Author Archives: Andrea Melluso

MO! – Lista Civica Campania

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Ci sono fiori in questa terra violentata. Persone che non si sono arrese di fronte ai veleni e ai soprusi. Donne e uomini che si sono organizzati.

A lungo si è, giustamente, contrapposta la società civile alla politica e alle istituzioni che non hanno fatto gli interessi della collettività; ma il non proporsi quale loro alternativa è stato un errore. Perché chi difende il proprio territorio fa politica e le istituzioni sono lì per i cittadini, non per i trafficanti di consenso. Presentarsi in una competizione elettorale è la regola in democrazia; non farlo vuol dire lasciare campo libero a chi è responsabile del disastro di questi anni.

Ecco perché proponiamo la nascita di una Lista Civica Campania che metta insieme le passioni e le lotte per l’ambiente, per la salute, per la legalità, per il bene comune, per la cultura, per un Sud fiero di se stesso e della propria storia, che torni a essere Terra di Lavoro.

Il nostro invito non ha primi firmatari: nome della lista, punti programmatici e candidati andranno decisi insieme, confrontando in modo pubblico le esperienze e le idee di ciascuno. C’è una sola precondizione: la Lista Civica Campania che andremo a costruire non farà da stampella o da ruota di scorta per nessuna formazione partitica corresponsabile del disastro.

Il tempo per il riscatto della nostra terra è adesso. Anzi: è MO!

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Pino Aprile
Lucia de Cicco
Marco Esposito
Marinella Giuliano
Lucio Iavarone
Annamaria Pisapia
Flavia Sorrentino
Rosario Terracciano
Enzo Tosti

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Per il primo incontro ci ritroviamo sabato 22 novembre alle ore 10 al Teatro Sanacore, Largo Arso 39, San Giorgio a Cremano.

Stop biocidio: Frattaminore scende in piazza.

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Perché Frattaminore? Per dimostrare che un Comune virtuoso da solo può molto poco per risolvere il dramma della terra dei fuochi e dei veleni.
Per gridare tulle le mancanze e gravi responsabilità della Regione Campania nella non attuazione della Legge 20/2013
dalla mancata applicazione della norma sullo smaltimento semplificato dell’AMIANTO,
sullo smaltimento dei rifiuti INERTI dell’edilizia,
sull’istituzione del catasto dei terreni con fenomeni di sversamenti e roghi.

Due Giovedì di appuntamenti per Unione Mediterranea

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1)Giovedì 6 novembre alle ore 18,00 a Bologna, presso la hall dell’Hotel Starhotel Excelsior (di fronte la stazione ferroviaria), il Responsabile Organizzazione di Unione Mediterranea Roberto Longo incontrerà gli iscritti ed i simpatizzanti dell’ Emilia Romagna per organizzare il movimento nella Regione.

Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

2)Giovedì 13 novembre alle ore 18,00 a Napoli, presso la sede di via Vittoria Colonna 30, si terrà un congresso straordinario per la modifica della sede sociale del movimento.

UM

I soliti evasori. Il Nord detiene il record in Italia.

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Guardiamo bene il grafico ripreso dalla foto. E’ tratto dal Sole 24 Ore di oggi e evidenzia la ripartizione territoriale dei 91,4 miliardi di evasione fiscale. La quota del Sud è del 21,7% ovvero meno non solo della popolazione (33%) ma anche della ricchezza (24%). In pratica in rapporto al reddito si evade sensibilmente di più al Centronord. I soliti evasori.

Lunedì 20 Ottobre 2014

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Il caso del quattordicenne seviziato. Cosa rischiano i suoi aguzzini? L’analisi giuridica dei fatti.

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Tenteremo in questa sede di esporvi i possibili capi di accusa che, secondo le iniziali ricostruzioni, possono essere ascritti ai ragazzi di Pianura, che avrebbero (il condizionale è d’obbligo) seviziato il minorenne Vincenzo, nonché le eventuali conseguenze penali in cui potrebbero incorrere.

Una premessa. Siamo in una fase in cui ci si basa solo su dichiarazioni della vittima (seppur refertate) e di testate giornalistiche. La raccolta delle prove, che consentiranno di capire come sono andati davvero i fatti, sarà rimessa alla normale attività dibattimentale dei tribunali. Le dichiarazioni dei familiari e l’appartenenza ad un determinato territorio non incidono, nella prassi, su questo tipo di delitti.
Dunque, ad oggi, si ragiona solo per ipotesi.

 

1) tentato omicidio
Per essere incriminati di tentato omicidio i ragazzi non avrebbero messo in atto alcuno scherzo o alcun gioco ed anzi avrebbero ideato il tutto (portare Vincenzo nell’autolavaggio, sparagli l’aria compressa) con la sola finalità della morte del minorenne. Difatti, la norma che prevede l’omicidio (art. 575c.p.) ritiene necessario l’elemento del dolo: ossia impone che i ragazzi, dopo aver pianificato il tutto (la cd. rappresentazione), con coscienza e volontà, uccidano il ragazzo. Perché tentativo di omicidio? Le strade sono due: 1) i ragazzi per un motivo non dipendente dalla loro volontà hanno desistito dal continuare (es. qualcuno che li ha visti, il minorenne è riuscito a fuggire); 2) hanno desistito volontariamente perché si sono accorti della gravità del fatto.

 

2) la violenza sessuale
E’ una tesi molto ardua, ma percorribile. Tutto si gioca su un punto: considerare l’atto di esplodere aria compressa nel colon del malcapitato un atto sessuale o meno. Difatti, l’art. 609bis è norma a presidio della libertà sessuale degli individui, e potrebbe addirittura essere un capo di accusa aggiuntivo e non sostitutivo rispetto agli altri due, il che renderebbe più grave la posizione dei ragazzi.

 

3)Lesioni aggravate
Qui entra in gioco un punto su cui si dibatte: è o non è uno scherzo finito male? Se i ragazzi davvero hanno messo in atto uno scherzo violento (che ovviamente non può essere considerato uno scherzo da nessuno, ma escluderebbe la volontà di uccidere), allora in questo caso nessuna volontà omicida potrebbe essere imputata ai ragazzi. Essi risponderebbero, ove fossero ritenuti colpevoli dai Tribunali, ai sensi dell’art. 582, e cioè di lesioni personali con l’eventuale aggravante (qui si immagina) dell’aver agito per futili motivi.

 

4) Innocenza
Aderendo (parlo a titolo personale) ad un ordinamento che dichiara i soggetti innocenti fino al terzo grado di giudizio, i tre ragazzi potrebbero anche risultare tali, ove non si raggiungesse nel corso del giudizio la prova della loro colpevolezza.

 

Avv. Fabrizio Rey

Incontri di formazione di Unione Mediterranea

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Riprendono gli incontri di formazione per aderenti e simpatizzanti di UM presso la nostra sede Leggi tutto

Tesseramento UM “Napoli Capitale”

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Sabato 18 ottobre 2014 ore 10,00, nella sede nazionale di U. M. sita in via Vittoria Colonna 30 – Napoli – avrà luogo il tesseramento per l’anno 2015 al Movimento del CircoloTerritoriale “Napoli Capitale” cui tutti sono invitati a partecipare.

Napoletani en Barcellona

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Cosa fanno i napoletani che vivono all’estero? Dove si ritrovano? Quali attività svolgono? Leggi tutto

Congresso UM – 2015

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Il secondo congresso di Unione Mediterranea si terrà nel mese di giugno 2015.

Solo gli iscritti in regola con il tesseramento 2015 alla data del 30 aprile 2015 potranno esprimere diritto di voto al congresso.

Sul caso de Magistris. L’analisi giuridica dei fatti.

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Tenteremo in questa sede di spiegarvi brevemente qual è e come si articola il reato d’abuso d’ufficio contestato al sindaco di Napoli, e perché è così controversa questa legge Severino che prevede la sospensione dai pubblici incarichi per i condannati con sentenza per delitti non colposi.

L’abuso di ufficio (art. 323 c.p.) è una norma che si inserisce in un più ampio contesto dei delitti contro le pubbliche amministrazioni; tutte norme tese alla tutela del buon andamento e funzionamento proprio delle pubbliche amministrazioni.

E’ un reato questo che può essere compiuto solo da determinati soggetti e cioè i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio (dunque sono esclusi i comuni cittadini) nello svolgimento delle proprie funzioni pubbliche.

Detto ciò, venendo nello specifico al caso De magistris, la predetta norma ritiene necessario, per la sussistenza del reato, che sia procurato (da parte di chi fa l’abuso) altresì un danno ingiusto ad un terzo soggetto: la vittima dell’abuso; un danno sia di natura patrimoniale (economica) sia quando, a seguito della riforma, è cagionato qualsiasi altro danno anche di natura non patrimoniale.

E’ chiaro che nei tribunali molto spesso viene ascritto ad un soggetto l’abuso di ufficio con danno patrimoniale, poiché questo è, evidentemente, più facilmente dimostrabile (es. corrispettivi economici per aver avvantaggiato qualcuno nei procedimenti pubblici). Molto più complesso, invece, è dimostrare l’esistenza di un abuso d’ufficio cui sia conseguito un danno non patrimoniale (ed ciò che è accaduto proprio al sindaco De Magistris).

Questo è sicuramente uno dei punti controversi della sentenza: difatti secondo il dictum del tribunale il sindaco da p.m. ha causato dei danni non patrimoniali ai parlamentari, ledendo la loro riservatezza, per non aver rispettato le procedure di acquisizione dei tabulati (la procedura impone che non si possano chiedere i tabulati dei numeri telefonici di parlamentari senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza).
Altro aspetto: la legge Severino. Tale legge prevede la sospensione, per gli eletti condannati con sentenza per delitto non colposo, dall’esercizio del proprio ufficio.

Quale è il è problema più evidente di questa norma? La sua conformità o meno alla Costituzione. Premesso che non si discute la sua applicazione al sindaco di Napoli, poiché è automatica da parte del Prefetto, dubbi vengono nutriti da molti giuristi circa la costituzionalità di tale Legge

Questa sospensione prevista dalla L. Severino, che-secondo il nomen- è un provvedimento soltanto cautelare, in realtà maschera una pena accessoria (la decadenza dalla carica di sindaco ha contenuto molto simile all’interdizione dai pubblici uffici)? E se si accoglie favorevolmente questa tesi, si può applicare retroattivamente ai fatti accaduti prima della sua entrata in vigore, previa incostituzionalità della norma ai sensi dell’art 25 Cost. e 3 Cost. e 2 cod. pen che prevede la irretroattività della pena (la legge Severino è entrata in vigore nel 2012-2013, i fatti per cui è stato condannato de Magistris risalgono al 2007)?

Tanti altre problematiche sono sottese a questo caso, ma abbiamo preferito sottolineare quelle che animano di più il dibattito nelle aule giudiziarie campane.

E’ importante avere una idea maggiormente coscienziosa e informata, sperando di essere stati chiari il più possibile al fine di far comprendere anche a chi non è del settore cosa è davvero accaduto al primo cittadino napoletano.

Avv. Fabrizio Rey

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