Monthly Archives: Ottobre 2016

RAPPORTO MIGRANTES 2016: FUGA DEI CERVELLI, UNA CRITICITA’ MERIDIONALE

Share Button

L’Italia si riconferma paese di emigranti, una terra dalla quale fuggire.

Non sono passati poi così tanti anni da quando i nostri antenati salpavano in nuovi mari, verso altre terre. Il lavoro scarseggiava, e ciò che i campi donavano non bastava più a sfamare le bocche di quei figli dall’incerto futuro. Così, padri di famiglia da un presente ormai segnato, imbracciata una speranza,  emigravano; partivano alla volta della Germania, dell’ America, della Svizzera, lontano dagli affetti, purché quegli affetti potessero crescere con i soldi inviati d’oltreoceano.

Sembra essere passata un’eternità, ma in fondo poi così tanto non è, siamo nel 2016, e  parliamo ancora di emigrazione,  la medaglia però cambia volto: a partire non sono più padri di famiglia, ma figli, giovani laureati che in Italia non hanno intravisto le premesse per restare e, ciò che ancor più preoccupa, per tornare. Il rapporto migrantes 2016 illustra una situazione allarmante: in 10 anni la mobilità italiana sembrerebbe essere aumentata del 54,9%; 107mila gli italiani espatriati all’estero nel 2015 e, di questi, un terzo sono giovani disoccupati. Come infatti evidenzia la Fondazione Migrantes “l’Italia vive un’emorragia di talenti: i giovani più preparati se ne vanno e il Paese è incapace ad attrarne di nuovi”, di modo che, se è vero che la mobilità rappresenti una risorsa, questa diventa dannosa se a senso unico, come si intravede nella fattispecie italiana. Un ulteriore aspetto però, porta ad interrogarsi maggiormente sul  Sud d’Italia, in quanto l’esodo nazionale, possiede in realtà una criticità tutta meridionale; il drenaggio per queste regioni è duplice: verso le regioni del nord Italia e verso l’estero, con una conseguente perdita in termini, non solo di talenti, ma anche di risorse economiche. Secondo lo studio realizzato dal Censis per Confcooperative, il depauperamento peserebbe per oltre 5 miliardi di euro dal 2006 al 2016; un campanello di allarme per lo stato italiano,il quale dovrebbe porgere una maggiore attenzione al settore giovanile e alla disoccupazione nel Sud Italia.

D’altra parte, il calo dello sviluppo infrastrutturale, dei servizi, induce giovani neodiplomati a scegliere la propria università in regioni settentrionali, con una conseguente perdita di risorse per il sistema universitario meridionale. Università eccellenti, occupanti posti di prestigio nelle liste di indagini europee,si ritrovano a dover fare i conti anche con i propri neolaureati, che invece di puntare sul territorio d’origine, si indirizzano verso il nord del paese o dell’Europa: dunque una duplice perdita di risorse per le università del Sud, quelli che partono prima e quelli che si allontanano dalla terra d’origine  conseguiti gli studi.

Salotti televisivi e dibattiti politici, stanno dando ormai spazio al tema della riforma costituzionale e, se è vero che la parte riguardante i Principi Fondamentali resti invariata dalla riforma, come costituzionalmente previsto, è pur vero che  il reale problema della Costituzione italiana  rimanga l’inattuazione, nonché le differenze di diritti sociali garantiti tra i cittadini presenti sul territorio, tra Nord e Sud del paese. “E’ compito della Repubblica promuovere le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro, così come rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale […] che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Carmen Altilia – Portavoce di MO Unione Mediterranea

Perché la riforma Renzi-Boschi costituzionalizza il colonialismo interno

Share Button

di Flavia Sorrentino

Con la modifica della Carta Costituzionale numerose “materie concorrenti” tornano ad essere di competenza esclusiva dello Stato. Tra queste: ambiente, tecnologia, istruzione, gestione di porti e aeroporti, trasporti e navigazione, produzione e distribuzione dell’energia, politiche per l’occupazione, sicurezza sul lavoro, ordinamento delle professioni. Ciononostante, le Regioni più ricche, in equilibrio di bilancio tra entrate e spese, su tali materie avranno maggiore autonomia legislativa secondo il cosiddetto “regionalismo differenziato” con cui si attribuiscono formalmente per qualità e quantità poteri diversi alle regioni ordinarie (art.116). Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, potranno scegliere come proteggere il proprio patrimonio paesaggistico; se consentire trivellazioni; prenderanno decisioni proprie su come organizzare l’istruzione scolastica, il turismo, i rapporti commerciali con l’estero e così via. La Calabria invece, maglia nera di povertà tra le regioni italiane, su materie come energia, attività turistiche, tutela dell’ambiente, dipenderà in tutto e per tutto dalle scelte dello Stato Centrale.

Si consuma in tal modo il disegno monopolista dei commissariamenti e delle ricette nord-centriste applicate ai territori meridionali. Ciò che si cela dietro millantate applicazioni di meritocrazia amministrativa, coincide con l’interpretazione punitiva e non perequativa delle autonomie locali previste e disciplinate della Costituzione. La supremazia decisionista del potere politico di Roma è uno dei veri e più insidiosi pericoli di questa riforma. Non stupisce, ma deve far riflettere, il totale disinteresse degli organi di informazione sulla modifica del titolo V. Imbarazzante, il totale disinteresse dei politici meridionali di maggioranza e di opposizione, eterodiretti dai propri partiti di riferimento.

Le disquisizioni sul Senato delle Regioni, sul numero dei parlamentari o sul Cnel sono tutte interessanti, peccato che qui si stia decidendo altrove il futuro della parte più debole e sacrificata del paese. Sappiamo quanto ci sia da preoccuparsi quando l’Italia sceglie al posto nostro, ma soprattutto quanto sia importante difendere le autonomie locali in riferimento ad argomenti che non possono essere affrontati senza tener conto della volontà delle popolazioni e dei territori. Il 4 Dicembre andiamo a votare il potere di forza della nostra autodeterminazione. Sottovalutare questa occasione rappresenterebbe un peccato imperdonabile per chi vuole fare dell’autonomia la costruzione di un modello coraggioso di autogoverno, che metta al centro dei processi decisionali il volere del popolo sovrano, non solo con il fascino delle parole ma attraverso l’audacia e la forza concreta dei fatti.

Presentazione del cortometraggio “L’Annunciazione”

Share Button

Mercoledì 5 Ottobre alle ore 17 si terrà presso il PAN di Napoli, la proiezione del cortometraggio L’ANNUNCIAZIONE di Stefano Delle Cave.

All’evento prenderanno parte: il Vice Sindaco del Comune di Napoli Raffale Del Giudice, l’assessore alla Cultura Nino Daniele, il responsabile regionale di Mo-Unione Mediterranea Lucio Iavarone ed il Presidente del Movimento Polis Francesco Cacciapuoti.

A moderare la serata ci sarà il presidente del Sindacato Unitario Giornalisti e il consigliere dell’Odg Campania Domenico Falco.

L’Annunciazione è un cortometraggio sullo scabroso tema della cosidetta Terra dei Fuochi. Annamaria Veneruso è una donna incinta che vive in una discarica. La sua voglia di riscatto rappresenta la ribellione di una terra stanca dei veleni. E’ ora di cambiare, di annunciare il futuro, di annunciare un figlio che testimoni il male affinché non sia più compiuto, né dimenticato.

Alla proiezione seguirà il dibattito tra gli ospiti e i partecipanti.

MO! Il nuovo segretario è Pierluigi Peperoni

Share Button

Il timone di Mo! Unione Mediterranea passa al trentenne Pierluigi Peperoni.
Responsabile del circolo di Napoli Capitale, è tra gli organizzatori della campagna elettorale della lista MO! alle elezioni amministrative di Napoli.

Già membro dello staff di comunicazione del movimento, durante i lavori del III Congresso Nazionale di Mo!Unione Mediterranea, è stato eletto a maggioranza segretario nazionale.

Con le sue competenze in ambito informatico e dei processi di e-governance porterà all’interno del movimento un vento di cambiamento e innovazione.

Da noi tutti, i più sinceri auguri e un grande in bocca al lupo.
Siamo certi che con coraggio e la consueta dedizione sarà interprete e difensore della Carta dei Principi di Unione Mediterranea per la tutela e difesa del Sud.

Articoli recenti »