Banca d’Italia, smentita la retorica sul Sud povero. Al momento dell’Unità (1861) la Campania era più industrializzata della Lombardia.

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Ora è ufficiale. Al momento dell’Unità d’Italia la regione con la maggiore produzione industriale era la Campania, con 39,04 milioni di lire. Un valore superiore persino di quello della più estesa e popolosa Lombardia, che si attestava a 36,83 milioni. Il Piemonte era terzo a 29,89 milioni di lire. Seguivano con valori superiori a 20 milioni di lire Veneto, Toscana e Sicilia.

A fare i conti sono Carlo Ciccarelli e Stefano Fenoaltea in un rapporto di 678 pagine appena pubblicato dalla Banca d’Italia e relativo all’industria estrattiera e manifatturiera complessiva, misurata in lire costanti a prezzi del 1911. Ciccarelli è docente a Tor Vergata e Fenoaltea al collegio Carlo Alberto di Moncalieri. Sono oltre quindici anni che firmano lavori di ricostruzione storica dell’economia italiana.

La forza industriale dell’Italia del 1861, va sottolineato, era nel complesso modesta, tuttavia la presenza di aree industriali in tutte le aree della penisola poteva far immaginare uno sviluppo equilibrato. Invece nel giro di pochi decenni la forza produttiva si concentrò in tre regioni (Lombardia-Piemonte-Liguria).

E’ interessante anche verificare cosa accadde in regioni d piccole dimensioni. Nel 1861 l’Umbria aveva una produzione industriale di 3,67 milioni contro i 4,17 della Basilicata, gli 8,87 della Calabria e i 10,28 degli Abruzzi. Ebbene la regione del centro Italia supera la Basilicata nel 1864, la Calabria nel 1887 e gli Abruzzi nel 1898. Il caso della Basilicata è clamoroso perché nel 1900 era esattamente al livello dei 4,14 milioni dai quali era partita, mentre l’Umbria era cresciuta di cinque volte.

Il primato della Campania resiste solo due anni: nel 1863 – segnato dall’eccidio di Pietrarsa – la regione viene superata dalla Lombardia. Il sorpasso del Piemonte arriva nel 1881. Quello di Liguria e Toscana nel 1896. Le posizioni sono segnate e così quando la produzione industriale decolla, a inizio ‘900, gli effetti sui territori sono diversi. In Piemonte si assiste a un più 124% del valore della produzione tra il 1902 e il 1912 (da 90,12 a 201,56 milioni) e la crescita è ancora più impetuosa in Liguria (da 85,12 a 180,56 milioni) e in Lombardia (da 125,14 a 311,62). In Campania si passa da 67,78 a 142,47. In Sicilia da 49,94 a 76,29.

Tutto ciò non rappresenta una novità per chi non si è fermato ai libri di scuola che parlano di un Nord industriale e di un Sud agricolo. Ma il primato della Campania non era mai stato certificato con tanta precisione.

CLASSIFICA REGIONI PER VALORE PRODUZIONE INDUSTRIALE

1861

1. Campania
2. Lombardia
3. Piemonte
4. Toscana
5. Veneto
6. Sicilia

1871

1. Lombardia
2. Campania
3. Piemonte
4. Veneto
5. Liguria
6. Toscana

1881

1. Lombardia
2. Piemonte
3. Campania
4. Veneto
5. Toscana
6. Liguria

1891

1. Lombardia
2. Piemonte
3. Campania
4. Toscana
5. Liguria
6. Veneto

1901

1. Lombardia
2. Piemonte
3. Liguria
4. Toscana
5. Campania
6. Veneto

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