Mediterraneo sotto assedio, il 5 Luglio per dire “no” alla tragedia greca.

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Il punto di vista di… Raffaele Vescera. 
La Grecia assediata dal terrorismo finanziario, la Tunisia da quello armato. Non sono certo che si tratti di due avvenimenti tra loro separati causati da differenti motivazioni. Che il popolo greco sia vittima sacrificale dell’ingordigia nordeuropea è ormai noto, meno nota è invece l’azione delle multinazionali che agiscono nell’ombra per l’accaparramento delle risorse nei paesi del terzo mondo. Bisogna chiedersi chi arma la mano del terrorismo islamico, chi ha interesse a scatenare guerre territoriali, chi ci guadagna nel traffico delle armi e perché ogni volta che uno Stato prova a darsi un governo indipendente che miri al benessere nazionale interviene qualcosa per spodestare i legittimi governanti eletti dal popolo al fine di imporre governi fantoccio.
E’ accaduto recentemente in Italia, con Monti e Renzi, imposti dal massone Napolitano per conto terzi, e sta accadendo in Grecia, dove i reiterati dinieghi tedeschi stanno portando alla disperazione un popolo intero.

L’obiettivo della Merkel sembra ormai chiaro, abbattere Tsipras per sostituirlo con un governo di “unità nazionale” che riporti al potere i vecchi fantocci greci asserviti alla finanza internazionale, politici ad alto tasso di corruzione che hanno portato il debito pubblico greco alle stelle, un debito reso inesigibile dalla stessa azione della Troika che, imponendo l’austerità, ha depresso ancor di più l’economia greca, facendola crollare. Il terrore del default greco ha favorito la svalutazione dell’Euro, così utile alle esportazioni tedesche, cresciute impetuosamente negli ultimi anni, mentre i paesi mediterranei entravano in un tunnel senza fine. Se si tratta della terza guerra mondiale, scatenata dalla Germania, questa volta con le armi finanziarie, possiamo stare tranquilli, la Germania vince la battaglie, ma perde le guerre, pur lasciando l’Europa in macerie.

La stessa Germania che esige il pagamento immediato ed integrale del debito greco è quella che, unica nazione al mondo, non ha mai pagato i propri debiti. E’ andata in default due volte, nel 1923 e nel 1945, in seguito alle due guerre mondiali scatenate.
Alla Conferenza di Londra del 1953, le nazioni creditrici tra cui la Grecia e l’Italia, le condonarono il debito ammontante a 23 miliardi di Dollari, il 100% del Pil tedesco dell’epoca. Gli stati creditori consentirono alla Germania, tecnicamente già in default, di dimezzare il debito del 50%, dilazionandolo in 30 Anni, mentre l’Altro 50% l’avrebbe restituito a riunificazione avvenuta, ovvero sine die. Nel 1990 la Germania, per evitare il default, si oppose al pagamento del debito restante, estinguendolo con il pagamento di una cifra irrisoria.

Ma se la Germania è uno squalo che vuole divorare l’Europa, ha trovato nel popolo greco pane per i suoi denti. La resistenza di Tsipras al ricattatorio strozzinaggio della Merkel ha qualcosa di eroico, tale da ricordarci le memorabili gesta dei Greci contro l’impero persiano prima, e quello turco dopo. Se i greci salveranno ancora una volta la civiltà mediterranea, dipende anche da noi, dal nostro sostegno alla loro battaglia. Tsipras ha convocato un referendum il 5 luglio per dire no alle ulteriori e inaccettabili richieste di impoverimento del suo popolo provenienti dalla Troika. I sondaggi dicono che il popolo greco è con il suo legittimo governo e voterà no. Accada quel che accada, la dignità e l’indipendenza di un popolo vale più di una banca.

 

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