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La più grave minaccia per Napoli non è il Vesuvio ma l’Italia.

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1973. Una partita di cozze avariate provenienti dalla Tunisia invade l’Europa e causa un’epidemia di colera che coinvolge molte città del Mediterraneo dove è per tradizione elevato il consumo di mitili. Casi di contagio si verificano a Napoli ma anche in città come Bari, Palermo, Barcellona, Marsiglia.
A Napoli parte una colossale operazione di profilassi con la collaborazione della cittadinanza (chi c’era lo ricorderà bene) che durerà due mesi (agosto e settembre) e che porterà l’ Organizzazione Mondiale della Sanità a dichiarare risolta l’epidemia in città nel mese di ottobre. A Barcellona, tanto per dire, l’OMS fece la stessa dichiarazione soltanto due anni dopo. Eppure, grazie ai media italiani, quell’evento è passato alla storia cone il colera a Napoli. E il marchio di infamia permane tuttora sulla pelle dei cittadini. La conseguenza della campagna stampa fu che Napoli scomparì dalle mappe del turismo per qualche decennio a causa dell’immagine della città che era stata iniettata nell’opinione pubblica.

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2013. L’Espresso pubblica un rapporto della Nato che tecnici accreditati hanno giudicato sproporzionato. Gli americani nel documento tracciano una irreale mappa del pericolo indicando le zone dove sarebbe concentrato il rischio invitando il proprio personale ad evitarle.
Per oltre 20 anni aziende del nord, per abbattere i costi dello smaltimento legale, hanno fatto accordi con la camorra per sversare nelle terre della Campania Felix (la terra più fertile al mondo che consente 4 raccolti all’anno) milioni di tonnellate di rifiuti tossici di natura industriale con il terrore di inquinamento delle falde. Tecnici ed analisti dell’azienda idrica comunale insorgono garantendo che l’acqua napoletana è la più analizzata d’Italia e la migliore tra quelle erogate dalle città italiane.

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2016. Riprende la guerra di camorra in città. Lo stato non riesce a garantire la legalità. In realtà non ha interesse a combattere il degrado di alcuni quartieri con tassi elevatissimi di disoccupazione, evasione scolastica etc… abbandonando la popolazione nelle mani della criminalità. La camorra svolge la funzione di controllo sociale per supplire alla mancanza di politiche sociali, della scuola e del lavoro di esclusiva pertinenza della stato completamente assente. Del resto cosa potrebbe accadere se centinaia di migliaia di persone non trovassero nella camorra l’opportunità di attività illegali che garantiscano la sussistenza delle loro famiglie? Quale pressione sociale si produrrebbe in quei quartieri degradati? L’accordo tra lo stato che si limita a rappresentazioni teatrali con l’invio dell’esercito senza minimamente affrontare il problema alla radice e la criminalità cui sono stati ceduti pezzi di territorio nei quali offre risposte alla popolazione che lo stato italiano si rifiuta di prendere in considerazione è evidente a chi ha occhi per vedere e non per leggere i giornali. Diversamente infatti lo stato sarebbe costretto ad effettuare importanti investimenti contraddicendo il proprio comportamento tenuto per tutti i 155 anni della Malaunità.

Potete fare le copertine che volete e scaricare la colpa sui napoletani ma il vero pericolo, la minaccia e la causa di tutti i problemi per Napoli e per il suo popolo è l’Italia.

Attilio Fioritti