Da Napoli a Potenza al medioriente: il mondo ostaggio del petrolio

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di Raffaele Vescera

Mentre emergono sempre più chiari i contorni dell’affaire petrolifero del governo turco che, secondo la circostanziata denuncia dei Russi, acquista petrolio dall’Isis in cambio di armi e addestramento militare, si ha notizia delle inchieste giudiziarie in Basilicata e Campania contro compagnie petrolifere del calibro di Eni e Q8, accusate di sversamento illegale dei rifiuti, inquinamento di terra e aria e disastro ambientale. Estraggono petrolio dalla nostra terra, anche a poche centinaia di metri da paesi e ospedali, in Basilicata, e secondo le denunce degli ambientalisti, sversano i residui tossici negli stessi pozzi trivellati e nelle acque destinate agli acquedotti. La magistratura potentina è al lavoro, sperando che faccia giustizia anche delle condanne comminate agli stessi ambientalisti, colpevoli di aver denunciato il disastro ecologico.

Mosca ha mostrato le prove fotografiche delle colonne di autobotti e uomini armati che passano il confine turco verso lo stato islamico, accusando lo stesso presidente Erdogan di favorire e coprire tale traffico, a fin di lucro familiare, poiché il figlio è a capo della principale compagnia petrolifera turca che si occupa del traffico illegale, mentre il genero del presidente è ministro dell’energia e mentre i giornalisti turchi che denunciano il traffico vanno in galera. E’ un affare da due miliardi di dollari l’anno.

L’America smentisce e parla di accuse assurde, mentre gli altri stati occidentali tacciono, a fronte della circostanziata e documentata denuncia russa. Non sono forse essi i migliori alleati della Turchia e degli altri stati fondamentalisti della Penisola arabica che supportano l’Isis? Non sono forse le potentissime multinazionali del petrolio, con la complicità di quelle delle armi, a pilotare i governi occidentali e la politica energetica mondiale, non sono forse loro a provocare nei paesi poveri guerre, colpi di stato, uccisioni mirate di politici e giornalisti critici? Non abbiamo forse nella stessa Italietta grandi misteri petroliferi, prima e dopo l’uccisione di Enrico Mattei? Da Matteotti a De Mauro, da Moro a Pasolini? Chi tocca il petrolio muore.

E muoiono più di tutti i poveri cristi sotto le bombe indiscriminate degli stessi paesi che speculano sul petrolio e sotto quelle scellerate dei terroristi islamici, in concorrenza mortuaria per il dominio del petrolio. Il tutto, mentre il mondo resta soffocato dai miasmi delle fonti energetiche fossili, che cambiano il clima e distruggono il Pianeta Terra. Non ne abbiamo un altro di riserva, il limite non è ignoto: è noto. Restano ancora pochi anni di vita a un mondo già malato, mentre i governi si riuniscono a Parigi, in una finzione ecologica che nulla contiene, e mentre l’energia pulita è a portata di mano, sole, acqua e vento. Ma possono più le compagnie del petrolio, ricchezza di pochi, che gli dei della natura, ricchezza di tutti.

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