Platì (e la locride) ancora una volta preso di mira. Stavolta alla Leoponda, da Renzi!

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di Giuseppe Mammoliti

Renzi afferma che a Platì, negli ultimi 10 anni, due amministrazioni sono state sciolte, aggiungendo che sono stati uccisi degli amministratori.

Non ho buona memoria e non saprei se le amministrazioni sciolte siano una o più di una. Forse nell’ultima tornata elettorale non si sono presentate liste o non si è raggiunto il quorum, ma non mi risulta che in questi ultimi anni siano stati uccisi degli amministratori. Io non sono il presidente del consiglio e credo che un mio errore nel riportare fatti e circostanze abbia una risonanza infinitamente minore delle dichiarazioni di un “premier”.

Questo è servito a Renzi per presentare una ragazza, militante del pd, che sfidando tutto e tutti vorrebbe “immolarsi” per il bene di Platì candidandosi a sindaco di questo nostro bistrattato, vituperato e dimenticato (quando c’è da assegnare dei finanziamenti) paese della Locride.

Sui facili scioglimenti per “infiltrazioni mafiose” e altre accuse del genere, non contemplate neanche nel codice penale, ormai si è detto tanto, pro e contro, eppure nulla cambia, nulla viene fatto, men che meno dal comitato dei sindaci della Locride. Questo organismo dovrebbe prendere una posizione chiara e determinata, uscire con una sola voce e dire al resto d’Italia in quali condizioni versa l’economia del Paese, di fatto ferma a 60 anni fa. Dovrebbe dire come le leggi del governo italiano stanno distruggendo anche quel poco che esiste in campo agricolo. La mancanza quasi totale di collegamenti stradali, ferroviari, aeroportuali e portuali, impediscono persino di ipotizzare una qualsiasi idea di sviluppo. Un territorio che ad ogni evento alluvionale si sgretola progressivamente. E’ così che si evidenziano le carenze strutturali della Locride e del meridione in genere, un’area paragonabile a qualche zona arretrata del Medio Oriente e non ad un pezzo di Europa.

I vari governi che si sono succeduti dal 1861 ad oggi non amano investire al Sud. Chi ha voglia di lavorare deve abbandonare la propria terra. Al Sud non si investe e non viene permesso di intraprendere (come auspicava un certo Brombini oltre un secolo fa), e per non investire si sono inventati un alibi: al sud non si investe perché i soldi vanno a finire nelle tasche dei mafiosi!

E allora non si dovrebbe investire in nessuna regione d’Italia! Non conosco, infatti, nessuna regione in cui il malaffare e i comitati affaristici non siano presenti. Prendiamo il caso di Venezia: la realizzazione del MOSE, opera costosissima quanto inutile, ha già inghiottito alcuni miliardi di euro senza che nessuno si sia scandalizzato più di tanto. Nessuno è finito in galera, tutto è stato messo a tacere. Eppure stiamo parlando di almeno 2 miliardi di euro! Ben 4.000 miliardi delle vecchie lire! SPARITI! SVANITI! Se una roba del genere fosse avvenuta al Sud avrebbero arrestato interi paesi e gettato via le chiavi! Ma al nord la mafia NON ESISTE per definizione e allora si continua a pompare denari sul MOSE per foraggiare le mafie del nord. Certo, sono mafie “più civili”, “meno rumorose”, insomma più eleganti. Non esiste lo stereotipo del tipo con “lupara & barritta”, ma i lupi del nord sono infinitamente più famelici e dannosi di qualsiasi altro fenomeno malavitoso. Sarà forse che attorno a quelle ricche tavole imbandite trovano posto i più grandi delinquenti d’Italia? I più grandi massoni, banchieri, politici di alto borgo, e uomini di chiesa porporati? Solo così si spiegherebbe l’assordante silenzio che avvolge gli affari delinquenziali del nord. Non si possono certo disturbare tutti codesti signori mentre banchettano… e allora?

E allora dirottiamo l’attenzione della nazione sul meridione! Paesi ormai semi o del tutto abbandonati, patrimoni edilizi per lo più fatiscenti, strutture urbane inesistenti, paesi dormitori senza speranza, senza avvenire che non ricevono dallo Stato nessun concreto aiuto, a parte qualche regalia giusto per far tacere i più riottosi. Un tantino, tanto per evitare sommosse popolari che potrebbero risultare sgradite ai signori del parlamento europeo.

Ma nessuno si sogna di finanziare una qualsiasi attività imprenditoriale di un certo respiro. Il massimo che ho visto proporre è qualche obsoleta centrale a carbone, rifiutata nel resto d’Italia. Il nord non vuole concorrenti! Vuole manodopera a basso costo che, con i continui sbarchi di un altro sud ancora più a sud di noi terroni, trova senza difficoltà alcuna. Ma pur non pesando sul bilancio statale e pur non gestendo risorse finanziarie degne di nota, i paesi del sud vengono additati come centri di malaffare e pozzi divora-soldi!
Ma quando mai!

Il signor “premier”, prima di parlare di realtà a lui sconosciute, è mai venuto a fare una visita a questi paesi dimenticati? Non credo! Dovrebbe venire e abitare per alcuni giorni o settimane e perché no, MESI, a Platì o a San Luca, o altrove nella Locride. Solo così potrebbe rendersi conto di quanto Stato ci sia nel Sud. Dovrebbe andare in giro per le strade provinciali, a tratti inesistenti, provare ad usare qualche “mezzo pubblico” per raggiungere i paesi vincitori o le grandi città del meridione e del resto d’Italia. Dovrebbe pure farsi venire un ictus o qualcosa del genere per valutare la qualità dell’assistenza medica offerta dalla sanità pubblica, oppure farsi un giro per le scuole e quant’altro di pubblico esiste ancora nella Locride.

Non sono andato a votare per eleggere il sindaco, né mai ci andrò! Almeno fino a quando lo Stato non avrà cambiato, in meglio, le regole del gioco. Nessuno andrà in galera con il mio voto!
Ho visto arrestare e condannare persone colpevoli di aver risposto ai cittadini, al telefono, con frasi del tipo: “stiamo lavorando per voi!” Roba che scritta dall’ANAS ai margini delle strade non scandalizza nessuno, ma che, se proferita da un amministratore ad un qualsiasi cittadino, ancorché in odor di mafia, diventa reato perseguibile! Si possono mandare persone serie, padri di famiglia ad amministrare i pochi averi di questi malandati comuni con il rischio di vederli portati via in manette per reati di “mafia”? Non con il mio voto! Non in mio nome!

Alla tanto intrepida ragazza che sogna chissà quale epopea salvifica del comune di Platì dico di non avere il minimo timore di venire a farsi eleggere. Forse riuscirà a farsi sentire meglio dei nostri abituali amministratori e ottenere quell’ascolto da parte dello stato finora negato agli autoctoni. Venisse pure, se non teme di vivere 5 anni in un centro in cui l’unico ritrovo è qualche bar, frequentato da alcuni amici della briscola, e il cinema più vicino è a circa 30 km. Di discoteche e roba simile non se ne parla, ma se è una amante della natura, dei grandi panorami, della montagna in genere, allora troverà ciò che cerca: il grande Aspromonte merita di essere visitato e valorizzato. Comunque dovrà prima riuscire a convincere i platiesi che lei ha una buona bacchetta magica o che comunque sia esperta in miracoli.
Auguri alla piddina intrepida, e che la forza sia con lei!

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