Monthly Archives: Giugno 2016

MO! Unione Mediterranea sostiene la campagna ALL IN

Share Button

Il Movimento politico meridionalista, MO! Unione Mediterranea, annuncia la sua adesione ed il suo sostegno alla campagna “ALL IN”, la legge di iniziativa popolare (LIP) con cui si vuole eliminare la disparità di trattamento e quindi la disuguaglianza di fondi erogati alle Regioni in materia di diritto allo studio universitario.

Da anni ci battiamo affinché i nostri studenti possano essere liberi di scegliere cosa e dove studiare e non di dover imboccare la via (obbligata) dell’emigrazione a causa di una politica dell’istruzione che considera le nostre università di serie B rispetto ad altre, facendo sì che queste ricevano meno fondi e che quindi sia più conveniente studiare a Torino o Milano che a Lecce o Catania. Il nostro impegno sarà attivo: organizzeremo con i gli studenti di “LINK – Coordinamento Universitario” degli incontri per spiegare meglio i contenuti della legge e soprattutto per raccogliere le firme necessarie alla sua presentazione.

Intraprendiamo questa nuova battaglia con la consapevolezza che il destino della nostra terra potrà essere risollevato dai nostri ragazzi, che si distinguono nel mondo per le loro capacità e per far sì che l’emigrazione diventi mobilità, in cui la scelta di partire sia appunto una scelta e non un obbligo dettato da scelte politiche scellerate.

 

Lo stato di abbandono e lo Stato che abbandona

Share Button

In questi giorni ne abbiamo sentite di tutti i tipi sulla triste vicenda del ragazzo di colore ucciso da un carabiniere, pare per legittima difesa.
Ci discostiamo dal tipico teatrino all’italiana, composto da opportunisti, sciacalli, leoni da tastiera e tanto altro, tutti pronti a voler mandare via gli immigrati o a puntare il dito contro il carabiniere perché ci vorrebbe più accoglienza.

Noi vi proponiamo un’analisi diversa. Sono passati ormai 6 anni dalla rivolta di Rosarno ma non sono finiti gli incidenti e la convivenza con la popolazione locale continua ad essere incandescente.
Non ci sono vittime o colpevoli, i migranti vivono in condizioni disumane: sottopagati lavorano i nostri campi e molto spesso sono costretti a spostarsi in bicicletta, di notte, tra i vari paesini della Piana di Gioia Tauro (che non si distingue per le strade sicure ed illuminate), il tutto per garantirsi un pezzo di pane per la sera con il rischio di essere investiti innumerevoli volte.
Le forze dell’ordine non solo operano in una zona difficile della Calabria, ma senza mezzi e risorse adeguate sono costretti a fare il possibile per garantire la convivenza tra tutti, rischiando la vita tra ‘ndrangheta e liti tra migranti e popolazione locale.

E’ una guerra tra poveri, senza vincitori né vinti. Una cosa è certa: il fallimento dello Stato e dei nostri politici che continuano ad abbandonarci, quasi come se volessero che tutto resti in bilico, quasi come se non aspettino altro che la situazione degeneri.
Non ci bastano più le visite alle tendopoli, gli elogi alle forze dell’ordine, le passerelle: quando capiremo che sono loro i complici di questa triste situazione?