Monthly Archives: Gennaio 2015

Campania: “MO!” annuncia ricorso contro la modifica della legge elettorale

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“A giochi aperti chi tocca le regole è un baro”. La Lista Civica “MO!” annuncia un ricorso urgente se il Consiglio regionale modificherà la legge elettorale. La proposta di nuova legge prevede una soglia di sbarramento del 10% per chi corre da solo (oggi è il 3%, come nell’Italicum), ma nello stesso tempo incentiva i partitini ad allearsi con i big dei soliti schieramenti favorendo vere e proprie “coalizioni ammucchiata”. Infatti – segnala MO! – per le liste che corrono in coalizione per un candidato presidente che supera il 10%, allora lo sbarramento diventa improvvisamente… zero! Un invito alla frammentazione, alla pletora di candidati, alle ammucchiate elettorali. E un’offesa a qualsiasi principio democratico: lo 0,9% dei partitini “ascari” pesa più del 9,9% di chi corre da solo. Gli elettori devono sapere che la bilancia è truccata. Contro una tale truffa elettorale, se il colpo di mano sarà realizzato, gli elettori che si riconoscono in liste lontane dai soliti partiti faranno immediato ricorso.

TRIVELLAZIONI LUNGO LA COSTA CALABRESE? Il Circolo UM “Federico II” chiede giustificazioni al Presidente della Regione Calabria

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Grazie al lavoro della dott.ssa Rosella Cerra del Circolo Territoriale “Federico II” che ha coordinato le osservazioni contro le trivellazioni nell’Alto Ionio cosentino per conto anche di altre associazioni, Unione Mediterranea ha presentato all’inizio del mese di gennaio al Ministero dell’Ambiente le osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale della Istanza di prospezione in mare definita “d3 F.P- S.C” nel golfo di Taranto della Schlumberger Italiana. Ma attualmente qual è la situazione lungo la costa ionica calabrese? L’unico permesso di ricerca attualmente presente nel Golfo di Taranto riguarda la “D.R. 74.AP”, concesso con decreto di conferimento Ministeriale del 9 giugno 2014, precedentemente definito permesso di ricerca “d.150 D.R-.CS”, alla Società Apennine Energy S.p.A.. Nella figura che riportiamo è l’area verde. Tale istanza era stata già rigettata in passato con la nota ministeriale n. 15283 del 19 luglio 2011, perché ricadente in area interdetta ai sensi del Decreto Legislativo 29 giugno 2010, n. 128, quando era definita come istanza “d.150 D.R-.CS”. Anche quasi tutti i Comuni coinvolti nel progetto, quali quelli di Amendolara, Trebisacce, Villapiana, Cassano allo Ionio, Corigliano Calabro, Rossano, Calopezzati, avevano rigettato l’istanza. Si erano astenuti dall’esprimere invece un parere i comuni di Albidona e Crosia, la Provincia di Cosenza e l’Unione dei Comuni dell’Alto Ionio.
Il Ministro Guidi ha invece ritenuto di dovere procedere con il consenso, ignorando e scavalcando i pareri altamente critici e negativi degli enti locali.
Prendendo atto che l’originaria istanza prodotta per il conferimento del permesso era stata presentata in data 28 marzo 2007, quinti antecedente all’entrata in vigore del decreto 128, e considerando che la prima fase di ricerca di fatto consiste nel solo acquisto e rielaborazione di linee sismiche già esistenti, il Direttore Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche, Franco Terlizzese, ha ritenuto di potere dare parere positivo. Questa prima fase dovrebbe durare 12 mesi dalla data di pubblicazione del Decreto.
La seconda fase in progetto prevede invece la vera e propria perforazione per la realizzazione del pozzo esplorativo, ma questo previa procedura di VIA.
La perforazione del pozzo esplorativo partirà con una postazione dalla terraferma, con pozzi esplorativi orizzontali, e dovrà avvenire entro tre anni dal conferimento del permesso.
Di fatto quello che evidentemente è un aggirare l’ostacolo di ricerca direttamente in mare, così come denunciato dall’Organizzazione Ambientalista Lucana OLA, potrebbe costituire un pericolo maggiore in quanto andrebbe a sollecitare una area costiera soggetta a liquefazione e ad erosione, come evidenziato dalla Relazione Geologica del PSA (Piano Strutturale Associato) della Sibaritide e dallo stesso Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Cosenza. Mentre, sempre dalle stesse carte, in quelle aree risulta molto elevato il rischio inondazione.
Si tenga presente che anche l’area costiera sulla terraferma è interessata da un’altra istanza di permesso di ricerca della stessa multinazionale Apennine Energy S.p.A. definita “Torre del Ferro” (in giallo nella figura).
Vogliamo ricordare che la SEN (Strategia Energetica Nazionale), a pagina 11, definisce uno stretto legame fra riforma del Titolo V della Costituzione e politica energetica. Infatti nella sezione Modernizzazione dei sistemi di Governance , afferma che: “Per quanto riguarda il rapporto tra Stato, Regioni e Enti locali, nell’ambito della SEN è stata sottolineata l’importanza di affrontare la modifica della Costituzione, invocata da più parti e recentemente proposta dal Governo, per riportare in capo allo Stato le competenze legislative in materia di energia, per quanto riguarda le attività e le infrastrutture energetiche di rilevanza nazionale. Una siffatta riforma sarebbe utile per assicurare una legislazione e scelte di fondo omogenee. Essa può essere attuata mediante una limitata modifica dell’Art.117 della Costituzione (Titolo V) che assegni di nuovo allo Stato la competenza esclusiva per tale tipo di infrastrutture. Tale modifica non implicherebbe l’esclusione delle Regioni dal processo decisionale, ma riporterebbe a un livello unitario la legislazione in tali settori e semplificherebbe il processo autorizzativo, mantenendo e rafforzando il ruolo del territorio nella formazione della decisione statale in merito. Questo favorirebbe il prevalere dell’interesse nazionale rispetto a quello di carattere più locale, oggi messi legislativamente sullo stesso piano.”
Il fatto che le politiche energetiche e quelle del governo del territorio siano a legislazione concorrente non è gradito ovviamente alle multinazionali del petrolio ed a tutti quegli uomini di governo compiacenti. Il Decreto “sblocca Italia” cerca di favorire l’impostazione della SEN, esautorando i governi locali del loro potere decisionale e legislativo.
Nel Decreto di concessione viene anche precisato che è possibile ricorrere al TAR o al Presidente della Republica entro 60 e 120 giorni rispettivamente dalla data della notificazione.
Sono passati abbondantemente i 120 giorni. Ci chiediamo se tutto è stato fatto per bloccare questo ennesimo disastro ambientale annunciato ai danni di un Sud sempre più usato come colonia a favore del capitalismo mondiale delle multinazionali del petrolio. Unione Mediterranea chiede dunque al Presidente della Regione di giustificare l’inerzia della Regione e della Provincia di Cosenza che ha governato fino a pochi mesi fa, ed auspica inoltre che non venga eletto Presidente della Repubblica il sig. Prodi, che recentemente in un intervento pubblico ha invitato il Governo ad incrementare lo sfruttamento del petrolio presente nelle viscere della Magna Grecia.

Circolo Territoriale “Federico II” di Unione Mediterranea

Comunicato relativo al cambio sede per l’incontro MO! del 31 Gennaio

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La terza assemblea pubblica della costituenda lista civica MO! in programma per il 31 Gennaio 2015 presso la Sala Consiliare del Comune di Cava de’ Tirreni (SA), si terrà invece nella sala convegni dell’Hotel Victoria Maiorino, in C.so Mazzini, 4, nella stessa Cava de’ Tirreni. Viene confermato l’appuntamento alle ore 17.00.
Tale spostamento non è stato determinato dalla volontà degli organizzatori, bensì dalla mancata concessione dello spazio comunale a distanza di pochi giorni dall’evento, nonostante le iniziali rassicurazioni ricevute.
Ci si augura che si sia trattato di un banale disguido e non di un’azione volta a rallentare le attività del gruppo MO! sul territorio.
Si coglie l’occasione per ringraziare gli attivisti di Cava de’ Tirreni, la cui efficienza e tempestività hanno consentito di individuare in brevissimo tempo una sede alternativa.

 

TAV Brescia-Verona: Treni ad Alta Voracità… di fondi pubblici

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di Mattia Di Gennaro

L’interessante contributo su LaVoce.info di Dario Ballotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia, conferma il triste primato del Nord nello spreco di denaro pubblico.

La ferrovia ad alta velocità tra Brescia e Verona (61 Km), di notorio interesse nazionale, almeno a giudicare dall’impegno che la politica nazionale ha profuso nell’approvare il progetto, rischia di superare il precedente record mondiale per il costo al chilometro di 60Mln di Euro della tratta Milano-Torino (125 Km), arrivando a quota 70Mln!

Per darvi un’idea, la media mondiale è di circa 20Mln mentre la media italiana è di 40Mln, tenuta bassa grazie al costo al chilometro (27Mln) della tratta Napoli-Roma (189 Km), come potete vedere dal grafico sotto riportato, prodotto da Ballotta a partire da dati rilevati nel 2013 dall’americana “Reason Foundation”.

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Un’ulteriore conferma della sperequazione nella distribuzione dei fondi per le ferrovie, denunciata da Marco Esposito di Unione Mediterranea, a cui il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, rispose goffamente, utilizzando come giustificazione per il mancato investimento l’aspra rocciosità delle terre meridionali.

 

Fonte: http://www.lavoce.info/archives/32576/alta-velocita-brescia-verona-come-cambiare-regole-progetto/

Corso di lingua napoletana

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ISCRIZIONI SOSPESE

Dato che i posti disponibili sono stati esauriti, non è possibile accettare nuove iscrizioni. Potete mandare comunque una richiesta all'indirizzo email formazione@unionemediterranea.info e vi ricontatteremo nel caso di eventuali defezioni da parte di chi ha già eseguito l'iscrizione.

[if qs=”quiz:1″]

La risposta corretta è:
[/if][if qs=”risposta:1″]‘o[/if][if qs=”risposta:2″]chiantella: piccola pianta delle scarpe
arrasso: avv. discosto, lontano
mastuggiorgio: infermiere di una casa di cura, chi si dà da fare per dirigere
verularo: padellone bucherellato per cuocere caldarroste
[/if][if qs=”risposta:3″]‘mmiez’ ȃ via[/if][if qs=”risposta:4″]i’ so’[/if][if qs=”risposta:5″]‘e ffiglie[/if][if qs=”risposta:6″]pate[/if][if qs=”risposta:7″]‘o ccafè è la bevanda, ‘o cafè è il locale, il bar[/if][if qs=”risposta:8″]vogliono l’accento acuto: pecché, lenzòla[/if][if qs=”risposta:9″]non ci va l’accento: cca , lla[/if][if qs=”risposta:10″]cu tte[/if][if qs=”quiz:1″]

Se non hai saputo rispondere correttamente, allora devi proprio continuare a leggere!

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Probabilmente non tutti sanno che l’UNESCO riconosce ufficialmente il Napoletano per ciò che è in realtà: una lingua e non un dialetto. Esso è una lingua che, accanto alla tradizione orale, costituita da proverbi, detti ed espressioni idiomatiche, comprende un corpus letterario sterminato: narrativa, teatro, poesie, canzoni.

Al rango di dialetto, il Napoletano fu relegato a partire dalla cosiddetta unità d’Italia, allorché bisognava diffondere capillarmente la lingua italiana. Per forzare l’orientamento ad acquisire quest’ultima, fu scelto il peggiore dei modi: etichettare quelli che non la parlavano come ignoranti e plebei, e riconoscere gli altri come signori e acculturati. Potenza dei processi di educazione all’inferiorità degli abitanti di quello che veniva oramai chiamato semplicemente “Sud”: l’operazione, in oltre un secolo e mezzo, riuscì perfettamente ed è tuttora viva nelle coscienze dei cittadini. Al senso di inferiorità si è andata accompagnando, naturalmente, la perdita della capacità di parlare e soprattutto di scrivere correttamente in Napoletano, la nostra illustre lingua.

Il circolo napoletano di Unione Mediterranea, movimento politico per il riscatto del Sud, propone dunque un corso di lingua napoletana, un’iniziativa dall’evidente duplice valore: culturale e politico.

Contenuti

Il corso comprenderà lo studio dell’ortografia e della grammatica, esercitazioni di scrittura e lettura espressiva, con giuste pause e corretta pronuncia. Le regole di ortografia verranno affrontate in modo teorico e pratico e saranno basate sulla derivazione della nostra lingua dal latino volgare e non dall’italiano. I partecipanti, al termine del corso, dovranno essere in grado di scrivere correttamente, senza difficoltà e consapevolmente la nostra lingua. Si eserciteranno su testi poetici e narrativi di vari autori, per riscriverli secondo le regole accreditate e motivate attualmente da esperti linguisti. A fine corso potranno verificare i risultati conseguiti, con una prova di scrittura e di recitazione di un lavoro a loro scelta.

L’insegnante

bianca granissoBianca Granisso, nata a Napoli, si è laureata in Filosofia e in Lettere classiche con tesi sperimentali sulla lingua napoletana e su quella latina; è studiosa di metrica, grammatica ed ortografia della lingua napoletana. Attrice, interprete di canzoni popolari e regista da molti anni, ha fondato la compagnia teatrale “Ll’Arte d”o Sole” ed ha diretto per circa 18 anni  corsi di laboratorio teatrale per giovani. Scrive commedie, racconti e poesie in lingua italiana ed in napoletano. Docente di ruolo di Italiano e Latino al Liceo, ha scelto il part time per poter dedicare maggiore tempo al teatro.

Come si articola il corso?

Il corso si terrà presso la sede di Unione Mediterranea a Napoli, in via Vittoria Colonna 30.

Si articolerà in sette lezioni di due ore e mezza ciascuna, al sabato dalle 10,30 alle 13,00, secondo il seguente calendario:

  • 07 marzo
  • 14 marzo
  • 28 marzo
  • 11 aprile
  • 9 maggio
  • 23 maggio
  • 6 giugno

La quota di iscrizione al corso è di € 60,00, comprensiva del materiale didattico.

Per chiedere informazioni è possibile mandare una email a: formazione@unionemediterranea.info

Iscrizione

Per iscriversi è sufficiente compilare il modulo sottostante e versare la quota di iscrizione prevista con pagamento in contanti presso la sede di Unione Mediterranea (il giovedì dalle 17.30 alle 19.30), oppure attraverso un bonifico utilizzando le seguenti coordinate:

beneficiario: Unione Mediterranea

c/c presso la Banca Popolare del Mediterraneo

IBAN: IT97J0503803400000010012714

Oggetto: “iscrizione al corso di lingua napoletana”

Il numero dei posti disponibili è fissato in 20, verranno ritenute valide solo le adesioni complete di iscrizione e pagamento.

ISCRIZIONI SOSPESE

Dato che i posti disponibili sono stati esauriti, non è possibile accettare nuove iscrizioni. Potete mandare comunque una richiesta all'indirizzo email formazione@unionemediterranea.info e vi ricontatteremo nel caso di eventuali defezioni da parte di chi ha già eseguito l'iscrizione.

La lista “MO!” sceglie il simbolo a Cava De’ Tirreni

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Il progetto civico e meridionalista MO! approda a Cava de’ Tirreni. Dopo l’avvio del 22 Novembre a San Giorgio a Cremano e il secondo appuntamento del 20 Dicembre a Caserta in cui sono stati presentati i 7 punti del programma elettorale, il 31 Gennaio è la volta della provincia di Salerno. Nel terzo incontro di MO! sarà presentata una rosa di simboli, tra i quali sarà scelto quello per la lista attraverso una votazione pubblica e trasparente, perché la partecipazione e la condivisione delle idee sono alla base di questa iniziativa.

Unica precondizione era e rimane il fatto di non fare da stampella o da ruota di scorta ad alcuna compagine politica responsabile del disastro della Regione Campania degli ultimi decenni. L’attuale condizione della Campania, in materia di diritti, salute, ambiente, lavoro e servizi, non può più essere procrastinata o demandata ai partiti nazionali. Per tale ragione il progetto parte dal basso e punta ad unire i movimenti e le associazioni, che hanno dato vita a lotte per la riscoperta di una forte identità meridionalista, a difesa del territorio, dell’ambiente e dei diritti fondamentali.

A Cava de’ Tirreni saranno illustrate anche le regole di garanzia stabilite dal comitato organizzatore di MO!, per individuare cinquanta candidati competenti, battaglieri e liberi da padroni e per scegliere, in una prossima assemblea, il candidato Presidente della lista civica MO!

L’appuntamento è Sabato 31 Gennaio 2015, alle ore 17.00 presso la Sala Consiliare del Comune, in Piazza Abbro a Cava de’ Tirreni (SA).

Lezione di Greco per l’Europa

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La Grecia ha perso la sua indipendenza nel 1460, quattro secoli esatti prima di noi. La dominazione turca non è bastata a cancellare l’alfabeto, la lingua, la cultura e l’orgoglio di un popolo. E nel 1830 è tornata anche l’indipendenza.
 
Ora quell’alfabeto antico è sulle banconote che tutti noi abbiamo in tasca, l’euro. Eppure la Grecia è ancora sotto attacco. Non più la Turchia, ma la Troika (Commissione europea, Fondo monetario e Banca centrale europea) la quale ha dettato legge imponendo sacrifici devastanti, provando a umiliare la culla della civiltà mondiale, la patria della democrazia e del libero pensiero, una terra e un popolo a noi così cari perché mai abbiamo smesso di essere la Magna Grecia.
 
E la Grecia sta per dare una grande lezione al mondo. Un piccolo popolo di 11 milioni di abitanti (noi meridionali d’Italia siano molti di più) decide di resistere e ribellarsi a regole imposte da Francoforte o da Bruxelles per ricordare a tutti che è solo il popolo che può decidere il proprio destino.
 
Alexis Tsipras, 40 anni, si è fatto bandiera di questa rivolta. Lo ha fatto buttando a mare vecchie ideologie del suo primo partito, il Kke dei comunisti ellenici. Lo ha fatto senza inseguire progetti velleitari ma assumendo su di sé la responsabilità di governare. E così Tsipras e il suo composito movimento Syzira non inseguono idee di modesta consistenza e fantasia come “stampare moneta” in casa, creando valuta di scarso valore. Perché sanno, loro che la moneta l’hanno inventata, che la moneta non crea ricchezza, ma la misura. E se cambi unità di misura il Paese non diventa né più ricco né più povero ma alcuni ci guadagneranno dal cambio di valuta mentre la maggior parte, lavoratori e pensionati più di tutti, si troveranno redditi e risparmi improvvisamente tagliati. Ulteriormente tagliati.
 
Ma, se l’euro è un falso bersaglio, non altrettanto si può dire per le regole che impongono l’austerità, come l’obbligo di avere un bilancio (l’avanzo primario) in attivo del 4% fino al 2022 imposto dalla Troika alla Grecia per tecniche monetariste che non considerano e quindi calpestano i diritti delle persone. Ecco perché la battaglia che parte da Atene è la battaglia di tutti noi popoli mediterranei: una lezione di greco per gli euroburocrati. Perché le regole stabilite a tavolino dai banchieri centrali non sono una medicina amara da bere per forza. Possono aggravare la malattie e portare più miseria e maggiore distanza tra ricchi e poveri in un mondo con già troppe disuguaglianze.
 
Alexis Tsipras conferma che quello greco è un popolo coraggioso e orgoglioso. Noi, sottomessi da 155 anni, solo di recente ci stiamo risvegliando e recuperando la memoria di noi stessi. Grazie a quanto accade in Grecia possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro.
 
La Grecia è libera. E la libertà è contagiosa: anche il nostro momento non è così lontano.

Asili nido, i Cinquestelle insistono e si confondono su cifre e fatti

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Riportiamo di seguito le parole con le quali il Dott. Marco Esposito, ha risposto con chiarezza e trasparenza a quanto affermato dal parlamentare dei Cinquestelle Luigi Gallo.

Il parlamentare dei Cinquestelle Luigi Gallo torna sulla vicenda degli asili nido posti a zero al Sud, nella quale i Cinquestelle hanno votato a favore insieme a Pd, Lega, Forza Italia eccetera eccetera, con un lunga nota dal titolo “La balla di 700 milioni scippati al SUD per darli al NORD”. La nota contiene attacchi personali e osservazioni di merito. Gli attacchi tendono ad accreditarmi come persona non disinteressata. Ammetto che sono molto interessato, interessatissimo al futuro della mia terra e per questo conduco da anni battaglie giornalistiche. Quando ho fatto politica attiva, come da assessore, mi sono messo in aspettativa com’è giusto che sia. Ma ecco la sua nota, nella quale si vede che mastica male di numeri, e la mia risposta:

Gentile Luigi Gallo, vedo che le cifre “ballano” e non poco. I fabbisogni standard per i Comuni sono calcolati su un volume di spesa di 33.905 milioni di euro. Di questa somma per due soli capitoli Istruzione (che pesa per il 13,50% del totale) e Asili nido (3,57% del totale) si è utilizzato il criterio della spesa storica in assenza dei Lep, come ben sai dalla risoluzione a tua firma. Ora, caro Luigi, prendiamo insieme una calcolatrice e vediamo quanto fa il 13,50% di 33.905 milioni. Viene anche a te 4.577 milioni? Bene. Ora facciamo il 3,57% di 33.905. Ti trovi 1.210 milioni? Bravo. In tutto sono 5,8 miliardi di euro ripartiti con un criterio che, uso le vostre parole, penalizza il Mezzogiorno. Ciò porta, tradotto in soldoni, una sottostima a regime di 700 milioni del fabbisogno standard del Sud, se tale fabbisogno è posto uguale alla media nazionale. Occhio che quest’anno si parte non dal 10% come tu scrivi ma dal 20% di applicazione del fabbisogno standard. E il simpatico bellunese Federico D’Incà aveva proposto di inserire il 30-40% secondo quanto ha dichiarato l’altra correlatrice, Maria Cecilia Guerra, la senatrice del Pd insieme alla quale avete scritto il provvedimento che sconfessava la vostra (nobile) risoluzione.

Ecco la fonte dei dati:

 

 

http://www.mef.gov.it/…/Relazione_Riepilogativa_delle_deter…

 

 

Quanto al fatto che abbia scritto un articolo “proprio in prossimità delle elezioni regionali” sono argomenti da complottismo da tre soldi. L’articolo è uscito subito dopo la pubblicazione dei verbali e fa parte di un’inchiesta cominciata nel marzo 2014 dopo la pubblicazione dei dati Copaff e proseguita per mesi, con momento di punta l’intervista a Graziano Delrio il 30 agosto 2014, quando il sottosegretario ammise che sugli asili nido e l’istruzione c’erà stato un “errore tecnico grave che correggeremo”. Ora non solo non hanno corretto, ma possono persino vantarsi di avere ottenuto in Bicamerale il sì unanime, Cinquestelle compresi.

GLI ASCARI DEGLI ASILI NIDO. Approvate in Commissione Bicamerale le tabelle che assegnano zero agli asili del Sud.

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La Commissione Bicamerale sul federalismo fiscale ha approvato le tabelle che assegnano zero agli asili nido nei Comuni del Mezzogiorno.

La decisione della Bicamerale dà il via ufficiale all’attuazione della Costituzione del 2001, la quale stabilisce che i fabbisogni standard (ovvero la somma di risorse che il Governo deve garantire a ciascun Comune per far valere i diritti minimi civili), non saranno più assegnati sul parametro della spesa storica, ma sui reali bisogni della popolazione.

Sugli asili nido e sull’istruzione però, la ripartizione delle risorse è particolarmente squilibrata a svantaggio del Mezzogiorno: in questi due soli casi infatti, invece di calcolare le esigenze della popolazione, i tecnici della Sose (società del ministero del Tesoro) e quelli della Copaff (Commissione paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale), hanno fatto valere il principio della spesa storica e non quello dei fabbisogni standard, sottraendo di fatto 700 milioni di euro ogni anno ai Municipi del Sud, per distribuirli a quelli del Centro-Nord.

Un trucco contabile che permette di avere più servizi a chi in passato godeva già di maggiori risorse dallo Stato; viceversa chi meno aveva, meno avrà: zero è il numero di risorse assegnato a città  popolose come Catanzaro, Giugliano, Pozzuoli, Casoria, Portici, San Giorgio a Cremano ed Ercolano, dal momento che non si è calcolato il numero dei bambini residenti, ma il numero di asili nido, che si dà il caso in queste città non sono mai esistiti.

La relazione finale  del provvedimento è stata scritta a quattro mani dalla relatrice del Pd di Modena, la senatrice Maria Cecilia Guerra e per i Cinquestelle dal deputato di Belluno Federico D’Incà.

In audizione Bicamerale, erano assenti tutti i parlamentari della Commissione eletti nell’Italia meridionale, lasciando in tal modo che i colleghi del Nord, nel silenzio generale, mettessero in atto l’ennesimo scippo ai danni del Sud.

Ecco chi sono: Antonio Milo (vicepresidente della Commissione), senatore di Noi Sud; il senatore di Ischia Domenico De Siano, di Forza Italia; il senatore di Cosenza Francesco Molinari, dei Cinquestelle; il deputato di Matera Cosimo Latronico, di Forza Italia; il deputato di Bari Gaetano Piepoli, di Scelta civica e ora Centro democratico.

Non possiamo più tacere davanti a simili ingiustizie, i nostri bambini non valgono zero.

f.s.

(fonte Il Mattino)

 

 

MO! PRESENTA IL SIMBOLO IL 31 GENNAIO A CAVA. Dall’assemblea di “Maggio” la conferma dell’urgenza di un’azione politica legata al territorio

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L’assemblea del 16 gennaio a Napoli per discutere dell’appello “Maggio”, alla quale ha partecipato il gruppo promotore della lista civica “MO!”, ha confermato la presenza in Campania di numerosi gruppi attivi nella difesa del territorio. Non è apparsa chiara, però, la forma e soprattutto la strategia che ci si vuole dare, che viene rinviata alla prima decade di febbraio, con il rischio che alla fine si punti all’ennesimo “cartello” di frammenti della sinistra alternativa mentre da 155 anni il Sud è privo di una “sua” degna rappresentanza.

MO! rispetta tutte le posizioni e gli obiettivi, ma ritiene che in Campania sia necessaria e urgente un’azione popolare di nuovo conio, libera da condizionamenti ideologici, che prenda la forma di una coalizione sociale per una lista civica e che sia per definizione al di sopra delle collocazioni espressione dei vecchi partiti politici. Se e soltanto se, sarà tale lo sbocco di “Maggio” sarà possibile valutare una convergenza.

MO! era e resta un progetto aperto, trasparente, libero, a disposizione di persone e di forze sociali attive sui territori. Si conferma quindi la prossima assemblea pubblica a Cava de’ Tirreni – la terza dopo San Giorgio a Cremano e Caserta – che si terrà sabato 31 gennaio 2015 alle ore 17:30 e si annuncia che in quella occasione l’assemblea prenderà la decisione sul simbolo per la lista civica.

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