Monthly Archives: Novembre 2017

Comunicato Petizione Terra Nostra

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In occasione delle elezioni europee di Maggio 2014, abbiamo presentato la lista civica di scopo Terra Nostra, con l’obiettivo di inoltrare una petizione al Parlamento europeo per l’istituzione di una commissione straordinaria d’inchiesta, che avesse il compito di monitorare e realizzare verifiche ed analisi sul territorio dell’Italia meridionale e della Sicilia.

Autofinanziandoci ed autorganizzandoci, grazie al contributo e alla volontà di quanti hanno creduto nel nostro progetto, abbiamo raccolto 10.500 firme: 10.500 nomi e cognomi veri, che hanno scelto di impegnarsi in prima persona per denunciare la disparità di trattamento riservata al Mezzogiorno da parte delle istituzioni in materia di ambiente, salute, lavoro, istruzione e tutela dei consumatori.

Il giorno 25 giugno 2015 una delegazione di Unione Mediterranea ha presentato alla Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea la suddetta petizione, corredata delle firme che la Lista Civica di Scopo “Terra Nostra” aveva raccolto nella circoscrizione Italia meridionale, ai sensi dell’articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Con la petizione anche un dossier di 70 pagine, in cui si denunciavano le violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia degli articoli 1 (dignità umana), 2 (diritto alla vita), 15 (libertà professionale e diritto di lavorare), 31 (condizioni di lavoro giuste ed eque), 34 (sicurezza sociale e assistenza sociale), 35 (protezione della salute), 37 (protezione dell’ambiente) e 38 (protezione dei consumatori) della medesima Carta.

La petizione è stata solo un primo passo di una lunga serie di azioni concrete, ed oggi abbiamo un primo risultato che vogliamo condividere con chi ha creduto e lottato insieme a Unione Mediterranea.

COMUNICATO UFFICIALE
Il 17 marzo 2016 la Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea ha dichiarato ricevibile la petizione n. 0748/2015 presentata il 25 giugno 2015 a Bruxelles da una delegazione di Unione Mediterranea in rappresentanza della lista “Terra Nostra”, che in occasione delle elezioni europee del 25 maggio 2014 aveva raccolto circa 10.500 firme nelle regioni della circoscrizione Italia Meridionale, presentate a corredo della petizione stessa. La Presidente della Commissione, on. Cecilia Wikström, con lettera del 17/03/2016 protocollo D305560, ha inviato la petizione all’allora Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, nella speranza che “possa essere usata come contributo alla vostra attività”.

Anche se l’accoglimento delle richieste dipende ora dal Presidente del Parlamento Europeo, che dovrebbe porle all’attenzione dell’agenda dei lavori del Parlamento stesso, quanto ottenuto dalla Commissione Petizioni costituisce comunque un fatto di rilevanza storica per il Sud Italia, senza precedenti, in quanto rappresenta un riconoscimento ufficiale di come lo Stato Italiano tratta le regioni meridionali.

Nella petizione si denunciano le violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia degli articoli 1 (dignità umana), 2 (diritto alla vita), 15 (libertà professionale e diritto di lavorare), 31 (condizioni di lavoro giuste ed eque), 34 (sicurezza sociale e assistenza sociale), 35 (protezione della salute), 37 (protezione dell’ambiente) e 38 (protezione dei consumatori), proponendo al Parlamento Europeo l’istituzione di una Commissione speciale della durata di anni tre denominata “Dignità, vita, lavoro, sicurezza, salute, ambiente e protezione dei consumatori in tutti i territori dell’Unione europea”. In particolare la Commissione dovrebbe avere il compito di:
– analizzare e valutare nell’intera area dell’Unione europea, a partire dall’Italia meridionale e dalla Sicilia, l’entità del fenomeno dell’avvelenamento dei territori da interramento dei rifiuti, affondamento di navi e altre forme di devastazione ambientale, con particolare attenzione alla qualità delle acque, dei cibi, dell’aria;
– valutare proposte per circoscrivere le aree contaminate e procedere alle bonifiche; promuovere una certificazione dei prodotti nell’interesse primario della salute dei consumatori e della tutela delle attività imprenditoriali;
– verificare il corretto utilizzo dei fondi pubblici e in particolare dei finanziamenti dell’Unione Europea;
– proporre misure adeguate che consentano all’Unione di prevenire e contrastare tali minacce, a livello internazionale, europeo e nazionale.

Nella petizione si mette in evidenza come “il popolo dell’Italia del sud vive da 154 anni una situazione di colonia interna che ha origine dall’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna nel 1861”, descrivendo brevemente i passaggi storici di tale colonizzazione, avvenuta anche con l’uso indiscriminato delle armi da parte dell’esercito Sabaudo.

È poi riportata una serie di dati dettagliati e tabelle (tra cui un estratto del drammatico rapporto SVIMEZ 2014) che arriva fino ad oggi, relativa alla situazione economica ed infrastrutturale del Sud Italia, in cui si dimostra la disparità di trattamento tra il Meridione ed il resto della penisola. Un ampio capitolo è dedicato all’inquinamento dei territori meridionali ad opera di aziende settentrionali ed europee senza scrupoli, con le ormai acclarate complicità di organi dello Stato, ed alle trivellazioni indiscriminate autorizzate dai vari governi italiani, che stanno distruggendo la possibilità di vivere in alcune zone del Paese come la Val D’Agri, e che in un futuro non lontano potrebbero minacciare la balneabilità delle nostre coste. La petizione, consistente in 71 cartelle, si conclude con altre richieste, oltre a quella di istituire una Commissione speciale: istituire una giornata alla memoria che possa restituire la dignità ad una parte della popolazione italiana che ha fortemente contribuito, obtorto collo, all’unificazione nazionale; ripartire i mezzi finanziari statali ed europei in maniera commisurata alla percentuale rappresentata dalla popolazione del Sud d’Italia rispetto alla totalità della popolazione italiana, cosa che oggi, con vari trucchi creati ad arte dai governi italiani e descritti nella petizione, non viene fatta; richiesta di un’audizione dei redattori della petizione di fronte al Parlamento Europeo per presentare in dettaglio la situazione dei nostri territori. Abbiamo cercato negli ultimi mesi di ottenere quanto richiesto, sollecitando in tal senso l’attuale Presidente Antonio Tajani, ma solo l’azione congiunta degli eurodeputati meridionali potrebbe portare ad ottenere qualche risultato pratico. Dubitiamo che questo possa accadere considerato il comportamento dei nostri rappresentanti politici, sia a Bruxelles che a Roma, propensi più agli interessi personali e di partito che a quelli generali delle popolazioni meridionali. Ma continueremo la nostra lotta per rendere giustizia a quanti hanno dovuto lasciare la propria terra e per evitare che i nostri giovani continuino a farlo.
Un ringraziamento particolare va a tutti quelli che hanno firmato e redatto la petizione.

Comitato Coordinamento Nazionale
MO Unione Mediterranea

Clicca qui per scaricare l’intera petizione in formato PDF

Dimissioni del segretario Pierluigi Peperoni

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Il segretario di MO Unione Mediterranea Pierluigi Peperoni ha comunicato le sue dimissioni: “Problemi di carattere personale che non consentono più di dedicare tutte le dovute forze ed energie al movimento stesso.”
Peperoni ha ringraziato tutti per la collaborazione.

Siamo noi a ringraziare Pierluigi per il lavoro intenso svolto in questo anno e per l’impulso dato al movimento in vista dei prossimi impegni.

L’attività di Unione Mediterranea per il riscatto della nostra terra non subirà battute d’arresto e decisioni in merito alla sostituzione pro tempore sono state già prese dal coordinamento nazionale.

Il Presidente di MO Unione Mediterranea, Francesco Tassone, è stato scelto come figura di garanzia, esperienza e saggezza per traghettare il movimento fino al prossimo congresso.

Lettera agli elettori del sud

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di Massimo Mastruzzo
Portavoce Nazionale di MO Unione Mediterranea

Questa volta non risponderò alle provocazioni del quotidiano Libero, questa volta ne prenderò spunto per scrivere una lettera agli elettori del sud che votano i partiti nazionali.
Vedete, cari elettori del Sud, questa prima pagina di Libero, pur nella sua solita ed evidente stupida provocazione, nasconde nemmeno tanto velatamente, il reale pensiero del pregiudizio nazionale avallato dai partiti nazionali… tutti.
In questo caso specifico, essendo Libero un quotidiano che “tende” a destra, rappresenta il pensiero della destra nazionale: il trio BE.SA.ME (Berlusconi-Salvini-Meloni) che si candida a salvare il Sud. Ancora ? Ma quante cavolo di volte dobbiamo sorbirci questi salvatori che giungono a noi da terre lontane.

Ma proviamo, cari elettori del Sud, a fare un ragionamento: vi sembra normale che in una nazione unita, con una Costituzione che
All’articolo 3 recita:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione , di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Si senta la necessità di nominare un Ministro per il Mezzogiorno?
Non sarà che, come il ricco che lascia la questua al povero, si senta il bisogno di farlo con quella parte di territorio che NON ha pari dignità sociale e, come ci spiega Marco Esposito che ha già dato una risposta tecnica all’articolo di Libero:” la “rapina” di cui ci saremmo macchiati noi meridionali?” Non è altro ” Che dal 2018 gli stanziamenti dei ministeri dovranno seguire la regola di 66% al Centronord e di 34% al Sud. Perché queste percentuali? Semplice: gli abitanti risiedono per il 66% al Centronord e per il 34% al Sud.

Ma per Feltri, per i suoi lettori e anche per tanti politici del Nord e del Sud che sono leghisti senza ammetterlo, è orripilante che i meridionali siano trattati in modo uguale.

La regola, che scatta il primo gennaio 2018, non vale per gli investimenti delle Ferrovie, delle Poste, delle aziende pubbliche e per quelli degli enti locali.

E’ solo un parziale riequilibrio, insomma. Ma per chi è abituato a prendere la torta tutta per sé appare già una rapina.”

E quando (quando?) si comprenderà che bisogna annullare la disomogeneità nazionale, unica in Europa, per quanto riguarda le infrastrutture non comprese in questa regola che scatterà nel 2018, pensiamo solo alla rete ferroviaria, di cosa ci accuseranno?

Eppure per l’alta velocità, fatta nel nord, hanno preso volentieri anche i contributi dei contribuenti del Sud.

La cosa strana è che ci accusano da sempre (dove sempre vuol dire da dopo l’unità d’Italia) di rubare, ma nonostante siano stati depredati in tutti questi anni si sono comunque arricchiti, loro non certo noi. Quando la strana fantasia supera la concreta realtà succede che:

  • Il sud ruba ed altrove fanno il Mose
  • Il sud spreca e da un’altra parte fanno l’Expo
  • Il sud sperpera ed in altri luoghi fanno la TAV

Sarà forse che siamo dei ladroni incalliti ma non abbiamo voglia lavorare? Così almeno si dice a certe latitudini padane.

Come spiegare in questo caso che su 10 milioni di abitanti presenti in Lombardia, circa la metà sono del sud? Stai a vedere che si sono volontariamente trasferite per godere del salubre clima padano, non certo per lavorare contribuendo a creare quel surplus di reddito che Maroni e Zaia oggi rivendicano di voler trattenere.
Miei cari elettori del Sud dei partiti nazionali, vi potrei anche annoiare dicendovi che anche voi contribuite a quella ricchezza del nord che poi vi volete rubare, osservate per un giorno tutte le vostre spese, dal supermercato, all’abbigliamento, dalle bollette, all’automobile, osservate tutti questi prodotti e guardate dove inviate i vostri soldi, quelli che poi vi ruberete.

Miei cari elettori meridionali, dati Svimez ci ricordano che il sud sta demograficamente morendo e questi continuano con la solita solfa del sud che ruba.
Lasciate perdere i partiti nazionali, non ci daranno mai il dovuto, ne il tolto 156 anni fa.
Bisogna far emergere realtà meridionaliste come Unione Mediterranea, che puntino esclusivamente al riscatto del nostro territorio.