Monthly Archives: Aprile 2018

Siete abituati ad avere meno? Bene avrete ancora meno.

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Avete presente la storia del contadino che si era accorto che anche mangiando meno il suo asino campava lo stesso?
C’era una volta un contadino molto avaro, che aveva un asino. La bestia gli serviva per portare i frutti del raccolto dalla campagna al mercato, per trasportare i suoi attrezzi in campagna, per arare il terreno, per riportarlo a casa dopo una lunga giornata di lavoro.
Una sera il contadino si mise a fare i conti di quanta avena comprava per il suo asino. E scoprì che, a conti fatti, l’asino mangiava troppo. Pensa e ripensa, gli venne alla mente come ovviare al problema. Pensò quindi di diminuire giornalmente la razione di avena all’asino, senza che questo si lamentasse e, cosa incredibile, l’asino lavorava lo stesso.
Contento di questa sua grande scoperta, se ne vantava con gli amici la domenica in piazza. I suoi amici erano increduli, ma i più pensavano che non dicesse sul serio.
Vedendo che con meno cibo la bestia lavorava ugualmente, il furbo contadino decise che poteva ottimizzare ulteriormente i costi dimezzando ancora la porzione di cibo.
Il contadino era al settimo cielo, il suo esperimento stava funzionando. “Ecco come risanare le casse”, si disse. “Basta ridurre il cibo dell’asino e i conti tornano!”.
Vedendo che la sua tecnica funzionava egregiamente, il contadino pensò che forse, riducendo sempre di più il cibo, avrebbe potuto perfino addestrare il suo asino a vivere senza mangiare.
Detto fatto. Dimezzò ancora una volta la cena del povero asino. “Domani”, si disse orgoglioso il contadino, “non gli darò nulla per cena. Ma sono convinto che ormai si sarà così abituato che non si lamenterà per niente”.
La mattina il contadino si alzò ma, con grande stupore, lo trovò morto. Il contadino si disperò tanto: “Che peccato!”, pensò, “è morto proprio adesso che ero riuscito a farlo stare digiuno! Mi sa che era malato…”. Anche ai suoi amici raccontava di come era quasi riuscito ad abituarlo a non mangiare e di come, proprio per disgrazia, gli fosse morto quando lo aveva finalmente abituato.
Tito Boeri, numero uno dell’istituto previdenziale, si sarà perso il finale di questa storia o, peggio ancora, sarà giunto alla stessa conclusione dell’avaro contadino, dopo una ricerca sui divari Nord-Sud nella produttività del lavoro, firmata con Andrea Ichino, Enrico Moretti e Johanna Posch. I quattro economisti hanno concluso che servono deroghe ai contratti collettivi di lavoro in favore della contrattazione decentralizzata, per consentire alle aziende di pagare di meno i dipendenti al Sud.
Al sud salari più bassi. Dopotutto i meridionali sono già abituati ad avere meno. Meno sanità, meno ferrovie, meno autostrade, meno scuole e con esse meno alunni e meno docenti… di ogni diritto i meridionali hanno meno.
A questo punto, per quel poco lavoro che hanno, perché non pagarli di meno?

Massimo Mastruzzo
Portavoce Nazionale
MO Unione Mediterranea

Il Sud è terra di eroi ed io ho avuto il piacere di conoscere uno di questi eroi: Vincenzo Tosti.

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Vincenzo Tosti non ha un mantello né una maschera ed il suo superpotere è l’impegno concreto in prima persona contro gli scempi ambientali, un paladino anti veleni sempre a caccia di roghi tossici e discariche abusive, pronto a denunciare lo smaltimento illegale dei bidoni tossici provenienti da grandi aziende del Nord.
È di questi giorni la notizia che Vincenzo ha deciso di alzare il livello del suo impegno e di farlo proprio a Orta di Atella, il Comune dove vive e lavora, dove, dopo averlo fatto da cittadino e da portavoce della Rete di Cittadinanza e Comunità, si candida a farlo da sindaco mettendo la propria storia e il proprio vissuto sociale a disposizione del progetto dei gruppi politici DemA – Orta di Atella, Diversamente Ortesi e Città Visibile – Orta di Atella, alle elezioni comunali che si terranno il prossimo 10 Giugno.
MO – Unione Mediterranea riconosce in Vincenzo un uomo del Sud che rende onore a questa terra, un orgoglio non solo per il suo territorio ma per tutto il territorio del Mezzogiorno: per questo offre a Vincenzo il massimo sostegno per la sua candidatura.

 

Massimo Mastruzzo
Portavoce Nazionale
MO Unione Mediterranea

Comunicato stampa del 15/4/2018

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Mimmo Cerullo, Consigliere della Municipalità 5 (Arenella-Vomero) del Comune di Napoli, si è dimesso dal movimento politico MO-Unione Mediterranea dal quale, di conseguenza, è anche decaduto come membro del Comitato di Coordinamento.

Cerullo era espressione del pensiero e dell’azione politica di MO-Unione Mediterranea che, attraverso lui, ha fatto parte della maggioranza politica che sostiene il Presidente della Municipalità 5 nella sua azione di governo del territorio.

Il ruolo di Consigliere municipale gli era stato affidato dagli elettori in quanto candidato di MO-Unione Mediterranea ma, con le sue dimissioni, Cerullo ha interrotto questo nesso politico. Pertanto il Comitato di coordinamento, rendendo noto che egli non è più espressione del Movimento in seno al Consiglio municipale, lo invita a valutare le proprie dimissioni dal Consiglio stesso come gesto di coerenza etico-politica. MO-Unione Mediterranea esige questa linea di trasparenza per rispetto degli elettori, dei simpatizzanti e dei cittadini tutti.

Il Comitato Coordinamento

MO Unione Mediterranea

Reddito di cittadinanza? Fermenti lattici per un paziente in rianimazione, il Sud.

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Il Sud Italia vive una condizione che se non compresa non può essere curata o, nel migliore dei casi, rischia di essere curata male.

Ma per capire quale cura abbia una possibilità di fare la differenza, è il caso di approfondire quale sia la situazione nell’area di venti milioni di abitanti che oggi chiede disperatamente al governo un farmaco salvavita: (dal corriere.it) gli anni dell’euro al sud hanno coinciso con una catastrofe economica con pochi paragoni nella storia europea.
Dall’inizio del secolo il Meridione è rimasto indietro rapidamente: in termini di reddito lordo, ha perso un terzo sulla media dell’Unione europea, il 30% sulla Germania, il 27% sull’area euro e circa il 40% sulla Spagna; l’arretramento sul centro-nord dell’Italia è stato di oltre dieci punti, persino sulla Grecia di cinque (i dati sono basati su stime della Svimez).

In tutta Europa, solamente in Campania, Calabria e Sicilia metà della popolazione o oltre viene considerata da Eurostat a rischio di povertà e di esclusione sociale. La stessa agenzia europea mostra che, stimando il reddito per abitante in proporzione al costo della vita, il Mezzogiorno ormai viaggia al livello della Lettonia, più indietro della Lituania e dell’Ungheria.
Sempre secondo l’Eurostat, nel 2015 circa quattro abitanti del Sud su dieci non avevano mai usato Internet, valori registrati solo in una singola regione greca e in parti della Romania.

Dall’inizio del secolo quest’area ha visto emigrare un decimo dei suoi abitanti, non per niente dati Svimez indicano un rischio concreto di desertificazione umana. Provate voi a vendere una casa in un’area a rischio desertificazione umana.
A tutto questo quale ricetta viene offerta dal partito che per il suo successo deve ringraziare, forse come nessuno mai, il Mezzogiorno? Il reddito di cittadinanza.
Servirà? Sì, come servono i fermenti lattici quando si prende un antibiotico.
Ma ancora non è chiaro chi scriverà la ricetta per l’antibiotico giusto, non è una critica ai fermenti lattici, quelli servono sempre e comunque, ma non appaiono risolutivi rispetto al fattore eziologico di una condizione che appare drammatica.

Se poi la ricetta si pensa di scriverla in collaborazione con la lega, già occupata a curare il paziente nord dal suo problema di obesità dato dall’incurabile vizio dell’ingordigia, la diagnosi sul sud, seppur chiara grazie alla mole di dati Eurostat, CGIA, Istat, appare di difficile risoluzione e con il rischio che ai buoni fermenti lattici vengano aggiunte fastidiose supposte.

Massimo Mastruzzo.

Italia, due pesi e due misure? Sì, perché l’Italia è Sud, l’Italia è Nord

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L’elezione del 4 marzo ha dato vita ad un nuovo parlamento con deputati e senatori di M5S e Centrodestra che si dividono la rappresentanza territoriale  dello stivale: sud al M5S e centronord alla coalizione di Salvini&co, con il terzo incomodo del Pd  in rappresentanza di Toscana ed Emilia Romagna.
Si dirà che il governo che si formerà (si formerà?) sarà un governo nazionale e parlare di rappresentanza territoriale lascia il tempo che trova, ma se ci fermiamo ad analizzare la forte disomogeneità nazionale non possiamo fare a meno di notare come le proposte elettorali, diametralmente opposte, siano frutto di un’offerta diretta alla domanda di un determinato bacino elettorale.
Domanda e offerta che si sono concretizzate per il centrodestra nel  progetto politico che suggerisce una flat tax, per ridurre la pressione fiscale nel centronord, la parte ricca del paese; per il M5S, che ha allargato il suo peso politico nel Mezzogiorno per l’insoddisfazione degli elettori verso il governo uscente, in un welfare (improbabile?), che sostenga le persone prive di reddito;
Paradossalmente al parlamento che formerà il prossimo governo non passa proprio per la capa che, fatta l’Italia, gli italiani sono ancora lì ad aspettare di capire cosa farsene di questa Italia. Così ad un sud con poca occupazione, minori redditi, minori infrastrutture e scadenti servizi pubblici, l’idea di offrirgli un progetto di riequilibrio della condizione sociale, come peraltro previsto dall’art. 3 della Costituzione, sembra non essere politicamente spendibile. Dopotutto il ricco chiede le quotazioni in borsa, il povero la carità. Coerentemente l’offerta politica si conforma alla domanda dell’elettorato.
L’equilibrio economico tra Nord e Sud,  consentirebbe all’Italia di tornare sulla scena Europea con un vestito che a giacca e cravatta impeccabili non abbini un calzone corto e pure stropicciato, ma questo comporterebbe fin da subito:
per ogni metro di ferrovia al nord, tre/quattro al sud (non ho fatto il calcolo esatto, ma più o meno…), e cosi per ogni altra infrastruttura pubblica, pareggio dell’occupazione, o della disoccupazione fate voi,  grandi imprese industriali che invece di essere addensate tutte nel Nord vengano distribuite su tutto il territorio, fino  ad arrivare ad una ricchezza equamente suddivisa su tutto il territorio. Ma a quanto pare questa ipotesi non rientra nei piani dei governi nazionali che preferiscono “accontentare” le diverse latitudini con il più rassicurante mantenimento dello status quo
Ci vorrebbe un  Martin Luther King de’ noantri  che indignato dalla  negazione ai cittadini del sud  ad avere “pari dignità sociale”, si adoperi affinché vengano rimossi “gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
O, meno fantasiosamente, una forza politica meridionalista che, spogliata dal timore di essere vista come una realtà che fa retorica, senza nessun sentimento revanscista, ma semplicemente con sentimenti di giustizia verso la propria terra, reclami pari dignità e pari opportunità come uniche condizioni per far rima con Unità.

Massimo Mastruzzo
Portavoce Nazionale MO Unione Mediterranea