Monthly Archives: Novembre 2015

Pasolini, uomo mediterraneo

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di Salvatore Legnante

Ricorrono in questi giorni i 40 anni da quella tragica notte all’idroscalo di Ostia, in cui si spense una delle voci più coraggiose, autentiche e libertarie del ‘900.

Pier Paolo Pasolini non è stata una stella singola nel firmamento della cultura italiana del secolo scorso. È stata una costellazione. E nel suo splendore, ha dato luce alla sua visione mediterranea della vita, e al suo profondo amore per i Sud che ha attraversato.

Lui, nato a Bologna, cresciuto nel ventre del Friuli, può essere sicuramente annoverato nel Pantheon di un movimento politico che si rifà a valori meridiani per riscattare le terre del Sud.

Il Pasolini che riscopre i Sassi di Matera e gli dà nuova vita nel “Vangelo secondo Matteo”, il Pasolini che nei suoi scritti difende la cultura popolare partenopea, il Pasolini che entra nelle periferie con la stessa grazia con cui viaggia nel ventre di Napoli, senza giudicare, ma ritenendo l’espressione di quei luoghi delle necessarie resistenze alla omologazione piccolo-borghese voluta dal centro e dal Potere, ecco quel Pasolini è un gigante della cultura Mediterranea.

Si può essere figli nobilissimi del meridione pur non essendoci nati, si può penetrare nelle viscere del Sud, arricchendolo e arricchendosene, anche se si arriva dal profondo nordest di Casarsa, si possono leggere le stupende contraddizioni di questa terra nobile e disgraziata anche con gli occhi privi del pregiudizio ma vivi di un’intelligenza pura, di un’innocenza tenera, di una fragilità commovente.

Il Pasolini mediterraneo è quello che scrive che lo sviluppo non è di per sé un concetto positivo, se si tratta di rinunciare a cuor leggerissimo a culture come quelle legate alla terra, senza ottenere un effettivo progresso per chi ne subisce gli effetti più devastanti, da quelle perdite. E’ profetico, Pasolini, per quello che è capitato a tanti territori del Sud, che hanno visto un modello di sviluppo imposto da altri luoghi, dalla politica che ha sempre avuto cervello e cuore spostato a Nord di questo paese.

Profetico perché quello che è successo – ad esempio – alla Taranto devastata dall’Ilva niente altro è che questo: la perdita di culture storiche a favore di uno sviluppo, incensato da tutto il Potere dell’epoca, che oggi mostra il suo lato brutale, con una città perdutamente inquinata.

O ancora, è profetico nel demolire il mito fasullo di un incessante sviluppo industriale che aveva fatto sparire le lucciole, e che nell’ex Terra di Lavoro (cantata nelle Ceneri di Gramsci) ha poi acceso i   roghi tossici, figli anche essi della facile rinuncia che l’Italia del boom economico aveva accettato del Sud testardamente agricolo.

Un Intellettuale acutissimo, immaginifico lettore della storia e dei suoi tempi, cantore della geografia meridionale, una geografia commossa e commovente, come il suo amore per i Sud: anche questo è stato Pier Paolo Pasolini, magnifica e appassionata anima Mediterranea.

Sputtanapoli a L’Arena. Lettera a Roberto Fico: “lo stipendio di Giletti lo pagano anche gli “indecorosi napoletani”.

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Annamaria Pisapia

“Gentile On. Roberto Fico
Presidente Commissione Vigilanza Rai

Ed eccomi qua, ancora una volta,ad inviarle un altra mail. Non è che la cosa mi renda felice, ma si dà il caso che non mi riesce proprio di assistere impassibile all’ennesimo attacco a Napoli.

Infatti era quello che denunciavo nelle due precedenti mail, ma ce ne sarebbero state molte altre. Solo per un minimo ricordo: nella prima in data 12-7-2013 facevo riferimento alla puntata della trasmissione Virus, condotta da Nicola Porro, costruita palesemente sui soliti luoghi comuni contro i napoletani incivili, incapaci, delinquenti e che soprattutto non sanno fare la raccolta differenziata, l’argomento era la terra dei fuochi, malgrado il prof Marfella continuasse a parlare di tentata strage. Ma niente, il messaggio che doveva passare era un altro e Porro era ben determinato a portarlo avanti. A questa mia non fece seguito alcuna risposta da parte sua, non solo a me, ma al popolo napoletano.

Così come non vi fu risposta alla seconda inviata in data 12-10-2014 in merito al servizio del tg2, dove alla notizia di una truffa di inglesi a danno dei napoletani questi ultimi risultavano essere peggiori degli stessi truffatori. Così il giornalista Gianluca Di Schiena, poté deliziarci con una pagina di alt (r)o giornalismo vomitando insulti infamanti e razzisti: “Napoli città simbolo dell’imbroglio, e ancora: Gragnano in provincia di Napoli, cui prestigiosa fama di scippi è secolare… Anche questa rimase lettera muta.

Così con la presente siamo a tre mail di protesta. Protesta? No, la definizione non mi piace. Trovo più giusto dire: richiesta di giustizia. Accidenti, ancora peggio. Tanto è abusata questa parola. Mah, basterà a far sì che lei, in qualità di Presidente Commissione Vigilanza Rai, possa prendere provvedimenti in merito alla indecorosa, quella si condotta tenuta da MassimoGiletti, conduttore della trasmissione “L’Arena di domenica in” nella puntata andata in onda in data 1-11-2015? Il sig Giletti, ha intrattenuto gli ospiti lanciandosi i apprezzamenti razzisti: ” Napoli è una città indecorosa con spazzatura ad ogni vicolo”. Inutile dire che a dargli man forte, c’era l’indecoroso oltre che onnipresente Salvini.

Mi permetto di rammentarle che Giletti conduce un programma pubblico, tra l’altro non nuovo ad episodi di razzismo contro Napoli, percependo uno stipendio annuo di 500 mila euro, pagato anche dagli indecorosi napoletani e non è un programma autogestito dalla lega, anche se comincio a nutrire qualche dubbio.

Servirà aver inviato una mail per l’ennesimo episodio di intolleranza? Non so a lei, ma a me si. Non fosse altro per ricordarmi chi sono coloro che sono dalla parte del popolo, oppure della partitocrazia nord centrica.

Distinti saluti.