Author Archives: Andrea Melluso

Corso di lingua napoletana

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ISCRIZIONI SOSPESE

Dato che i posti disponibili sono stati esauriti, non è possibile accettare nuove iscrizioni. Potete mandare comunque una richiesta all'indirizzo email formazione@unionemediterranea.info e vi ricontatteremo nel caso di eventuali defezioni da parte di chi ha già eseguito l'iscrizione.

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La risposta corretta è:
[/if][if qs=”risposta:1″]‘o[/if][if qs=”risposta:2″]chiantella: piccola pianta delle scarpe
arrasso: avv. discosto, lontano
mastuggiorgio: infermiere di una casa di cura, chi si dà da fare per dirigere
verularo: padellone bucherellato per cuocere caldarroste
[/if][if qs=”risposta:3″]‘mmiez’ ȃ via[/if][if qs=”risposta:4″]i’ so’[/if][if qs=”risposta:5″]‘e ffiglie[/if][if qs=”risposta:6″]pate[/if][if qs=”risposta:7″]‘o ccafè è la bevanda, ‘o cafè è il locale, il bar[/if][if qs=”risposta:8″]vogliono l’accento acuto: pecché, lenzòla[/if][if qs=”risposta:9″]non ci va l’accento: cca , lla[/if][if qs=”risposta:10″]cu tte[/if][if qs=”quiz:1″]

Se non hai saputo rispondere correttamente, allora devi proprio continuare a leggere!

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Probabilmente non tutti sanno che l’UNESCO riconosce ufficialmente il Napoletano per ciò che è in realtà: una lingua e non un dialetto. Esso è una lingua che, accanto alla tradizione orale, costituita da proverbi, detti ed espressioni idiomatiche, comprende un corpus letterario sterminato: narrativa, teatro, poesie, canzoni.

Al rango di dialetto, il Napoletano fu relegato a partire dalla cosiddetta unità d’Italia, allorché bisognava diffondere capillarmente la lingua italiana. Per forzare l’orientamento ad acquisire quest’ultima, fu scelto il peggiore dei modi: etichettare quelli che non la parlavano come ignoranti e plebei, e riconoscere gli altri come signori e acculturati. Potenza dei processi di educazione all’inferiorità degli abitanti di quello che veniva oramai chiamato semplicemente “Sud”: l’operazione, in oltre un secolo e mezzo, riuscì perfettamente ed è tuttora viva nelle coscienze dei cittadini. Al senso di inferiorità si è andata accompagnando, naturalmente, la perdita della capacità di parlare e soprattutto di scrivere correttamente in Napoletano, la nostra illustre lingua.

Il circolo napoletano di Unione Mediterranea, movimento politico per il riscatto del Sud, propone dunque un corso di lingua napoletana, un’iniziativa dall’evidente duplice valore: culturale e politico.

Contenuti

Il corso comprenderà lo studio dell’ortografia e della grammatica, esercitazioni di scrittura e lettura espressiva, con giuste pause e corretta pronuncia. Le regole di ortografia verranno affrontate in modo teorico e pratico e saranno basate sulla derivazione della nostra lingua dal latino volgare e non dall’italiano. I partecipanti, al termine del corso, dovranno essere in grado di scrivere correttamente, senza difficoltà e consapevolmente la nostra lingua. Si eserciteranno su testi poetici e narrativi di vari autori, per riscriverli secondo le regole accreditate e motivate attualmente da esperti linguisti. A fine corso potranno verificare i risultati conseguiti, con una prova di scrittura e di recitazione di un lavoro a loro scelta.

L’insegnante

bianca granissoBianca Granisso, nata a Napoli, si è laureata in Filosofia e in Lettere classiche con tesi sperimentali sulla lingua napoletana e su quella latina; è studiosa di metrica, grammatica ed ortografia della lingua napoletana. Attrice, interprete di canzoni popolari e regista da molti anni, ha fondato la compagnia teatrale “Ll’Arte d”o Sole” ed ha diretto per circa 18 anni  corsi di laboratorio teatrale per giovani. Scrive commedie, racconti e poesie in lingua italiana ed in napoletano. Docente di ruolo di Italiano e Latino al Liceo, ha scelto il part time per poter dedicare maggiore tempo al teatro.

Come si articola il corso?

Il corso si terrà presso la sede di Unione Mediterranea a Napoli, in via Vittoria Colonna 30.

Si articolerà in sette lezioni di due ore e mezza ciascuna, al sabato dalle 10,30 alle 13,00, secondo il seguente calendario:

  • 07 marzo
  • 14 marzo
  • 28 marzo
  • 11 aprile
  • 9 maggio
  • 23 maggio
  • 6 giugno

La quota di iscrizione al corso è di € 60,00, comprensiva del materiale didattico.

Per chiedere informazioni è possibile mandare una email a: formazione@unionemediterranea.info

Iscrizione

Per iscriversi è sufficiente compilare il modulo sottostante e versare la quota di iscrizione prevista con pagamento in contanti presso la sede di Unione Mediterranea (il giovedì dalle 17.30 alle 19.30), oppure attraverso un bonifico utilizzando le seguenti coordinate:

beneficiario: Unione Mediterranea

c/c presso la Banca Popolare del Mediterraneo

IBAN: IT97J0503803400000010012714

Oggetto: “iscrizione al corso di lingua napoletana”

Il numero dei posti disponibili è fissato in 20, verranno ritenute valide solo le adesioni complete di iscrizione e pagamento.

ISCRIZIONI SOSPESE

Dato che i posti disponibili sono stati esauriti, non è possibile accettare nuove iscrizioni. Potete mandare comunque una richiesta all'indirizzo email formazione@unionemediterranea.info e vi ricontatteremo nel caso di eventuali defezioni da parte di chi ha già eseguito l'iscrizione.

La lista “MO!” sceglie il simbolo a Cava De’ Tirreni

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Il progetto civico e meridionalista MO! approda a Cava de’ Tirreni. Dopo l’avvio del 22 Novembre a San Giorgio a Cremano e il secondo appuntamento del 20 Dicembre a Caserta in cui sono stati presentati i 7 punti del programma elettorale, il 31 Gennaio è la volta della provincia di Salerno. Nel terzo incontro di MO! sarà presentata una rosa di simboli, tra i quali sarà scelto quello per la lista attraverso una votazione pubblica e trasparente, perché la partecipazione e la condivisione delle idee sono alla base di questa iniziativa.

Unica precondizione era e rimane il fatto di non fare da stampella o da ruota di scorta ad alcuna compagine politica responsabile del disastro della Regione Campania degli ultimi decenni. L’attuale condizione della Campania, in materia di diritti, salute, ambiente, lavoro e servizi, non può più essere procrastinata o demandata ai partiti nazionali. Per tale ragione il progetto parte dal basso e punta ad unire i movimenti e le associazioni, che hanno dato vita a lotte per la riscoperta di una forte identità meridionalista, a difesa del territorio, dell’ambiente e dei diritti fondamentali.

A Cava de’ Tirreni saranno illustrate anche le regole di garanzia stabilite dal comitato organizzatore di MO!, per individuare cinquanta candidati competenti, battaglieri e liberi da padroni e per scegliere, in una prossima assemblea, il candidato Presidente della lista civica MO!

L’appuntamento è Sabato 31 Gennaio 2015, alle ore 17.00 presso la Sala Consiliare del Comune, in Piazza Abbro a Cava de’ Tirreni (SA).

Lezione di Greco per l’Europa

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La Grecia ha perso la sua indipendenza nel 1460, quattro secoli esatti prima di noi. La dominazione turca non è bastata a cancellare l’alfabeto, la lingua, la cultura e l’orgoglio di un popolo. E nel 1830 è tornata anche l’indipendenza.
 
Ora quell’alfabeto antico è sulle banconote che tutti noi abbiamo in tasca, l’euro. Eppure la Grecia è ancora sotto attacco. Non più la Turchia, ma la Troika (Commissione europea, Fondo monetario e Banca centrale europea) la quale ha dettato legge imponendo sacrifici devastanti, provando a umiliare la culla della civiltà mondiale, la patria della democrazia e del libero pensiero, una terra e un popolo a noi così cari perché mai abbiamo smesso di essere la Magna Grecia.
 
E la Grecia sta per dare una grande lezione al mondo. Un piccolo popolo di 11 milioni di abitanti (noi meridionali d’Italia siano molti di più) decide di resistere e ribellarsi a regole imposte da Francoforte o da Bruxelles per ricordare a tutti che è solo il popolo che può decidere il proprio destino.
 
Alexis Tsipras, 40 anni, si è fatto bandiera di questa rivolta. Lo ha fatto buttando a mare vecchie ideologie del suo primo partito, il Kke dei comunisti ellenici. Lo ha fatto senza inseguire progetti velleitari ma assumendo su di sé la responsabilità di governare. E così Tsipras e il suo composito movimento Syzira non inseguono idee di modesta consistenza e fantasia come “stampare moneta” in casa, creando valuta di scarso valore. Perché sanno, loro che la moneta l’hanno inventata, che la moneta non crea ricchezza, ma la misura. E se cambi unità di misura il Paese non diventa né più ricco né più povero ma alcuni ci guadagneranno dal cambio di valuta mentre la maggior parte, lavoratori e pensionati più di tutti, si troveranno redditi e risparmi improvvisamente tagliati. Ulteriormente tagliati.
 
Ma, se l’euro è un falso bersaglio, non altrettanto si può dire per le regole che impongono l’austerità, come l’obbligo di avere un bilancio (l’avanzo primario) in attivo del 4% fino al 2022 imposto dalla Troika alla Grecia per tecniche monetariste che non considerano e quindi calpestano i diritti delle persone. Ecco perché la battaglia che parte da Atene è la battaglia di tutti noi popoli mediterranei: una lezione di greco per gli euroburocrati. Perché le regole stabilite a tavolino dai banchieri centrali non sono una medicina amara da bere per forza. Possono aggravare la malattie e portare più miseria e maggiore distanza tra ricchi e poveri in un mondo con già troppe disuguaglianze.
 
Alexis Tsipras conferma che quello greco è un popolo coraggioso e orgoglioso. Noi, sottomessi da 155 anni, solo di recente ci stiamo risvegliando e recuperando la memoria di noi stessi. Grazie a quanto accade in Grecia possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro.
 
La Grecia è libera. E la libertà è contagiosa: anche il nostro momento non è così lontano.

Asili nido, i Cinquestelle insistono e si confondono su cifre e fatti

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Riportiamo di seguito le parole con le quali il Dott. Marco Esposito, ha risposto con chiarezza e trasparenza a quanto affermato dal parlamentare dei Cinquestelle Luigi Gallo.

Il parlamentare dei Cinquestelle Luigi Gallo torna sulla vicenda degli asili nido posti a zero al Sud, nella quale i Cinquestelle hanno votato a favore insieme a Pd, Lega, Forza Italia eccetera eccetera, con un lunga nota dal titolo “La balla di 700 milioni scippati al SUD per darli al NORD”. La nota contiene attacchi personali e osservazioni di merito. Gli attacchi tendono ad accreditarmi come persona non disinteressata. Ammetto che sono molto interessato, interessatissimo al futuro della mia terra e per questo conduco da anni battaglie giornalistiche. Quando ho fatto politica attiva, come da assessore, mi sono messo in aspettativa com’è giusto che sia. Ma ecco la sua nota, nella quale si vede che mastica male di numeri, e la mia risposta:

Gentile Luigi Gallo, vedo che le cifre “ballano” e non poco. I fabbisogni standard per i Comuni sono calcolati su un volume di spesa di 33.905 milioni di euro. Di questa somma per due soli capitoli Istruzione (che pesa per il 13,50% del totale) e Asili nido (3,57% del totale) si è utilizzato il criterio della spesa storica in assenza dei Lep, come ben sai dalla risoluzione a tua firma. Ora, caro Luigi, prendiamo insieme una calcolatrice e vediamo quanto fa il 13,50% di 33.905 milioni. Viene anche a te 4.577 milioni? Bene. Ora facciamo il 3,57% di 33.905. Ti trovi 1.210 milioni? Bravo. In tutto sono 5,8 miliardi di euro ripartiti con un criterio che, uso le vostre parole, penalizza il Mezzogiorno. Ciò porta, tradotto in soldoni, una sottostima a regime di 700 milioni del fabbisogno standard del Sud, se tale fabbisogno è posto uguale alla media nazionale. Occhio che quest’anno si parte non dal 10% come tu scrivi ma dal 20% di applicazione del fabbisogno standard. E il simpatico bellunese Federico D’Incà aveva proposto di inserire il 30-40% secondo quanto ha dichiarato l’altra correlatrice, Maria Cecilia Guerra, la senatrice del Pd insieme alla quale avete scritto il provvedimento che sconfessava la vostra (nobile) risoluzione.

Ecco la fonte dei dati:

 

 

http://www.mef.gov.it/…/Relazione_Riepilogativa_delle_deter…

 

 

Quanto al fatto che abbia scritto un articolo “proprio in prossimità delle elezioni regionali” sono argomenti da complottismo da tre soldi. L’articolo è uscito subito dopo la pubblicazione dei verbali e fa parte di un’inchiesta cominciata nel marzo 2014 dopo la pubblicazione dei dati Copaff e proseguita per mesi, con momento di punta l’intervista a Graziano Delrio il 30 agosto 2014, quando il sottosegretario ammise che sugli asili nido e l’istruzione c’erà stato un “errore tecnico grave che correggeremo”. Ora non solo non hanno corretto, ma possono persino vantarsi di avere ottenuto in Bicamerale il sì unanime, Cinquestelle compresi.

GLI ASCARI DEGLI ASILI NIDO. Approvate in Commissione Bicamerale le tabelle che assegnano zero agli asili del Sud.

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La Commissione Bicamerale sul federalismo fiscale ha approvato le tabelle che assegnano zero agli asili nido nei Comuni del Mezzogiorno.

La decisione della Bicamerale dà il via ufficiale all’attuazione della Costituzione del 2001, la quale stabilisce che i fabbisogni standard (ovvero la somma di risorse che il Governo deve garantire a ciascun Comune per far valere i diritti minimi civili), non saranno più assegnati sul parametro della spesa storica, ma sui reali bisogni della popolazione.

Sugli asili nido e sull’istruzione però, la ripartizione delle risorse è particolarmente squilibrata a svantaggio del Mezzogiorno: in questi due soli casi infatti, invece di calcolare le esigenze della popolazione, i tecnici della Sose (società del ministero del Tesoro) e quelli della Copaff (Commissione paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale), hanno fatto valere il principio della spesa storica e non quello dei fabbisogni standard, sottraendo di fatto 700 milioni di euro ogni anno ai Municipi del Sud, per distribuirli a quelli del Centro-Nord.

Un trucco contabile che permette di avere più servizi a chi in passato godeva già di maggiori risorse dallo Stato; viceversa chi meno aveva, meno avrà: zero è il numero di risorse assegnato a città  popolose come Catanzaro, Giugliano, Pozzuoli, Casoria, Portici, San Giorgio a Cremano ed Ercolano, dal momento che non si è calcolato il numero dei bambini residenti, ma il numero di asili nido, che si dà il caso in queste città non sono mai esistiti.

La relazione finale  del provvedimento è stata scritta a quattro mani dalla relatrice del Pd di Modena, la senatrice Maria Cecilia Guerra e per i Cinquestelle dal deputato di Belluno Federico D’Incà.

In audizione Bicamerale, erano assenti tutti i parlamentari della Commissione eletti nell’Italia meridionale, lasciando in tal modo che i colleghi del Nord, nel silenzio generale, mettessero in atto l’ennesimo scippo ai danni del Sud.

Ecco chi sono: Antonio Milo (vicepresidente della Commissione), senatore di Noi Sud; il senatore di Ischia Domenico De Siano, di Forza Italia; il senatore di Cosenza Francesco Molinari, dei Cinquestelle; il deputato di Matera Cosimo Latronico, di Forza Italia; il deputato di Bari Gaetano Piepoli, di Scelta civica e ora Centro democratico.

Non possiamo più tacere davanti a simili ingiustizie, i nostri bambini non valgono zero.

f.s.

(fonte Il Mattino)

 

 

MO! PRESENTA IL SIMBOLO IL 31 GENNAIO A CAVA. Dall’assemblea di “Maggio” la conferma dell’urgenza di un’azione politica legata al territorio

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L’assemblea del 16 gennaio a Napoli per discutere dell’appello “Maggio”, alla quale ha partecipato il gruppo promotore della lista civica “MO!”, ha confermato la presenza in Campania di numerosi gruppi attivi nella difesa del territorio. Non è apparsa chiara, però, la forma e soprattutto la strategia che ci si vuole dare, che viene rinviata alla prima decade di febbraio, con il rischio che alla fine si punti all’ennesimo “cartello” di frammenti della sinistra alternativa mentre da 155 anni il Sud è privo di una “sua” degna rappresentanza.

MO! rispetta tutte le posizioni e gli obiettivi, ma ritiene che in Campania sia necessaria e urgente un’azione popolare di nuovo conio, libera da condizionamenti ideologici, che prenda la forma di una coalizione sociale per una lista civica e che sia per definizione al di sopra delle collocazioni espressione dei vecchi partiti politici. Se e soltanto se, sarà tale lo sbocco di “Maggio” sarà possibile valutare una convergenza.

MO! era e resta un progetto aperto, trasparente, libero, a disposizione di persone e di forze sociali attive sui territori. Si conferma quindi la prossima assemblea pubblica a Cava de’ Tirreni – la terza dopo San Giorgio a Cremano e Caserta – che si terrà sabato 31 gennaio 2015 alle ore 17:30 e si annuncia che in quella occasione l’assemblea prenderà la decisione sul simbolo per la lista civica.

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MO! si confronta con ‘Maggio’.

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“Non sappiamo quale sarà il modo che porterà ad una buona riuscita ma sappiamo che abbiamo più probabilità di arrivarci quanto maggiore sarà il numero di strade che saremo capaci di aprire. Perché poi quella che funziona si vedrà e le strade confluiranno. Dobbiamo avere durezza e flessibilità: la durezza nel sostenere le cose in cui si crede, la flessibilità nel rinunciare a queste cose per trovare l’elenco di quelle su cui si è disposti a camminare insieme. Ma camminare insieme non significa fare tutta la strada insieme. Invece, perché non camminare insieme finché si va nella stessa direzione? Si possono fare insieme anche solo dei tratti di percorso” (Pino Aprile, all’Assemblea di MO! del 20.12.2014 a Caserta).
MO! e ‘Maggio’ sono due percorsi che puntano al medesimo obiettivo: arrivare al governo della Regione Campania proponendo una seria alternativa alle politiche distruttive della nostra Regione poste in campo dal governo regionale uscente, dal governo nazionale e da quelle componenti politiche che sono state complici della devastazione che è davanti agli occhi di tutti. MO! si contraddistingue principalmente per la sua forte caratterizzazione meridionalista, identitaria, in difesa della nostra terra, che non è più disposta a trattare e mediare su decisioni prese altrove e sempre a scapito del nostro territorio.

‘Maggio’ è un contenitore, uno spazio di confronto che mette insieme tante esperienze, principalmente le lotte sociali nell’ambito della tutela del diritto al lavoro, alla salute, alla tutela per l’ambiente, il bene comune, l’acqua pubblica, contro le politiche di austerità che hanno ridotto all’osso le risorse impiegate sul nostro territorio.
MO! e ‘Maggio’ sono due progetti sani, animati da soggetti che da anni lottano sui territori.

I due progetti dialogano per tracciare un tratto di strada che può essere fatto insieme, con un unico obiettivo: DIFENDERE, RISCATTARE, VALORIZZARE, RILANCIARE LA NOSTRA TERRA. Lo fanno cercando condivisione sul programma, le idee, la linea, le regole, inderogabilmente senza trattare con chi come Caldoro e PD sono responsabili del disastro a livello regionale e nazionale. Per la costruzione di un soggetto che avrà un carattere esclusivamente civico e sociale.
SE SON ROSE FIORIRANNO…
Invitiamo pertanto tutti a partecipare all’Assemblea ‘Maggio’ del 16 gennaio, ore 17.30, presso l’ex Asilo Filangieri a Napoli.
Seguirà la terza Assemblea del progetto MO! il giorno 31 gennaio a Cava dei Tirreni
Comitato organizzatore di MO!

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L’anno che verrà. All’insegna della rivincita, del riscatto, della liberazione.

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Si chiude un anno ancora infausto per la Terra nostra. Nell’arco del 2014, segnato dal governo Renzi, il Sud ha subito un aggravamento della sua emarginazione economica e politica. Non ci sono ministri meridionali  in questo governo, mentre  quei pochi viceministri e sottosegretari, proni ai desiderata del nord, sono vieppiù indagati per varie malversazioni.

Dai 5 miliardi di euro destinati alle infrastrutture investiti per il 98,8% al centro-nord e solo un misero 1,2% al Sud, ai 2 miliardi di euro sbloccati dal Cipe per lo sviluppo dati interamente al nord, ai 3,5 miliardi di euro di fondi europei destinati alle regioni meridionali e dirottati per sostenere le assunzioni al nord, fino ai fondi per le scuole, ancora una volta sottratti al Sud e al regalo di Natale del farsesco risanamento dell’Ilva di Taranto e della Terra dei fuochi, promesso con soldi che non ci sono: tutto ci parla di fase terminale della colonizzazione del Sud da parte dei gruppi finanziari del nord, cui i governi italiani sono da sempre asserviti. A questo s’aggiunga la disoccupazione giovanile armai al 60% con la conseguente emigrazione di oltre 100.000 giovani, tra i quali molti laureati, verso nord, come e peggio del precedente decennio.

Tuttavia, per la nostra gente in quanto a reazione, spirito di lotta e ritrovato orgoglio di comunità, il 2014 è stato un anno magnifico.

Dalla determinata risposta dei calabresi al tentativo di scippo dei Bronzi di Riace messo in atto dalla impresentabile coppia  Maroni-Sgarbi, a quella dei siciliani contro il nocivo sistema satellitare Muos, all’imponente protesta dei lucani contro le mortali estrazioni petrolifere, a quella dei pugliesi contro la morte per Ilva, a quella dei campani per  la Terra dei fuochi, fino agli abruzzesi e molisani in lotta contro discariche mortali e trivelle marine: tutto ci dice che il nostro popolo è pronto a rivendicare i propri diritti calpestati da ormai 154 anni di malfatta unità.

Alle proteste popolari del 2014 si è  accompagnata la consapevolezza culturale della nostra Storia negata e della Questione meridionale  funzionale all’arricchimento di una sola parte del Paese.  Il termometro più evidente di ciò è la pagina facebook di Briganti che ha quasi raggiunto i 200.000 mi piace, grazie al suo meritevole ed egregio lavoro di “alfabetizzazione di base” sulla Storia, le tradizioni e le continue vessazioni a tutt’oggi subite del Sud.  Mentre proseguono ininterrotte le pubblicazioni di affermati saggisti, quali Pino Aprile, e di nuovi autori meridionali che danno profondità d’analisi alla Questione meridionale.

Oggi, anche alla luce delle ipocrite dichiarazioni  sulla passata grandezza delle Due Sicilie mortificata dall’unità, da parte di Renzi ed altri politici par suo, e dell’improvviso interessamento per il Sud di improponibili personaggi d’accatto quali Salvini & C, possiamo affermare che dal punto di vista culturale il Sud ha vinto.

Non altrettanto netta è tuttavia la vittoria del Sud dal punto di vista politico, poiché il passaggio dalla consapevolezza culturale e sociale a quella più strettamente politica non è né facile e né immediato.

Nei vari movimenti meridionalisti, da una parte persistono convincimenti di subalternità ai partiti responsabili del saccheggio del Sud, dall’altra parte esistono posizioni di astratto ribellismo massimalista che si esaurisce nel campo di altisonanti parole. Unione Mediterranea al contrario lavora per una strategia politica indipendente ed efficace, mirante ad unire sul campo i meridionalisti in un fronte compatto ed incisivo nel raggiungimento dell’obiettivo proposto del riscatto del Sud.

Il 2015 ci pone intanto obiettivi intermedi sui quali lavorare da subito, quali le elezioni regionali, per le quali abbiamo promosso la formazione di liste civiche indipendenti dai partiti, con un programma che a partire da una macroregione meridionale rivendica il riscatto del Mezzogiorno. Mentre resta prioritario il dialogo con i  comitati popolari per estendere al loro interno la coscienza meridionalista.

E’ con tali convincimenti che esprimiamo il nostro augurio per un grande 2015 per la Terra nostra, certi che il tempo della rivincita del Sud è MO.

Raffaele Vescera

La spoliazione del Sud a firma Franceschini: giù le mani dalla Collezione Farnese!

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Il Ministro dei Beni Culturali, l’emiliano Dario Franceschini, per non lasciare che il 2014 passi senza che il suo Ministero abbia fatto scelte a vantaggio del centro-nord (alla pari di quello dell’Economia),  ha annunciato di voler trasferire la “Collezione Farnese” di proprietà napoletana, alle città di Parma e Piacenza. Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA REGIONALI 2015, IN CAMPO LISTA CIVICA MO – “MAI ACCORDI CON CHI HA DISTRUTTO LA CAMPANIA”

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“Alle regionali Campania non ci saranno solo i partiti presenti nel Parlamento nazionale ma anche, per la prima volta, una lista civica che vede il riscatto del Sud e le battaglie per la salute, l’ambiente e il lavoro al primo posto. A Caserta un’assemblea partecipata e a tratti commossa ha lanciato i sette punti del programma del progetto MO! Una Lista civica per la Campania in vista delle prossime elezioni regionali del 2015.
Dopo il promettente avvio dello scorso 22 novembre a San Giorgio a Cremano, a un mese di distanza all’Hotel Vanvitelli, sabato 20 dicembre, si è sancito che il progetto non solo è valido ma c’è voglia, da parte di tutti, di farne la vera alternativa ai soliti schieramenti che la partitocrazia sta mettendo in campo per le prossime elezioni regionali in Campania. Unica precondizione era e rimane il fatto di non fare da stampella o da ruota di scorta ad alcuna compagine politica che ha determinato il disastro della Regione Campania degli ultimi decenni. Il progetto parte dal basso, da movimenti, associazioni, che hanno dato vita ed animato lotte per la riscoperta di una forte identità meridionalista, a difesa del proprio territorio e dell’ambiente, di diritti fondamentali quali quello alla salute e al lavoro.
A Caserta sono stati presentati i punti imprescindibili che dovranno comporre il programma della lista civica: MO SUD, una proposta di legge unica da approvare in tutte le regioni del mezzogiorno; MO BASTA, per fermare il federalismo voluto dal Nord e le discriminazioni territoriali; MO LAVORO, con burocrazia zero a sostegno delle imprese per un lavoro vero; MO SALUTE, per garantire la tutela della salute dei cittadini attraverso campagne di prevenzione diffusa e una funzionale sanità pubblica; MO FELIX, per la definitiva soluzione al dramma della Terra dei fuochi ed un corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti urbani, passando per politiche energetiche ecosostenibili; MO RISPARMIO, per una rete commerciale moderna che informi i consumatori circa la provenienza dei prodotti, per dare la possibilità di scegliere quelli del proprio territorio; infine MO LIBERIAMOCI, per riappropriarci degli spazi pubblici, scuole, beni comuni, acqua pubblica.
Il progetto è aperto alle forze sane che riterranno di condividerne il percorso, il programma e le modalità operative; sicuramente si arricchirà nel tempo di nuove importanti componenti. Tra i tanti intervenuti, gli scrittori Pino Aprile e Angelo Forgione, che hanno sottolineato il proprio sostegno all’iniziativa. La Lista civica MO si è data appuntamento a gennaio.”

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