Intanto che in italia assistiamo ad “un’orgia politica” il sud rischia un gancio che potrebbe mandarlo definitivamente al tappeto.

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Un taglio ai fondi di coesione del 5%, quasi quattro miliardi di tagli, che si aggiungerebbero ai circa 2,5 miliardi che il nostro Paese rischia di perdere per effetto della proposta di dicembre di Bruxelles che li vorrebbe destinare ai Paesi che vogliono attuare le riforme strutturali.

Il pericolo per l’Italia è una sforbiciata di 6 miliardi, di cui circa 4 sono quelli che perderebbe il Sud.

Oggi, 2 maggio, quando la Commissione presenterà ai governi (in Italia non sappiamo ancora a quale) la sua proposta sul nuovo quadro finanziario dell’Unione, che dovrebbe ripartire un budget di 1.020 miliardi nei sette anni dal 2021 al 2027. Un bilancio condizionato dalla necessità di far quadrare i conti dopo la Brexit. Di Maio, Salvini, Berlusconi e Renzi, non sono ancora giunti alla divisione delle poltrone e questo potrebbe essere letale per il Mezzogiorno.
La stangata per il Sud sui fondi di coesione si tradurrebbe infatti in un taglio di 1,08 miliardi dei programmi operativi Fse (Fondo sociale europeo) e Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) che penalizzeranno soprattutto Puglia (360 milioni ), Campania (266 milioni) e Sicilia (265 milioni).
Per il sud si tratta di una battaglia per la sopravvivenza, il punto di non ritorno, per un territorio abbandonato dalla politica nazionale, è ormai dietro l’angolo. Già ultime in Italia le regioni del Mezzogiorno sono, secondo Eurostat, anche le ultime tra le 270 Regioni della UE.
MO Unione Mediterranea non accetterà passivamente di veder morire la propria terra.

Massimo Mastruzzo 
Portavoce Nazionale MO Unione Mediterranea

 

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