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UM accanto al popolo greco: votare Oxi è un segnale per tutta l’Europa

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“Nessuno speculi sulla Grecia e sul suo popolo”: così Enrico Inferrera commenta la difficile situazione di queste ultime ore della Grecia, che rischia di divenire una vera e propria mina vagante per l’Europa.

“Esprimiamo piena solidarietà alla popolazione greca, che come quella meridionale è vittima di scelte nazionali che non hanno mai preso in considerazione il primo ed unico obiettivo della politica: porre l’uomo e la sua dignità al centro della comunità.”

“Unione Mediterranea – afferma Enrico Inferrera – non è contro l’euro ma contro un crescente impoverimento che un’ Europa troppo obbediente alla Germania sta generando in tutti i paesi del Mediterraneo, dove le fasce sociali più deboli sono schiacciate da crisi senza precedenti. Non siamo antieuropeisti ma questa Europa non è quella che noi immaginavamo. Votare OXI (No) è un segnale che la Grecia può dare a tutta l’Europa: in democrazia il popolo è sovrano e la sua richiesta di aiuto non può essere considerata secondaria a nessuna esigenza di austerità economica.”

 

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Unione Mediterranea annuncia le linee guida: “i nostri iscritti sono i veri protagonisti del riscatto del Sud”.

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11700827_10206742685956332_1041909064339605025_n“Un grande movimento popolare, democratico, meridionalista nei valori e negli obiettivi, sostenuto da tutti coloro che hanno a cuore il presente ed il futuro del Sud: sono queste le premesse con cui si è svolto il primo incontro ufficiale di Unione Mediterranea, dopo il secondo congresso nazionale del Movimento tenutosi a Matera il 21 e il 22 Giugno scorsi.

In un clima caldo e propositivo Il neo Segretario Nazionale Enrico Inferrera, ha aperto una nuova era per UM che in continuità con il lavoro svolto da Marco Esposito , si appresta a consolidare i consensi raggiunti con la splendida esperienza della lista civica MO! e ad ampliare la propria base organizzativa, attraverso un capillare radicamento sui territori del Mezzogiorno, per offrire una risposta seria e concreta alla penuria di proposte politiche dei partiti nazionali.

In sintonia anche Flavia Sorrentino Portavoce Nazionale di Unione Mediterranea, che ha chiarito durante il suo intervento in che modo sarà impostata la struttura comunicativa del Movimento, affinchè si definiscano i contenuti e le proposte e in cui comunemente riconoscersi. “Unione Mediterranea- ha dichiarato- si propone come alternativa politica meridionalista nel panorama partitocratico italiano: con il lavoro e l’impegno di ciascuno, prepareremo il movimento ad affrontare le grandi sfide del futuro che attendono il Sud.”

Tanti gli interventi e le proposte, tutti all’insegna del fare e del fornire soluzioni concrete ai problemi dei cittadini. Attraverso il coinvolgimento, l’ esperienza e le competenze di chi ve ne fa parte, Unione Mediterranea darà vita a “dipartimenti tematici”, rappresentati da gruppi di lavoro, vere e proprie sentinelle presenti sul territorio, in grado di stare accanto alle comunità locali e porsi come punto di riferimento delle loro istanze. Impegno ad attenzione nei confronti della lotta allo scempio ambientale come ribadito dall’ex portavoce dei comitati fuochi Lucio Iavarone, nuove politiche occupazionali, attenzione per il sociale, per il rilancio dell’imprenditoria e dello sviluppo.

Non esistono grandi tematiche e problemi minori, ma esigenze dei cittadini che devono ritornare ad essere i grandi protagonisti della politica. In questo senso gli interventi di Alessandro Cantelmo, Alessandro Lerro, Salvatore Legnante, Carlo Ceresa, Leonardo Lasala, Guglielmo Ursumando, Alida Competiello, Roberto Natale, Attilio Fioritti, Francesco Labruna, Carlo Manna e tanti altri intervenuti, tra cui il giornalista de “Il Brigante” Gino Giammarino che ha sottolineato la necessità di continuare a percorre i binari della coerenza fino ad ora perseguita.

La linea del nuovo Segretario Nazionale prevede una partecipazione attiva e il coinvolgimento reale di tutti gli iscritti: al via dunque la nuova campagna di tesseramento attraverso i circoli esistenti e l’apertura di nuovi circoli per una maggiore rappresentanza sul territorio.

“Unione Mediterranea apre le sue porte a tutti coloro che ritengono di poter apportare un contributo in termini di idee, impegno , passione politica e valorizzazione del territorio”. La forza di un Movimento come il nostro- ha concluso Inferrera- è la sua gente, e solo attraverso la partecipazione di tutti sarà possibile ‘scardinare’ la storica e documentata azione di smembramento della nostra identità, affinchè si possa recuperare un senso si appartenenza comune all’insegna della crescita e di nuove opportunità per questa terra e i suoi figli.”

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Regione Campania: chi paga i danni della politica?

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Sin dalle prime battute della campagna elettorale, Unione Mediterranea attraverso la lista civica MO! con candidato Marco Esposito aveva previsto ciò che oggi è realtà: i partiti nazionali dimostrano ancora una volta di mettere al primo posto della discussione politica le manovre interne e non quelle necessarie a risolvere i problemi della nostra terra, dichiara Flavia Sorrentino, portavoce nazionale Unione Mediterranea.

In occasione delle elezioni Regionali a più riprese si era presentata l’ incoerenza della candidatura da parte del Partito Democratico di De Luca. Nessuno ha avuto il coraggio di assumere chiare scelte politiche, danneggiando in tal modo la popolazione in Campania.

“Mentre il Pd si decide, gli indicatori economici ci dicono che le imprese campane, i giovani in cerca di occupazione e le famiglie in difficoltà non possono più aspettare”. Con queste parole Enrico Inferrera, Segretario Nazionale di Unione Mediterranea, commenta l’incresciosa situazione della Regione Campania. “Le promesse elettorali sono già disattese: a poco meno di un mese dalle elezioni l’annullamento della seduta del Consiglio Regionale ed il “caso” De Luca, danno un chiaro segnale di come nulla sia cambiato. La Campania riceve da questa querelle un danno di immagine enorme, che non può non ripercuotersi sul sistema economico, finanziario ed imprenditoriale. Una Regione senza governo è una non Regione. Con MO! alle scorse elezioni, conclude Inferrera, abbiamo presentato un programma meridionalista concreto e dettagliato, da mettere a disposizione della Campania e del suo sviluppo, unica cosa che ci sta a cuore e per la quale mettiamo in campo quotidianamente onestà e competenze.”

No alle trivelle a Pozzuoli

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Un secco no alle trivellazioni al Sud ed alle lobby che hanno precisi interessi nella più grande operazione di distruzione dell’ambiente degli ultimi anni: è questa la posizione di Unione Mediterranea, movimento politico attivo per il riscatto e lo sviluppo del Mezzogiorno.
E la ferma posizione del movimento viene espressa di fatto nel sostegno alla cittadinanza attiva impegnata nel “No trivelle a Via Pisciarelli e nella zone flegrea”, con la partecipazione di Flavia Sorrentino , portavoce nazionale di Unione Mediterranea, e di Lucio Iavarone ambientalista ed ex portavoce comitati fuochi, all’Assemblea Pubblica prevista per domenica 28 giugno 2015.
Il segretario nazionale di Unione Mediterranea , Enrico Inferrera da sempre attivo in tutte le iniziative di tutela e salvaguardia del territorio ritiene ” assolutamente rischioso ed illogico procedere con le trivellazioni in un’area ad alta densità abitativa, tra le più belle e storicamente importanti in Campania, anche in virtù della sismicità della zona. Ancora una volta dobbiamo constatare come non si tenga in minima considerazione quanto affermato e sottoscritto da studiosi e cittadinanza attiva, ignorando dunque le istanze della popolazione residente. Questo aspetto è gravissimo e ci vedrà molto attenti agli sviluppi della questione”.

“Con Unione Mediterranea – afferma Flavia Sorrentino portavoce nazionale UM – abbiamo appena presentato all’europarlamento una petizione sui diritti fondamentali al Sud, in cui chiediamo di istituire una commissione straordinaria che si occupi di monitorare lo stato di salute dei nostri territori. Sarebbe il caso di chiamare lo sblocca Italia di Renzi più semplicemente lo sblocca trivelle: ancora una volta, lo stato italiano dimostra di non aver alcun interesse per la tutela del Mezzogiorno, che continua ad essere utilizzato come fonte di guadagno in spregio alla salute del territorio e dei cittadini”

Diritti fondamentali al Sud: UM presenta una petizione all’UE contro lo Stato Italiano

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Il Giorno 25 giugno alle ore 10,30 una delegazione di Unione Mediterranea guidata dalla dott.ssa Rosella Cerra presenterà alla Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea una petizione ai sensi dell’articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Con la petizione, un dossier di 70 pagine, si denunciano le violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia degli articoli 1 (dignità umana), 2 (diritto alla vita), 15 (libertà professionale e diritto di lavorare), 31 (condizioni di lavoro giuste ed eque), 34 (sicurezza sociale e assistenza sociale), 35 (protezione della salute), 37 (protezione dell’ambiente) e 38 (protezione dei consumatori).

Unione Mediterranea propone l’istituzione nel Parlamento europeo di una Commissione speciale della durata di tre anni denominata “Dignità, vita, lavoro, sicurezza, salute, ambiente e protezione dei consumatori in tutti i territori dell’Unione europea”, che dovrebbe avere il compito di analizzare e valutare nell’intera area dell’Unione europea, a partire dall’Italia meridionale e dalla Sicilia, l’entità del fenomeno dell’avvelenamento dei territori da interramento dei rifiuti, affondamento di navi e altre forme di devastazione ambientale, con particolare attenzione alla qualità delle acque, dei cibi, dell’aria; valutare proposte per circoscrivere le aree contaminate e procedere alle bonifiche; promuovere una certificazione dei prodotti nell’interesse primario della salute dei consumatori e della tutela delle attività imprenditoriali; verificare il corretto utilizzo dei fondi pubblici e in particolare dei finanziamenti dell’Unione Europea; proporre misure adeguate che consentano all’Unione di prevenire e contrastare tali minacce, a livello internazionale, europeo e nazionale.

Unione Mediterranea chiede inoltre una revisione della storia dell’unificazione italiana così come viene raccontata sui libri scolastici, con il riconoscimento delle vere cause e delle modalità che hanno portato all’unificazione nazionale ed alle discriminanti modalità di gestione delle popolazioni meridionali; chiede altresì che si metta fine alla disparità di trattamento economico tra il Sud e le altre aree del Paese che si perpetra ininterrottamente da 155 anni, unita al furto continuo di risorse materiali ed umane.

La petizione sarà corredata di circa 10500 firme che la Lista Civica di Scopo “Terra Nostra” ha raccolto nella circoscrizione Italia meridionale in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del 25 maggio 2014. L’appuntamento per la consegna della petizione è alla Rue Wiertz 60, dove la delegazione potrà rispondere alle domande dei giornalisti che vorranno essere presenti. Si segnala inoltre che la stessa delegazione si recherà il 24 giugno alle ore 15,30 a Charleroi, presso la miniera di Marcinelle, per incontrare la comunità italiana e per rendere omaggio alle vittime del tragico incidente con la deposizione di una corona di fiori.

 

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Programma Congresso Matera 2015

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Sabato 20 giugno

13,00 iscrizioni al congresso

14,00 Introduzione del Presidente Francesco Tassone sul titolo e sugli obiettivi del congresso

15,00 saluto di autorità ed ospiti

16,00 Due anni di attività di Unione Mediterranea

                Interventi di

Marco Esposito – segretario

Flavia Sorrentino – portavoce

Francesco Labruna – tesoriere

Roberto Longo – responsabile organizzazione

 

16,45 / 19,45   Le proposte di modifica dello Statuto

Dibattito e votazione sulle proposte di modifica dello Statuto di Unione Mediterranea.

 

20,00     Partenza per il Belvedere del Parco della Murgia Materana con le bandiere di UM per una foto ricordo del congresso. – SCARICA L’ITINERARIO

 

Domenica 21 giugno

9,30 Presentazione delle mozioni congressuali

10,30 Presentazione dei punti di programma di UM per il biennio 2015/2017

11,00 Dibattito

13,30 pausa pranzo

14,30 Votazioni su

Programma di UM per il  biennio 2015/2017

Mozioni congressuali

17,00 Elezioni di

Segretario

Portavoce

Comitato di Coordinamento

Collegio dei Probiviri

18,00 Chiusura del segretario neo eletto e del Presidente

Aggiornamenti Congresso 2015 – Matera

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Si comunica agli iscritti che le date del Congresso 2015 di Unione Mediterranea sono:
  • sabato 20 giugno dalle 13,00 alle 20,00
  • domenica 21 giugno dalle 9,30 alle 18,30
La sede è l’auditorium della Casa della Spiritualità San’Anna – via Lanera 14.

Organizzazione dei congressi locali 2015 di Unione Mediterranea

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Facendo seguito alla convocazione del secondo congresso di Unione Mediterranea, da parte del Presidente Francesco Tassone, che si svolgerà a Matera nei giorni 20 e 21 giugno 2015, si danno di seguito indicazioni sullo svolgimento dei congressi di Circolo e sulla costituzione dei Coordinamenti Regionali.

I congressi dei Circoli Territoriali si svolgeranno dal 1 maggio al 7 giugno 2015 su convocazione del Responsabile di Circolo. I congressi di Circolo saranno preparatori del congresso nazionale secondo indicazioni in corso di preparazione ed eleggeranno il Responsabile di Circolo per il successivo biennio, il Tesoriere, ed i delegati  per l’eventuale Coordinamento Regionale. L’esito dei congressi (nomi del Responsabile, del Tesoriere e degli eventuali delegati al Coordinamento Regionale) dovrà essere trasmesso, appena possibile e comunque entro il 8 giugno 2015, al Responsabile Organizzazione all’indirizzo roberto_longo2@virgilio.it.

Nel periodo daI  9 al 14 giugno si costituiranno, secondo i dettami del regolamento approvato dal Coordinamento Nazionale in data 18/12/2014, i Coordinamenti Regionali nelle regioni in cui è presente più di un Circolo regolarmente costituito entro il 31 maggio 2015, su convocazione, solo per quest’anno, del Responsabile Organizzazione.

Cordiali saluti.

Gli scavi archeologici di Ercolano e Pompei: la Prammatica di Carlo di Borbone per la salvaguardia delle «cose» di interesse storico artistico

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La conoscenza del passato è lo strumento fondamentale per capire ciò che accade oggi. Per noi napoletani è fondamentale riscoprire il valore di ciò che ci circonda: solo così potremo apprezzare al meglio le bellezze di questa città che per consuetudine e distrazione siamo abituati a guardare quotidianamente con occhi privi di interesse. Ritrovare il significato di questi beni, così da riappropriarci di ciò che ci appartiene, attraverso la conoscenza, è ciò che mi propongo di fare, dando un sguardo al passato e riportando alla memoria personalità che hanno contribuito a rendere grande questa città. Uno fra tutti, Carlo di Borbone che rese tanto moderna la Napoli Capitale: riconsiderare tale modernità può essere una spinta per avere un approccio differente verso il futuro.

Carlo di Borbone, primogenito delle seconde nozze di Filippo V di Spagna con Elisabetta Farnese, si insediò a Napoli nel 1734. L’anno successivo fu incoronato re delle Due Sicilie. Con lui si inaugurò un periodo di rinascita politica, ripresa economica e sviluppo culturale. Già nel 1738, concesse a Roque Joaquin de Alcubierre, ingegnere ed archeologo spagnolo, l’autorizzazione per procedere ad una campagna di scavi nella zona vesuviana, a seguito del ritrovamento di alcuni manufatti di epoca romana. Questo portò al rinvenimento dell’antica Ercolano e, solo dieci anni più tardi, nel 1748, iniziarono i primi scavi nell’area pompeiana. Come è facile immaginare, gli scavi ercolanensi suscitarono grande ammirazione ed entusiasmo. Immediatamente ci si rese conto dell’importanza della scoperta e dell’interesse antiquario delle pitture rinvenute. L’acquisizione delle opere seguì un criterio essenzialmente collezionistico tanto che non vi fu alcuna selezione e si estraeva tutto ciò che si poteva. Gli scavi venivano condotti grazie alla creazione di gallerie e ciò dovette pregiudicare la percezione dell’appartenenza dei dipinti ad un contesto decorativo più ampio. Si pensò al modo più adatto per prelevare e portare all’esterno le pareti dipinte che si susseguivano all’interno degli stretti cunicoli che si andavano scavando. Si decise di seguire una metodologia tradizionale, ovvero, lo stacco a massello che consentiva una notevole rapidità di esecuzione: una volta tagliate dal muro, le porzioni figurate degli intonaci dipinti venivano assottigliate ed adagiate su un supporto. Questi dipinti murali venivano trattati  come singoli «quadri» figurativi che dovevano andare ad arricchire le collezioni reali. Reperti di questo tipo erano considerati fino a quel momento rarissimi e, quindi, di grandissimo pregio. Carlo di Borbone ebbe la possibilità di esibirne numerosi esemplari ed in molteplici varianti. Anche le pitture del Tempio di Iside, vennero tagliate e trasportate nelle collezioni reali. Il re si mostrò contrario all’idea di conservare in loco le decorazioni pittoriche dell’intero complesso. In questo caso, la sua contrarietà non fu tanto dovuta alla preoccupazione che le collezioni reali venissero private di alcuni importanti esemplari, quanto al timore, rivelatosi fondato, che la conservazione di quelle pitture potesse essere messa a rischio a causa dell’esposizione alle intemperie. Il re temeva anche che potessero esserci dei furti negli scavi che avrebbero avuto come conseguenza la comparsa sul mercato antiquario di reperti di inestimabile valore e ciò poteva compromettere l’unicità della sua collezione. Pertanto, il Regno borbonico fu il primo, tra gli stati preunitari, ad adottare un provvedimento che regolamentasse lo spostamento delle «cose» di interesse storico artistico. Infatti, nel luglio 1755, Carlo di Borbone emanò la Prammatica finalizzata ad impedire l’asportazione, il saccheggio ed il commercio delle opere archeologiche. Essa proibiva lo spostamento di oggetti da un qualsiasi immobile antico senza una preventiva licenza rilasciata dal Governo regio; inoltre, nella stessa si sottolineava l’importanza di conservare tali opere. Alla Prammatica di Carlo di Borbone seguirono altri editti come quelli pontifici del 1802 e del 1820. Il primo, l’editto Doria Panphìli, successivo alla requisizione napoleonica, era incentrato sulla necessità di conservare i monumenti e di impedire furti, sciacallaggio e commercio clandestino di opere antiche. Il secondo, l’editto  Bartolomeo Pacca, dal nome del cardinale camerlengo che lo redasse, prevedeva la creazione di un corpo di funzionari volto a far rispettare le leggi dell’editto Doria Panphìli. Successivamente, il governo borbonico emanò anche due editti con la finalità di tutelare le opere classiche. Il primo, emanato da Ferdinando I nel 1822, istituì una Commissione consultiva di antichità e belle arti volta a decidere quali fossero i beni che potevano essere esportati. Col tempo, dall’ambito prettamente archeologico, la tutela si diffuse anche agli altri monumenti tra i quali le chiese in stato precario che divennero oggetto di indiscriminati restauri. Proprio per regolare questi interventi arbitrari, nel 1839 Ferdinando II emanò il secondo editto la cui direttiva era volta a disciplinare i lavori in modo da non offendere le opere antiche. Si impose anche la vigilanza delle autorità di governo su tali interventi.

All’atto dell’unificazione nazionale, l’Italia era carente, dal punto di vista legislativo, di norme atte a tutelare il suo vasto ed eterogeneo patrimonio. Pertanto, nel 1871 con la legge n°286 si provvide ad affermare la validità degli editti dei governi pre-unitari.

Per ottenere la prima legge nazionale di tutela bisognerà aspettare il 1902, quando fu emanata la legge Nasi.

Flavia Tizzano,

Ass. Cult. locus iste LUOGHI e MEMORIA

Manifestazione contro le trivellazioni mar Ionio

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Tutti in massa a Corigliano Calabro.

Il Circolo Territoriale “Federico II” di Unione Mediterranea parteciperà alla manifestazione di sabato 28 marzo 2015 a Corigliano Calabro contro le trivellazioni nel mar Ionio. La manifestazione partirà alle ore 9,00 dal parco comunale Fabiana Luzzi di Corigliano Scalo e avrà termine in piazzetta Portofino di Schiavonea. La manifestazione è di notevole importanza perché in un periodo economico in cui le uniche risorse rimaste alla Calabria per sperare nel futuro sono l’agricoltura ed il turismo, lo Stato decide di distruggerle per sempre permettendo la trivellazione selvaggia di mare e coste. Cosa ne ricaverebbe la Calabria? Solo qualche centinaio di posti di lavoro in cambio della miseria del 7% delle royalties, della perdita di un numero maggiore di posti di lavoro in agricoltura (unico settore che sta facendo registrare un aumento dell’occupazione) e nel turismo, e della distruzione dell’ambiente come già avvenuto in Basilicata. Il Governo Renzi, per riuscire nel proprio intento distruttivo, ha varato il decreto “sblocca Italia” che impedisce incostituzionalmente alle Regioni di esprimere il loro parere in materia. Dobbiamo farla finita una volta per sempre di accettare questo modo coloniale di trattare la Calabria ed il Sud in generale, e solo con una grande manifestazione di massa è possibile mandare al Governo un messaggio chiaro ed inequivocabile: la Calabria vuole decidere da sola il proprio futuro, non vuole più subirlo come ha fatto per 154 anni. Invitiamo perciò tutta la popolazione calabrese a partecipare, ad uscire dalle proprie case, a riprendersi la dignità e la vita futura dei loro figli. Che sia una memorabile giornata di costruzione pacifica del futuro della Calabria e di rivincita per le tante sconfitte sociali, politiche ed economiche subite. L’alternativa è solo dolore e morte, ognuno si metta la mano sulla coscienza.
UNIONE MEDITERRANEA – CIRCOLO TERRITORIALE “FEDERICO II”

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