UnoMattina e gli allevatori “tossici” del bresciano

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di Lorenzo Piccolo

Pochi minuti fa nella trasmissione Unomattina sono riusciti a parlare degli allevatori delle province di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona accusati di aver utilizzato latte contaminato dall’aflatossina B1 per produrre il latte.

In sostanza è stato intervistato un rappresentante degli allevatori che, di fatto senza contraddittorio alcuno, ha affermato quanto segue:

  1. Questa notizia va interpretata come un SUCCESSO: sì, un successo. Significa che i controlli funzionano;
  2. Il comportamento degli allevatori in oggetto è stato “un po’ oltre le regole”, nulla di più;
  3. L’Aflatossina B1 è si pericolosa, ma non così tanto come si crede (Strano, perché nel 1993 è stata classificata dall’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro come appartenente al gruppo 1 = agente cancerogeno per l’uomo);
  4. I consumatori possono stare tranquilli.

Il tutto riuscendo nell’ardua impresa di NON nominare il consorzio Grana Padano cui sono associati gli allevatori indagati. Insomma, lo stesso trattamento “coi guanti” riservato al caso diossina nella mozzarella campana, non vi pare? Pur tuttavia con la insignificante differenza che nella mozzarella la diossina non c’era, come dimostrato dai test effettuati in Germania, mentre nel Grana l’aflatossina c’è.

A proposito di comportamenti “un po’ oltre le norme” va ricordato che gli allevatori sono stati indagati dalla procura di Brescia perché “non hanno comunicato all’autorità sanitaria il risultato delle trecento analisi in autocontrollo consegnate loro da tre laboratori privati e dall’Istituto zooprofilattico”: quindi sapevano e hanno taciuto.

Per quanto riguarda il “successo dei controlli”, nello screenshot in basso potete leggere come la “virtuosissima” regione Lombardia negli ultimi 4 anni aveva PROGRESSIVAMENTE DIMINUITO I CONTROLLI: 249 nel 2013, 210 nel 2014, 124 nel 2015 e solo 50 nei primi quattro mesi del 2016.

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