Author Archives: Andrea Melluso

Stili di vita per coprire le responsabilità dello Stato. UM invita il Ministro Lorenzin ad un faccia a faccia.

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“In Campania non si muore per i roghi tossici ma, per gli stili di vita scorretti”. Sono queste le parole adoperate dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso della sua visita a Giugliano in Campania il 29 giugno 2013. Ad un anno di distanza da quelle affermazioni, il Ministro della salute, ribadisce il pensiero a Napoli a margine dell’inaugurazione del corso di nutraceutica promosso dalla facoltà di Farmacia dell’universita’ Federico II.

Il 12 Luglio 2013 Unione Mediterranea ha invitato il Ministro della salute ad un faccia a faccia  in un confronto pubblico per discutere, dati alla mano, del disastro ambientale perpetuato ai danni delle nostre terre, un disastro senza precedenti storici che ha l’odore del criminoso compromesso e non certo delle cattive abitudini.

Da mesi vengono fatte manifestazioni di protesta nei territori della terra dei fuochi, culminate in quella del 16 Novembre scorso a Napoli, che ha visto sfilare in piazza 100.000 persone. Proprio in queste settimane sono ripartite le marce cittadine, per avviare un nuovo ciclo di protesta contro l’abbandono e l’indifferenza delle istituzioni.

Noi di Unione Mediterranea ribadiamo al Ministro la richiesta fatta un anno fa , perchè pretendiamo attenzione da chi dovrebbe porsi come garante dell’art 32 della Costituzione, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo.

“Ancora una volta il dovere di un rappresentante delle istituzioni si è ridotto alla politica sterile e avulsa dalla realtà, prestando il fianco alla scontata retorica del razzismo di Stato, tipica di quel demagogico disimpegno politico che uccide per una seconda volta i bambini deceduti nella terra dei veleni, per malattie genetiche e tumorali. La criminalità non siamo noi, noi siamo solo quelli che la subiscono, con la connivenza degli apparati dello Stato e dell’imprenditoria, di una parte del paese.

Questo stato di cose non può perdurare, esigiamo delle risposte ed è dovere morale di una rappresentante del Governo venire a darcele.”

Flavia Sorrentino- Portavoce Unione Mediterranea
news-ufficiale

 

Lo Stato latitante che incolpa il napoletano delinquente

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Spesso si tende a considerare l’analisi sociologica di un fenomeno, come una sorta di implicita giustificazione di esso. Così se si fa uno sforzo di valutazione più articolato sulla delinquenza a Napoli, immediatamente si grida al “giustificazionismo” o peggio ancora al negazionismo. La criminalità è una piaga sociale che va affrontata ed avversata senza mezze misure. Ma se è così predominante in talune realtà, è per colpa di uno Stato inefficiente e fin troppo corrotto, che concede al crimine organizzato di sostituirsi al potere statale nell’erogazione di servizi, facendo da cuscinetto ammortizzatore di necessità e bisogni delle fasce più deboli, realizzando un’economia sommersa e parallela che tiene a freno il tappo della disperazione.

La grave e perdurante assenza di Stato, nei quartieri cosiddetti a rischio, è la motivazione principale e non gregaria, dell’aumento del fenomeno criminale, che come facilmente intuibile, si irrobustisce se non subisce una decisa e decisiva opera di contrasto.

Chi con semplificazione o pregiudizio riduce tutto alla predisposizione endemica a compiere atti illeciti, presta il fianco a tesi inconcludenti e razziste, che definendo la questione una faccenda genetica di mentalità, rende quasi ineluttabile un fatto umano, che al contrario invece, come tutti i fatti umani ha un inizio ed una fine.

Laddove le Istituzioni abbandonano i cittadini al degrado, la miseria e persino all’autogestione, si può affermare con disinvoltura che il problema risieda negli effetti della delinquenza e non al contrario nelle sue cause?

Piuttosto che chiacchere e proclami, servono uomini, mezzi, misure di sicurezza e controllo sul territorio, anche con l’introduzione, di “reati promozionali” che abbiano la funzione di far considerare illecite condotte fino ad ora non avvertite come gravi dalla coscienza sociale. Ma questi tipi di provvedimenti che hanno una efficacia nel breve e medio termine, nel lungo periodo necessitano di accorgimenti alternativi: uno Stato degno di tale autorità, dovrebbe favorire iniziative ed attività di aggregazione e impiego nei territori più difficili,  sopratutto attraverso una attenta e capillare formazione scolastica, capace di sopperire all’indifferenza delle famiglie nell’educazione alla legalità.

Nonostante il preoccupante andamento del Mezzogiorno e in particolare della Campania riguardo al fenomeno della dispersione scolastica, il Governo nel 2013 con il “napoletano” Marco Rossi Doria, sottosegretario all’istruzione, ha scelto di investire maggiormente al Centronord i fondi per diminuire l’abbandono scolastico. Dinanzi a tali irragionevolezze, è possibile essere intellettualmente onesti e contemporaneamente ascrivere le problematiche meridionali a questioni di provenienza e latitudine?

La soluzione ad una simile domanda è molto meno cervellotica, anche se evidentemente più scomoda: alcuni quartieri della città, versano in condizioni di degrado per colpa di precise scelte politiche, che fanno delle clientele il più redditizio e conveniente serbatoio elettorale. Un Sud ignorante, non scolarizzato ed illegale è l’assicurazione sulla vita della politica egoista del Nord e di quella ascara del Sud.

Lo Stato silente e connivente, faccia ammenda, si assuma le sue responsabilità e cominci a fare lo Stato. Pretendere del resto, che faccia da Nazione in questa Italia mai nata, sarebbe davvero chiedere troppo.

Flavia Sorrentino.

 

 

Roma-Milano in 2 ore e 30 minuti. Al Sud i treni veloci non arriveranno prima del 2028

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Roma-Milano sarà percorribile in 2 ore e 30 minuti dal 2015. L’alta velocità ferroviaria è una rivoluzione che cambia la percezione del mondo intorno a noi Leggi tutto

Benvenuti su www.unionemediterranea.info

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Diciamocelo subito: “punto IT” non ci piaceva. E’ un richiamo all’Italia dei pregiudizi e delle disparità; è un richiamo a quell’ Italia di cui non ci possiamo fidare. Abbiamo scelto “punto info”, perchè coincide con il nostro obiettivo: informare, proporre, divulgare. Il sito di Unione Mediterranea è un luogo dove si incontrano idee ed iniziative, il punto di riferimento del Movimento che ci consente di presentare al meglio progetti e attività. “Chi siamo”, è presto detto : la nostra “carta dei principi” approvata all’unanimità, lo statuto e l’organigramma sono le prime indicazioni utili per capire cosa vogliamo e perchè lavoriamo insieme per ottenerlo. Iscrivendosi alla newsletter è possibile rimanere sempre in contatto con noi, conoscere le notizie, i comunicati ufficiali e tutte le novità. E di novità ce ne sono parecchie all’orizzonte, come la petizione per i diritti del Sud inviata all’Europa, il “progetto licei”, la realizzazione di una task force di avvocati per denunciare lo sciacallaggio mediatico ai danni dei meridionali, i progetti per le future competizioni elettorali e la campagna tesseramenti 2015, che ci aiuterà a crescere e a contarci. A tal proposito i nostri tesserati sono invitati ad arricchire il sito inviandoci articoli e pareri, che se opportuno, saranno pubblicati in una apposita sezione dedicata ai punti di vista di quanti ci sostengono.
Il sito è frutto del lavoro volontario di chi si impegna per realizzare l’ambizioso progetto di riscatto delle nostre terre. Nonostante l’impegno profuso dal team di comunicazione di UM, in caso di errori o problemi, vi sproniamo a segnalarli tramite la voce “contattaci” posta in alto nel menu.
Benvenuti nella casa virtuale di UM, benvenuti su www.unionemediterranea.info

Lo “sblocca Italia” succhia 1,2 miliardi al sud

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Si chiama “Sblocca Italia” e all’articolo 1 parla delle ferrovie Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina, come a dire che l’Italia riparte se riparte il Sud. Poi però per quelle due linee non viene investito un euro in più.

Lo sblocca-cantieri prevede investimenti per altre 29 opere con un importo di 3.890 milioni di euro. La distribuzione dei lavori è 62% al Nord e 38% al Sud. Ma da dove arrivano i 3.980 milioni? In massima parte (3.050 milioni) dal taglio del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, il quale per legge è destinato all’80% al Mezzogiorno.

In pratica si realizzano opere al Nord con 1.256 milioni del Sud. Fatti i conti, il Mezzogiorno contribuisce per il 63% quando c’è da pagare e vale il 38% quando c’è da investire.

E’ possibile leggere l’articolo di Marco Esposito su “Il Mattino” del 21/09/2014

Marco Esposito a Matrix, il videoriassunto

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Di seguito riportiamo il riassunto degli interventi concessi a Marco Esposito nel corso della puntata di Matrix del 18/09/2014.

La Scozia, Separiamoci e Matrix

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Giovedì 18 referendum per l’indipendenza in Scozia. Matrix, la trasmissione condotta da Luca Telese su Canale 5, se ne occuperà con una puntata speciale, in onda dalle 23.30. In studio Marco Esposito, segretario di Unione Mediterranea, con le ragioni di chi da Sud dice: Separiamoci.

Per raccontare la capacità non solo di credere che un altro mondo è possibile, ma di dargli vita.

Fondi europei, uno scippo tira l’altro

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I fondi Ue hanno una regola: l’Europa te li dà se lo Stato che li riceve partecipa al finanziamento dei progetti autorizzati in misura variabile Leggi tutto

Unione Mediterranea denuncia lo sciacallaggio mediatico contro Napoli e i napoletani

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Muore un ragazzo sparato da un carabiniere e i giornali italiani pronunciano la sentenza: la colpa è di Napoli perché vive al di fuori della legge. Ora basta: siamo pronti a denunciare questo pericoloso sciacallaggio mediatico. Leggi tutto

La petizione per i diritti del Sud è stata inviata in Europa

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Al vaglio degli uffici di competenza del Parlamento Europeo sarà sottoposta la Petizione, che in occasione delle elezioni europee di Maggio 2014, abbiamo presentato con la lista civica di scopo Terra Nostra. Autofinanziandoci ed autorganizzandoci, grazie al contributo e alla volontà di quanti hanno creduto nel nostro progetto, abbiamo raccolto oltre 13.000 firme, 13.000 nomi e cognomi veri, che hanno scelto di impegnarsi in prima persona, per denunciare la disparità di trattatamento riservata al Mezzogiorno da parte delle istituzioni in materia di ambiente, salute, lavoro, istruzione e tutela dei consumatori.

Non sappiamo quale sarà la risposta dell’Europa, ma siamo fiduciosi che le istanze di miglialia di cittadini meridionali, con i quali abbiamo preso un impegno di credibilità e coerenza, non resteranno inascoltate. Noi di Unione Mediterranea sottolineamo già da ora, che seguiremo l’iter procedurale necessario e faremo tutto quanto in nostro possesso, affinchè sia accolta la nostra richiesta.

Perchè abbiamo dimostrato:
-che vincono le idee e che il buon senso e la giustizia sociale vengono prima di qualsiasi orientamento politico o personale;
-che è necessario compattarsi per realizzare cambiamenti.
-che esiste un popolo più consapevole, che lotta e rivedica i suoi diritti.

La petizione è solo un primo passo di una lunga serie di azioni concrete, che oggi partono da una cifra a tre zeri (+13.000).
Grazie a quanti hanno dedicato tempo, passione ed energie. La vittoria è del fronte che ci Crede. Noi ci crediamo.
UM

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