Monthly Archives: Maggio 2016

MO! a Caserta c’è speranza.

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Il circolo di MO! Caserta “Terra di Lavoro” ha deciso di sostenere convintamente il candidato sindaco Francesco Apperti alle elezioni comunali perché è l’unico, nel panorama cittadino, col quale si possono e si potranno affrontare le tematiche a noi care sul meridionalismo ed il riscatto della nostra terra. Certo la competizione è dura ma dalla nostra abbiamo la volontà di far valere le nostre idee con la passione e l’onestà che ci contraddistinguono. Caserta ha estremo bisogno di un’amministrazione che sia libera dalle convenienze personali e purtroppo, come le cronache giudiziarie confermano, anche da connivenze e collusioni con la criminalità.

Il panorama politico, fatte le dovute eccezioni, è sostanzialmente caratterizzato da due schieramenti di centrodestra e centrosinistra nei quali ci sono elementi trasversali. Ci sono soggetti che hanno governato con amministrazioni di centrodestra ed oggi si ripropongono nel centrosinistra per non parlare di chi è rimasto imbrigliato in inchieste giudiziarie, proprio durante la campagna elettorale. Si percepisce, in città, una situazione da torre di Babele politica, preludio di niente di positivo per Caserta ma di contro si sente anche una voglia di cambiamento dettata da un lato dalla stanchezza per un andazzo che ha dato solo frutti cattivi e dall’altro da una voglia di riscatto per il nostro territorio.

Sono in tanti a rendersi conto che con una certa classe politica non si va più da nessuna parte. Una classe politica, spesso spinta solo dall’interesse particolare col placet dei partiti nazionali interessati solo a mantenere i voti per continuare a governare i nostri territori, anche senza preoccuparsi di sapere o facendo finta di non sapere da dove provengono quei voti. L’intreccio tra politici che dovrebbero stare su posizioni opposte ed invece camminano l’uno affianco all’altro per garantirsi il controllo del territorio è sotto gli occhi di tutti. Per questo noi di MO! appoggiamo Francesco Apperti con la lista MO! c’è Speranza, perché crediamo che solo ripartendo dal territorio, dalla comunità, vivendo la propria polis con chi la conosce e la vuole migliorare, senza dipendere da partiti o lobby nazionali che possono solo dare ordini ma non certo per il bene della nostra terra, si può ricreare quel senso di appartenenza e dignità di popolo che per tanti e troppi anni ci hanno negato. Noi siamo presenti sul territorio da anni e non da poche settimane come alcune liste civiche che nascono e muoiono in occasione delle elezioni.

MO! Caserta è attiva ed opera da tempo, ha partecipato alla campagna elettorale per le regionali ottenendo un buon risultato e partecipa alla competizione in corso con i propri candidati, come Patrizia Monteforte, Massimo Bellomo, Pasquale Zampella, Luigi Evangelista, Patrizia Filippone, Clemente De Lucia, Pasquariello Silvestro e con simpatizzanti e sostenitori che vogliono contribuire al riscatto della nostra città. Abbiamo presentato proposte nel campo dell’assistenza all’infanzia ed alle madri, del commercio pro sud, del turismo e dell’autonomia sul modello perseguito a Napoli, partecipando alla stesura del programma elettorale del candidato sindaco. Tutte proposte accolte sia da Francesco Apperti che dagli altri candidati delle liste Speranza per Caserta e MO! c’è Speranza, il che ci sprona non solo all’impegno in campagna elettorale ma a proseguire la nostra azione politica di movimento meridionalista anche dopo, sul territorio ed in favore del territorio. Questa campagna elettorale ci sta facendo conoscere e riconoscere da chi ci vede per la prima volta e da chi ci ha già visti alle regionali e ci darà ancora il suo sostegno. Noi ci stiamo mettendo la faccia tutti i giorni nelle strade e facendo i comizi in piazza, al contrario di chi si vede nelle segrete stanze, perché siamo convinti che sia necessario stare tra le persone, interagire con loro, rispondere alle domande; e avvertiamo una grande voglia di fare domande e di ricevere risposte non evasive. C’è voglia di cambiamento, di rinnovamento, di riscoperta della nostra storia ed identità e MO! tocca a noi.

Ricorso vinto. A Napoli ci sareMO!

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Ieri lunedì 23 maggio il Consiglio di Stato ha accettato il ricorso della lista MO! Napoli Autonoma, dando ufficialmente il via libera al reinserimento della nostra lista nella competizione elettorale.
Non è stata una grande sorpresa poiché la ricusazione era dovuta a un mero assurdo burocratico, frutto dell’interpretazione ambigua di una norma. Tutti i nostri candidati, ricusati per aver autenticato le firme di accettazione fuori dal Comune di Napoli, sono stati riammessi.
La ricusazione ha rischiato di compromettere gravemente lo sviluppo della campagna elettorale, eppure i nostri candidati e attivisti non hanno smesso di avere fiducia nella giustizia, continuando coraggiosamente a scommettere sulla lista. A loro, al nostro avvocato Antonio Parisi e alla solidarietà mostrata dalle altre liste ricusate, vanno i nostri più sinceri ringraziamenti.
Di seguito il testo completo della sentenza:

N. 02140/2016 REG. PROV. COLL.

N. 03964/2016 REG. RIC.

 
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

 

sul ricorso numero di registro generale 3964 del 2016, proposto dal signor Peperoni Pierluigi, rappresentato e difeso dall’avvocato Antonio Parisi, con domicilio eletto presso Pellegrino Studio Legale Associato in Roma, corso del Rinascimento, 11;
contro
U.T.G. – Prefettura di Napoli, Ministero dell’Interno, in persona del legale rappresentante, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura generale dello Stato Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Commissione Elettorale Circondariale di Napoli, II Sottocommissione Elettorale Circondariale di Napoli, III Sottocommissione Elettorale Circondariale di Napoli, IV Sottocommissione Elettorale Circondariale di Napoli, XI Sottocommissione Elettorale Circondariale di Napoli, VIII Sottocommissione Elettorale Circondariale di Napoli, XV Sottocommissione Elettorale Circondariale di Napoli, Comune di Napoli, Ufficio Elettorale Centrale Presso La Corte di Appello di Napoli, Iuliano Galia;
per la riforma
della sentenza n. 2485 del 2016 del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Napoli, Sezione II.

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di U.T.G. – Prefettura di Napoli e di Ministero dell’Interno;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella up speciale elettorale del giorno 23 maggio 2016 il Cons. Vincenzo Lopilato e uditi per le parti l’avvocato Antonio Parisi e l’avvocato dello Stato Attilio Barbieri.

FATTO e DIRITTO
1.– Alcuni candidati del Movimento «Mo Napoli Autonoma» , a sostegno del candidato Sindaco Luigi De Magistris, all’atto della presentazione delle liste per il rinnovo del Consiglio comunale e delle Municipalità alle elezioni fissate per il 5 giugno, hanno presentato l’accettazione delle candidature con dichiarazioni corredate da firme autenticate dai funzionari dei Comuni di rispettiva residenza e non dai funzionari del Comune alle cui elezioni concorrono i candidati stessi. Gli organi preposti ha escluso detti candidati dalle liste, con conseguente ricusazione della lista stessa in ragione della riduzione del numero dei candidati presenti in liste inferiore al numero minimo prescritto dalla legge.
2.– Il delegato di lista ha impugnato tale provvedimento di ricusazione innanzi al Tribunale amministrativo regionale per la Campania.
3.– Il Tribunale amministrativo, con sentenza 17 maggio 2016, n. 2485, ha respinto il ricorso, affermando che che, alla luce di quanto previsto dall’art. 14 della legge 21 marzo 1990 n. 53, «la funzione certificativa del Consigliere comunale (e/o del funzionario) va inteso nel senso che egli può esercitare il potere conferitogli esclusivamente all’interno del territorio dell’ente di appartenenza e con effetti che non devono travalicarne i limiti», in quanto «il territorio è l’elemento costitutivo del Comune, sicchè necessariamente i suoi organi esercitano le proprie funzioni nei limiti di questo».
4.– Il ricorrente in primo grado ha proposto appello.
5.– La causa è stata decisa all’udienza pubblica del 23 maggio 2016.
6.– L’appello è fondato.
L’art. 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53 (Misure urgenti atte a garantire maggiore efficienza al procedimento elettorale) prevede che «sono competenti ad eseguire le autenticazioni», fra gli altri, «i presidenti delle province, i sindaci, gli assessori comunali e provinciali, i presidenti dei consigli comunali e provinciali, i presidenti e i vice presidenti dei consigli circoscrizionali, i segretari comunali e provinciali e i funzionari incaricati dal sindaco e dal presidente della provincia. Sono altresì competenti ad eseguire le autenticazioni di cui al presente comma i consiglieri provinciali e i consiglieri comunali che comunichino la propria disponibilità, rispettivamente, al presidente della provincia e al sindaco».
L’Adunanza Plenaria di questo Consiglio, con la sentenza n. 22 del 9 ottobre 2013, ha affermato che i pubblici ufficiali menzionati dall’art. 14 della l. n. 53 del 1990 sono titolari del potere di autenticare le sottoscrizioni esclusivamente all’interno del territorio di competenza dell’ufficio di cui sono titolari o ai quali appartengono (come nel caso di specie è pacificamente avvenuto).
Questa Sezione, con la sentenza 16 maggio 2016, n. 1990, ha affermato che, oltre al suddetto vincolo territoriale, non può ritenersi sussistente anche il vincolo della “pertinenza della competizione elettorale’ sia per la mancanza di una norma che espressamente lo preveda sia per non frustrare la ragione giustificativa del potere di autenticazione che è quello di «agevolare e semplificare lo svolgimento del procedimento elettorale» (Cons. St., sez. V, 16 aprile 2014, n. 1885). E ciò vale, in particolar modo, «per le sottoscrizioni relative alle accettazioni delle candidature (quali quelle in esame), essendo contrario alle finalità di semplificazione che ispirano la legislazione elettorale costringere i candidati, che non necessariamen te devono essere elettori nel Comune al quale si candidano, a sottoscrivere le accettazioni e a farle autenticare dal solo ufficiale dell’ente territoriale alle cui elezioni intendono partecipare».
7.– L’accoglimento dell’appello, per le ragioni indicate, comporta – in riforma della sentenza impugnata – l’annullamento dei provvedimenti di ricusazione della lista “Mo Napoli Autonoma” ed ammissione della stessa alla prossima competizione elettorale per l’elezione diretta del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale di Napoli.
8.– Sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, Sezione Terza, definitivamente pronunciando:
a) accoglie l’appello n. 3964 del 2016 proposto con il ricorso indicato in epigrafe e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, ammette la lista «Mo Napoli Autonoma» alla prossima competizione elettorale per l’elezione diretta del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale di Napoli;
b) dichiara integralmente compensate tra le parti le spese di entrambi i gradi di giudizio.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 maggio 2016 con l’intervento dei magistrati:
Luigi Maruotti, Presidente
Carlo Deodato, Consigliere
Vincenzo Lopilato, Consigliere, Estensore
Paola Alba Aurora Puliatti, Consigliere
Leonardo Spagnoletti, Consigliere

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 23/05/2016
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

Due Napoli, due Sud

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di Salvatore Legnante

Scrive Isaia Sales, nel suo poderoso e fondamentale saggio “Storia dell’Italia mafiosa”, che nel nostro paese parlare di mafie significa innanzitutto parlare di rapporti istituzionali con le mafie. Le organizzazioni, anzi le istituzioni criminali sviluppatesi nel Sud Italia non avrebbero avuto il successo e la durata che hanno senza un costante ed indissolubile rapporto con le istituzioni “legittime”.

Guardando la foto della candidata a sindaco di Napoli, Valeria Valente, sorridente al fianco di Denis Verdini, sodale di Nicola Cosentino, lo scritto di Sales acquisisce piena e viva sostanza. La mancanza di qualsiasi imbarazzo da parte del partito di governo, mentre suoi alleati affermano di non trovare affatto anomala la presentazione nelle liste di Ala del figlio di un boss del rione Traiano, può far comprendere cosa si appresta a diventare il Partito della Nazione, che ben potrà rappresentare le istituzioni italiane e quelle loro collusioni mai interrotte col potere criminale.

Napoli rappresenta un vero laboratorio politico per il PD: a fronte di una città data per persa, si sperimenta “lo stomaco” dei propri elettori proponendogli schemi di alleanze e candidature in linea con quelle che saranno scelte politiche per i prossimi appuntamenti elettorali, dal referendum costituzionale alle Elezioni del 2018 (o dell’anno prossimo, stando ai rumors ed agli umori di Renzi).

Non esiste alcun rispetto per la maggiore città del mezzogiorno d’Italia, non c’è alcuna presa di coscienza dei problemi che rappresentano candidature e sostegni degli impresentabili, non si pone alcuna visione sul Sud oltre alle paracule firme di Patti per fondi già assegnati e debitamente decurtati: questa è Napoli per il governo, questo è il Sud per Renzi.

Contrapposta a questa (non) visione ve ne è un’altra: quella che immagina una autonomia meridionale, che parta dal cancellare tutte le collusioni criminali, a Napoli e nel Sud. E’ questo il senso degli abbracci delle Resistenze meridionali, negli incontri del fine settimana all’Officina delle Culture di Scampia. Ciro Corona, Giancarlo Costabile, attivisti dell’antimafia reale, sociale, assieme ad Isaia Sales, al nostro Marco Esposito, a Pino  Aprile, a Luigi de Magistris: per discutere e comunicare il Sud che vuole riscattarsi, per fare massa ed esportare modelli di liberazione dalle mafie, da Napoli alla Calabria, avendo come filo conduttore l’orgoglio e la passione di gridare che queste terre sono nostre, non sono e non saranno più appannaggio dei mafiosi.

E’ l’altro laboratorio politico che sta nascendo a Napoli: l’incrocio di esperienze di orgoglio e lotte, in cui l’identità meridionale si esprime nella voglia di liberazione dagli oppressori comuni: mafiosi e politici collusi.

In una moderna riedizione della Questione Meridionale gramsciana, compito primario di queste esperienze politiche che si stanno saldando sarà quello  di combattere il modello di potere espresso da Valente e Verdini, quel saldarsi degli interessi criminogeni tra politica, imprenditoria al soldo del potente di turno, e forme di criminalità.

Qui al Sud tale modello di potere potrà trovare, da un lato, nuove forme di espansione, perché è qui che si fa sentire più forte la crisi economica, è qui che può essere più semplice cadere nei tranelli e negli accordi sporchi. Dall’altro lato, però, è proprio qui a Sud che sarà possibile sviluppare una concreta resistenza a tale tentativo: partendo da Napoli per poi propagarsi in altre realtà meridionali, sarà compito arduo ma necessario dare sostanza politica al meridionalismo del nostro tempo, immaginando nuovi spazi di partecipazione orizzontali e non verticistici, proponendo nuove politiche economiche e redistributive, nei limiti praticabili, togliendo e tagliando i tentacoli dell’affarismo e delle camorre dall’economia e dalle nostre città.

Sarà complicatissimo se non impossibile, non nascondiamocelo. Ad alcune vittorie si succederanno sconfitte cocenti, Napoli potrebbe a lungo restare un’esperienza isolata.

Noi non dovremo mai più perdere il filo da tessere assieme. Dovremo sempre trovare la nostra strada del Sud, per ribaltare la visione dell’Italia e dell’Europa totalmente nordcentrica, in termini economici, politici, sociali.

Il potere reale è altrove da qui, lo sappiamo. Ma alle loro marionette da potere dovremo opporre la nostra capacità di non arrenderci al “puzzo del compromesso morale”, e restare allegri, schietti, inclusivi, solari: in una parola, Mediterranei.

Comunicare il sud – diretta streaming da lunedì 23 maggio

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Seminario permanente di Educazione alla Democrazia: “COMUNICARE IL SUD”

La diretta streaming partirà dal 23 maggio 2016 alle ore 14.30.

Vedi Napoli e poi… Sgrilli!

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di Bruno Aldo Palumbo

La boutade di Grillo ripropone in modo perentorio e brutale il convenzionale rapporto tra Napoli e i media italiani, tra Napoli e l’Italia. Archiviata in tempi tanto remoti quanto incerti dalla storiografia italica l’epoca del “Vedi Napoli e poi muori” peraltro anche vilipesa attraverso tentativi alla Giletti di cambiare di segno alla riflessione di Goethe, vale a dire “state lontani da Napoli perchè è pericolosissima!”, possiamo amaramente ma lucidamente constatare che i cosiddetti intellettuali e i politici italiani “dicono le stesse cose” su Napoli. Condividono lo stesso pregiudizio. Si nutrono dello stesso razzismo. Esempi recentissimi? La Valente fa capire che può fare per Napoli visto che ha “un governo amico” (…non perchè Napoli meriti!). Lettieri ripete gli stereotipati giudizi norditaliani sulla città e, si propone come “traghettatore” della città verso “valori milanesi”. Grillo si adegua e mostra di essere fatto della stessa pasta. E non tanto perché definisce Napoli una riserva indiana: l’aveva già detto – e con nobili intenti – Pasolini.

E passi anche l’apprezzamento per cui nessuno si accorge se funzionano i semafori o meno… stiamo ancora parlando di Alterità rispetto all’Italia e di Colonialità. Queste due cose sono vere, anche se io le rivendico con fierezza e a LORO vergogna! La cosa veramente insostenibile, insensata, mediocre, oscena, disgustosa e infame è sperare che Napoli voti il Brambilla, particolarmente perché è del nord e tifa per la Juve e questa sarebbe la novità! Il cerchio si chiude: il Bene è sempre e comunque il Nord. Il Male è sempre e comunque Napoli. Per fare bene bisogna perdere se stessi e “diventare italiani” dove diventare italiani vuol dire solo assumere comportamenti settentrionali ma – beninteso – senza opportunità o vantaggi economici. Vale a dire, dopo 155 anni, la novità che spunta fuori dal cilindro è la COLONIA. Tempo fa scrissi che il collante dello stato italia è il Razzismo. Ne sono più che mai convinto. In breve: siete inferiori anche se vi abbiamo salvato e dichiarato italiani. Ci dovete credere.

E infatti moltissimi ci hanno creduto e sono diventati servi. Niente o quasi della vostra cultura e della vostra storia è parte dell’italia, e se qualcosa vale ,per nostra scelta, diventa italiano. L’unica via possibile è assomigliare a noi. Il vostro futuro è il Negro da cortile. Lo dicono tutti , da Giletti a Lettieri, dall’Espresso a Grillo, dalla Tv alla Valente a Renzi. Mi fermo cari fratelli. Dall’Italia arrivano sempre le stesse cose, piove merda da 155 anni. Non è necessario che Vi dia indicazioni di voto.

Comunali, MO! ricorre al CDS con piena fiducia.

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La lista MO! ha già pronto il ricorso al Consiglio di Stato contro la bocciatura delle sue liste al comune e in alcune municipalità decisa dal Tar della Campania. Il ricorso – segnala il movimento guidato da Flavia Sorrentino – è stato preparato dall’avvocato Antonio Parisi e si confida che sia accolto, visto che il 16 maggio è stato accettato quello di una lista di Cosenza che era nelle identiche condizioni di MO, cioè con candidati ricusati perché hanno autenticato le firme di accettazione nel proprio Comune di residenza e non nel posto dove si vota. Il Consiglio di Stato ha appena chiarito che tali firme sono valide. “Ciò vale, in particolar modo – si legge nella sentenza relativa alla lista di Cosenza – per le sottoscrizioni relative alle accettazioni delle candidature (quali quelle in esame), essendo contrario alle finalità di semplificazione che ispirano la legislazione elettorale costringere i candidati, che non necessariamente devono essere elettori nel Comune al quale si candidano, a sottoscrivere le accettazioni e a farle autenticare dal solo ufficiale dell’ente territoriale alle cui elezioni intendono partecipare”.

Lettera del Presidente di Unione Mediterranea: invito a proseguire, uniti, la nostra battaglia di liberazione.

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L’esclusione provvisoria della lista presentata da U.M. per la formazione del consiglio comunale di Napoli costituisce per noi un duro colpo, considerata la portata che una tale campagna elettorale assume nel difficile processo di formazione della coscienza della nostra meridionalità.

Tuttavia, superato il primo contraccolpo, l’incidente non va sopravalutato e tantomeno vissuto come una sconfitta. Ferma restando la fiducia che il Tar possa ribaltare la situazione, si tratta di evenienze non infrequenti anche per formazioni molto più attrezzate di noi per disponibilità di mezzi. E soprattutto di evenienza che non ci impedisce per nulla di partecipare con forza alla battaglia in corso per la formazione di un’amministrazione sostenuta da un largo consenso – e insieme da un’attenta vigilanza -da parte delle classi popolari meridionali, obiettivi ai quali U.M. può dare un suo valido e forse insostituibile contributo.

Ci incombe quindi di riprendere con la stessa convinzione di prima e, se occorre, con decisione rafforzata il lavoro avviato. Superando anche il turbamento che ci perviene da inopportune prese di posizione, assunte fuori dai canali propri di un costruttivo esame e dibattito interno e come tali assai dannose, perché suscettibili di creare solo confusione e di immettere veleni.

È questo il secondo punto che, accavallandosi al primo, il movimento si trova a dover fronteggiare, con calma, sicuro della forza di cui è dotato. E perciò lasciando che siano gli organi istituzionalmente a ciò preposti a dare approfondita valutazione, sia delle manifestazioni suddette, sia delle loro radici socio-culturali, non estranee alla cultura propria delle situazioni di dipendenza, che più o meno nascosta, è comunque operante dentro di noi, non restando essa esorcizzata dal solo fatto di una iscrizione ad un movimento di liberazione, quale noi siamo.

Per quanto mi riguarda è un tema che insieme ad altri amici intendiamo approfondire ed eventualmente portare nel prossimo congresso, trattandosi di un punto a nostro giudizio cruciale. Rispetto al quale “è opportuno che gli scandali avvengano”, perché essi valgono, più di ogni altra cosa a rivelare i punti deboli di una struttura.

Anche a nome di questi amici mi permetto quindi di esortare tutti noi a riprendere con forza e con fiducia il lavoro intrapreso, riversandolo nella campagna elettorale in atto a Napoli in favore delle liste che sostengono la candidatura di De Magistris, augurandoci che la nostra torni in prima fila, ma con la stessa convinzione anche se questo non dovesse avvenire.

E mi sia consentito inoltre, e questa volta nella qualità di Presidente del Movimento, di cui sono stato onorato, di esprimere la nostra fiducia al gruppo che ha seguito tutta la fase preparatoria e la nostra gratitudine a tutte le candidate e a tutti i candidati della lista per l’apporto che essi con il loro nome e la loro fatica hanno dato alla lista e al movimento.

Francesco Tassone

Conferenza Stampa congiunta delle liste: BENE COMUNE CON DE MAGISTRIS e MO – NAPOLI AUTONOMA

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Giovedì 12 maggio p.v. ore 12
Spazio Nea Art Gallery,
Via Santa Maria di Costantinopoli, 53

“Alcune liste concorrenti alle prossime elezioni comunali napoletane, in sostegno al Sindaco Luigi de Magistris, sono state ricusate dalla commissione esaminatrice. Nel corso della conferenza stampa verranno spiegati i motivi del ricorso alla ricusazione delle liste.
La motivazione, per la quale si impedisce ad un candidato l’autentica delle firme per l’accettazione della candidatura in un comune differente dal quale si concorre per l’agone politico, lede e restringe il diritto all’elettorato passivo del candidato, che così, di fatto, perde il diritto a candidarsi al Comune di Napoli.
Riteniamo che deve essere garantita piena agibilità a chi si candida. L’autentica della firma di un candidato per l’accettazione della candidatura non è certo sovrapponibile all’autentica delle firme dei sottoscrittori della lista. La restrittività con cui si applica il principio di “territorialità” lede, di fatto e nella sostanza, l’agibilità al diritto di voto passivo del candidato escluso dalla competizione elettorale. Pertanto le liste BENE COMUNE CON DE MAGISTRIS e MO – NAPOLI AUTONOMA hanno intrapreso azione di ricorso contro la ricusazione delle reciproche liste, in tutela della piena agibilità elettorale dei propri candidati.”

Bene Comune con de Magistris
MO – Napoli Autonoma

Comunicato della lista “MO! Napoli autonoma” in merito alla ricusazione

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La lista “MO! Napoli autonoma” è stata ricusata dalla commissione elettorale esaminatrice, per un vizio di forma relativo alla autenticazione delle firme dei candidati, effettuata ad opera di pubblici ufficiali incaricati, non operanti sul territorio del Comune di Napoli. L’ambiguità è scaturita da una differente interpretazione della norma che disciplina tale materia. La pratica per il ricorso avverso la ricusazione è già in corso. Con MO-Unione Mediterranea, siamo a lavoro per far fronte alle pastoie burocratiche, con tutte le forze a nostra disposizione. Non consentiremo facilmente che qualche cavillo interpretativo ostacoli l’impegno, la passione e la competenza della nostra azione politica.

MO non è un taxi, nota sul “caso Coppola”.

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L’avvocato Emilio Coppola, iscritto a Unione Mediterranea da alcuni mesi, ha proposto la sua candidatura al Consiglio comunale accettando, come tutti gli altri, le regole che il movimento si è dato sulla base delle decisioni del congresso di Matera del 2015.

Una regola, in democrazia, può piacere o non piacere ma non è mai “un ricatto”. Invece Coppola, subito dopo l’ufficializzazione della lista MO, ha comunicato di aver cambiato idea: non avrebbe appoggiato la capolista e anzi riteneva più giusto che fosse la capolista a sostenerlo nella sua corsa verso l’elezione. Tutto quanto accaduto dopo, è conseguenza della violazione da parte di Coppola di regole liberamente accettate.

No, questa non è la politica al servizio della nostra terra di cui c’è bisogno.

Il movimento MO-Unione Mediterranea non è un taxi sul quale si sale o si scende in base a una mera convenienza personale.

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