I nostri giovani hanno voglia di riscatto. Aiutiamoli. Lettera di una mamma del Sud.

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Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere. Giovanni Falcone

Scrivo perché delusa (a prescindere dal voto che si voleva esprimere) dalla totale assenza di partecipazione della nostra gente all’ultimo referendum, penso non sia solo disinteresse alle politiche sociali, penso sia molto di più:
-siamo scettici, stanchi di ascoltare chiacchiere, anche perché i fronti opposti sono sempre ingannevoli e poco chiari;
-siamo disamorati e indifferenti perché abbiamo i nostri personali problemi che ci paiono enormi, e poi guardiamo indifferenti carrette del mare che distribuiscono morte a chi già viveva una realtà di vero dolore;
-siamo, me compresa, ignoranti e disinformati: non abbiamo nessuna vera voglia di sapere e tantomeno di fare;
-siamo apatici, vogliamo sì che qualcosa funzioni, ma deve essere fatto da altri;
-siamo populisti e superficiali, ci esaltiamo con una partita di pallone e non conosciamo né sappiamo divulgare un qualsiasi nostro buon primato (ad es. nel comparto agricolo il nostro primato del vino campano);
ecco allora che mi rivolgo alla nostra unica e ultima fonte di speranza: i nostri figli,
i nostri giovani che, a dispetto di vecchi luoghi comuni o petulanti litanie di anziane bocche, sono loro i meglio informati, hanno forza e volontà, hanno più tolleranza e rispetto, hanno voglia di riscatto e amore per la propria terra, e sanno come rivolgersi e coinvolgere chi non lo è.
Loro ci credono e vi assicuro che chi ci crede lo fa per se e anche per chi non ci crede.
Se noi siamo stanchi dei vecchi personaggi, delle vecchie lobbies politiche, delle speculazioni, delle camorre, degli interessi di pochi… ecc. ecc. loro potranno dire basta, basta a questo ed a tutto il vecchio “andazzo”.
Io ho conosciuto alcuni di questi giovani, li ho conosciuti perché me li ha presentati mio figlio: sono i ragazzi del movimento MO-Unione Mediterranea, e di loro mi ha colpito l’amore: studiano e si preparano con amore, lottano con amore, ci credono con amore, si riuniscono e si organizzano con amore.
Allora ho pensato che sì possono provarci, possono essere l’alternativa, ho pensato che anche noi, disillusi e stanchi, possiamo dar loro spazio e fiducia, chissà forse sono il cambiamento, la svolta, o forse no, non ci riusciranno, forse tra 10 o 20 anni anche loro cambieranno, ma perché non farli provare ora, perché non aiutarli per aiutare noi stessi, la nostra terra, la nostra economia, il nostro futuro. Ascoltiamoli.
Abbiamo pur sempre l’arma regina per “dare e per togliere” ovvero il nostro voto! (ahimè sempre che abbiamo voglia di farne uso)
Forse anche la politica, quella vera, intesa come governo delle città, può ancora dare tanto. Proviamoci e facciamoli provare.
Alle amiche mamme dico: se i vostri ragazzi hanno voglia di esprimersi e le loro idee possono coincidere con quelle di questi ragazzi, incanaliamo queste forze e facciamoli conoscere. Loro amano profondamente la loro terra e vogliono farla rispettare ed evolvere e vogliono dimostrare che, con una buona conoscenza delle nostre problematiche, (si confrontano e studiano) si può gestire (hanno riferimenti competenti) e far fronte alla sistematica ghettizzazione del Sud. Hanno numeri, dati, hanno competenze, hanno entusiasmo e volontà, sono preparati e fanno tutto autonomamente, in squadra.
Di me sapete, di loro ho detto…
cliccate sul link della pagina ufficiale se volete sapere di più.
oppure contattate l’indirizzo mail ufficiale info@unionemediterranea.info

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