Monthly Archives: Febbraio 2017

Hic sunt Leones. Le infrastrutture al Sud: storie di ordinario malgoverno

Share Button

Che il meridione fosse rimasto abbandonato a sé stesso da ormai più di qualche decennio (circa 16), è una cosa che forse poteva sembrare chiara solo ad alcuni. Ma negli ultimi anni non lo nota solo chi non vuole.

Possiamo parlare di infrastrutture, ad esempio. Dopo ogni ondata di maltempo interi territori rimangono isolati e abbandonati al loro destino. Il comprensorio montano delle Serre Vibonesi, in Calabria, in cui si sta anche registrando un veloce ed inesorabile spopolamento, sta urlando disperazione per la situazione in cui versano le sue strade provinciali e statali. Esse rappresentano l’unico modo per raggiungere vie di comunicazione più importanti, dislocate lungo le coste jonica e tirrenica: la famosa A3 Salerno – Reggio Calabria, la SS106 Taranto – Reggio Calabria, le ferrovie e l’aeroporto di Lamezia.

Non solo, la comunicazione tra i vari centri montani risulta a volte quasi impossibile, con automobilisti costretti ad allungare il loro tragitto a causa di continue frane e smottamenti che, attivi dal punto di vista geologico, aspettano solo il momento giusto per raggiungere valle e rimanere lì come una spada di Damocle sulla testa dello sfortunato ed ignaro automobilista. Sindaci e cittadini si stanno mobilitando per suggerire di far passare la manutenzione della rete viaria dalla provincia, in dichiarato stato di dissesto economico, direttamente all’ANAS.

La famosa Trasversale delle Serre (SS713 Soverato – A3, Svincolo Serre), il cui scopo sarebbe quello di collegare Jonio e Tirreno passando per questa zona, è un progetto di oltre 50 anni fa, realizzato solo per qualche chilometro e usato ad ogni campagna elettorale per raccogliere consensi. É diventata una barzelletta. Da qualche anno a questa parte, grazie all’impegno di un comitato spontaneo (Comitato Trasversale delle Serre – 50 anni di sviluppo negato), qualcosa sembra muoversi. Lo stato, incalzato dai cittadini, sembra anche stia dando qualche risposta. Non è comunque abbastanza.

Non che le “maggiori vie di comunicazione” versino in migliori condizioni. Non sono più adatte agli attuali livelli di traffico e non risultano nemmeno degne del loro nome. La SS106, che potremmo definire la seconda autostrada calabrese, si trasforma in fiumara quando un evento temporalesco colpisce il litorale jonico. Il tutto documentato da foto e video postati su facebook da automobilisti che percorrendola vogliono indurre altri a prestare attenzione.

La promessa di una nuova e più funzionale – oltre che sicura – SS106, rimane tale. Anche in questo caso, come per la SS713, solo qualche tratto è stato realizzato. Ma la 106, più che una strada sembra un vero e proprio bollettino di guerra: “Sulla S.S. 106, in Calabria, dal 1996 ad oggi, abbiamo avuto oltre 9.000 sinistri e oltre 24.000 feriti; mentre le vittime sono oltre 700. Nel solo anno 2016 abbiamo avuto 32 vittime“.

I dati sono forniti dall’associazione “Basta vittime sulla 106” e sono contenuti in una petizione[1] inviata al Presidente della Repubblica.

Le firme raccolte, secondo un comunicato stampa dell’Associazione, hanno superato le ventimila e sono provenienti oltre che dalle varie province calabresi, anche da altre regioni d’Italia e perfino dall’estero (per sottoscriverla).

Altro evento degno di nota, sempre sulla SS106, è il cedimento del ponte sull’Allaro che il 23 gennaio ha diviso in due la Locride.

Ma la Calabria non è l’unica regione meridionale ad essere stata abbandonata. Dalla Puglia, il 6 febbraio, è partita una petizione, sottoscritta da oltre 3500 persone, per mettere in sicurezza la SS16 Foggia – San Severo, e diretta anch’essa al Presidente della Repubblica. Anche qui si parla di centinaia di vittime e condizioni indegne per una arteria principale come una strada statale.

Si potrebbe continuare a parlare del tema per molto: Matera – meta turistica oltre che capitale della cultura 2019 -, isolata dal resto d’Italia; Sicilia divisa in due a causa di autostrade in pessime condizioni; investimenti sulle ferrovie in Lombardia pari alla somma di tutti quelli fatti nell’intero meridione; chiusura aeroporto di Reggio Calabria e cancellazione della tratta Lamezia Terme – Roma Fiumicino senza che nessuno (a livello politico intendo) si opponesse a questa scelta della compagnia Ryanair.

E per finire, per comprendere a fondo la gravità della situazione, il 2017 è l’anno in cui la Calabria è stata definita come una tra le principali mete per le vacanze estive dal New York Times. Se qualcuno lo sa, ci indichi per favore come l’attuale situazione infrastrutturale in Calabria (ed al Meridione, in genere) potrebbe favorire questi ipotetici turisti.

Insomma, il Sud non ce la fa più. Si moltiplicano comitati e associazioni per rivendicare i diritti basilari che dovrebbero essere offerti a tutti i cittadini in egual misura. E forse per intercettare truffaldinamente questo malcontento che molti insospettabili smemorati cominciano a ricordarsi la Storia (vedi Tremonti, che paragona il comportamento della Germania a quello dei piemontesi riguardo al tema dell’Europa a due velocità).

Ma questa volta non ci faremo imbambolare da qualche specchietto per le allodole.

MO basta! Una nuova generazione di Meridionali sta raccogliendo il testimone, ed è una generazione incazzata. Una generazione allo stremo che intende fare tesoro delle tribolazioni di chi la ha preceduta, ma più consapevole dei propri mezzi. Chi dovrebbe programmare la crescita infrastrutturale del Meridione si è sempre adagiato sulla locuzione “Hic Sunt Leones” con cui i Romani indicavano le aree che non li interessavano, oltre il Limes.

Eppure, al contrario dei Romani, questi signori sono in grado di interessarsi a noi, saltuariamente: miracoli delle campagne elettorali. Ebbene, che vengano! Stavolta, i Leoni, li troveranno sul serio!

 


[1]Ecco il testo della petizione

Il signor Gennaro ci chiede della “formula Calderoli”

Share Button

SIGNOR GENNARO : Signor MO, mi ha riferito un amico che voi andate dicendo che con la “formula Calderoli” i fondi per la sanità vengono ripartiti in modo da tagliare le risorse dove ci si ammala di più. Io non ci posso credere, questa volta l’avete detta grossa!

SIGNOR MO: Caro Gennaro, non mi sono inventato nulla, questa formula magica esiste già dal 2012.

SIGNOR GENNARO: Ecco, come posso credervi se vi mettete a parlare di magia?

SIGNOR MO: E come potrei definire una cosa che esiste ma non si vede? Tranquillo, non è magia ma solo un trucco.

SIGNOR GENNARO: E quindi mi volete far credere che il Governo abbia approvato una cosa tanto brutta?

SIGNOR MO: Adesso mi spiego. Questa “formula Calderoli” si basa sul principio generico secondo cui persone di età diverse abbiano bisogno di cure più o meno costose.

SIGNOR GENNARO: Ma è giusto, se a mio figlio viene l’influenza mi basta portarlo dal medico di base, mentre mia madre ottantenne ha più probabilità di ammalarsi gravemente o di aver bisogno di cure speciali.

SIGNOR MO: Certo che è giusto, ma questo non può essere l’unico criterio. Pensaci bene, è più probabile che tu abbia bisogno di una sala parto o sarebbe tua moglie ad averne bisogno?

SIGNOR GENNARO: Mia moglie ovviamente. Quindi mi state dicendo che l’unica cosa presa in considerazione per la ripartizione dei fondi è l’età? E basta?

SIGNOR MO: Esatto Gennaro! Questa però è una cosa grave e bisogna capirla bene. Secondo questa formula avranno più soldi le Regioni dove ci sono più anziani, cioè dove si vive più a lungo, quindi è vero anche il contrario: dove c’è la possibilità di ammalarsi o morire prima verranno dati meno soldi. La formula non vuole che vengano presi in considerazione altri parametri: non parla di prevenzione, non guarda alle condizioni sociali e ambientali del territorio.

SIGNOR GENNARO: Tutto sommato è giusto, se questa formula viene messa in pratica in tutto il paese, no?

SIGNOR MO: Certo che no! C’è più probabilità che abbiano una patologia grave i ragazzi della terra dei fuochi o quelli che passeggiano ogni giorno per la Valtellina?

SIGNOR GENNARO: I ragazzi della terra dei fuochi. Ho letto che la Campania ha la speranza di vita più bassa di tutte le Regioni.

SIGNOR MO: Visto? Però gli ospedali lì non riceveranno più soldi proprio perché non non c’è un maggior numero di anziani. E’ così che le zone più rischiose per la salute prenderanno meno fondi, proprio perché si muore prima!

SIGNOR GENNARO:  Ma è terribile! Quindi lo Stato non prevede fondi particolari di prevenzione e monitoraggio per i cittadini più a rischio? Non posso credere che qualcuno possa aver approvato questa follia.

SIGNOR MO: Mi dispiace Gennaro ma è proprio così. L’idea di questa formula diabolica venne a Calderoli nel 2011 e doveva entrare in vigore a partire dal 2013, però le Regioni del Sud capirono l’inghippo e chiesero di revisionare i criteri sui fabbisogni regionali così, in attesa di un vero accordo, i fondi furono aumentati con dei bonus. A dicembre 2014 il Governo decise di cambiare rotta e scrisse nella legge di Stabilità per il 2015 che sarebbe stato utilizzato un vecchio criterio, indicato nella legge 662 del 1996, mai attuato.

SIGNOR GENNARO: Ah quindi alla fine non hanno approvato la formula Calderoli!

SIGNOR MO: Sì che l’hanno approvata, ora ti spiego il trucco: nella legge di Stabilità per il 2015, al comma 601, è scritto che il nuovo criterio sarebbe stato cambiato esclusivamente se si fosse raggiunta, entro il 30 aprile 2015, l’intesa prevista per il decreto. Ovviamente nessun rappresentante delle regioni si mosse entro quella data, dando il proprio tacito consenso alla formula Calderoli, che oggi regola la ripartizione dei 113 miliardi del fondo sanitario per il 2016. Pensa che con questo sistema sono spariti 400mila cittadini campani.

SIGNOR GENNARO: Ancora mi parlate di magia?

SIGNOR MO: Niente magia, è di nuovo un trucco! Secondo la formula un cittadino deve essere conteggiato dallo stato non come 1, ma il suo “valore” nei costi sanitari dipende dalla fascia d’età a cui appartiene. Un cittadino che ha più di 75 anni vale ben 2,844 mentre i cittadini sotto i 65 anni valgono anche meno di uno! Per esempio i bambini tra i 5 e i 14 anni valgono 0,234.

SIGNOR GENNARO: Ma signor Mo, io non sono buono con i numeri!

SIGNOR MO: E’ semplice. Immagina due gruppi di dieci persone. Nel primo gruppo tutti hanno una caramella, tranne due persone che ne hanno sei anziché una. Quante caramelle ci sono?

SIGNOR GENNARO: Venti!

SIGNOR MO: Bravo, ora immagina che nel secondo gruppo ci sia solo una persona con sei caramelle, quante caramelle ci sono?

SIGNOR GENNARO: Quindici! Ho capito, non cambia il numero di persone ma il numero di caramelle… e più caramelle ci sono più lo Stato finanzierà il gruppo.

SIGNOR MO: Diciamo di sì, e pensa che con questo sistema in Piemonte, la Regione con più anziani, sono stati conteggiati circa 371mila cittadini in più di quelli reali!

SIGNOR GENNARO: Vabbuò, ho capito, noi al Sud paghiamo senza ricevere mai nulla in cambio… bisogna dire basta! Adesso lo dirò a tutti i miei amici