COSA MANCA AL SUD

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di Massimo Mastruzzo
Portavoce Nazionale MO Unione Mediterranea

Cosa manca al Sud? una vera coscienza meridionalista. E non perché non amiamo la nostra terra, ma perché anni di colonizzazione ci hanno convinti che da soli non saremmo capaci di salvarci e perché nessuno si metterebbe a fare il ragionamento perverso del “Prima il Nord” dell’Homo padanus. Non tanto per educazione, quanto per la convinzione che nulla possa cambiare, che non valga la pena lottare.

Tanto per cominciare, il Sud non si è mai reso conto che sono i suoi voti a decidere le elezioni in Italia, né che con i suoi voti abbia sempre mantenuto in piedi un sistema che lo danneggiava incrementando il divario col Nord. Forse che ai meridionali vada bene così: assistenzialismo e qualche condono in cambio di voti ?

Quando la Lega Nord era ancora brutta e cattiva e con il coso duro urlava “separiamoci”, non solo nessuno gli ha risposto che stava usando un tono fortemente anticostituzionale, ma con il suo “coso” duro è arrivata a governare l’Italia al motto di Prima il Nord.

Mentre il Sud, che sul suo “coso” duro ha sempre mantenuto una certa privacy, se prova ad alzare il ditino per prendere la parola viene additato di revanscismo.

Anche questa volta il Sud va al voto elemosinando attenzione dagli stessi distratti partiti nazionali, speranzoso che prima o poi qualcuno gli porga la mano per tirarlo fuori dalla palude degli ultimi posti dell’intera Comunità Europea, e magari, nella migliore tradizione del cornuto e mazziato,  la mano spera che gliela porga l’ex partito secessionista fautore della Padania libera, oggi però pentito e convertito sulla via della Salerno/Reggio Calabria a nuovo Salvatore del povero popolo meridionale.
Avendo il Sud un problema comune: il dramma del lavoro che non c’è, servizi , infrastrutture, ferrovie, strade, ospedali, inefficienti ( ignorati da sempre da tutte le forze in campo, e per questo presenti da decenni ) non vedo come la soluzione possa arrivare dalla possibilità di poter acquistare un’arma per la difesa personale o dalla lotta, giusta o sbagliata non è argomento di quest’articolo, degli immigrati arrivati quando oramai Garibaldi &co. avevano già obbedito. I problemi del meridione c’erano prima degli immigrati e ci sono anche adesso. I nostri nonni furono costretti a emigrare per gli stessi motivi per cui oggi lo fanno i loro nipoti. Questo non vuol dire che non esiste il problema della regolamentazione dell’immigrazione, ma dubito che sia il primo problema del Mezzogiorno.

I meridionali che osannano Salvini (alleato con Berlusconi e Meloni) dovrebbero ricordare che pizzo e mazzette le pretende la mafia locale, con la collusione della stessa politica, non certo lo straniero che raccoglie pomodori e arance nei campi.

La Questione Meridionale, rimane uno storico problema nazionale, vecchio almeno quanto gli stessi soliti partiti che oggi ci offrono con l’ennesima legislatura la stessa soluzione riscaldata.

 

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Un commento

  • “La Questione Meridionale, rimane uno storico problema nazionale, vecchio almeno quanto gli stessi soliti partiti che oggi ci offrono con l’ennesima legislatura la stessa soluzione riscaldata”. Per non votare detti Partiti Nazionali, Unione Mediterranea avrebbe dovuto candidarsi presentando pressoché ovunque nei collegi del Sud il suo simbolo, così che tutti i meridionalisti potessero votarla ed invitare quante più persone possibile a votarla. Magari avremmo preso pochi voti rispetto ai “Nazionali”, ma sarebbe stato un segnale importante. Segnale che anche questa volta non potremo inviare.
    A quando questa possibilità?

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