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Assemblea popolare Bagnoli-Fuorigrotta 29-06-2016

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Si è svolta il 29 Giugno la prima assemblea popolare sulla decima municipalità dopo le ultime tornate amministrative e noi di MO! eravamo presenti.
Dopo 15-20 anni che il territorio è stato nelle mani del partito democratico, i cittadini di Bagnoli, Fuorigrotta, Cavalleggeri ed Agnano hanno eletto Diego Civitillo come presidente a sostegno della coalizione legata al sindaco uscente Luigi de Magistris.
E’ stato forse questo il segnale più forte delle elezioni municipali.
Per diversi anni lo stato centrale ha portato avanti un braccio di ferro con il comune sulla questione della bonifica dell’area ex-Italsider, dopo che il sindaco aveva giuridicamente costretto Fintecna, la società interamente partecipata di Cassa Depositi e Prestiti e quindi del governo, con l’ordinanza “chi inquina paga” a risarcire l’area dei danni che questa aveva subito negli anni.

La risposta dei cittadini è stata emblematica: si sono schierati con il sindaco, contro il commissariamento, contro le manovre politiche del governo Renzi.

La partecipazione all’assemblea è stata enorme. Erano presenti anche il sindaco e gli assessori Del Giudice e Borriello.
Ha esordito il neo-presidente eletto Diego Civitillo spiegando alla marea di gente presente che cos’è un’assemblea popolare. “Questa non deve essere un luogo di sfogo” ha detto” e “chiunque può intervenire prenotando il proprio intervento”. In 3 minuti si poteva evidenziare un problema o una criticità del territorio e si proponeva una personale possibile soluzione.

Sono intervenuti diversi rappresentanti di movimenti e comitati oltre a semplici cittadini che hanno posto all’attenzione di tutti temi legati alla disoccupazione, alla bonifica e al degrado.
Fra gli altri sono intervenuti una bambina sui 7 anni che con personalità ha proposito al sindaco di istituire un consiglio municipale per i bambini, ed un anziano signore che non ha mancato di contestare de Magistris sul tema del degrado di Bagnoli ignorando forse il fatto che la municipalità è stata immobile per i tanti anni in cui è stata in mano al PD. Fra gli altri è intervenuto anche Ivo Poggiani, neo-eletto presidente della terza municipalità.

E’ intervenuto poi il sindaco che si è sentito di fare due promesse: una delle prime delibere del nuovo ciclo amministrativo sarà scritta dai cittadini ad una delle assemblee popolari, le quali saranno quindi avamposto territoriale delle legislazioni comunali. Inoltre se dovesse finalmente partire l’eventuale bonifica, il sindaco si farà garante di spingere nei confronti del governo per l’inserimento di clausole sociali.
Queste faranno in modo che i lavori che dovranno partire verranno portati avanti sfruttando la forza lavoro del territorio, dando lavoro ai bagnolesi e rappresentando quindi per la zona una valvola di riscatto sociale.

L’entusiasmo è stato alto e non tutti alla fine della giornata sono potuti intervenire per la grande partecipazione che si è venuta a creare.
Questa prima esperienza è stata molto significativa. Le prossime assemblee che si organizzeranno saranno legate a particolari problemi o criticità e verranno organizzate proprio nei quartieri interessati così da permettere la partecipazione ai cittadini che direttamente le vivono.

Di Andrea Frattura

8000 esiliati fase B Gae

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di Francesca Chiara Bove

Nessuno sa, i mezzi di comunicazione non ne hanno dato notizia, che 8000 insegnanti del Sud emigreranno al Nord, lasceranno le loro famiglie, i loro figli e gli affetti più cari. Sono gli 8000 ” fortunati” che ” grazie” alla riforma della cosiddetta buona scuola, Legge 107/15, hanno ricevuto il tanto desiderato contratto a tempo indeterminato. Con tale legge a settembre 2015 è stato dato via libera ad un provvedimento che ha attuato un piano straordinario di assunzione per l’anno scolastico 2015/2016 con l’intento di coprire le cattedre vacanti. Il piano oggi è stato pienamente attuato! Ma a quale prezzo? A settembre 2016, nonostante nelle regioni meridionali i posti a disposizione siano presenti, nonostante si sia sempre dichiarato nei vari convegni sulla scuola che la continuità didattica dovrebbe essere il fulcro principale perché la scuola diventi davvero una buona scuola, nonostante gli 8000 esiliati abbiano lottato e ancora lo stanno facendo per far comprendere a chi di dovere lo scempio che si sta facendo ai danni della scuola del Sud, questi docenti saranno costretti ad emigrare nelle regioni del Nord.

Pochi riusciranno a rientrare, molti resteranno lontani dalla loro terra per lungo tempo. Questo sta generando scontento, delusione, angoscia e umiliazione a discapito della qualità del proprio lavoro che all’interno della scuola a contatto con giovani menti, generazione futura, non dovrebbe mai mancare.

Ancora una volta siamo di fronte ad una discriminazione perpetrata e studiata per svuotare le scuole del Sud da menti eccellenti e insegnanti pluriabilitati del meridione a favore del Nord.

Ma il Sud pulsa, corre, sì difende sempre e comunque e in nome di questo sentimento gli 8000 esiliati continueranno a combattere per i loro diritti, per ritornare ad insegnare nella loro terra affinché la loro professionale non venga più lesa.