SICILIA, Manifestazione NO MUOS, contro le grandi OPERE INUTILI

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L’8 dicembre a Niscemi in Sicilia si è tenuta una grande manifestazione indetta dai NO MUOS, in occasione della Giornata di lotta europea contro le Grandi Opere Inutili e Imposte.

Ma questa è una notizia…che non fa notizia.

Altrimenti perché mai un solo telegiornale (il tg3 nel suo spazio regionale destinato alla fruizione esclusiva delle televisioni siciliane) ha avuto la dignità di riportare il fatto ai suoi spettatori?

Appare anche anomalo e preoccupante che né “la Sicilia” (il quotidiano più venduto nella parte orientale dell’Isola) né il “Giornale di Sicilia” (il più importante di quella occidentale) menzionino nulla riguardo all’accaduto. Neanche con un misero trafiletto di cronaca locale?

A queste domande non è facile rispondere, e un’analisi sistemica sul funzionamento dei mass media siciliani, meriterebbe un serio approfondimento.

Noi di Unione Mediterranea ci limiteremo, in questa sede, a riportare la nostra testimonianza diretta, cercando così di colmare il più possibile l’asimmetria informativa che grava sulla comunicazione di queste ultime vicende siciliane, prepotentemente taciute.

Nel primo pomeriggio, un clima mite e poco freddo accoglie il corteo alla partenza. I Comitati pacifisti, come da prassi, prendono la guida della marcia, mentre i partiti e le loro bandiere (perlopiù ascrivibili al mosaico delle formazioni di sinistra e alla galassia sicilianista), viene riservata la coda del corteo. In mezzo, la partecipazione di tanti e tanti siciliani provenienti da ogni parte dell’Isola, che ricordiamo essere la più grande e popolosa del Mediterraneo.

Pesa l’assenza delle istituzioni e di larga parte della cittadinanza niscemese, forse perché rassegnatasi alla logica disfattista, che vede irreversibile l’impianto militare straniero, impostogli dallo Stato italiano, e per la piena entrata in funzione dello stesso sistema M.U.O.S..

Il percorso, partendo dalla periferia, ha impegnato diverse vie della città, lungo il tragitto la folla per scandire ed euforizzare la sfilata (e tutti i niscemesi, stavano come di sale, affacciati ai balconi delle proprie abitazioni), andava intonando slogan e canzoni.  Dopo il tramonto la marcia volge al termine, raggiungendo la piazza principale (che per l’occasione era ben  presidiata dalle forze dell’ordine), dove le diverse componenti hanno avuto modo di prendere parola. Tante le tematiche affrontate, fra tutte la più condivisa riguarda lo smantellamento immediato del sistema satellitare, nonché dell’intera base militare che insiste all’interno della riserva naturale.

Gli organizzatori hanno ribadito chiaramente il doppio gioco perpetrato da tutto il Movimento 5 Stelle, prima (a parole) sostenitori delle istanze dei Comitati, oggi irriducibili politicanti che come al solito alle promesse (ricompensate a suon di voti!), non danno mai seguito!

Si sono trattate poi, in modo accurato, le questioni giuridico-amministrative. Dall’attesa della sentenza del Consiglio di Giustizia amministrativa, per il ricorso presentato dai Comitati e Lega Ambiente, sulla inedificabilità della struttura militare all’interno della riserva naturale della Sughereta di Niscemi, alla scarcerazione del noto pacifista siciliano Turi Vaccaro, ai procedimenti vergognosi che vedono imputati gli attivisti No Muos per aver difeso con la loro presenza i diritti dei siciliani e l’ambiente dell’Isola.

Altri interventi, ponevano l’attenzione sull’inquinamento che continua indiscriminatamente a danneggiare l’ambiente e la salute dei siciliani.

Gli interventi fatti dai più giovani (i meno inquadrabili negli schemi politici più definiti) hanno raccolto tutta l’attenzione dei presenti, come una boccata d’aria buona, limpida e frizzantina, esternando subito una netta presa di posizione contro le politiche razziste e xenofobe del vice primo ministro Salvini, nell’interesse e nel rispetto dell’altro in quanto persona fisica, nella tutela della dignità degli individui in quanto tali che (come nel caso specifico degli abitanti del comune di Niscemi) spesso non vedono garantiti i servizi primari più elementari (neanche l’acqua!); e proseguendo con una forte denuncia del vilipendio in atto alla stessa dignità di tutto popolo siciliano, costretto sempre più pressantemente alla fuga verso le latitudini più disparate, forzato a cercarsi un’altra vita.

Riflessioni profonde e coraggiose, di ragazzi che hanno compreso il nesso fra la povertà del proprio territorio e il dramma dell’emigrazione per necessità.

Unione Mediterranea è dalla parte del popolo siciliano, già troppo discriminato dalle politiche unitarie dello Stato centrale, già barbaramente tradito e svenduto dalla propria classe dirigente, che sta dimostrando di saper incarnare egregiamente tutti i vizi che contraddistinguono le peggiori aristocrazie: privilegi, clientelismi e malaffare. Uniti i popoli partecipano alla Storia!

Unione Mediterranea si batte per la pace ed appoggia pienamente tutte le rivendicazioni che sono emerse nel corso degli interventi.

Vogliamo difendere la reputazione dei siciliani, che si vedono esclusi (non per loro volontà), dal novero dei popoli che perseguono la pace, che si rifiutano di esasperare, a seguito degli americani, un contesto già caldo come quello del bacino mediterraneo.

La Sicilia da più di 75 anni viene mortificata dagli Stati Uniti d’America, bombardata, governata, controllata, armata e pesantemente militarizzata, tanto da farne un hub per i loro interessi che oltrepassano i confini della N.A.T.O., e poiché risulta, ormai di fatto, un territorio totalmente sottomesso non vale nemmeno più la pena di rispettare formalmente le norme dello Stato “sovrano” italiano.

L’Italia è un paese anomalo, dopo essere stato pesantemente sconfitto durante il secondo conflitto mondiale, e pur essendo dotato di una costituzione che esplicitamente ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali, è a tutti gli effetti un “paese armato” che viene ripetutamente coinvolto nelle politiche imperialiste dell’Alleanza Atlantica.

Lo Stato italiano preferisce spendere 68 milioni al giorno per armarsi, e non si preoccupa di investirne neanche una parte in servizi e spese sociali…in questa crisi…una vergogna.

Per questo, in tema di difesa, Unione Mediterranea persegue una linea chiara: non vogliamo essere complici dei guerrafondai, né appartenere ad uno Stato palesemente subalterno, che scarica sui suoi territori più deboli gli oneri delle guerre per conto terzi!

Noi vogliamo subito la completa smilitarizzazione della Sicilia e di tutti i territori italiani. Abbiamo come dovere morale l’abbandono della N.A.T.O. e come obiettivo l’adesione al MOVIMENTO DEI PAESI NON ALLINEATI (N.A.M.).

 

 

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