Dopo-EXPO, altri 200 milioni. La goccia che trabocca.

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di Raffaele Vescera dalla pagina Terroni di Pino Aprile

Nel giorno stesso in cui si scopre che il governo toglie 150 milioni di euro già destinati alla bonifica della Terra dei fuochi, e si scopre che Calabria, Sicilia e Campania sono state escluse dagli stanziamenti per il dissesto idrogeologico, Renzi annuncia un investimento pubblico di 200 milioni di euro ancora per l’Expo, ancora per Milano, dove su parte dell’area fieristica si farà un centro di eccellenza scientifico.
Nella città già ingolfata di ricchezza “assistita” e di ingiustificata supponenza da “capitale morale” dove l’esperienza Expo si è rivelata un fallimentare bluff, con una spesa pubblica di quasi 15 miliardi di Euro, in piccola parte per il fierone delle mancate meraviglie, ma in gran parte per fare opere pubbliche e infrastrutture di collegamento per Milano, come se ne avesse avuto bisogno, e in buona parte finiti in mazzette.

Sia ben chiaro, fare un centro di eccellenza scientifico, come dicono, per la ricerca nanotecnologica e alimentare, allo scopo di “migliorare la qualità della vita”, non ci vede contrari, anzi, ma ciò che si contesta è la concentrazione in una sola parte del paese, sempre la stessa, degli investimenti pubblici, mentre il Sud viene abbandonato a un destino infame. Il Mezzogiorno trattata come “bad company” di una nazione fondata sulla corruzione, tra le prime in classifica al mondo nel campo. Una nazione che attribuisce proprio alla città dove più che altrove si concentra la mazzetta, il ruolo di “capitale morale” è davvero inemendabile. E’ il riconoscimento del malaffare come motore guida del paese.

Ecco dunque gli attacchi mediatici contro la vera capitale d’Italia, pur corrotta, ma non più di Milano, ecco dunque gli attacchi contro la capitale del Sud, quella vituperata Napoli che rialza faticosamente la testa, grazie a un ceto politico comunale onesto (in Italia vi pare poco?) questa sì da proporre come “capitale morale”, visto che sono anni che non si hanno notizie clamorose di arresti, mazzette e tangenti, come del resto a Bari, a Messina ed altre città del Sud, premiate per le loro virtù amministrative. Forse che un Sud virtuoso non è concepibile? Non può appartenere all’idea dell’Italia? Eppure è proprio da queste città, i cui cittadini dallo Stato ricevono la metà dei finanziamenti destinati a quelli del Nord, che spira un vento di buona politica.

Senza entrare più di tanto nel merito del dopo-Expo, sul quale torneremo prossimamente, vi diciamo solo che, oltre i 200 milioni iniziali, costerà 145 milioni l’anno per la gestione delle attività. Parlare di sana ricerca alimentare, dopo aver consegnato l’Expo nelle mani delle multinazionali della cattiva alimentazione, quali Coca Cola e Mc Donald’s, è come regalare una pistola a un killer. Renzi dimentica che, proprio nei giorni scorsi, l’Organizzazione mondiale per la sanità ha definito altamente cancerogeni le carni lavorate così tanto prodotte e consumate al Nord e ha “benedetto”, ove ancora ve ne fosse bisogno, la dieta mediterranea come la migliore al mondo per la salute. Che le cime di rapa pugliesi, i pomodorini campani, il tonno calabrese e le melanzane siciliane, fossero un’eccellenza milanese non lo sapevamo.

Ma Renzi ha le cambiali da pagare, non solo quelle ad Alfano: Ponte sullo stretto, contanti a 3.000 euro e abolizione dell’art. 18, ma deve pagare soprattutto il cambialone alla borghesia del Nord, che ha sostenuto e finanziato dall’inizio il ducetto di Firenze, bravo nel fare il governo più antimeridionale della storia. Così come a suo tempo fece per il duce romagnolo. Ma questa è un’altra storia.

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