Archivio Comunicati

I comunicati ufficiali di Unione Mediterranea

Consegnati i quesiti referendari contro le trivellazioni

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I quesiti referendari contro le trivellazioni, sostenuti e condivisi anche da Unione Mediterranea sono stati depositati questa mattina 30 settembre alla Corte di Cassazione a Roma  da una delegazione composta dai rappresentanti delle 10 Regioni di Italia che hanno detto NO alla trivellazione selvaggia lungo le nostre coste ed alla delegittimazione degli enti territoriali in tema energetico. La delegazione è stata accompagnata dal costituzionalista Enzo di Salvatore che ha lavorato alla stesure dei quesiti referendari. Ad aver votato all’unanimità la delibera referendaria sono state la Basilicata, la Puglia, Marche, Molise, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria ed infine la Campania e la Liguria, nelle delibere con le quali viene chiesto il referendum riguardano nello specifico l’abrogazione di una parte dell’articolo 38 del decreto “Sblocca Italia” che ridà potere decisionale alle Regioni in tema di energia e dell’articolo 35 del Decreto Sviluppo, perché venga esteso all’interno delle 12 miglia dalle coste di tutta Italia il divieto di trivellazioni, senza alcuna eccezione. Entro un mese circa dovrà pronunciarsi la Corte di Cassazione per la regolarità dei quesiti ed entro il 10 febbraio la Corte Costituzionale per l’ammissibilità degli stessi. I territori hanno quindi deciso di riprendersi la possibilità di decidere delle proprie sorti e di dare voce ai  cittadini contro gli strapoteri dei Governi e elle multinazionali del petrolio. Si apre quindi fin da subito una campagna referendaria che ci vedrà protagonisti con iniziative volte alla sensibilizzazione su temi difficili ed estremamente importanti.

Nelle delibere sono contenuti i 6 quesiti: rispettivamente, un quesito unico (sull’art. 35 del decreto sviluppo) e cinque quesiti (tre sullo Sblocca Italia, uno sul decreto semplificazioni del 2012 e uno sulla legge n. 239 del 2004, che allo Sblocca Italia comunque si ricollegano).

I quesiti quindi interesserebbero tutte le Regioni, pertanto dovrebbero esserci ampi margini di possibilità di raggiungere il quorum, considerato che si dovrebbe fare anche il referendum confermativo per la riforma della Costituzione, come previsto dalla normativa.

Rosella Cerra

Responsabile Ambiente UM per la Calabria

In foto la delegazione che la mattina del 30  settembre ha depositato alla Corte di CAssazione i quesiti referendari.

In foto la delegazione che la mattina del 30 settembre ha depositato alla Corte di CAssazione i quesiti referendari.

Rai Uno: “tedeschi imbroglioni come i napoletani”. Grave il mutismo della autorità di vigilanza.

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“Continuiamo a chiederci quale sia il ruolo dell’Autorità di Vigilanza della RAI, di fronte alle diffamazioni che nei programmi della rete nazionale vedono oggetto Napoli ed i suoi cittadini. Mi riferisco all’ultima perla del servizio della trasmissione “La Vita in Diretta” a firma Marina Viro dove viene esplicitamente accostato lo stereotipo italiota negativo del napoletano truffatore allo scandalo Volkswagen. Il riferimento al gioco delle tre carte prima e successivamente il raffronto tra i ritardi nei lavori allo scalo aeroportuale di Berlino ad una presunta indole lavativa del nostro popolo sono dei passaggi che una televisione nazionale,  sostenuta anche con il nostro canone pubblico non può permettersi. Devo desumere che al Presidente Roberto Fico non interessino questi attacchi alla nostra storia e cultura, del tutto gratuiti e pretestuosi”: sono queste le dichiarazioni rilasciate da Enrinco Inferrera, Segretario Nazionale di Unione Mediterranea a fronte dell’ennesimo scandalo in casa RAI , non nuova a questa vera e propria diffamazione nei confronti del popolo napoletano.

Flavia Sorrentino, portavoce nazionale di Unione Mediterranea aggiunge: “Chi fa informazione, o ne ha l’ambizione, deve essere accorto e preciso nelle parole che utilizza, perché ha il dovere della correttezza formale nei confronti dei lettori. Dobbiamo constatare che il Presidente della commissione parlamentare vigilanza Rai, tace non solo da politico ma da uomo del Sud. Non si possono infuocare le piazze in tempi di campagna elettorale e non spendere nemmeno una parola davanti alla reiterazione di attacchi gravissimi ed ingiustificati. Con MO/ Unione Mediterranea per contrastare l’azione denigratoria sistematica nei confronti dei meridionali e a tutela della loro dignità, abbiamo già denunciato il Tg2 e il quotidiano Libero per la natura diffamatoria di due servizi giornalistici.”

MO/Unione Mediterranea si riserva di valutare tutte le vie legali di possibile intervento a tutela della città di Napoli e del suo popolo. Una forte campagna diffamatoria vede infatti Napoli costantemente al centro di attacchi di tipo mediatico a fronte dei quali nessun politico sente la necessità di intervenire. Ecco l’ennesima riprova di come il Sud non sia politicamente rappresentato e di come sia necessaria la formazione di una classe dirigente consapevole che faccia gli interessi del proprio territorio.

Ischia: inquinamento delle acque e sistema fognario in default. Il Comune programmi ed intervenga a tutela dei cittadini.

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“L’inquinamento e la salute dei cittadini devono essere una priorità per la popolazione.  Chiedo dunque alla comunità ischitana di fare chiarezza sulla possibile situazione di gravissima pericolosità che si ravvisa al Porto di Forio, dove sembra che animali entrati in contatto con le acque reflue muoiono, mettendo in evidenza uno stato di chiaro degrado. Parliamo di un luogo non lontano dalle spiagge e dunque ulteriormente pericoloso. Ciò che chiediamo sono controlli e rassicurazioni”: così Enrico Inferrera, Segretario Nazionale Unione Mediterranea, interviene sulla segnalazione di un gruppo di attivisti presenti ad Ischia, coordinati da Gigi Lista.

Secondo Lista, le anatre che sfortunatamente sguazzano nello sfocio delle acque piovane miste ad acque di fogna, stanno morendo. Ciò è un potenziale indice di inquinamento delle acque che sono a non più di 50 metri da una spiaggia ad alta frequentazione di bagnanti.  Ad aggravare la situazione un funzionamento dubbio del sistema fognario nella zona porto, da cui si emanano odori che allontano turisti e residenti.

Una situazione dunque da monitorare ed acclarare. Alcune foto scattate da persone del luogo evidenziano aspetti di grave mancanza di condizione di salubrità dei luoghi, che non possono e devono essere lasciate al caso , ma necessitano di monitoraggio ed intervento immediato.

Unione Mediterranea: verso il referendum NO TRIV

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Unione Mediterranea aveva già espresso la propria opinione riguardo la necessità di referendum “NO-TRIV” ed alla luce delle ultime evoluzioni rilancia l’appello rivolto ai singoli consiglieri di approvare la delibera referendaria. L’Assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali, l’11 settembre 2015, ha approvato all’unanimità la predisposizione dei quesiti referendari in materia petrolifera, relativi all’art. 35 del decreto sviluppo del 2012 e all’art. 38 del decreto Sblocca Italia. Prendiamo atto quindi della considerazione del coordinatore dell’Assemblea delle Regioni, Franco Iacop, secondo cui: “L’unanimità condivisa nella decisione di predisporre i quesiti referendari sottolinea come indipendentemente dall’essere direttamente toccati dal tema delle trivellazioni, tutte le Regioni hanno voluto esprimersi in merito alla difesa dei territori e alla rivendicazione della loro partecipazione alle decisioni che riguardano la loro sostenibilità economica e sociale“. Ricordiamo che varie Regioni hanno impugnato davanti la Corte Costituzionale il decreto Sblocca Italia, riguardo proprio all’articolo 38 che di fatto esautora le Regioni del potere decisionale e legislativo nelle politiche energetiche. L’articolo 35, comma 1, invece riapre le procedure di diverse istanze di ricerca che erano state precedentemente congelate dal Decreto Prestigiacomo all’interno delle 12 miglia, ossia a ridosso delle coste italiane.

Unione Mediterranea quindi, nel rilanciare l’appello ai consiglieri che in questi giorni saranno chiamati a discutere e deliberare in merito, rimarca il proprio impegno e la propria caratterizzazione nella difesa dei territori e del mare dallo sfruttamento coloniale insensato e devastante delle multinazionali del petrolio.

Dipartimento Ambiente UM

Rosella Cerra – Lucio Iavarone

Unione Mediterranea: dimissioni immediate di Rosi Bindi

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<<Chiediamo le dimissioni immediate della signora Bindi da una carica che dimostra con i fatti di non poter onorare, offendendo la storia di una vera capitale come Napoli e di milioni di napoletani che da anni combattono le mafie in maniera concreta e non per incarico di partito>>: così Enrico Inferrera, Segretario Nazionale di Unione Mediterranea chiede ufficialmente le dimissioni del Presidente dell’Antimafia, dopo le gravissime dichiarazioni rilasciate dalla Bindi.

<< Ancora una volta le personalità che dovrebbero rappresentare lo Stato – tuona Inferrera – dimostrano di non avere alcuna conoscenza del Sud e della storia della città di Napoli. Mi chiedo come può il Presidente dell’Antimafia affermare contenuti così diffamatori e denigratori nei confronti di una città che non si è mai piegata alla malavita e che ha sempre combattuto , con vittime anche eccellenti, la camorra e le mafie.  In questi giorni ricorre l’anniversario di Giancarlo Siani, un napoletano morto in nome della verità urlata e non sussurrata. Siamo una capitale per storia, per cultura e per vissuto e pretendiamo di avere un rappresentante nella lotta alla mafia che sia in grado di rispettare tutto ciò.  Tra l’altro dichiarazioni come queste non fanno altro che dare forza alla malavita diffondendo l’idea che la battaglia è persa.  La signora Bindi scenda nelle strade di Napoli, anche in periodo non elettorale, combatta realmente la malavita accanto alle persone che quotidianamente sono opposizione vera per il malaffare . Siamo stufi di questa politica auto celebrativa, priva di contenuti, assolutamente lontana dal Sud raccontato e sfruttato come colonia, quella stessa terra in cui politici espressione della vecchia partitocrazia come la Bindi sono i principali responsabili di un contrasto alla malavita fatto esclusivamente sulle pagine dei giornali. Per tutta questa serie di ragioni, chiediamo a gran voce le dimissioni della Presidente Antimafia, ritenendo la stessa assolutamente e palesemente incompatibile con il ruolo istituzionale che riveste>>.

UM in Calabria. A Lamezia un piano per contrastare il governo Renzi: il Sud è stanco.

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Autunno caldo anche per il movimento meridionalista Unione Mediterranea. Ai “terroni” non piace affatto il “bombardamento” operato dal governo Renzi sul Sud.

La pochezza delle infrastrutture a incominciare dai treni, la distruzione del territorio con rifiuti tossici, pale eoliche e centrali a biomasse, le trivelle che promettono forte inquinamento da idrocarburi, turbano non poco i sonni dei meridionalisti. Per non parlare del decreto ammazzauniversità del Sud, degli asili nido finanziati al Nord e non al Sud, della disoccupazione alle stelle e di tante altre differenze di trattamento tra le due parti del paese.

Sembrerebbe che i cittadini italiani sotto il Tronto pur pagando le stesse tasse dei settentrionali, anzi di più, non godano degli stessi diritti in ogni campo della vita civile.

Per verificare queste situazione sarà presente a Lamezia Terme in via Lissania 28 alle ore 16 di sabato 12 cm il segretario nazionale di Unione Mediterranea Enrico Inferrera accompagnato da Attilio Fioritti della segreteria nazionale e dall’emerito Presidente di UM Francesco Tassone.

Insieme a iscritti e simpatizzanti si farà il punto della situazione sociopolitica in Calabria in rapporto agli ultimi provvedimenti governativi che lungi dal risolvere i problemi del Sud li aggravano notevolmente.

Infatti l’unico coniglio che il prestigiatore Renzi ha tirato fuori dal cappello è la politica degli incentivi fiscali per chi investe al Sud. Tradotto in lingua toscopadana significa che le imprese del Nord approderanno nel meridione, prenderanno i soldi e scapperanno a gambe levate come hanno fatto per 154 anni. Di far arrivare i treni veloci a Reggio Calabria neppure l’ombra.

Il Sud è stanco, non ne può più! Ne parliamo sabato 12 settembre.
UM Calabria

MO! – Unione Mediterranea: pronto il “Governo ombra” per il Sud

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Dopo la partecipazione alla competizione elettorale regionale in Campania con la lista civica MO! e il secondo Congresso tenutosi a Matera lo scorso mese di giugno, con la nomina del nuovo segretario Enrico Inferrera, Unione Mediterranea si appresta ad accrescere non solo la base di aderenti al movimento ma anche la propria operatività e attivismo sui territori. Lo farà, a partire dal prossimo mese di settembre, con la costituzione della struttura dipartimentale tematica che ricalcherà una sorta di ‘governo ombra del Mezzogiorno’. A coordinare il governo ombra sarà Lucio Iavarone, ex portavoce dei comitati di terra dei fuochi, che viene proprio da un’esperienza forte di aggregazione di realtà territoriali allo scopo di esercitare pressione e opposizione, propositiva, ai governi nazionale e locali. Ci saranno una serie di novità nelle strutture tematiche, tendenti a porre in evidenza la centralità e l’esigenza di dover puntare in maniera forte su alcuni temi cardine come l’ambiente, il riscatto sociale, l’antimafia, i beni confiscati, l’identità di popolo, l’accoglienza degli immigrati, l’efficienza della PA, la protezione del territorio.

A settembre seguirà una conferenza stampa in cui saranno resi noti i nomi dei referenti di ciascun dipartimento tematico e le prime attività in cantiere.

I 14 Dipartimenti saranno strutturati come segue: AMBIENTE (Tutela del Territorio, del mare, dell’aria; Disinquinamento – Bonifiche; Programmazione e gestione dei rifiuti urbani e industriali; Ciclo Integrato delle Acque; Politiche energetiche); LAVORO (Lavoro – Formazione e orientamento professionale); SALUTE (Diritto alla salute e a vivere in un ambiente sano – Diritto di accesso alla cura); ECONOMIA (Economia, Finanze e sviluppo economico); IDENTITA’ (Riscatto sociale e politico del mezzogiorno; Identità dei popoli mediterranei); RESISTENZA (Resistenza e riscatto sociale – antimafia – Valorizzazione beni confiscati); ESTERI-PACE-ACCOGLIENZA (Politica estera mediterranea – Rapporti con la Comunità Europea e l’estero – Pace – Difesa – Accoglienza Politiche dell’emigrazione e dell’immigrazione)INFRASTRUTTURE (Infrastrutture e Trasporti); DIGITALIZZAZIONE (Semplificazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione –agenda digitale); AGRICOLTURA (Politiche agricole, alimentari e forestali – Sicurezza alimentare – Piano di Sviluppo Rurale); CULTURA E TURISMO (Beni e Attività Culturali e Turismo); SCUOLA E RICERCA (Istruzione, Università e Ricerca); SOCIALE (Politiche e Attività sociali – Assistenza sociale); PROTEZIONE CIVILE (Protezione civile sul territorio e Difesa del suolo – Geotecnica, Geotermia, Cave, Acque minerali e termali).

Fiume Sarno: Unione Mediterranea chiede tutela per cittadini e territorio

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“Ignorare le istanze di un territorio, di Comitati nati per la tutela ambientale e dei cittadini, rappresenta un atto di grave superficialità , tipico di una politica nazionale e locale vicina ai cittadini nel solo momento elettorale” : così Enrico Inferrera, Segretario Nazionale di Unione Mediterranea, esprime la posizione del movimento in merito al grido di allarme lanciato dal  “Comitato No Vasche, No Inquinamento – Si alla messa in sicurezza del fiume Sarno” .

Una delegazione del Comitato ha nei giorni scorsi esposto in un confronto con Unione Mediterranea le gravi ripercussioni che gli interventi previsti dalla Regione Campania potrebbero avere per la cittadinanza e l’ambiente.  Nonostante un durissimo contenzioso con lo stesso Ente Regionale e la Agenzia Regionale Campania Difesa e Suolo , il grido di allarme dei cittadini appare inascoltato.

“Unione Mediterranea – conclude Enrico Inferrera – intende approfondire la situazione in un prossimo incontro pubblico , dove si farà portatrice delle proposte del “Comitato No Vasche” auspicando da parte dei responsabili regionali, una maggiore attenzione nei confronti di un territorio dalla grande storia e dall’elevata densità abitativa come quello del fiume Sarno. 

La cosa più grave in questi casi è fare mera propaganda, lasciando la popolazione sola in questo braccio di ferro con la Regione Campania. La storia di Unione Mediterranea ci vede da sempre attenti alle problematiche di ambiente e territorio. Una nostra delegazione tecnica contribuirà allo studio di soluzioni alternative, dopo un attento confronto con i responsabili tecnici del Comitato”

Desertificazione al sud risultato di politiche di governo

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“Mostrare stupore davanti ai numeri dell’anticipazione del Rapporto Svimez,pubblicato oggi, relativamente alla desertificazione imprenditoriale del Mezzogiorno,si parla chiaramente di “Mezzogiorno alla deriva”, significa ignorare colpevolmente la deficitaria politica degli ultimi 20 anni fatta di scelte  esclusivamente orientate allo sviluppo delle aree del Nord”: con queste parole Enrico Inferrera , Segretario Nazionale di Unione Mediterranea, commenta le negative anticipazioni del Rapporto Svimez che collocano il Sud ai margini dello sviluppo con una crisi di tipo strutturale.

“Non sono esenti da responsabilità – sottolinea Inferrera – i rappresentanti politici delle regioni meridionali che non hanno saputo tutelare i propri territori ed i propri elettori,utilizzando poco e male le risorse UE ed avallando,di fatto, gli  accordi ora fin troppo evidenti tra PD-PDL e Lega Nord. Una politica così colpevolmente antimeridionalista sta minando fortemente le notevoli risorse presenti al Sud rappresentate da imprese,da giovani, da donne e da uomini che si impegnano ogni giorno. Un paese ormai diviso con la Lega Nord che  promette al proprio elettorato la secessione ma  attinge alle risorse romane in maniera esclusiva. Oggi abbiamo sotto gli occhi la palese conclusione di 154 anni di colonizzazione politica,culturale ed economica delle nostre terre”

“Attenzione – conclude Inferrera – se sin da subito non creiamo le premesse per un rinnovo radicale di tutta la classe politica meridionale,inefficiente ed incapace di opporsi in maniera determinata alle disuguaglianze, ormai così palesi, ci potremmo ritrovare a non avere più occasione di reale competitività. Per questo motivo MO-Unione Mediterranea si propone come la reale alternativa  con  azioni critiche e propositive ma che mirino ad una  equa ripartizione delle risorse. ”

Castrum Calsaldonis eventum: l’eccidio di Casalduni e Pontelandolfo. Perdere il passato significa perdere il futuro

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Unione Mediterranea è stata ospitata dalla Pro Loco di Casalduni in occasione del primo congresso nazionale del Movimento. Domani parteciperemo alla giornata di rievocazione storica del massacro di Casalduni e Pontelandonfo. Durante la giornata saranno consegnate “le chiavi della città” allo scrittore Pino Aprile. Al convegno delle 18.30 interverrà Flavia Sorrentino, Portavoce nazionale UM.

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