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Comunicato Petizione Terra Nostra

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In occasione delle elezioni europee di Maggio 2014, abbiamo presentato la lista civica di scopo Terra Nostra, con l’obiettivo di inoltrare una petizione al Parlamento europeo per l’istituzione di una commissione straordinaria d’inchiesta, che avesse il compito di monitorare e realizzare verifiche ed analisi sul territorio dell’Italia meridionale e della Sicilia.

Autofinanziandoci ed autorganizzandoci, grazie al contributo e alla volontà di quanti hanno creduto nel nostro progetto, abbiamo raccolto 10.500 firme: 10.500 nomi e cognomi veri, che hanno scelto di impegnarsi in prima persona per denunciare la disparità di trattamento riservata al Mezzogiorno da parte delle istituzioni in materia di ambiente, salute, lavoro, istruzione e tutela dei consumatori.

Il giorno 25 giugno 2015 una delegazione di Unione Mediterranea ha presentato alla Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea la suddetta petizione, corredata delle firme che la Lista Civica di Scopo “Terra Nostra” aveva raccolto nella circoscrizione Italia meridionale, ai sensi dell’articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Con la petizione anche un dossier di 70 pagine, in cui si denunciavano le violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia degli articoli 1 (dignità umana), 2 (diritto alla vita), 15 (libertà professionale e diritto di lavorare), 31 (condizioni di lavoro giuste ed eque), 34 (sicurezza sociale e assistenza sociale), 35 (protezione della salute), 37 (protezione dell’ambiente) e 38 (protezione dei consumatori) della medesima Carta.

La petizione è stata solo un primo passo di una lunga serie di azioni concrete, ed oggi abbiamo un primo risultato che vogliamo condividere con chi ha creduto e lottato insieme a Unione Mediterranea.

COMUNICATO UFFICIALE
Il 17 marzo 2016 la Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea ha dichiarato ricevibile la petizione n. 0748/2015 presentata il 25 giugno 2015 a Bruxelles da una delegazione di Unione Mediterranea in rappresentanza della lista “Terra Nostra”, che in occasione delle elezioni europee del 25 maggio 2014 aveva raccolto circa 10.500 firme nelle regioni della circoscrizione Italia Meridionale, presentate a corredo della petizione stessa. La Presidente della Commissione, on. Cecilia Wikström, con lettera del 17/03/2016 protocollo D305560, ha inviato la petizione all’allora Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, nella speranza che “possa essere usata come contributo alla vostra attività”.

Anche se l’accoglimento delle richieste dipende ora dal Presidente del Parlamento Europeo, che dovrebbe porle all’attenzione dell’agenda dei lavori del Parlamento stesso, quanto ottenuto dalla Commissione Petizioni costituisce comunque un fatto di rilevanza storica per il Sud Italia, senza precedenti, in quanto rappresenta un riconoscimento ufficiale di come lo Stato Italiano tratta le regioni meridionali.

Nella petizione si denunciano le violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia degli articoli 1 (dignità umana), 2 (diritto alla vita), 15 (libertà professionale e diritto di lavorare), 31 (condizioni di lavoro giuste ed eque), 34 (sicurezza sociale e assistenza sociale), 35 (protezione della salute), 37 (protezione dell’ambiente) e 38 (protezione dei consumatori), proponendo al Parlamento Europeo l’istituzione di una Commissione speciale della durata di anni tre denominata “Dignità, vita, lavoro, sicurezza, salute, ambiente e protezione dei consumatori in tutti i territori dell’Unione europea”. In particolare la Commissione dovrebbe avere il compito di:
– analizzare e valutare nell’intera area dell’Unione europea, a partire dall’Italia meridionale e dalla Sicilia, l’entità del fenomeno dell’avvelenamento dei territori da interramento dei rifiuti, affondamento di navi e altre forme di devastazione ambientale, con particolare attenzione alla qualità delle acque, dei cibi, dell’aria;
– valutare proposte per circoscrivere le aree contaminate e procedere alle bonifiche; promuovere una certificazione dei prodotti nell’interesse primario della salute dei consumatori e della tutela delle attività imprenditoriali;
– verificare il corretto utilizzo dei fondi pubblici e in particolare dei finanziamenti dell’Unione Europea;
– proporre misure adeguate che consentano all’Unione di prevenire e contrastare tali minacce, a livello internazionale, europeo e nazionale.

Nella petizione si mette in evidenza come “il popolo dell’Italia del sud vive da 154 anni una situazione di colonia interna che ha origine dall’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna nel 1861”, descrivendo brevemente i passaggi storici di tale colonizzazione, avvenuta anche con l’uso indiscriminato delle armi da parte dell’esercito Sabaudo.

È poi riportata una serie di dati dettagliati e tabelle (tra cui un estratto del drammatico rapporto SVIMEZ 2014) che arriva fino ad oggi, relativa alla situazione economica ed infrastrutturale del Sud Italia, in cui si dimostra la disparità di trattamento tra il Meridione ed il resto della penisola. Un ampio capitolo è dedicato all’inquinamento dei territori meridionali ad opera di aziende settentrionali ed europee senza scrupoli, con le ormai acclarate complicità di organi dello Stato, ed alle trivellazioni indiscriminate autorizzate dai vari governi italiani, che stanno distruggendo la possibilità di vivere in alcune zone del Paese come la Val D’Agri, e che in un futuro non lontano potrebbero minacciare la balneabilità delle nostre coste. La petizione, consistente in 71 cartelle, si conclude con altre richieste, oltre a quella di istituire una Commissione speciale: istituire una giornata alla memoria che possa restituire la dignità ad una parte della popolazione italiana che ha fortemente contribuito, obtorto collo, all’unificazione nazionale; ripartire i mezzi finanziari statali ed europei in maniera commisurata alla percentuale rappresentata dalla popolazione del Sud d’Italia rispetto alla totalità della popolazione italiana, cosa che oggi, con vari trucchi creati ad arte dai governi italiani e descritti nella petizione, non viene fatta; richiesta di un’audizione dei redattori della petizione di fronte al Parlamento Europeo per presentare in dettaglio la situazione dei nostri territori. Abbiamo cercato negli ultimi mesi di ottenere quanto richiesto, sollecitando in tal senso l’attuale Presidente Antonio Tajani, ma solo l’azione congiunta degli eurodeputati meridionali potrebbe portare ad ottenere qualche risultato pratico. Dubitiamo che questo possa accadere considerato il comportamento dei nostri rappresentanti politici, sia a Bruxelles che a Roma, propensi più agli interessi personali e di partito che a quelli generali delle popolazioni meridionali. Ma continueremo la nostra lotta per rendere giustizia a quanti hanno dovuto lasciare la propria terra e per evitare che i nostri giovani continuino a farlo.
Un ringraziamento particolare va a tutti quelli che hanno firmato e redatto la petizione.

Comitato Coordinamento Nazionale
MO Unione Mediterranea

Clicca qui per scaricare l’intera petizione in formato PDF

Senso di minorità a scuola: dobbiamo cambiare i libri di storia sul Risorgimento

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L’intervista di “vairanonews.it Leggi tutto

Unione Mediterranea: presentata petizione al Parlamento Europeo

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Storica iniziativa del movimento Unione Mediterranea che presenta a Bruxelles la prima petizione ufficiale relativa alle violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia di dignità umana, diritto alla vita, libertà professionale e diritto di lavorare, condizioni di lavoro giuste ed eque, sicurezza sociale e assistenza sociale, protezione della salute), ambiente e consumatori.
Ai sensi dell’articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea i sottoscritti cittadini dell’Unione, presentatori della Lista Civica di Scopo “Terra Nostra” nella circoscrizione Italia meridionale alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del 25 maggio 2014,denunciano così una serie di violazioni diritti fondamentali convinti che quanto accade in termini di traffico di rifiuti pericolosi, sicurezza alimentare e ambientale, diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose, corretto funzionamento delle istituzioni nazionali e locali, contrasto alla malavita organizzata, sviluppo sociale ed economico e utilizzo dei fondi strutturali europei nell’Italia meridionale e nella Sicilia sia di diretto interesse di tutte le istituzioni dell’Unione Europea.

Enrico Inferrera, Segretario Nazionale di Unione Mediterranea afferma con forza la necessità per i cittadini del Sud di ottenere risposte concrete dalle Istituzioni, ed in primis dall’UE. Secondo Inferrera “Unione Mediterranea dunque segue tutte le strade istituzionali volte ad una presa di posizione forte delle Istituzioni, che sembrano aver dimenticato storia e potenzialità del meridione”.

Sulla stessa linea di pensiero Flavia Sorrentino, portavoce di Unione Mediterranea, secondo cui “la petizione non si ferma alla denuncia ma affronta anche la fase di propositiva, proponendo l’istituzione nel Parlamento europeo una Commissione speciale della durata di anni tre denominata “Dignità, vita, lavoro, sicurezza, salute, ambiente e protezione dei consumatori in tutti i territori dell’Unione europea”.

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti è possibile visitare il sito ufficiale di Unione Mediterranea all’indirizzo www.unionemediterranea.info

Unione Mediterranea in Europa presenta una petizione sui diritti al Sud. Ecco le tappe.

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UNIONE MEDITERRANEA PRESENTA UNA PETIZIONE ALLA COMMISSIONE PER
LE PETIZIONI DELL’UNIONE EUROPEA-

24 giugno alle ore 15,30 incontro a Charleroi con la comunità italiana. Commemorazione caduti di Marcinelle con deposizione di una corona di fiori a nome di Unione Mediterranea.

25 giugno Alle ore 10,30 consegna  delle firme alla Commissione per le petizioni a Bruxelles.

27 giugno Incontro con il marchese Olivier de Trazegnies, discendente di Alfred de Trazegnies trucidato senza processo come brigante dall’esercito piemontese.

Diritti fondamentali al Sud: UM presenta una petizione all’UE contro lo Stato Italiano

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Il Giorno 25 giugno alle ore 10,30 una delegazione di Unione Mediterranea guidata dalla dott.ssa Rosella Cerra presenterà alla Commissione per le Petizioni dell’Unione Europea una petizione ai sensi dell’articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Con la petizione, un dossier di 70 pagine, si denunciano le violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia degli articoli 1 (dignità umana), 2 (diritto alla vita), 15 (libertà professionale e diritto di lavorare), 31 (condizioni di lavoro giuste ed eque), 34 (sicurezza sociale e assistenza sociale), 35 (protezione della salute), 37 (protezione dell’ambiente) e 38 (protezione dei consumatori).

Unione Mediterranea propone l’istituzione nel Parlamento europeo di una Commissione speciale della durata di tre anni denominata “Dignità, vita, lavoro, sicurezza, salute, ambiente e protezione dei consumatori in tutti i territori dell’Unione europea”, che dovrebbe avere il compito di analizzare e valutare nell’intera area dell’Unione europea, a partire dall’Italia meridionale e dalla Sicilia, l’entità del fenomeno dell’avvelenamento dei territori da interramento dei rifiuti, affondamento di navi e altre forme di devastazione ambientale, con particolare attenzione alla qualità delle acque, dei cibi, dell’aria; valutare proposte per circoscrivere le aree contaminate e procedere alle bonifiche; promuovere una certificazione dei prodotti nell’interesse primario della salute dei consumatori e della tutela delle attività imprenditoriali; verificare il corretto utilizzo dei fondi pubblici e in particolare dei finanziamenti dell’Unione Europea; proporre misure adeguate che consentano all’Unione di prevenire e contrastare tali minacce, a livello internazionale, europeo e nazionale.

Unione Mediterranea chiede inoltre una revisione della storia dell’unificazione italiana così come viene raccontata sui libri scolastici, con il riconoscimento delle vere cause e delle modalità che hanno portato all’unificazione nazionale ed alle discriminanti modalità di gestione delle popolazioni meridionali; chiede altresì che si metta fine alla disparità di trattamento economico tra il Sud e le altre aree del Paese che si perpetra ininterrottamente da 155 anni, unita al furto continuo di risorse materiali ed umane.

La petizione sarà corredata di circa 10500 firme che la Lista Civica di Scopo “Terra Nostra” ha raccolto nella circoscrizione Italia meridionale in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del 25 maggio 2014. L’appuntamento per la consegna della petizione è alla Rue Wiertz 60, dove la delegazione potrà rispondere alle domande dei giornalisti che vorranno essere presenti. Si segnala inoltre che la stessa delegazione si recherà il 24 giugno alle ore 15,30 a Charleroi, presso la miniera di Marcinelle, per incontrare la comunità italiana e per rendere omaggio alle vittime del tragico incidente con la deposizione di una corona di fiori.

 

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La petizione per i diritti del Sud è stata inviata in Europa

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Al vaglio degli uffici di competenza del Parlamento Europeo sarà sottoposta la Petizione, che in occasione delle elezioni europee di Maggio 2014, abbiamo presentato con la lista civica di scopo Terra Nostra. Autofinanziandoci ed autorganizzandoci, grazie al contributo e alla volontà di quanti hanno creduto nel nostro progetto, abbiamo raccolto oltre 13.000 firme, 13.000 nomi e cognomi veri, che hanno scelto di impegnarsi in prima persona, per denunciare la disparità di trattatamento riservata al Mezzogiorno da parte delle istituzioni in materia di ambiente, salute, lavoro, istruzione e tutela dei consumatori.

Non sappiamo quale sarà la risposta dell’Europa, ma siamo fiduciosi che le istanze di miglialia di cittadini meridionali, con i quali abbiamo preso un impegno di credibilità e coerenza, non resteranno inascoltate. Noi di Unione Mediterranea sottolineamo già da ora, che seguiremo l’iter procedurale necessario e faremo tutto quanto in nostro possesso, affinchè sia accolta la nostra richiesta.

Perchè abbiamo dimostrato:
-che vincono le idee e che il buon senso e la giustizia sociale vengono prima di qualsiasi orientamento politico o personale;
-che è necessario compattarsi per realizzare cambiamenti.
-che esiste un popolo più consapevole, che lotta e rivedica i suoi diritti.

La petizione è solo un primo passo di una lunga serie di azioni concrete, che oggi partono da una cifra a tre zeri (+13.000).
Grazie a quanti hanno dedicato tempo, passione ed energie. La vittoria è del fronte che ci Crede. Noi ci crediamo.
UM