L’incredibile Galli della Loggia e il sud raccontato a sua immagine e somiglianza

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di Raffaele Vescera

Stamattina a Napoli, a un convegno sul Sud, che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del mondo politico, imprenditoriale e culturale, il politologo (ma che vordì?) Ernesto Galli Della Loggia (quale?) ha snocciolato il suo repertorio di banalità e luoghi comuni contro il Sud, elencando una serie di stupidaggini, tutte puntualmente contraddette da statistiche, numeri e fatti. Secondo lui al Sud vi sono più truffe, ma i dati forniti dal ministero dicono il contrario. Sempre secondo Galli, al Sud sarebbe arrivato un “fiume di soldi”, anche qui i dati dicono il contrario, lo Stato per un cittadino del Sud spende la metà che per uno del Nord. E secondo della Loggia (nomen omen) gli intellettuali meridionali “amoreggiano un po’ troppo con la cultura popolare della malavita sposata con il filoborbonismo” (sic), l’ha detto citando persino la Gatta cenerentola di Roberto De Simone, tratta dalla novella di Basile, come esempio negativo. Ascoltatelo:

«Ci sono poi anche altri problemi, come le truffe assicurative, che non dipendono dalla criminalità organizzata. O ancora le dinamiche dei concorsi. La diversità di questa parte dell’Italia è anche legato al diverso senso civico, che qui è più debole. Tra l’altro qui è arrivato un fiume di risorse pubbliche. E allora bisogna chiedersi cosa non ha funzionato negli interventi per il Sud che hanno caratterizzato larga parte della Prima Repubblica. Trenta, quaranta anni fa a Napoli c’era più rispetto per le istituzioni di oggi. C’è anche una colpa degli intellettuali: dagli anni Ottanta in poi la parte più significativa e vivace ha iniziato ad amoreggiare un po’ troppo con la cultura popolare, delle sceneggiate, della malavita. Che era anche la cultura dell’omertà, dello sgarro, dell’onore, sposata con il filoborbonismo».

A Galli della Loggia replica il presidente di Unioncamere Andrea Prete, che si dice «orgoglioso di essere del Sud e contesta la visione del politologo, che mostra il Mezzogiorno come immerso tutto sotto una cappa».

Non solo il Galli della Loggia, ma anche altre mummie intellettuali del calibro di Galasso si sono dette sorprese dal recupero d’immagine del Mezzogiorno preunitario accusando di borbonismo chi lo fa, oltre la boutade di De Luca che propone un piano di assunzione di 200.000 giovani nella pubblica amministrazione, ma precari, a stipendio dimezzato e senza diritti, vi sono stati anche interventi più seri, come quello di Adrianno Giannola, presidente dello Svimez che ha parlato della necessità di mettere in campo un piano straordinaio per il Sud, come quello della Cassa per il mezzogiorno che in 10 anni ha fatto recuperare al Sud 10 punti di divario rispetto al Nord, e del prof Calise che ha parlato delle eccellenze dell’univ. di Napoli: «Nel mondo ci sono 35 milioni di studenti per 4200 corsi dei grandi Atenei mondiali. Come Federico II grazie ai fondi europei siamo il primo portale in Europa. Eppure come Italia siamo fanalino di coda per numero di laureati».

Altri interventi sono attesi per stasera e domani, prima della conclusione di Renzi che, ne siamo certi, prometterà mari e monti per il Sud, un Sud che, in verità di mari e di monti tra i più belli del mondo è stato già dotato a sufficienza dalla natura, e ora ha bisogno di fatti più che di promesse elettorali.

Commenti

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Un commento

  • Speriamo che venga presto il 4 dic., così pinocchio smetterà di venire a Napoli in cerca di voti per il suo referendum.
    Mi sbaglierò, ma penso proprio che ci sia un secondo motivo che è da vedere nel fatto che i ns. amici stanno cominciando a realizzare che a Sud si sta muovendo qualcosa. E come farebbero “dopo” a continuare a fregarci?
    Avanti così

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