Author Archives: Andrea Melluso

Auguri Flavia Sorrentino

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MO! – Unione Mediterranea augura buon lavoro a Flavia Sorrentino per la carica acquisita in DemA. L’ingresso nel coordinamento della neonata formazione è il coronamento del preziosissimo lavoro che Flavia ha svolto in questi anni e che l’ha resa un vero e proprio patrimonio per le istanze di Napoli e di tutto il Meridione.

Flavia continua a fare parte della nostra famiglia. Proseguirà infatti a curare la stesura del progetto Napoli Autonoma, punto fondamentale della proposta di MO! – Unione Mediterranea e preciso impegno dell’attuale governo cittadino.

La Regione Calabria cambia idea. Trivelle nello Jonio? Si può fare

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Il Presidente Oliverio e l’Assessore all’Ambiente Rizzo non si sono ancora pronunciati sull’unico rimedio possibile per scongiurare l’arrivo delle trivelle nel Mar Jonio al largo di Crotone e Catanzaro: il ricorso al Tar Lazio contro i due decreti del Ministero dello Sviluppo Economico del 15 dicembre 2016 che autorizzano la compagnia Global Med a cercare gas e petrolio nel mare che fu di Ulisse, Pitagora, Cassiodoro e Campanella, in un’area vasta 1.500 kmq..

Per Oliverio e Rizzo il Referendum No Triv, richiesto dalle Assemblee di dieci Regioni tra cui la Calabria, sembra aver perso ogni significato politico e così anche il voto di oltre 382.000 cittadini calabresi che il 17 aprile 2016 votarono contro le trivelle in mare.

“Ai cannoni ad aria compressa della Global Med la Regione Calabria ha finora risposto con le lettere dell’Assessore all’Ambiente al Ministro Franceschini – dichiara Tiziana Medici, del Coordinamento Nazionale No Triv – Ai decreti del Ministero del Sottosegretario Gentile si risponde con atti amministrativi e ricorsi, non con le lettere”.

“In questa vicenda la Regione Calabria ha molto da farsi perdonare: nel corso del procedimento della Valutazione di Impatto Ambientale avviato nel dicembre 2014 e conclusosi nel 2016, non ha presentato alcuna osservazione contro i progetti petroliferi della Global Med”, precisa l’Avv. Francesco Tassone, Presidente di M.O. Unione Mediterranea, che rincara la dose: “Per il New York Times la Calabria è tra le prime 50 mete turistiche al mondo che tutti dovrebbero visitare; le trivelle minacciano questo importante primato e la Regione lascia fare ai nuovi colonizzatori”.

Eppure il 4 dicembre la larga maggioranza degli italiani (ed anche dei calabresi, quindi) ha votato contro la riforma costituzionale ribadendo così che le Regioni e gli enti locali devono essere protagonisti delle scelte che interessando il governo del territorio, l’ambiente e l’energia.

“Di questo la Regione Calabria deve tener conto. Inizi dunque con il ricorso al Tar Lazio e prosegua esercitando pressioni sul Governo per arrestare la corsa al gas ed al petrolio nel Mediterraneo e sulla terraferma”, chiosano all’unisono Medici e Tassone.

Roma, 30 gennaio 2017

 

Francesco Tassone

Presidente MO Unione Mediterranea

 

Tiziana Medici

Portavoce Coordinamento Nazionale No Triv

Corte Costituzionale: Italicum modificato. Cosa cambia per il sud.

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La Corte Costituzionale ha emesso il verdetto a proposito dell’Italicum. Vediamo cosa cambia rispetto al disegno originale con le modifiche proposte, in particolare per il sud.

Quello che non piace

Partiamo da una retrospettiva: nelle umilianti elezioni del 2013 in tutto il Sud Italia (e soltanto nei collegi meridionali) il principale partito italiano (PD) ha imposto ai meridionali dei capilista non espressione del territorio (Guglielmo Epifani in Campania 1, Enrico Letta in Campania 2, Rosi Bindi in Calabria, Angela Finocchiaro in Puglia e così via). Una possibilità consentita dalla legge elettorale dell’epoca, chiamata non a caso Porcellum, cancellata dalla Corte costituzionale il 4 dicembre 2013, ma riproposta nella parte che indica 100 “capilista bloccati” nell’Italicum approvato il 4 maggio 2015.

Con il nuovo Italicum i capilista bloccati verranno comunque riproposti. Inoltre non è stato intaccato il principio della candidatura multipla fino a un massimo di 10 collegi. Questo vuol dire che un candidato potrà essere proposto come capolista in 10 collegi e le preferenze espresse dagli elettori verrebbero conteggiate soltanto nel caso in cui il partito votato riuscisse a eleggere più di una persona. In caso contrario le preferenze espresse dagli elettori saranno semplicemente inutili.

Quello che al momento non sembra né dannoso, né positivo

L’eliminazione del ballottaggio rende, di fatto, il nuovo Italicum un sistema proporzionale puro dove il premio di maggioranza scatta soltanto nel caso in cui un partito superi il 40%. La nota positiva è che si risparmiano i soldi della macchina elettorale per il secondo turno, quella negativa è che resta il rischio di ingovernabilità nel caso in cui ci fosse sostanziale parità tra due o più partiti.

Quello che sembra positivo per il sud

Il ritorno a 100 collegi (+1 estero) favorisce il radicamento territoriale coi candidati. Ogni partito dovrà infatti esprimere una minilista di 6 candidati alla Camera per ciascun collegio; i collegi saranno composti da circa 600000 persone che potranno quindi esprimere delle preferenze più consapevoli, valutando correttamente la storia dei candidati.

 

Crotone e Catanzaro: 1.500 kmq di mare concessi a Global Med per cercare gas e petrolio. Istituzioni ferme al palo.

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MO UNIONE MEDITERRANEA: “ATTACCO ALLA CALABRIA. SUBITO RICORSO Al TAR”

COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV: “IMMOBILISMO E’ COMPLICITA’. GLI ITALIANI NON VOGLIONO LE TRIVELLE”

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha rilasciato a favore della società petrolifera statunitense GLOBAL MED LLC due nuovi permessi per la ricerca di idrocarburi, gas e petrolio nel mar Jonio, denominati rispettivamente «F.R 41.GM» ed «F.R 42.GM». È un lungo e largo tratto di costa ionica oggetto delle attenzioni dei mercanti dell’oro nero che, ricade nella giurisdizione delle province di Catanzaro e Crotone, aree contigue, pari rispettivamente a 748,6 kmq e 748,4 kmq, per un totale di 1.497 kmq.

A questi due permessi se ne aggiungerà a breve un terzo, più a sud, sempre in favore della compagnia GLOBAL MED LLC; così, i kmq di natura, messi a disposizione per un interesse reali di pochi e uno utopistico, apparente delle comunità locali, diverranno 2.200, 3.000 volte la superficie del terreno di gioco dell’“Ezio Scida” di Crotone o del “Nicola Ceravolo” di Catanzaro. Anche le sole, attività di ricerca avranno effetti negativi sia sull’ambiente marino, per l’impiego della tecnica dell’air-gun e sia sulla gracile e indifesa economia della costa jonica: si pensi soprattutto alla pesca ed al turismo.

“Questo ulteriore attacco terroristico, perpetrato ai danni della natura calabrese” afferma
Portavoce Nazionale di MO Unione Mediterranea, Massimo Mastruzzo“ si inquadra in una volontà costituita di mantenere in uno stato di arretratezza e sottomissione certi territori, oltre che rendere duratura ed inesorabile la colonizzazione, può essere fermato entro la fine di febbraio.

É necessario, per il futuro delle nuove generazioni che, almeno le amministrazioni comunali e i sindaci dei Comuni bagnati dallo Jonio, da Soverato a Crucoli, i Consigli Provinciali  di Catanzaro e Crotone e la Regione Calabria, anche disgiuntamente, deliberino allo scopo di costituirsi in giudizio innanzi al TAR Lazio entro fine febbraio. I motivi non mancano, visti alcuni vizi di legittimità degli atti, prontamente riscontrati da alcuni esperti in materia”.

Gli Enti interessati sono a conoscenza della necessità di agire in fretta visto che i decreti del Ministero dello Sviluppo Economico sono stati pubblicati sul Bollettino Ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse – Anno LX N. 12, del 31 Dicembre 2016. Anzi, sapevano da tempo che i permessi sarebbero stati rilasciati dopo l’esito delle due Conferenze di Servizi svoltesi il 7 novembre 2016.

Tra gli enti territoriali interessati soltanto la Provincia di Crotone ed il Comune di Crucoli, presentando osservazioni, tentarono di opporsi al rilascio dei decreti di compatibilità ambientale per i due permessi di ricerca da parte dei Ministeri dell’Ambiente e del Turismo.

“Adesso è necessario costituirsi al TAR Lazio per far valere le ragioni della natura e gli interessi delle comunità locali” – dichiara Enrico Gagliano, cofondatore del Coordinamento Nazionale No Triv – Chi tace acconsente, recita il vecchio adagio. In questo caso diventa anche complice.

Deve essere rispettata la volontà di tutti i cittadini che il 17 aprile 2016 votarono contro le trivelle in mare. Gli italiani non vogliono che il futuro del Mediterraneo sia all’insegna del nero-petrolio e non sono più disposti a tollerare l’immobilismo delle istituzioni”.

 

Massimo Mastruzzo

Portavoce Nazionale MO Unione Mediterranea

 

Gagliano Enrico

Coordinamento Nazionale No-Triv

 

Roma, 23 gennaio 2016

Lettera aperta al ministro Galletti e ai suoi valenti consiglieri

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La questione meridionale in quella ambientale

Vede Sig. Ministro, si potrebbe licenziare la partita, rispetto alle sue brillanti dichiarazioni del 19 gennaio sul super uomo al comando che possa e sia in grado di gestire la questione ambientale meridionale, dicendo che è l’ennesimo e fastidioso esercizio per mantenere lo stato di colonizzazione nei nostri territori. Intanto esiste una questione ambientale italiana. Perché se fosse vero ciò che lei vorrebbe far credere, al di sopra di Napoli, tutti i comportamenti antropici hanno impatto zero: le attività produttive hanno una bassa impronta ecologica e via di questo passo. Ciò purtroppo non solo non risulta vero; non a caso Laura Conti e Alexander Langer non erano di Catanzaro, ma se fosse solo una cosa di casa nostra non sarebbe un problema della nazione. I milioni di euro che servirebbero per pagare un super uomo “commissario” si potrebbero usare subito per assumere paladini e protettori dell’ambiente, possibilmente con compiti e funzioni chiare e reali. Evitiamo i LEPTA (livelli essenziali di protezione ambientale) che sono dichiarazioni di intenti, belle parole come d’altronde lo sono i LEA / livelli essenziali nella Sanità; belle parole e poco altro. A sud mancano ospedali e personale. È un problema di numeri e professionalità. Se non assumi persone che si dedichino all’impatto ambientale prima dopo e durante le attività umane, dal commercio all’industria, non c’è società in housing che tiene. Gli enti di controllo territoriali che si occupano di ambiente non hanno ne’ mezzi ne’ risorse. Inoltre, quelli che ci sono, sono mal pagati e in numero ridotto rispetto alle attività ordinarie e inadeguati per lo straordinario, come per esempio le bonifiche di siti industriali. Sulle emergenze più importanti come Bagnoli, Taranto, Crotone è necessario assumere personale dedicato e far pagare a chi per anni ha inquinato senza timore e senza riguardo. Le grandi bonifiche tra l’altro seguono iter centralizzati già da tempo e i cantieri non partano non certo per gli enti locali ma per la lentezza ministeriale a cui lei dovrebbe sovraintendere.
Ci sono cose egregie che si fanno in Italia meridionale da tempo, e che bisogna rafforzare, come le autorizzazione integrali ambientali. E’ necessario abolire il CONAI e che i proventi diretti della raccolta differenziata siano dei comuni e non dei mercanti delle materie prime. Ministro lei è un po confuso. Non è un problema di gestione delle risorse, ma semplicemente mancano le risorse. Si potrebbe dire meno armamenti e più operatori ambientali che controllino prima dopo o durante.

Il sistema museale della città metropolitana di Napoli: una risorsa ancora inespressa

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di arch. Antonio Avano

Il 2016 è stato “un anno nero” per il Louvre (135.000 mq), il museo più visitato in assoluto, con i suoi 7,3 milioni di visitatori, il 15% in meno rispetto al 2015, quando l’affluenza si era attestata a 8,6 milioni, di cui il 75% internazionali. Per fare una comparazione tra i musei più visitati, ad esempio, il British Museum (54.000 mq), lo scorso anno, ha registrato più di 5 milioni di visitatori, confermando la sua attestazione tra i primi quattro musei più visitati al mondo! Il 2015 e ancora di più il 2016, invece, sono stati anni eccezionali, da record di afflusso di visitatori, soprattutto stranieri, per i musei napoletani. Il Museo Archeologico Nazionale (12.650 mq) con 381.632 visitatori nel 2015 e ben 452.736 nel 2016, con un incasso di 1,3 milioni di euro, il Museo di Capodimonte con 145.091 visitatori nel 2015 e 175.365 visitatori nel 2016, il Museo di Castel Sant’Elmo che ha avuto 202.203 visitatori nel 2016, 50 mila in più del 2015, (diventando il secondo sito statale più visto di Napoli), sono questi i dati che provano la riscoperta dei nostri musei e che obbligano i napoletani a fare i conti con il proprio patrimonio culturale, risorsa anche economica, inestimabile e ancora molto inespressa. Bisogna avere consapevolezza di questa ricchezza ancora troppo potenziale, difenderla, organizzarla, innescarla. Considerando che il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), è uno dei più importanti musei archeologici al mondo se non il più importante per quanto riguarda la storia dell’epoca romana e per la quantità, nonché la qualità di reperti di epoche greca, romana, egizia, resta un dato preoccupante la potenzialità inespressa di questa risorsa e con essa degli altri musei cittadini. L’annoso problema della mancanza di spazi espositivi, per la collezione più grande del mondo (soprattutto per la statuaria pompeiana e i reperti di epoca greca) che in una percentuale tre volte superiore rispetto ai reperti esposti e che occupano allo stato attuale tre livelli dei sotterranei del palazzo ed un piano del sottotetto, restando, purtroppo, ancora mai fruiti dal pubblico! Quanta ricchezza sprecata! Quante potenzialità inespresse! E’ ora di creare ed aprire al pubblico poli museali “messi a sistema”, in nome della massima fruibilità, con tutti i musei della città Metropolitana di Napoli, compresi il Museo Archeologico dei Campi Flegrei e la Reggia di Portici, con il suo Museo Pompeiano dove Carlo III di Borbone, (come testimonia il contenuto della sua Prammatica relativa al patrimonio archeologico rinvenuto ad Ercolano), nel 1738, lo volle nella Reggia “Vesuviana”, ancora in attesa di essere annoverata nel patrimonio Mondiale dell’Unesco. Reggia di Portici, dunque, con un museo ancora inspiegabilmente vuoto, al momento, con un mero “contenuto pseudo-virtuale”, (foto retroilluminate dei reperti archeologici)… ma privo dei reperti archeologici. Ancora, nel “Sistema Musei” dell’Area Metropolitana di Napoli, dovrà essere compresa anche la Reggia di Caserta. Il Palazzo Fuga, il Real Albergo dei Poveri, anch’esso voluto da Carlo III di Borbone e progettato nel 1749 dall’Architetto Ferdinando Fuga, in seguito, all’inizio dell’800, rivisto dall’Architetto Francesco Maresca (che nel 1799 progettò la realizzazione di un ampliamento del Real Museo Borbonico), potrebbe costituire la soluzione, diventando il polo museale più grande e rappresentativo del suddetto “Sistema Musei”. Palazzo Fuga, con i suoi oltre 100.000 metri quadri di superficie utile (e pensare che fu un’opera incompiuta, infatti, la sua mole è solo un quinto del progetto originale) potrebbe finalmente ospitare tutte le opere, i reperti archeologici che ad oggi non trovano spazi espositivi! Considerando anche le infrastrutture nascenti in Piazza Carlo III, come la nuova linea della metropolitana che collegherà direttamente con la stazione ferroviaria dell’alta velocità ad Afragola, il “Sistema Musei” della Città Metropolitana di Napoli, farebbe invidia e concorrenza anche al Louvre! Costituendo, in tal modo, uno dei più forti “motori di sviluppo”, in tutti i sensi, culturale, economico, lavorativo ecc.. per Napoli e il Sud Italia! In questa prospettiva l’attrattore “Sistema Musei”, da solo, basterebbe a rendere Autonoma la Città Metropolitana di Napoli! Altro che Comacchio e “infelici protocolli d’intesa”… a nostro svantaggio! Bisogna accendere questo motore! Allora… lo facciamo?

MO in quinta – comunicazione sulle verifiche sulla qualità della refezione scolastica

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Riportiamo la comunicazione di servizio pubblicata dal presidente di Municipalità Paolo De Luca in merito alle verifiche sulla qualità della refezione scolastica, messe in atto a seguito di alcune segnalazioni. Il nostro consigliere Mimmo Cerullo era presente all’ASL dove sono pervenuti i campioni.

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
Pochi minuti fa presso L’unità operativa dell’ASL competente, per la municipalità era presente il cons. Cerullo, si è provveduto alla constatazione dei campioni di cibo prelevati ieri presso la scuola Piscicelli con riferimento al servizio di refezione in essere. Le indagini condotte hanno evidenziato la presenza di un corpo animale da 4mm in uno dei campioni prelevati; in tutti gli altri vi erano solo residui vegetali. Nel pomeriggio di oggi e nei giorni a seguire continueranno le indagini tese a capire anche se il corpo animale è penetrato contestualmente alla cottura degli alimenti o successivamente; contestualmente presso la società erogatrice del servizio si provvederà a verificare ulteriormente tutti i requisiti necessari e di cui al bando di gara. L’Assessore Palmieri lunedì riunirà la Commissione Mensa Centrale cui verranno riferite le indagini condotte; successivamente Assessorato, Municipalità 5 e ASL, che seguono da vicino le operazioni, terranno un incontro pubblico per riferire lo stato delle cose nonché gli eventuali provvedimenti adottati e/o da adottarsi.

Addio al Milano-Lecce, si ferma a Bari. Durata 7 mesi la presa in giro del finto frecciarossa

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di Gianluca Coviello dalla pagina Terroni di Pino Aprile

Sembra di essere in un film comico ma è tutta realtà. Dopo sette mesi il Frecciarossa da Milano alla Puglia non arriverà più a Lecce ma si fermerà a Bari. L’allungamento della tratta era stato accolto con entusiasmo dai salentini e dalla stampa nonostante, da Salerno in giù, Frecciarossa non sia sinonimo di alta velocità. L’abbiamo spiegato più volte su questa pagina ma probabilmente è utile ripeterlo: cambia il treno, è più bello e tutto rosso come quelli che sfrecciano al Nord, ma viaggiando sui vecchi binari non sono veloci. Si era aggiunto poco o nulla al servizio.

Trenitalia e il Governo sin dall’inizio non avevano alcuna intenzione di investire nell’allungamento del finto Frecciarossa. Hanno ceduto alle pressioni del territorio salentino per poi, sette mesi dopo, usare i numeri e dire “avevamo ragione noi”. Serviva, però, una giustificazione a Trenitalia per attuare il piano. Eccola apparecchiata a proposito: il mercato. Il Milano-Lecce nel tratto pugliese è anti economico. Deve fermarsi a Bari tornando all’impostazione iniziale, quella che avevano in mente dall’inizio.

Come in altri casi simili, in questi mesi non si è promosso in alcun modo la nuova tratta né sono stati proposti biglietti a prezzi competitivi con altre tipologie di viaggio. Questo Trenitalia non lo dirà mai, così come non ci sarà una conferenza stampa in pompa magna per annunciare la nuova “inattesa” decisione (i viaggiatori l’hanno scoperto andando ad acquistare i biglietti sul sito).

Quando si parla di mercato a perdere qualcosa è sempre il Sud, sin dai tempi in cui fu progettata la Salerno-Reggio Calabria (se non hanno la macchina i meridionali a cosa serve quella strada?!).
Il provvedimento di oggi di Trenitalia smentisce lo stesso ministro delle infrastrutture Graziano Delrio che pochi giorni fa, in occasione dell’inaugurazione del nuovo tratto Taranto-Potenza-Milano, aveva confermato l’allungamento fino a Lecce anche per il 2017.

Quel che è certo è che i salentini oggi hanno imparato una importante lezione: non ha senso perseguire finti obiettivi campanilistici non vedendo (o non volendo vedere) il disegno nazionale che vuole un Sud silenzioso e sottomesso. Era evidente fin dall’inizio che il Frecciarossa farlocco sarebbe stata una vittoria di Pirro che prima o poi si sarebbe ritorta contro anche ai “finti masanielli”. Quel Frecciarossa è finto, una F-I-N-Z-I-O-N-E.

Bisogna pretendere, invece, lo stesso diritto alla mobilità che è garantito dalla Costituzione ma che è riconosciuto solo ai cittadini del Nord. Ovunque, a Bari come a Trapani. Questo vuol dire alta velocità, quella vera, laddove è sensato realizzarla ma anche Intercity e treni regionali dignitosi.
Il Sud se si salva si salva insieme e ottenendo l’equa distribuzione delle noccioline. Non esultando per quella vuota caduta dalle mani di chi poi tornerà a riprendersela.

De Luca chiede le dimissioni dei medici dell’ospedale di Nola? Noi invece chiediamo le sue!

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De Luca chiede le dimissioni dei responsabili che hanno fatto soltanto il proprio dovere soccorrendo dei pazienti e cercando di accomodarle al meglio in un ospedale già ben oltre il limite della propria capienza.
 
Ricordiamo che il ministero della salute finanzia 3,7 posti letto ogni mille abitanti pesati.
Pesati significa che questo dato viene modificato in base ad alcuni parametri. Abbiamo parlato spesso dell’età media, per cui nelle regioni dove si muore prima la sanità viene finanziata in minor misura. Altro parametro utilizzato è quello della mobilità: se le persone non si fanno curare nella propria regione, determinano uno spostamento di fondi.
Questi meccanismi innescano un circolo vizioso che determina un progressivo peggioramento della qualità dell’assistenza sanitaria nelle regioni del sud, a vantaggio di quelle del nord.
Il risultato è che nelle regioni del sud il numero di posti letto è notevolmente inferiore, tra i 3,5 e i 3,2 ogni 1000 abitanti.
 
Tra i governatori che hanno siglato l’accordo Stato-Regioni di fine 2015 che sancisce l’entrata in vigore di queste logiche c’è lo stesso De Luca.
 
Lo stesso De Luca che attualmente è anche commissario della sanità campana.
 
Lo stesso De Luca che invece di assumersi le proprie responsabilità, tenta di scaricarle su degli operatori sanitari che hanno fatto soltanto il loro dovere.

Quando il “Modello Gomorra” viene esportato. Nicotera ed il Movimento 14 Luglio

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MO! – Unione Mediterranea esprime il più totale supporto al Movimento 14 Luglio, impegnato sin dalla sua nascita in battaglie a favore della Legalità e della difesa del territorio di Nicotera.

MO! – Unione Mediterranea esprime una forte perplessità nei confronti dell’operato dei media locali e nazionali. Per l’ennesima volta viene commesso il grossolano errore di fidarsi di colleghi che per un motivo o per un altro preferiscono imitare il “Modello Gomorra”, alimentando pregiudizi col solo scopo di acquisire notorietà.

E’ così che a Nicotera, attraverso una vera e propria mistificazione, si è dato adito ad una assurda campagna tesa ad accostare fatti torbidi, vicende scandalose e personaggi loschi a chi ha sempre fatto di abnegazione e specchiata onestà vere e proprie bandiere.

Attraverso il tam tam “giornalistico” si è riusciti a trasformare una legittima richiesta di rettifica in un atto di intimidazione mafiosa. Una civilissima raccolta firme per chiedere la correzione di alcune inesattezze e la rimodulazione di frasi fuori luogo (precedentemente espresse sul Quotidiano del Sud) è riuscita a diventare

una raccolta firma che ha il sapore della delegittimazione nei confronti della cronista da anni in prima linea contro le cosche locali

fornendo al tritacarne mediatico il pretesto per buttare in un unico orribile calderone la ‘Ndrina dei Mancuso e le persone per bene che invece le ‘Ndrine le affrontano da anni, silenziosamente e con eroico coraggio. Poco importa se questa collocazione risulta stretta ed odiosa. Poco importa se qualche esponente di primo piano del Movimento 14 Luglio ha in passato ricevuto gli avvertimenti che la ‘Ndrangheta consuetamente riserva alle persone oneste che la avversano.

Invece di mettere in luce quanto di buono ed esemplare è stato creato da persone come Arturo Lavorato e Felice D’Agostino si cerca di battere vie tristemente note e di sperimentata efficacia, dando in pasto all’opinione pubblica vere e proprie narrazioni più vicine alla retorica di certi “Liristi della minorità” che alla realtà fattuale.

Il “Modello Gomorra”, si sa, garantisce tirature maggiori.

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