La proroga bilancio alle città metropolitane – Storie di ordinario colonialismo interno
da un articolo di Desire Rosaria Nacarlo
Il 9 aprile scorso Luigi De Magistris, ha affidato ad un post facebook uno sfogo indirizzato al Governo Gentiloni. La questione affrontata dal sindaco di Napoli è EMBLEMATICA DELL’ATTEGGIAMENTO COLONIALE ad oggi ancora presente nel DNA nord-centrico del governo Italiano.
Il busillis della questione è un decreto legge ad hoc varato dall’attuale governo, e teso a prorogare il limite del 30 giugno per l’approvazione dei bilanci delle città metropolitane. Milano, Torino e Roma sono in estrema difficoltà e rischiano di bucare la data. Il sindaco di Milano, allora, ha chiesto ed ottenuto l’intervento del Governo.
Nulla di male fin qui. Certo, se la cosa fosse partita da Napoli avremmo assistito alla solita processione dei sicofanti che, popolata dai vari Facci, Giletti, Bizzozzero (per citarne un paio) e con in testa Matteo Salvini, avrebbe fatto scempio delle proprie vesti al grido di “Sud assistenzialista”. Fortunatamente la richiesta è targata “capitale morale” quindi la manfrina ci viene risparmiata.
Capita, invece, che a Napoli il bilancio sia già in ordine ed approvato al 31 gennaio, e che il buon lavoro delle amministrazioni attuali abbia fatto “sparagnare” all’area metropolitana 500 milioni. Non ditelo ai Leghisti, ma quei soldi ci sono e potrebbero essere impiegati per la più grande opera di messa in sicurezza dal 1980 in qua. Già, potrebbero. Perché usiamo il condizionale? Semplice! Perché lo stato blocca quei fondi in base ai vincoli di bilancio, e lo fa anche potendolo evitare. Basterebbe una norma per svincolarli.
Invece ci si trova, da un lato, a derogare, prorogare, concedere alle amministrazioni PD e 5stelle del centronord, e dall’altro a tenere Napoli (ed osiamo dire “tutto il sud”) con la testa sott’acqua. Basti pensare al fatto che il comune di Napoli, in regime di riequilibrio, sta facendo i salti mortali per far quadrare i conti, anche a fronte dei continui tagli ai comuni e – ad esempio – ad un blocco per 80 milioni derivante da un pignoramento datato al 1980! Sbloccare quei 500 milioni a livello “metropolitano” potrebbe essere equivalente alla boccata d’ossigeno che giustamente il governo vuole concedere a Milano, Torino e Roma.
Niente illusioni. Nessuna azione in tal senso è prevista. In puro stile colonialista sabaudo (e dire che siamo nel 2017!) Pantalone il lamentoso viene foraggiato (ma non smette di lamentarsi). Pulcinella invece è preso a calcioni nel sedere, e deve pure sentirsi dare del mariuolo inefficiente anche in presenza di fatti che provano il contrario.
Eppure “[…] noi non vogliamo le leggi speciali come vi chiedono quelli che le hanno già avute. Noi non vogliamo privilegi. Noi che amministriamo senza soldi, ma in autonomia e con tanta onestà, vi chiediamo il giusto – per non andare in agonia per colpa di uno Stato ingiusto e iniquo -, quello che ci spetta da tempo e voi lo sapete.”
“Da noi la pazienza per le ingiustizie è terminata.”

