X-factor: Xylella vs Xylella

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di Crocifisso Aloisi

Nel 2014 Rodrigo Krugner (Università della California) ha pubblicato uno studio in cui ha affermato che negli ulivi analizzati  (che presentavano sintomi di disseccamento) era stata riscontrata la presenza del batterio in percentuali basse e che l’inoculazione della Xylella in piante di olivo sane, non ha portato a riscontrare rilevanti sintomi di disseccamento. Quindi concluse che la patogenicità xylella / ulivo, al momento, non è dimostrata ed è ancora da dimostrare scientificamente. L’esperimento si svolse utilizzando 198 piante e si concluse definitivamente in pochi mesi.

Qui da noi, in Salento, esperti espertissimi (alcuni finiti sotto indagine della Magistratura) dopo oltre quaranta mesi di ‘studio’ dopo inumerevoli test ed esami condotti su centinaia di migliaia di ulivi, ancora non hanno prodotto uno straccio di prova universalmente riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale (non dalla filiera di ‘scienziati’ amici o ricattati/ricattabili), che la causa dei disseccamenti sia imputabile alla presenza del batterio.
L’unico studio prodotto, quello di marzo 2016 per Efsa, non è stato ancora sottoposto al vaglio della peer review. Quindi per ora resta una specie di ‘perizia di parte’.
Ma sulla stampa locale il messaggio che è passato (e passa tuttora) è che il nesso causa/effetto sia stato dimostrato (per scoraggiare tutti circa l’inutilità dei tentativi di cura degli alberi sofferenti e spingere così verso una radicale trasformazione del paesaggio agricolo ?).
Intanto alcuni di questi esperti espertissimi, seppur ancora sotto inchiesta penale, ricevono e gestiscono milioni di euro pubblici per il loro ‘studio’.
Vi immaginate se, a proposito dei dati sugli  ultimi monitoraggi e della polemica sui 1.536 ulivi analizzati in zona dichiarata ‘infetta’ – cioè tutta la provincia di Lecce – avessero analizzato SOLO le piante sintomatiche con la speranza di avere più probabilità di riscontrare la presenza del batterio ?
E vi immaginate se da questo test avessero riscontrato che solo in 100 ulivi sono state trovate tracce di DNA (che vuol dire tanto o niente, perché sarebbe utile anche sapere se l’organismo riscontrato all’interno della pianta sia in vita oppure no) del batterio e che quindi le altre 1.426 piante hanno gravi sintomi di disseccamento per cause non imputabili alla presenza di xylella (che non c’è perché non l’hanno trovata) ?
Crollerebbe di colpo tutto il castello di affermazioni e contraddizioni sentite fino ad ora e rilanciate con titoloni a tutta pagina da alcuni ma importanti media locali.
Se l’UE venisse a sapere i veri numeri della presunta epidemia da xylella  (non i numeri dell’epidemia mediatica) , forse la smetterebbe con le decisioni di esecuzione prese dalla Commissione e smetterebbe anche di continuare a finanziare questa incredibile storiella.
E se invece di immaginare il dato dei 1.536 fosse veramente accaduto ciò ed ora hanno grandissime difficoltà a far conoscere i dati ? Nel suo studio Rodrigo Krugner concluse che, sebbene il 17% del campione di 198 ulivi con sintomi di disseccamento fosse risultato positivo, non era sufficiente dimostrato, per gli standard scientifici universalmente accettati, che xylella fosse causa di disseccamento dell’olivo. Se fosse andata come abbiamo immaginato con i 1.536 ulivi testati in Salento, saremmo intorno ad una percentuale del 6,5%. Fate un po’ di calcoli e tirate le somme. Senza accusare o sentirsi accusare di ‘gomblottismo’.

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