Author Archives: Andrea Melluso

Unione Mediterranea: presentata petizione al Parlamento Europeo

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Storica iniziativa del movimento Unione Mediterranea che presenta a Bruxelles la prima petizione ufficiale relativa alle violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia di dignità umana, diritto alla vita, libertà professionale e diritto di lavorare, condizioni di lavoro giuste ed eque, sicurezza sociale e assistenza sociale, protezione della salute), ambiente e consumatori.
Ai sensi dell’articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea i sottoscritti cittadini dell’Unione, presentatori della Lista Civica di Scopo “Terra Nostra” nella circoscrizione Italia meridionale alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del 25 maggio 2014,denunciano così una serie di violazioni diritti fondamentali convinti che quanto accade in termini di traffico di rifiuti pericolosi, sicurezza alimentare e ambientale, diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose, corretto funzionamento delle istituzioni nazionali e locali, contrasto alla malavita organizzata, sviluppo sociale ed economico e utilizzo dei fondi strutturali europei nell’Italia meridionale e nella Sicilia sia di diretto interesse di tutte le istituzioni dell’Unione Europea.

Enrico Inferrera, Segretario Nazionale di Unione Mediterranea afferma con forza la necessità per i cittadini del Sud di ottenere risposte concrete dalle Istituzioni, ed in primis dall’UE. Secondo Inferrera “Unione Mediterranea dunque segue tutte le strade istituzionali volte ad una presa di posizione forte delle Istituzioni, che sembrano aver dimenticato storia e potenzialità del meridione”.

Sulla stessa linea di pensiero Flavia Sorrentino, portavoce di Unione Mediterranea, secondo cui “la petizione non si ferma alla denuncia ma affronta anche la fase di propositiva, proponendo l’istituzione nel Parlamento europeo una Commissione speciale della durata di anni tre denominata “Dignità, vita, lavoro, sicurezza, salute, ambiente e protezione dei consumatori in tutti i territori dell’Unione europea”.

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti è possibile visitare il sito ufficiale di Unione Mediterranea all’indirizzo www.unionemediterranea.info

Unione Mediterranea in Europa presenta una petizione sui diritti al Sud. Ecco le tappe.

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UNIONE MEDITERRANEA PRESENTA UNA PETIZIONE ALLA COMMISSIONE PER
LE PETIZIONI DELL’UNIONE EUROPEA-

24 giugno alle ore 15,30 incontro a Charleroi con la comunità italiana. Commemorazione caduti di Marcinelle con deposizione di una corona di fiori a nome di Unione Mediterranea.

25 giugno Alle ore 10,30 consegna  delle firme alla Commissione per le petizioni a Bruxelles.

27 giugno Incontro con il marchese Olivier de Trazegnies, discendente di Alfred de Trazegnies trucidato senza processo come brigante dall’esercito piemontese.

Diritti fondamentali al Sud: UM presenta una petizione all’UE contro lo Stato Italiano

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Il Giorno 25 giugno alle ore 10,30 una delegazione di Unione Mediterranea guidata dalla dott.ssa Rosella Cerra presenterà alla Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea una petizione ai sensi dell’articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Con la petizione, un dossier di 70 pagine, si denunciano le violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia degli articoli 1 (dignità umana), 2 (diritto alla vita), 15 (libertà professionale e diritto di lavorare), 31 (condizioni di lavoro giuste ed eque), 34 (sicurezza sociale e assistenza sociale), 35 (protezione della salute), 37 (protezione dell’ambiente) e 38 (protezione dei consumatori).

Unione Mediterranea propone l’istituzione nel Parlamento europeo di una Commissione speciale della durata di tre anni denominata “Dignità, vita, lavoro, sicurezza, salute, ambiente e protezione dei consumatori in tutti i territori dell’Unione europea”, che dovrebbe avere il compito di analizzare e valutare nell’intera area dell’Unione europea, a partire dall’Italia meridionale e dalla Sicilia, l’entità del fenomeno dell’avvelenamento dei territori da interramento dei rifiuti, affondamento di navi e altre forme di devastazione ambientale, con particolare attenzione alla qualità delle acque, dei cibi, dell’aria; valutare proposte per circoscrivere le aree contaminate e procedere alle bonifiche; promuovere una certificazione dei prodotti nell’interesse primario della salute dei consumatori e della tutela delle attività imprenditoriali; verificare il corretto utilizzo dei fondi pubblici e in particolare dei finanziamenti dell’Unione Europea; proporre misure adeguate che consentano all’Unione di prevenire e contrastare tali minacce, a livello internazionale, europeo e nazionale.

Unione Mediterranea chiede inoltre una revisione della storia dell’unificazione italiana così come viene raccontata sui libri scolastici, con il riconoscimento delle vere cause e delle modalità che hanno portato all’unificazione nazionale ed alle discriminanti modalità di gestione delle popolazioni meridionali; chiede altresì che si metta fine alla disparità di trattamento economico tra il Sud e le altre aree del Paese che si perpetra ininterrottamente da 155 anni, unita al furto continuo di risorse materiali ed umane.

La petizione sarà corredata di circa 10500 firme che la Lista Civica di Scopo “Terra Nostra” ha raccolto nella circoscrizione Italia meridionale in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del 25 maggio 2014. L’appuntamento per la consegna della petizione è alla Rue Wiertz 60, dove la delegazione potrà rispondere alle domande dei giornalisti che vorranno essere presenti. Si segnala inoltre che la stessa delegazione si recherà il 24 giugno alle ore 15,30 a Charleroi, presso la miniera di Marcinelle, per incontrare la comunità italiana e per rendere omaggio alle vittime del tragico incidente con la deposizione di una corona di fiori.

 

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Programma Congresso Matera 2015

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Sabato 20 giugno

13,00 iscrizioni al congresso

14,00 Introduzione del Presidente Francesco Tassone sul titolo e sugli obiettivi del congresso

15,00 saluto di autorità ed ospiti

16,00 Due anni di attività di Unione Mediterranea

                Interventi di

Marco Esposito – segretario

Flavia Sorrentino – portavoce

Francesco Labruna – tesoriere

Roberto Longo – responsabile organizzazione

 

16,45 / 19,45   Le proposte di modifica dello Statuto

Dibattito e votazione sulle proposte di modifica dello Statuto di Unione Mediterranea.

 

20,00     Partenza per il Belvedere del Parco della Murgia Materana con le bandiere di UM per una foto ricordo del congresso. – SCARICA L’ITINERARIO

 

Domenica 21 giugno

9,30 Presentazione delle mozioni congressuali

10,30 Presentazione dei punti di programma di UM per il biennio 2015/2017

11,00 Dibattito

13,30 pausa pranzo

14,30 Votazioni su

Programma di UM per il  biennio 2015/2017

Mozioni congressuali

17,00 Elezioni di

Segretario

Portavoce

Comitato di Coordinamento

Collegio dei Probiviri

18,00 Chiusura del segretario neo eletto e del Presidente

Unione Mediterranea denuncia Libero ed il TG2

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“Si tratta di un’azione pilota, con la quale intendiamo costituire un precedente giurisprudenziale” sottolinea Marco Esposito, segretario nazionale del Movimento e candidato alla Presidenza della Regione, che a febbraio aveva lanciato la campagna “MO reagiaMO” nell’ambito di un programma di Lista in cui compare la tutela della dignità del territorio e il rispetto della verità storica mentre, da Statuto, Unione Mediterranea si propone di mettere in atto azioni giudiziarie volte a tutelare e difendere la dignità del Sud e dei suoi territori.

Il provvedimento, predisposto dagli avvocati Alessandro Izzo e Francesco Labruna, arriva dopo il rifiuto delle due testate di aderirire alla proposta di conciliazione, obbligatoria per legge e chiede un risarcimento, che verrà devoluto in beneficenza, per il danno di immagine apportato all’onore e alla reputazione del popolo napoletano, con due servizi denigratori che facevano apertamente riferimento a “Napoli città simbolo e culla dell’imbroglio, con una fama prestigiosa e secolare in materia di scippi” (Tg2, lunedì 10 novembre 2014) e “Napoli città che vive al di fuori della legge i cui abitanti, anche quelli che non sono criminali, tengono abitualmente comportamenti che in altre parti d’Italia non sono tollerati” (Libero, venerdì 5 settembre 2014, in seguito alla morte di Davide Bifolco).

L’appuntamento in aula è fissato martedì 27 ottobre.

Aggiornamenti Congresso 2015 – Matera

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Si comunica agli iscritti che le date del Congresso 2015 di Unione Mediterranea sono:
  • sabato 20 giugno dalle 13,00 alle 20,00
  • domenica 21 giugno dalle 9,30 alle 18,30
La sede è l’auditorium della Casa della Spiritualità San’Anna – via Lanera 14.

Organizzazione dei congressi locali 2015 di Unione Mediterranea

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Facendo seguito alla convocazione del secondo congresso di Unione Mediterranea, da parte del Presidente Francesco Tassone, che si svolgerà a Matera nei giorni 20 e 21 giugno 2015, si danno di seguito indicazioni sullo svolgimento dei congressi di Circolo e sulla costituzione dei Coordinamenti Regionali.

I congressi dei Circoli Territoriali si svolgeranno dal 1 maggio al 7 giugno 2015 su convocazione del Responsabile di Circolo. I congressi di Circolo saranno preparatori del congresso nazionale secondo indicazioni in corso di preparazione ed eleggeranno il Responsabile di Circolo per il successivo biennio, il Tesoriere, ed i delegati  per l’eventuale Coordinamento Regionale. L’esito dei congressi (nomi del Responsabile, del Tesoriere e degli eventuali delegati al Coordinamento Regionale) dovrà essere trasmesso, appena possibile e comunque entro il 8 giugno 2015, al Responsabile Organizzazione all’indirizzo roberto_longo2@virgilio.it.

Nel periodo daI  9 al 14 giugno si costituiranno, secondo i dettami del regolamento approvato dal Coordinamento Nazionale in data 18/12/2014, i Coordinamenti Regionali nelle regioni in cui è presente più di un Circolo regolarmente costituito entro il 31 maggio 2015, su convocazione, solo per quest’anno, del Responsabile Organizzazione.

Cordiali saluti.

Gli scavi archeologici di Ercolano e Pompei: la Prammatica di Carlo di Borbone per la salvaguardia delle «cose» di interesse storico artistico

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La conoscenza del passato è lo strumento fondamentale per capire ciò che accade oggi. Per noi napoletani è fondamentale riscoprire il valore di ciò che ci circonda: solo così potremo apprezzare al meglio le bellezze di questa città che per consuetudine e distrazione siamo abituati a guardare quotidianamente con occhi privi di interesse. Ritrovare il significato di questi beni, così da riappropriarci di ciò che ci appartiene, attraverso la conoscenza, è ciò che mi propongo di fare, dando un sguardo al passato e riportando alla memoria personalità che hanno contribuito a rendere grande questa città. Uno fra tutti, Carlo di Borbone che rese tanto moderna la Napoli Capitale: riconsiderare tale modernità può essere una spinta per avere un approccio differente verso il futuro.

Carlo di Borbone, primogenito delle seconde nozze di Filippo V di Spagna con Elisabetta Farnese, si insediò a Napoli nel 1734. L’anno successivo fu incoronato re delle Due Sicilie. Con lui si inaugurò un periodo di rinascita politica, ripresa economica e sviluppo culturale. Già nel 1738, concesse a Roque Joaquin de Alcubierre, ingegnere ed archeologo spagnolo, l’autorizzazione per procedere ad una campagna di scavi nella zona vesuviana, a seguito del ritrovamento di alcuni manufatti di epoca romana. Questo portò al rinvenimento dell’antica Ercolano e, solo dieci anni più tardi, nel 1748, iniziarono i primi scavi nell’area pompeiana. Come è facile immaginare, gli scavi ercolanensi suscitarono grande ammirazione ed entusiasmo. Immediatamente ci si rese conto dell’importanza della scoperta e dell’interesse antiquario delle pitture rinvenute. L’acquisizione delle opere seguì un criterio essenzialmente collezionistico tanto che non vi fu alcuna selezione e si estraeva tutto ciò che si poteva. Gli scavi venivano condotti grazie alla creazione di gallerie e ciò dovette pregiudicare la percezione dell’appartenenza dei dipinti ad un contesto decorativo più ampio. Si pensò al modo più adatto per prelevare e portare all’esterno le pareti dipinte che si susseguivano all’interno degli stretti cunicoli che si andavano scavando. Si decise di seguire una metodologia tradizionale, ovvero, lo stacco a massello che consentiva una notevole rapidità di esecuzione: una volta tagliate dal muro, le porzioni figurate degli intonaci dipinti venivano assottigliate ed adagiate su un supporto. Questi dipinti murali venivano trattati  come singoli «quadri» figurativi che dovevano andare ad arricchire le collezioni reali. Reperti di questo tipo erano considerati fino a quel momento rarissimi e, quindi, di grandissimo pregio. Carlo di Borbone ebbe la possibilità di esibirne numerosi esemplari ed in molteplici varianti. Anche le pitture del Tempio di Iside, vennero tagliate e trasportate nelle collezioni reali. Il re si mostrò contrario all’idea di conservare in loco le decorazioni pittoriche dell’intero complesso. In questo caso, la sua contrarietà non fu tanto dovuta alla preoccupazione che le collezioni reali venissero private di alcuni importanti esemplari, quanto al timore, rivelatosi fondato, che la conservazione di quelle pitture potesse essere messa a rischio a causa dell’esposizione alle intemperie. Il re temeva anche che potessero esserci dei furti negli scavi che avrebbero avuto come conseguenza la comparsa sul mercato antiquario di reperti di inestimabile valore e ciò poteva compromettere l’unicità della sua collezione. Pertanto, il Regno borbonico fu il primo, tra gli stati preunitari, ad adottare un provvedimento che regolamentasse lo spostamento delle «cose» di interesse storico artistico. Infatti, nel luglio 1755, Carlo di Borbone emanò la Prammatica finalizzata ad impedire l’asportazione, il saccheggio ed il commercio delle opere archeologiche. Essa proibiva lo spostamento di oggetti da un qualsiasi immobile antico senza una preventiva licenza rilasciata dal Governo regio; inoltre, nella stessa si sottolineava l’importanza di conservare tali opere. Alla Prammatica di Carlo di Borbone seguirono altri editti come quelli pontifici del 1802 e del 1820. Il primo, l’editto Doria Panphìli, successivo alla requisizione napoleonica, era incentrato sulla necessità di conservare i monumenti e di impedire furti, sciacallaggio e commercio clandestino di opere antiche. Il secondo, l’editto  Bartolomeo Pacca, dal nome del cardinale camerlengo che lo redasse, prevedeva la creazione di un corpo di funzionari volto a far rispettare le leggi dell’editto Doria Panphìli. Successivamente, il governo borbonico emanò anche due editti con la finalità di tutelare le opere classiche. Il primo, emanato da Ferdinando I nel 1822, istituì una Commissione consultiva di antichità e belle arti volta a decidere quali fossero i beni che potevano essere esportati. Col tempo, dall’ambito prettamente archeologico, la tutela si diffuse anche agli altri monumenti tra i quali le chiese in stato precario che divennero oggetto di indiscriminati restauri. Proprio per regolare questi interventi arbitrari, nel 1839 Ferdinando II emanò il secondo editto la cui direttiva era volta a disciplinare i lavori in modo da non offendere le opere antiche. Si impose anche la vigilanza delle autorità di governo su tali interventi.

All’atto dell’unificazione nazionale, l’Italia era carente, dal punto di vista legislativo, di norme atte a tutelare il suo vasto ed eterogeneo patrimonio. Pertanto, nel 1871 con la legge n°286 si provvide ad affermare la validità degli editti dei governi pre-unitari.

Per ottenere la prima legge nazionale di tutela bisognerà aspettare il 1902, quando fu emanata la legge Nasi.

Flavia Tizzano,

Ass. Cult. locus iste LUOGHI e MEMORIA

Manifestazione contro le trivellazioni mar Ionio

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Tutti in massa a Corigliano Calabro.

Il Circolo Territoriale “Federico II” di Unione Mediterranea parteciperà alla manifestazione di sabato 28 marzo 2015 a Corigliano Calabro contro le trivellazioni nel mar Ionio. La manifestazione partirà alle ore 9,00 dal parco comunale Fabiana Luzzi di Corigliano Scalo e avrà termine in piazzetta Portofino di Schiavonea. La manifestazione è di notevole importanza perché in un periodo economico in cui le uniche risorse rimaste alla Calabria per sperare nel futuro sono l’agricoltura ed il turismo, lo Stato decide di distruggerle per sempre permettendo la trivellazione selvaggia di mare e coste. Cosa ne ricaverebbe la Calabria? Solo qualche centinaio di posti di lavoro in cambio della miseria del 7% delle royalties, della perdita di un numero maggiore di posti di lavoro in agricoltura (unico settore che sta facendo registrare un aumento dell’occupazione) e nel turismo, e della distruzione dell’ambiente come già avvenuto in Basilicata. Il Governo Renzi, per riuscire nel proprio intento distruttivo, ha varato il decreto “sblocca Italia” che impedisce incostituzionalmente alle Regioni di esprimere il loro parere in materia. Dobbiamo farla finita una volta per sempre di accettare questo modo coloniale di trattare la Calabria ed il Sud in generale, e solo con una grande manifestazione di massa è possibile mandare al Governo un messaggio chiaro ed inequivocabile: la Calabria vuole decidere da sola il proprio futuro, non vuole più subirlo come ha fatto per 154 anni. Invitiamo perciò tutta la popolazione calabrese a partecipare, ad uscire dalle proprie case, a riprendersi la dignità e la vita futura dei loro figli. Che sia una memorabile giornata di costruzione pacifica del futuro della Calabria e di rivincita per le tante sconfitte sociali, politiche ed economiche subite. L’alternativa è solo dolore e morte, ognuno si metta la mano sulla coscienza.
UNIONE MEDITERRANEA – CIRCOLO TERRITORIALE “FEDERICO II”

Convocazione Congresso 2015 di Unione Mediterranea

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Comunico a tutti gli iscritti che, ai sensi dell’articolo 11 dello Statuto, il Congresso biennale di Unione Mediterranea si svolgerà a Matera nei giorni 20 e 21 giugno 2015.

Considerato che Unione Mediterranea è in piena e proficua fase di sviluppo delle sue strutture territoriali ed in crescita anche nel numero degli iscritti, allo scopo di garantire la più ampia partecipazione, per questo secondo congresso si derogherà al comma 1 dell’articolo 11 dello Statuto nella parte che prevede che “possono partecipare gli iscritti al movimento da almeno sei mesi”, permettendo la partecipazione agli iscritti entro le ore 24,00 del giorno 30 aprile 2015, come già anticipato nella Circolare n. 4 del 01/10/2014.

Resta ovviamente salva la possibilità anche agli iscritti successivamente a tale data di partecipare al congresso, pur senza facoltà di voto.

È infatti un appuntamento importante. Si tratta di ritrovarsi tutti insieme, dopo due lunghi anni densi di eventi, per fare un bilancio del lavoro svolto, dei problemi incontrati nei singoli luoghi e delle difficoltà riscontrate nell’affrontarli come associazione, per trarne le opportune indicazioni.

Anche a tal fine è necessario dare al Congresso un tema, o più temi tra loro raccordati, su cui far ruotare gli interventi e su cui intanto raccogliere comunicazioni ed eventuali mozioni.

Dai consigli che fin ora ho raccolto sul punto e dai suggerimenti che mi sono stati dati nella preparazione di  questa prima comunicazione statutaria relativa alla data ed al luogo, è emersa come prima indicazione il tema relativo alla “strutturazione del movimento di Unione Mediterranea in funzione della crescita del territorio / territori e del radicamento del  movimento in essi”. Ne do comunicazione come sollecitazione di dare sul tema proposto, o anche su altri temi, valutazioni e suggerimenti onde investire poi di essi, come è necessario, il  Coordinamento e la Segreteria di Unione Mediterranea.

A questa prima comunicazione relativa alla data ed al luogo, che fin da ora restano fermi, seguirà quindi altra mia successiva comunicazione con la definitiva indicazione del tema o dei temi che il Congresso sarà chiamato ad affrontare.

Con i più cordiali saluti per ognuno di voi.

 

Il Presidente

Francesco Tassone

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