Monthly Archives: Marzo 2015

Manifestazione contro le trivellazioni mar Ionio

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Tutti in massa a Corigliano Calabro.

Il Circolo Territoriale “Federico II” di Unione Mediterranea parteciperà alla manifestazione di sabato 28 marzo 2015 a Corigliano Calabro contro le trivellazioni nel mar Ionio. La manifestazione partirà alle ore 9,00 dal parco comunale Fabiana Luzzi di Corigliano Scalo e avrà termine in piazzetta Portofino di Schiavonea. La manifestazione è di notevole importanza perché in un periodo economico in cui le uniche risorse rimaste alla Calabria per sperare nel futuro sono l’agricoltura ed il turismo, lo Stato decide di distruggerle per sempre permettendo la trivellazione selvaggia di mare e coste. Cosa ne ricaverebbe la Calabria? Solo qualche centinaio di posti di lavoro in cambio della miseria del 7% delle royalties, della perdita di un numero maggiore di posti di lavoro in agricoltura (unico settore che sta facendo registrare un aumento dell’occupazione) e nel turismo, e della distruzione dell’ambiente come già avvenuto in Basilicata. Il Governo Renzi, per riuscire nel proprio intento distruttivo, ha varato il decreto “sblocca Italia” che impedisce incostituzionalmente alle Regioni di esprimere il loro parere in materia. Dobbiamo farla finita una volta per sempre di accettare questo modo coloniale di trattare la Calabria ed il Sud in generale, e solo con una grande manifestazione di massa è possibile mandare al Governo un messaggio chiaro ed inequivocabile: la Calabria vuole decidere da sola il proprio futuro, non vuole più subirlo come ha fatto per 154 anni. Invitiamo perciò tutta la popolazione calabrese a partecipare, ad uscire dalle proprie case, a riprendersi la dignità e la vita futura dei loro figli. Che sia una memorabile giornata di costruzione pacifica del futuro della Calabria e di rivincita per le tante sconfitte sociali, politiche ed economiche subite. L’alternativa è solo dolore e morte, ognuno si metta la mano sulla coscienza.
UNIONE MEDITERRANEA – CIRCOLO TERRITORIALE “FEDERICO II”

Convocazione Congresso 2015 di Unione Mediterranea

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Comunico a tutti gli iscritti che, ai sensi dell’articolo 11 dello Statuto, il Congresso biennale di Unione Mediterranea si svolgerà a Matera nei giorni 20 e 21 giugno 2015.

Considerato che Unione Mediterranea è in piena e proficua fase di sviluppo delle sue strutture territoriali ed in crescita anche nel numero degli iscritti, allo scopo di garantire la più ampia partecipazione, per questo secondo congresso si derogherà al comma 1 dell’articolo 11 dello Statuto nella parte che prevede che “possono partecipare gli iscritti al movimento da almeno sei mesi”, permettendo la partecipazione agli iscritti entro le ore 24,00 del giorno 30 aprile 2015, come già anticipato nella Circolare n. 4 del 01/10/2014.

Resta ovviamente salva la possibilità anche agli iscritti successivamente a tale data di partecipare al congresso, pur senza facoltà di voto.

È infatti un appuntamento importante. Si tratta di ritrovarsi tutti insieme, dopo due lunghi anni densi di eventi, per fare un bilancio del lavoro svolto, dei problemi incontrati nei singoli luoghi e delle difficoltà riscontrate nell’affrontarli come associazione, per trarne le opportune indicazioni.

Anche a tal fine è necessario dare al Congresso un tema, o più temi tra loro raccordati, su cui far ruotare gli interventi e su cui intanto raccogliere comunicazioni ed eventuali mozioni.

Dai consigli che fin ora ho raccolto sul punto e dai suggerimenti che mi sono stati dati nella preparazione di  questa prima comunicazione statutaria relativa alla data ed al luogo, è emersa come prima indicazione il tema relativo alla “strutturazione del movimento di Unione Mediterranea in funzione della crescita del territorio / territori e del radicamento del  movimento in essi”. Ne do comunicazione come sollecitazione di dare sul tema proposto, o anche su altri temi, valutazioni e suggerimenti onde investire poi di essi, come è necessario, il  Coordinamento e la Segreteria di Unione Mediterranea.

A questa prima comunicazione relativa alla data ed al luogo, che fin da ora restano fermi, seguirà quindi altra mia successiva comunicazione con la definitiva indicazione del tema o dei temi che il Congresso sarà chiamato ad affrontare.

Con i più cordiali saluti per ognuno di voi.

 

Il Presidente

Francesco Tassone

Io non festeggio la disunità: per l’Italia non valgo niente la mia terra è il Sud.

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Non è per colpa o per grazia di nessuno se nasci in Calabria o in Piemonte ed è più comodo, o forse meno doloroso, pensare che non tutto dipenda dalla tua volontà. Peccato, che la storia di questo Paese racconti una trama ingiusta, fatta di scelte a senso unico e controsensi, di cause storiche ed effetti moderni che partono da lontano e arrivano ad oggi, al punto di pensare che essere meridionali non sia nient’altro che una condizione.
Sei meridionale ogni volta che aspetti un treno che (se arriva), arriva tardi e sei di Matera se il treno non esiste; sei meridionale quando vivi nelle Terre dei veleni e il livello di diossina è di gran lunga maggiore che nel resto d’Italia; sei meridionale se paghi l’RCauto più cara d’Italia anche se non fai sinistri da vent’anni; sei meridionale se l’asticella della disoccupazione sfiora il 60%; sei donna e meridionale se il numero di senza lavoro tocca punte del 50%. Sei meridionale ogni volta che il segno meno domina sul segno più.
Dinanzi alle prospettive di lavoro dei giovani neolaureati nel Mezzogiorno, ad un federalismo fiscale bocciato dalla Corte dei Conti (perché iniquo al punto di accrescere gravemente il divario tra Nord e Sud), ad una legge sulla sanità che dà meno risorse alle regioni meridionali perché l’aspettativa di vita media è più bassa, ad un federalismo comunale che sottrae 700 milioni di euro all’anno per gli asili e le scuole del Sud, far finta che quest’ Italia meriti un briciolo di credibilità, espone al serio rischio di sembrare troppo ingenui per continuare a sperare. Non è poi così difficile sconfessare i luoghi comuni che vorrebbero far sentire un giovane del Sud endemicamente predisposto a fallire, se la causa dei suoi mali si chiama questione meridionale, prosecuzione di precise volontà politiche tutte a favore di una sola parte della “patria”. Fratelli d’Italia, d’accordo. Ma per il Sud, dov’è la vittoria?

Grandi opere al nord e nemmeno una piccola al sud, meno 40% delle infrastrutture e solo il 3% di investimenti nel Mezzogiorno per l’edilizia scolastica a fronte del 69% al Nord. Nata nel falso storico risorgimentale, attanagliata dalle mafie, figlia della peggiore classe politica del Sud alleata saldamente alla peggiore classe dirigente del Nord, questa “Italiella” ci ha resi minori, negandoci storia, verità e benessere fino a renderci succubi e persino riconoscenti!

Nessun padrone picchia il suo schiavo per amore, eppure non è facile chiedere di ribellarsi a chi per anni, stordito dalla convinzione che qualche italiano è giustamente più italiano di un altro, ha accettato di essere trattato come ultimo tra gli ultimi. Nell’indifferenza generale dei media, dei detrattori di sempre, degli intellettuali di cartone che sminuiscono il sentimento di riscatto, i cittadini meridionali non possono più illudersi che a salvarli sia chi da sempre, si è impegnato per distruggerli. Il Sud da solo può più di chiunque altro. Il petrolio, il gas, l’energia rinnovabile, le tecnologie, l’artigianato, il turismo, l’enogastromia sono oro per noi e per chi lo sfrutta a nostro svantaggio. Troppe volte abbiamo semplificato negativamente l’ universo di idee, stimoli e potenzialità di cui possiamo farci fregio.

Investire sui giovani, tornare a fare impresa, ridare fiducia ad un territorio ricco di risorse e capitale umano, che per lungo tempo è stato abituato a credere che il proprio talento avesse senso solo se investito a Milano o Berlino, serve a risarcire e costruire le generazioni meridionali del domani. Non esistono diverse versioni dell’ equità, esistono altresì nuove strade da percorrere e se alcune possono condurre in un vicolo cieco, altre possono spalancare una finestra verso nuove conquiste.

Perchè una cosa è certa: il rinnovamento è il cammino.

Flavia Sorrentino

“Sblocca Italia”, trivellazioni e sismicità, è vero razzismo ambientale?

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Unione Mediterranea in collaborazione con l’associazione “Diamoci una mano” ha organizzato l’evento dibattito che si terrà sabato 07 Marzo 2015 alle ore 17.00 presso la sala consiliare del Comune di Amendolara. Invitiamo tutti gli interessati a partecipare!locandina_Amendolara_7_marzo