Crisi rifiuti, Lega: “Sud paghi da solo multa UE”. UM: i miliardi delle quote latte li ha pagati il Sud con i fondi FAS

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4 miliardi 494 milioni 433.627 euro e 53 centesimi! Tanto hanno dovuto sborsare i contribuenti italiani per gli allevatori che hanno sforato le “quote latte”. La stragrande maggioranza di questa cifra non è mai stata recuperata dallo Stato, dato che gli allevatori più disonesti, sostenuti dalla Lega Nord, non hanno mai pagato le multe. Questa sparuta minoranza (che annovera la Emilat del leghista Fabio Raineri e alcune tra le aziende rappresentate dallo storico leader dei “Cobas del Latte”, Giovanni Robusti, già senatore del Caroccio) non solo ha dissanguato le casse erariali ma si è anche fatto beffe delle migliaia di allevatori onesti che, senza la stessa protezione politica, hanno dovuto pagare di tasca propria.

I furboni delle “quote latte”, residenti per lo più in Padania, hanno negli anni sostenuto l’ascesa del leghismo da movimento dalle velleità regionalistiche (“Prima il Nord”) a partito nazionalista (e xenofobo), strenuo difensore della (presunta) efficienza amministrativa settentrionale. Con la gestione Salvini, infatti, il Carroccio non solo si è messo in tutta fretta alle spalle lo scandalo delle “quote latte” ma si è pure sbarazzato degli scandali finanziari che hanno interessato alcuni tra gli esponenti più importanti (Belsito, Bossi, Cota solo per citare i primi nomi in ordine alfabetico). Succede così, che un Senatore della Repubblica, tale Paolo Arrigoni, capogruppo della Lega Nord in Commissione Ambiente a Palazzo Madama, dichiari candidamente “Venti milioni di euro di multa e 120 mila euro per ogni giorno che la Campania resterà inadempiente alle direttive europee in tema di rifiuti. Questo è il costo dell’incapacità dei vari De Magistris, e cioè degli amministratori locali campani che non riescono a risolvere un’emergenza che va avanti ormai da decenni e che ciclicamente ricade sulle spalle di tutti a suon di tasse […] Visto che sono un branco di incapaci almeno applichino la norma della responsabilità territoriale quindi questa multa se la paghino il comune di Napoli e la regione Campania”.

Il solito doppio-pesismo leghista: ma come, per i furbi delle quote latte del Nord hanno pagato tutti gli italiani e per la “monnezza” devono pagare solo i meridionali?

Il problema della gestione rifiuti in Campania continua a essere rilevante, ma non può considerarsi responsabilità dei soli cittadini o delle sole istituzioni del Sud. È ormai stato acclarato che per anni la terra nostra è stata teatro dei peggiori sversamenti sia di rifiuti urbani dei comuni anche del Nord sia dei veleni delle industrie settentrionali. Il rapporto “Rifiuti S.p.A. Radiografia dei traffici illeciti” di Legambiente e Comando Carabinieri Tutela Ambiente, di cui quest’anno ricorre il primo decennale, ha mostrato, in tempi non sospetti, che il problema rifiuti non ha paternità solo meridionale: “Nei primi anni novanta una vera e propria holding composta da imprenditori, clan criminali, soggetti affiliati a logge massoniche e politici corrotti – ribattezzata da Legambiente come “Rifiuti S.p.A.” – ha gestito il trasporto, dal centro nord del Paese verso il Mezzogiorno, di rifiuti industriali e urbani. Da Lombardia, Piemonte ma anche Toscana verso la Campania ma con propaggini significative nel Lazio, Calabria, Basilicata e Puglia, tir carichi di rifiuti finivano il loro tragitto presso discariche non autorizzate a riceverli e, soprattutto cave abusive, terreni scavati per l’occasione, riempiti di immondizia e ricoperti, aree dell’entroterra disabitate”.

Si parla di Terra dei Fuochi, un’area un tempo fertilissima trasformata in discarica grazie alla solita commistione di malavita organizzata del Sud e di interessi economici del Nord.

Come si legge dal Rapporto, non solo veleni industriali ma anche rifiuti urbani finivano a ingolfare il sistema delle discariche meridionali. È il caso del Comune di Piacenza che sversava la propria “monnezza” nella discarica di Pianura o delle terre di spazzamento di Milano accumulate vicino Grazzanise, oggetto del libro “Gomorra” di Saviano.

Come avete visto, il Nord non può dirsi senza responsabilità, quanto meno morale, nella crisi dei rifiuti in Campania e, pertanto, non può tirarsi indietro nel pagamento della multa.

A questo proposito il portavoce nazionale di Unione Mediterranea, Flavia Sorrentino, ha dichiarato: “ll mancato ottemperamento delle disposizioni dell’UE in materia di rifiuti in Campania, costringe l’Italia a pagare una multa di 20 milioni di euro a cui si aggiungono 120 mila euro per ogni giorno in cui la norma è stata violata. I giornali nazionali con i titoli in prima pagina e sedicenti politici in televisione, provano a far passare il messaggio che il Sud comporta costi insostenibili all’intero paese. Gli italiani popolo di navigatori, colonizzatori e smemorati, dimenticano quanto è costato al Mezzogiorno il pagamento delle multe per le eccedenze delle quote latte da parte degli allevatori del Nord, sacrificando i fondi FAS destinati dall’Europa per lo sviluppo delle aree meridionali. La Commissione europea ha avviato un procedimento contro l’Italia che non ha recuperato le multe dovute. Si tratta di ben 1,7 miliardi di euro che si aggiungono agli oltre 4,5 miliardi già pagati negli anni, mentre da gennaio sono partite 1.455 cartelle esattoriali per recuperare oltre 400 milioni di sanzioni non ancora versate dagli allevatori. La favoletta del Sud sprecone che ruba al Nord virtuoso non funziona più, se non per tenere in piedi la propaganda leghista che per autolegittimarsi si sfoga sui meridionali, svantaggiati dalla disinformazione o più banalmente dal paradosso secondo il quale il ladro si sente sempre derubato”.

Di Mattia Di Gennaro

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