito dalla convinzione che qualche italiano è giustamente più italiano di un altro, ha accettato di essere trattato come ultimo tra gli ultimi. Nell’indifferenza generale dei media, dei detrattori di sempre, degli intellettuali di cartone che sminuiscono il sentimento di riscatto, i cittadini meridionali non possono più illudersi che a salvarli sia chi da sempre, si è impegnato per distruggerli. Il Sud da solo può più di chiunque altro. Il petrolio, il gas, l’energia rinnovabile, le tecnologie, l’artigianato, il turismo, l’enogastromia sono oro per noi e per chi lo sfrutta a nostro svantaggio. Troppe volte abbiamo semplificato negativamente l’ universo di idee, stimoli e potenzialità di cui possiamo farci fregio.

Investire sui giovani, tornare a fare impresa, ridare fiducia ad un territorio ricco di risorse e capitale umano, che per lungo tempo è stato abituato a credere che il proprio talento avesse senso solo se investito a Milano o Berlino, serve a risarcire e costruire le generazioni meridionali del domani. Non esistono diverse versioni dell’ equità, esistono altresì nuove strade da percorrere e se alcune possono condurre in un vicolo cieco, altre possono spalancare una finestra verso nuove conquiste.

Perchè una cosa è certa: il rinnovamento è il cammino.

Flavia Sorrentino

Salvini chiede scusa al sud? Troppo poco, troppo tardi.

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Palermo lo contesta ed i carabinieri arrestano per mafia il suo uomo in Sicilia.
Intanto, il PIL del sud scende a -45,8% rispetto al nord. Leggi tutto

VITTORIA DI MO!: RITIRATI GLI EMENDAMENTI DI MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE IN CAMPANIA.

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Gli emendamenti sulla modifica della legge elettorale  in Campania sono stati ritirati. MO! vince la sua battaglia contro la riforma truffa alla legge elettorale dopo aver annunciato ricorso, qualora fosse stata approvata la volontà del consiglio regionale campano di innalzare la soglia di sbarramento dal 3% al 10% per tutte le liste autonome, non alleate ai grandi partiti nazionali, che decidono di concorrere da sole per la competizione elettorale.

Lo sventato tentativo di modifica, avrebbe messo in serio rischio il sano principio della partecipazione democratica dal momento che è inaccettabile anche solo pensare che, chi propone una visione politica diversa dalla partitocrazia, venga premeditatamente ostacolato.

Una delegazione di MO! guidata da Marco Esposito, ha fatto sentire la sua voce protestando sotto il palazzo della regione con cartelli recanti questa scritta: “Chi a giochi iniziati cambia le regole è un baro”.  L’opposizione dura ha fatto desistere chi in maniera manifesta stava barando ed è stato beccato con le mani in pasta. La soglia di sbarramento per le liste singole rimane al 3%.

“MO! andiamo avanti, affrontando questa sfida consapevoli che non ci sono trabocchetti con cui fare i conti e che questa è la volta buona per liberare la Campania dalle grinfie dei trafficanti di consenso.”

Campania: “MO!” annuncia ricorso contro la modifica della legge elettorale

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“A giochi aperti chi tocca le regole è un baro”. La Lista Civica “MO!” annuncia un ricorso urgente se il Consiglio regionale modificherà la legge elettorale. La proposta di nuova legge prevede una soglia di sbarramento del 10% per chi corre da solo (oggi è il 3%, come nell’Italicum), ma nello stesso tempo incentiva i partitini ad allearsi con i big dei soliti schieramenti favorendo vere e proprie “coalizioni ammucchiata”. Infatti – segnala MO! – per le liste che corrono in coalizione per un candidato presidente che supera il 10%, allora lo sbarramento diventa improvvisamente… zero! Un invito alla frammentazione, alla pletora di candidati, alle ammucchiate elettorali. E un’offesa a qualsiasi principio democratico: lo 0,9% dei partitini “ascari” pesa più del 9,9% di chi corre da solo. Gli elettori devono sapere che la bilancia è truccata. Contro una tale truffa elettorale, se il colpo di mano sarà realizzato, gli elettori che si riconoscono in liste lontane dai soliti partiti faranno immediato ricorso.

Comunicato relativo al cambio sede per l’incontro MO! del 31 Gennaio

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La terza assemblea pubblica della costituenda lista civica MO! in programma per il 31 Gennaio 2015 presso la Sala Consiliare del Comune di Cava de’ Tirreni (SA), si terrà invece nella sala convegni dell’Hotel Victoria Maiorino, in C.so Mazzini, 4, nella stessa Cava de’ Tirreni. Viene confermato l’appuntamento alle ore 17.00.
Tale spostamento non è stato determinato dalla volontà degli organizzatori, bensì dalla mancata concessione dello spazio comunale a distanza di pochi giorni dall’evento, nonostante le iniziali rassicurazioni ricevute.
Ci si augura che si sia trattato di un banale disguido e non di un’azione volta a rallentare le attività del gruppo MO! sul territorio.
Si coglie l’occasione per ringraziare gli attivisti di Cava de’ Tirreni, la cui efficienza e tempestività hanno consentito di individuare in brevissimo tempo una sede alternativa.

 

Lezione di Greco per l’Europa

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La Grecia ha perso la sua indipendenza nel 1460, quattro secoli esatti prima di noi. La dominazione turca non è bastata a cancellare l’alfabeto, la lingua, la cultura e l’orgoglio di un popolo. E nel 1830 è tornata anche l’indipendenza.
 
Ora quell’alfabeto antico è sulle banconote che tutti noi abbiamo in tasca, l’euro. Eppure la Grecia è ancora sotto attacco. Non più la Turchia, ma la Troika (Commissione europea, Fondo monetario e Banca centrale europea) la quale ha dettato legge imponendo sacrifici devastanti, provando a umiliare la culla della civiltà mondiale, la patria della democrazia e del libero pensiero, una terra e un popolo a noi così cari perché mai abbiamo smesso di essere la Magna Grecia.
 
E la Grecia sta per dare una grande lezione al mondo. Un piccolo popolo di 11 milioni di abitanti (noi meridionali d’Italia siano molti di più) decide di resistere e ribellarsi a regole imposte da Francoforte o da Bruxelles per ricordare a tutti che è solo il popolo che può decidere il proprio destino.
 
Alexis Tsipras, 40 anni, si è fatto bandiera di questa rivolta. Lo ha fatto buttando a mare vecchie ideologie del suo primo partito, il Kke dei comunisti ellenici. Lo ha fatto senza inseguire progetti velleitari ma assumendo su di sé la responsabilità di governare. E così Tsipras e il suo composito movimento Syzira non inseguono idee di modesta consistenza e fantasia come “stampare moneta” in casa, creando valuta di scarso valore. Perché sanno, loro che la moneta l’hanno inventata, che la moneta non crea ricchezza, ma la misura. E se cambi unità di misura il Paese non diventa né più ricco né più povero ma alcuni ci guadagneranno dal cambio di valuta mentre la maggior parte, lavoratori e pensionati più di tutti, si troveranno redditi e risparmi improvvisamente tagliati. Ulteriormente tagliati.
 
Ma, se l’euro è un falso bersaglio, non altrettanto si può dire per le regole che impongono l’austerità, come l’obbligo di avere un bilancio (l’avanzo primario) in attivo del 4% fino al 2022 imposto dalla Troika alla Grecia per tecniche monetariste che non considerano e quindi calpestano i diritti delle persone. Ecco perché la battaglia che parte da Atene è la battaglia di tutti noi popoli mediterranei: una lezione di greco per gli euroburocrati. Perché le regole stabilite a tavolino dai banchieri centrali non sono una medicina amara da bere per forza. Possono aggravare la malattie e portare più miseria e maggiore distanza tra ricchi e poveri in un mondo con già troppe disuguaglianze.
 
Alexis Tsipras conferma che quello greco è un popolo coraggioso e orgoglioso. Noi, sottomessi da 155 anni, solo di recente ci stiamo risvegliando e recuperando la memoria di noi stessi. Grazie a quanto accade in Grecia possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro.
 
La Grecia è libera. E la libertà è contagiosa: anche il nostro momento non è così lontano.

L’anno che verrà. All’insegna della rivincita, del riscatto, della liberazione.

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Si chiude un anno ancora infausto per la Terra nostra. Nell’arco del 2014, segnato dal governo Renzi, il Sud ha subito un aggravamento della sua emarginazione economica e politica. Non ci sono ministri meridionali  in questo governo, mentre  quei pochi viceministri e sottosegretari, proni ai desiderata del nord, sono vieppiù indagati per varie malversazioni.

Dai 5 miliardi di euro destinati alle infrastrutture investiti per il 98,8% al centro-nord e solo un misero 1,2% al Sud, ai 2 miliardi di euro sbloccati dal Cipe per lo sviluppo dati interamente al nord, ai 3,5 miliardi di euro di fondi europei destinati alle regioni meridionali e dirottati per sostenere le assunzioni al nord, fino ai fondi per le scuole, ancora una volta sottratti al Sud e al regalo di Natale del farsesco risanamento dell’Ilva di Taranto e della Terra dei fuochi, promesso con soldi che non ci sono: tutto ci parla di fase terminale della colonizzazione del Sud da parte dei gruppi finanziari del nord, cui i governi italiani sono da sempre asserviti. A questo s’aggiunga la disoccupazione giovanile armai al 60% con la conseguente emigrazione di oltre 100.000 giovani, tra i quali molti laureati, verso nord, come e peggio del precedente decennio.

Tuttavia, per la nostra gente in quanto a reazione, spirito di lotta e ritrovato orgoglio di comunità, il 2014 è stato un anno magnifico.

Dalla determinata risposta dei calabresi al tentativo di scippo dei Bronzi di Riace messo in atto dalla impresentabile coppia  Maroni-Sgarbi, a quella dei siciliani contro il nocivo sistema satellitare Muos, all’imponente protesta dei lucani contro le mortali estrazioni petrolifere, a quella dei pugliesi contro la morte per Ilva, a quella dei campani per  la Terra dei fuochi, fino agli abruzzesi e molisani in lotta contro discariche mortali e trivelle marine: tutto ci dice che il nostro popolo è pronto a rivendicare i propri diritti calpestati da ormai 154 anni di malfatta unità.

Alle proteste popolari del 2014 si è  accompagnata la consapevolezza culturale della nostra Storia negata e della Questione meridionale  funzionale all’arricchimento di una sola parte del Paese.  Il termometro più evidente di ciò è la pagina facebook di Briganti che ha quasi raggiunto i 200.000 mi piace, grazie al suo meritevole ed egregio lavoro di “alfabetizzazione di base” sulla Storia, le tradizioni e le continue vessazioni a tutt’oggi subite del Sud.  Mentre proseguono ininterrotte le pubblicazioni di affermati saggisti, quali Pino Aprile, e di nuovi autori meridionali che danno profondità d’analisi alla Questione meridionale.

Oggi, anche alla luce delle ipocrite dichiarazioni  sulla passata grandezza delle Due Sicilie mortificata dall’unità, da parte di Renzi ed altri politici par suo, e dell’improvviso interessamento per il Sud di improponibili personaggi d’accatto quali Salvini & C, possiamo affermare che dal punto di vista culturale il Sud ha vinto.

Non altrettanto netta è tuttavia la vittoria del Sud dal punto di vista politico, poiché il passaggio dalla consapevolezza culturale e sociale a quella più strettamente politica non è né facile e né immediato.

Nei vari movimenti meridionalisti, da una parte persistono convincimenti di subalternità ai partiti responsabili del saccheggio del Sud, dall’altra parte esistono posizioni di astratto ribellismo massimalista che si esaurisce nel campo di altisonanti parole. Unione Mediterranea al contrario lavora per una strategia politica indipendente ed efficace, mirante ad unire sul campo i meridionalisti in un fronte compatto ed incisivo nel raggiungimento dell’obiettivo proposto del riscatto del Sud.

Il 2015 ci pone intanto obiettivi intermedi sui quali lavorare da subito, quali le elezioni regionali, per le quali abbiamo promosso la formazione di liste civiche indipendenti dai partiti, con un programma che a partire da una macroregione meridionale rivendica il riscatto del Mezzogiorno. Mentre resta prioritario il dialogo con i  comitati popolari per estendere al loro interno la coscienza meridionalista.

E’ con tali convincimenti che esprimiamo il nostro augurio per un grande 2015 per la Terra nostra, certi che il tempo della rivincita del Sud è MO.

Raffaele Vescera

La spoliazione del Sud a firma Franceschini: giù le mani dalla Collezione Farnese!

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Il Ministro dei Beni Culturali, l’emiliano Dario Franceschini, per non lasciare che il 2014 passi senza che il suo Ministero abbia fatto scelte a vantaggio del centro-nord (alla pari di quello dell’Economia),  ha annunciato di voler trasferire la “Collezione Farnese” di proprietà napoletana, alle città di Parma e Piacenza. Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA REGIONALI 2015, IN CAMPO LISTA CIVICA MO – “MAI ACCORDI CON CHI HA DISTRUTTO LA CAMPANIA”

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“Alle regionali Campania non ci saranno solo i partiti presenti nel Parlamento nazionale ma anche, per la prima volta, una lista civica che vede il riscatto del Sud e le battaglie per la salute, l’ambiente e il lavoro al primo posto. A Caserta un’assemblea partecipata e a tratti commossa ha lanciato i sette punti del programma del progetto MO! Una Lista civica per la Campania in vista delle prossime elezioni regionali del 2015.
Dopo il promettente avvio dello scorso 22 novembre a San Giorgio a Cremano, a un mese di distanza all’Hotel Vanvitelli, sabato 20 dicembre, si è sancito che il progetto non solo è valido ma c’è voglia, da parte di tutti, di farne la vera alternativa ai soliti schieramenti che la partitocrazia sta mettendo in campo per le prossime elezioni regionali in Campania. Unica precondizione era e rimane il fatto di non fare da stampella o da ruota di scorta ad alcuna compagine politica che ha determinato il disastro della Regione Campania degli ultimi decenni. Il progetto parte dal basso, da movimenti, associazioni, che hanno dato vita ed animato lotte per la riscoperta di una forte identità meridionalista, a difesa del proprio territorio e dell’ambiente, di diritti fondamentali quali quello alla salute e al lavoro.
A Caserta sono stati presentati i punti imprescindibili che dovranno comporre il programma della lista civica: MO SUD, una proposta di legge unica da approvare in tutte le regioni del mezzogiorno; MO BASTA, per fermare il federalismo voluto dal Nord e le discriminazioni territoriali; MO LAVORO, con burocrazia zero a sostegno delle imprese per un lavoro vero; MO SALUTE, per garantire la tutela della salute dei cittadini attraverso campagne di prevenzione diffusa e una funzionale sanità pubblica; MO FELIX, per la definitiva soluzione al dramma della Terra dei fuochi ed un corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti urbani, passando per politiche energetiche ecosostenibili; MO RISPARMIO, per una rete commerciale moderna che informi i consumatori circa la provenienza dei prodotti, per dare la possibilità di scegliere quelli del proprio territorio; infine MO LIBERIAMOCI, per riappropriarci degli spazi pubblici, scuole, beni comuni, acqua pubblica.
Il progetto è aperto alle forze sane che riterranno di condividerne il percorso, il programma e le modalità operative; sicuramente si arricchirà nel tempo di nuove importanti componenti. Tra i tanti intervenuti, gli scrittori Pino Aprile e Angelo Forgione, che hanno sottolineato il proprio sostegno all’iniziativa. La Lista civica MO si è data appuntamento a gennaio.”

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