Lettera aperta al ministro Galletti e ai suoi valenti consiglieri

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La questione meridionale in quella ambientale

Vede Sig. Ministro, si potrebbe licenziare la partita, rispetto alle sue brillanti dichiarazioni del 19 gennaio sul super uomo al comando che possa e sia in grado di gestire la questione ambientale meridionale, dicendo che è l’ennesimo e fastidioso esercizio per mantenere lo stato di colonizzazione nei nostri territori. Intanto esiste una questione ambientale italiana. Perché se fosse vero ciò che lei vorrebbe far credere, al di sopra di Napoli, tutti i comportamenti antropici hanno impatto zero: le attività produttive hanno una bassa impronta ecologica e via di questo passo. Ciò purtroppo non solo non risulta vero; non a caso Laura Conti e Alexander Langer non erano di Catanzaro, ma se fosse solo una cosa di casa nostra non sarebbe un problema della nazione. I milioni di euro che servirebbero per pagare un super uomo “commissario” si potrebbero usare subito per assumere paladini e protettori dell’ambiente, possibilmente con compiti e funzioni chiare e reali. Evitiamo i LEPTA (livelli essenziali di protezione ambientale) che sono dichiarazioni di intenti, belle parole come d’altronde lo sono i LEA / livelli essenziali nella Sanità; belle parole e poco altro. A sud mancano ospedali e personale. È un problema di numeri e professionalità. Se non assumi persone che si dedichino all’impatto ambientale prima dopo e durante le attività umane, dal commercio all’industria, non c’è società in housing che tiene. Gli enti di controllo territoriali che si occupano di ambiente non hanno ne’ mezzi ne’ risorse. Inoltre, quelli che ci sono, sono mal pagati e in numero ridotto rispetto alle attività ordinarie e inadeguati per lo straordinario, come per esempio le bonifiche di siti industriali. Sulle emergenze più importanti come Bagnoli, Taranto, Crotone è necessario assumere personale dedicato e far pagare a chi per anni ha inquinato senza timore e senza riguardo. Le grandi bonifiche tra l’altro seguono iter centralizzati già da tempo e i cantieri non partano non certo per gli enti locali ma per la lentezza ministeriale a cui lei dovrebbe sovraintendere.
Ci sono cose egregie che si fanno in Italia meridionale da tempo, e che bisogna rafforzare, come le autorizzazione integrali ambientali. E’ necessario abolire il CONAI e che i proventi diretti della raccolta differenziata siano dei comuni e non dei mercanti delle materie prime. Ministro lei è un po confuso. Non è un problema di gestione delle risorse, ma semplicemente mancano le risorse. Si potrebbe dire meno armamenti e più operatori ambientali che controllino prima dopo o durante.

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