Congresso UM – 2015
Il secondo congresso di Unione Mediterranea si terrà nel mese di giugno 2015.
Solo gli iscritti in regola con il tesseramento 2015 alla data del 30 aprile 2015 potranno esprimere diritto di voto al congresso.
Il secondo congresso di Unione Mediterranea si terrà nel mese di giugno 2015.
Solo gli iscritti in regola con il tesseramento 2015 alla data del 30 aprile 2015 potranno esprimere diritto di voto al congresso.
Tenteremo in questa sede di spiegarvi brevemente qual è e come si articola il reato d’abuso d’ufficio contestato al sindaco di Napoli, e perché è così controversa questa legge Severino che prevede la sospensione dai pubblici incarichi per i condannati con sentenza per delitti non colposi.
L’abuso di ufficio (art. 323 c.p.) è una norma che si inserisce in un più ampio contesto dei delitti contro le pubbliche amministrazioni; tutte norme tese alla tutela del buon andamento e funzionamento proprio delle pubbliche amministrazioni.
E’ un reato questo che può essere compiuto solo da determinati soggetti e cioè i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio (dunque sono esclusi i comuni cittadini) nello svolgimento delle proprie funzioni pubbliche.
Detto ciò, venendo nello specifico al caso De magistris, la predetta norma ritiene necessario, per la sussistenza del reato, che sia procurato (da parte di chi fa l’abuso) altresì un danno ingiusto ad un terzo soggetto: la vittima dell’abuso; un danno sia di natura patrimoniale (economica) sia quando, a seguito della riforma, è cagionato qualsiasi altro danno anche di natura non patrimoniale.
E’ chiaro che nei tribunali molto spesso viene ascritto ad un soggetto l’abuso di ufficio con danno patrimoniale, poiché questo è, evidentemente, più facilmente dimostrabile (es. corrispettivi economici per aver avvantaggiato qualcuno nei procedimenti pubblici). Molto più complesso, invece, è dimostrare l’esistenza di un abuso d’ufficio cui sia conseguito un danno non patrimoniale (ed ciò che è accaduto proprio al sindaco De Magistris).
Questo è sicuramente uno dei punti controversi della sentenza: difatti secondo il dictum del tribunale il sindaco da p.m. ha causato dei danni non patrimoniali ai parlamentari, ledendo la loro riservatezza, per non aver rispettato le procedure di acquisizione dei tabulati (la procedura impone che non si possano chiedere i tabulati dei numeri telefonici di parlamentari senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza).
Altro aspetto: la legge Severino. Tale legge prevede la sospensione, per gli eletti condannati con sentenza per delitto non colposo, dall’esercizio del proprio ufficio.
Quale è il è problema più evidente di questa norma? La sua conformità o meno alla Costituzione. Premesso che non si discute la sua applicazione al sindaco di Napoli, poiché è automatica da parte del Prefetto, dubbi vengono nutriti da molti giuristi circa la costituzionalità di tale Legge
Questa sospensione prevista dalla L. Severino, che-secondo il nomen- è un provvedimento soltanto cautelare, in realtà maschera una pena accessoria (la decadenza dalla carica di sindaco ha contenuto molto simile all’interdizione dai pubblici uffici)? E se si accoglie favorevolmente questa tesi, si può applicare retroattivamente ai fatti accaduti prima della sua entrata in vigore, previa incostituzionalità della norma ai sensi dell’art 25 Cost. e 3 Cost. e 2 cod. pen che prevede la irretroattività della pena (la legge Severino è entrata in vigore nel 2012-2013, i fatti per cui è stato condannato de Magistris risalgono al 2007)?
Tanti altre problematiche sono sottese a questo caso, ma abbiamo preferito sottolineare quelle che animano di più il dibattito nelle aule giudiziarie campane.
E’ importante avere una idea maggiormente coscienziosa e informata, sperando di essere stati chiari il più possibile al fine di far comprendere anche a chi non è del settore cosa è davvero accaduto al primo cittadino napoletano.
Avv. Fabrizio Rey
“In Campania non si muore per i roghi tossici ma, per gli stili di vita scorretti”. Sono queste le parole adoperate dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso della sua visita a Giugliano in Campania il 29 giugno 2013. Ad un anno di distanza da quelle affermazioni, il Ministro della salute, ribadisce il pensiero a Napoli a margine dell’inaugurazione del corso di nutraceutica promosso dalla facoltà di Farmacia dell’universita’ Federico II.
Il 12 Luglio 2013 Unione Mediterranea ha invitato il Ministro della salute ad un faccia a faccia in un confronto pubblico per discutere, dati alla mano, del disastro ambientale perpetuato ai danni delle nostre terre, un disastro senza precedenti storici che ha l’odore del criminoso compromesso e non certo delle cattive abitudini.
Da mesi vengono fatte manifestazioni di protesta nei territori della terra dei fuochi, culminate in quella del 16 Novembre scorso a Napoli, che ha visto sfilare in piazza 100.000 persone. Proprio in queste settimane sono ripartite le marce cittadine, per avviare un nuovo ciclo di protesta contro l’abbandono e l’indifferenza delle istituzioni.
Noi di Unione Mediterranea ribadiamo al Ministro la richiesta fatta un anno fa , perchè pretendiamo attenzione da chi dovrebbe porsi come garante dell’art 32 della Costituzione, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo.
“Ancora una volta il dovere di un rappresentante delle istituzioni si è ridotto alla politica sterile e avulsa dalla realtà, prestando il fianco alla scontata retorica del razzismo di Stato, tipica di quel demagogico disimpegno politico che uccide per una seconda volta i bambini deceduti nella terra dei veleni, per malattie genetiche e tumorali. La criminalità non siamo noi, noi siamo solo quelli che la subiscono, con la connivenza degli apparati dello Stato e dell’imprenditoria, di una parte del paese.
Questo stato di cose non può perdurare, esigiamo delle risposte ed è dovere morale di una rappresentante del Governo venire a darcele.”
Flavia Sorrentino- Portavoce Unione Mediterranea

Spesso si tende a considerare l’analisi sociologica di un fenomeno, come una sorta di implicita giustificazione di esso. Così se si fa uno sforzo di valutazione più articolato sulla delinquenza a Napoli, immediatamente si grida al “giustificazionismo” o peggio ancora al negazionismo. La criminalità è una piaga sociale che va affrontata ed avversata senza mezze misure. Ma se è così predominante in talune realtà, è per colpa di uno Stato inefficiente e fin troppo corrotto, che concede al crimine organizzato di sostituirsi al potere statale nell’erogazione di servizi, facendo da cuscinetto ammortizzatore di necessità e bisogni delle fasce più deboli, realizzando un’economia sommersa e parallela che tiene a freno il tappo della disperazione.
La grave e perdurante assenza di Stato, nei quartieri cosiddetti a rischio, è la motivazione principale e non gregaria, dell’aumento del fenomeno criminale, che come facilmente intuibile, si irrobustisce se non subisce una decisa e decisiva opera di contrasto.
Chi con semplificazione o pregiudizio riduce tutto alla predisposizione endemica a compiere atti illeciti, presta il fianco a tesi inconcludenti e razziste, che definendo la questione una faccenda genetica di mentalità, rende quasi ineluttabile un fatto umano, che al contrario invece, come tutti i fatti umani ha un inizio ed una fine.
Laddove le Istituzioni abbandonano i cittadini al degrado, la miseria e persino all’autogestione, si può affermare con disinvoltura che il problema risieda negli effetti della delinquenza e non al contrario nelle sue cause?
Piuttosto che chiacchere e proclami, servono uomini, mezzi, misure di sicurezza e controllo sul territorio, anche con l’introduzione, di “reati promozionali” che abbiano la funzione di far considerare illecite condotte fino ad ora non avvertite come gravi dalla coscienza sociale. Ma questi tipi di provvedimenti che hanno una efficacia nel breve e medio termine, nel lungo periodo necessitano di accorgimenti alternativi: uno Stato degno di tale autorità, dovrebbe favorire iniziative ed attività di aggregazione e impiego nei territori più difficili, sopratutto attraverso una attenta e capillare formazione scolastica, capace di sopperire all’indifferenza delle famiglie nell’educazione alla legalità.
Nonostante il preoccupante andamento del Mezzogiorno e in particolare della Campania riguardo al fenomeno della dispersione scolastica, il Governo nel 2013 con il “napoletano” Marco Rossi Doria, sottosegretario all’istruzione, ha scelto di investire maggiormente al Centronord i fondi per diminuire l’abbandono scolastico. Dinanzi a tali irragionevolezze, è possibile essere intellettualmente onesti e contemporaneamente ascrivere le problematiche meridionali a questioni di provenienza e latitudine?
La soluzione ad una simile domanda è molto meno cervellotica, anche se evidentemente più scomoda: alcuni quartieri della città, versano in condizioni di degrado per colpa di precise scelte politiche, che fanno delle clientele il più redditizio e conveniente serbatoio elettorale. Un Sud ignorante, non scolarizzato ed illegale è l’assicurazione sulla vita della politica egoista del Nord e di quella ascara del Sud.
Lo Stato silente e connivente, faccia ammenda, si assuma le sue responsabilità e cominci a fare lo Stato. Pretendere del resto, che faccia da Nazione in questa Italia mai nata, sarebbe davvero chiedere troppo.
Flavia Sorrentino.
Roma-Milano sarà percorribile in 2 ore e 30 minuti dal 2015. L’alta velocità ferroviaria è una rivoluzione che cambia la percezione del mondo intorno a noi Leggi tutto
Si chiama “Sblocca Italia” e all’articolo 1 parla delle ferrovie Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina, come a dire che l’Italia riparte se riparte il Sud. Poi però per quelle due linee non viene investito un euro in più.
Lo sblocca-cantieri prevede investimenti per altre 29 opere con un importo di 3.890 milioni di euro. La distribuzione dei lavori è 62% al Nord e 38% al Sud. Ma da dove arrivano i 3.980 milioni? In massima parte (3.050 milioni) dal taglio del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, il quale per legge è destinato all’80% al Mezzogiorno.
In pratica si realizzano opere al Nord con 1.256 milioni del Sud. Fatti i conti, il Mezzogiorno contribuisce per il 63% quando c’è da pagare e vale il 38% quando c’è da investire.
E’ possibile leggere l’articolo di Marco Esposito su “Il Mattino” del 21/09/2014
Di seguito riportiamo il riassunto degli interventi concessi a Marco Esposito nel corso della puntata di Matrix del 18/09/2014.
Giovedì 18 referendum per l’indipendenza in Scozia. Matrix, la trasmissione condotta da Luca Telese su Canale 5, se ne occuperà con una puntata speciale, in onda dalle 23.30. In studio Marco Esposito, segretario di Unione Mediterranea, con le ragioni di chi da Sud dice: Separiamoci.
Per raccontare la capacità non solo di credere che un altro mondo è possibile, ma di dargli vita.
I fondi Ue hanno una regola: l’Europa te li dà se lo Stato che li riceve partecipa al finanziamento dei progetti autorizzati in misura variabile Leggi tutto