Mega-deposito Q8/Energas a Manfredonia: decisione del MISE rinviata a data da destinarsi e nuove speranze di vittoria per i cittadini

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Per chi non fosse ancora a conoscenza di tale vicenda, la ditta Q8/Energas di Diamante Menale, imprenditore di Napoli, alla fine degli anni ’90 siglò un accordo col Comune di Manfredonia per installare un mega-deposito di GPL nei pressi della città sipontina, precisamente in località Santo Spiriticchio.
Dopo tanti anni di silenzio, i termini dell’accordo sono partiti all’incirca 2-3 anni fa e da allora tutti i manfredoniani si sono attivati per bloccare tale pericolo per le seguenti ragioni:

1) E’ pericolosissimo, poiché una minima scintilla scatenerebbe un’esplosione che raderebbe al suolo l’intera città e le aree limitrofe, dato che il GPL, che, secondo i piani, dovrebbe essere trasportato e scaricato dalle navi presso il fatiscente Porto Industriale “Alti Fondali”, ormai ai limiti dell’agibilità, giungerà da lì fino al mega-deposito tramite un tubo sottomarino che per l’appunto attraversa parallelamente quasi tutta la cittadina;

2) Il tubo distruggerebbe l’intera fauna e flora sottomarina, poiché il GPL, essendo una miscela di idrocarburi molto fredda, andrebbe costantemente riscaldato per evitare problemi nel tubo, scatenando di conseguenza danni indicibili nelle immediate vicinanze per via delle alte temperature;

3) Il mega-deposito dovrebbe essere costruito in un’area naturalistica protetta, ovvero Santo Spiriticchio, parte integrante del Parco Nazionale del Gargano, e nei pressi della base NATO dell’Aeronautica Militare di Amendola, provocando quindi un ulteriore danno all’ambiente e divenendo un potenziale obiettivo molto ambito da eventuali terroristi;

4) L’area scelta per la costruzione dell’impianto è una zona altamente sismica, poiché vicina a ben tre faglie particolarmente attive: la faglia di Rignano, quella di Mattinata e quella di Candelaro.

Il 13 novembre 2016 i manfredoniani sono stati chiamati al voto per un referendum consultivo, con la schiacciante vittoria del NO al deposito, raggiungendo il 96,02% dei cittadini contrari ma, almeno fino a qualche giorno fa, aleggiava ormai da tempo il forte timore che tale votazione fosse finita nel dimenticatoio, poiché oscurata dai troppi interessi economici in ballo nel Golfo di Manfredonia, minacciato ora, tra l’altro, anche dall’approdo di un metanodotto della SNAM e da un parco eolico offshore della ditta tedesca WPD, che danneggerebbero ulteriormente la già martoriatissima costa.

Per questa motivazione, il Circolo Territoriale di Capitanata, BAT e Bari “Matteo Mangiacotti”, durante l’evento serale tenutosi in Piazza del Popolo a Manfredonia il 18 marzo, si è alleato, a nome di MO! – Unione Mediterranea, con Manfredonia Nuova, principale movimento politico della città impegnatosi seriamente a contrastare questi “ecomostri”, affiancato anche dalle numerosissime associazioni di cittadini ed attivisti, tra le quali spiccano anche i 5 Stelle del gruppo Manfredonia in Movimento Amici di Beppe Grillo, e, tutti insieme, hanno portato avanti la lotta, giungendo fino a Roma, nella mattinata di giovedì 13 aprile, quando i suddetti movimenti, appoggiati sul posto anche da noi di MO! – Unione Mediterranea, tramite i membri del Circolo Territoriale di Roma, si sono recati dinanzi alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico in via Molise per manifestare e rendere nota la loro contrarietà al progetto, proprio mentre era in corso la conferenza decisoria negli uffici del MISE, alla quale ha preso parte il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi.

Dopo ore di continue proteste e dopo una lunga attesa, il primo cittadino di Manfredonia si è incontrato con i manifestanti, capitanati dal leader e consigliere comunale di Manfredonia Nuova Italo Magno e da Gianpaolo de Giorgio e Luigi Starace di Manfredonia in Movimento, e ha riferito loro che il MISE ha determinato la sospensiva dell’incontro a data da destinarsi, poiché il sindaco, come rappresentante del Comune di Manfredonia, appoggiato dalla Regione Puglia, dichiaratasi ufficialmente contraria al progetto di Menale in seguito al risultato del referendum cittadino del 13 novembre, ha sottolineato l’importanza di effettuare ulteriori rilievi per quanto riguarda l’impatto paesaggistico ed urbanistico e l’agibilità del Porto Industriale “Alti Fondali”, prima di emettere la sentenza finale.

“Non è quindi una questione di interessi politici”, come affermato dal sindaco, “ma di valutazione tecnica e di sicurezza dei cittadini e dell’intera area di Manfredonia”, questioni entrambe accettate dal Ministero, il quale ha fornito, agli enti preposti per i nuovi rilievi, 30 giorni di tempo, a partire dalla pubblicazione dell’esito della conferenza del 13 aprile, per consegnare i risultati ed indire dunque il nuovo incontro per decidere una volta per tutte le sorti della città fondata da Manfredi di Svevia, famosa anche come la “Porta del Gargano”, con la speranza che, almeno per una volta, le richieste dei cittadini vengano esaudite.

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